Boeing – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 13:20:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Boeing – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Boeing e Dassault Systèmes consolidano la loro partnership https://www.datamanager.it/2017/08/boeing-dassault-systemes-consolidano-la-partnership/ Fri, 04 Aug 2017 12:00:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129847 Boeing estende l’utilizzo delle tecnologie di Dassault Systèmes implementando la Piattaforma 3DEXPERIENCE per la gestione delle attività produttive (MOM) e del ciclo di vita dei prodotti (PLM) Dassault Systèmes e Boeing hanno ampliato la loro collaborazione. Boeing estenderà infatti l’utilizzo dei prodotti di Dassault Systèmes sui programmi di aviazione civile, spaziale e militare, adottando la piattaforma […]

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Boeing estende l’utilizzo delle tecnologie di Dassault Systèmes implementando la Piattaforma 3DEXPERIENCE per la gestione delle attività produttive (MOM) e del ciclo di vita dei prodotti (PLM)

Dassault Systèmes e Boeing hanno ampliato la loro collaborazione. Boeing estenderà infatti l’utilizzo dei prodotti di Dassault Systèmes sui programmi di aviazione civile, spaziale e militare, adottando la piattaforma 3DEXPERIENCEdi Dassault Systèmes.

La decisione è giunta al termine di un processo di selezione basato su un’analisi rigorosa delle capacità tecniche e funzionali, dei costi e dei benefici lungo tutta la catena del valore. Boeing implementerà la piattaforma 3DEXPERIENCE in fasi successive puntando sulle soluzioni specifiche per il settore aerospaziale e difesa Winning Program, Co-Design to Target, Ready for Rate, Build to Operate e License to Fly, con l’obiettivo di consolidare le proprie attività digitali di collaborazione, progettazione, ingegneria, analisi, pianificazione ed esecuzione della produzione a tutti i livelli dell’organizzazione.

“Dassault Systèmes è orgogliosa di collaborare con Boeing, che si appresta a vivere un altro secolo di grande innovazione insieme a un partner di fiducia. Boeing non solo è un riferimento nel proprio settore, ma influenza anche il progresso di tutti i settori della società moderna,” sottolinea Bernard Charlès, Vice Chairman and CEO, Dassault Systèmes. “L’era industriale è giunta a una svolta che cambierà nuovamente il paradigma. Lo scambio parallelo di dati fra attività virtuali e reali trasformerà la catena di incremento del valore in una catena di creazione del valore. L’intera impresa ‘estesa’ potrà misurare e controllare costantemente i processi operativi nell’ottica della massima efficienza e del miglioramento dei risultati economici. Questo è ciò che definiamo ‘Business nell’era delle esperienze’.”

La piattaforma 3DEXPERIENCE consente di ridurre i costi di integrazione e supporto, aumentare la produttività, promuovere l’innovazione e agevolare l’introduzione di best practice per standardizzare il lavoro lungo tutta la catena del valore. Oltre a simulare prodotti e processi, la piattaforma 3DEXPERIENCE aiuta a individuare ed eliminare potenziali rischi e problemi di qualità prima di andare in produzione. La piattaforma offre un’unica fonte di dati per tutti gli applicativi, mettendo a disposizione informazioni affidabili e fruibili in tempo reale e modalità di comunicazione trasparente a tutti i livelli dell’azienda e della supply chain, trasversalmente alle varie generazioni di prodotti. Questa continuità digitale migliora la gestione e l’analisi dei dati.

“La scelta di adottare la piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes è un passo fondamentale per la nostra trasformazione digitale. Questa tecnologia abilitante offre funzionalità di progettazione e produzione su scala globale che sosterranno la nostra azienda nel secondo secolo di vita,” ha dichiarato Ted Colbert, Chief Information Officer and Senior Vice President of Information Technology & Data Analytics, Boeing. “Il valore di questa partnership strategica ampliata risiede nella volontà reciproca di cambiare il modo in cui Boeing si relaziona con il mondo, lo protegge, lo esplora e lo ispira.”

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Come sarà la fabbrica del futuro? https://www.datamanager.it/2017/05/sara-la-fabbrica-del-futuro/ Fri, 12 May 2017 13:03:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124695 Cloud computing e manufacturing. Con un mix di strategie e di tecnologie abilitanti, i CIO “alchimisti” si preparano per affrontare la rivoluzione della fabbrica smart. Stiamo andando verso un modello “Lego-like” a logica incrementale. Dati, processi e persone sono al centro della trasformazione, ma il cloud si trascina dietro tutto. E la sicurezza resta la […]

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Cloud computing e manufacturing. Con un mix di strategie e di tecnologie abilitanti, i CIO “alchimisti” si preparano per affrontare la rivoluzione della fabbrica smart. Stiamo andando verso un modello “Lego-like” a logica incrementale. Dati, processi e persone sono al centro della trasformazione, ma il cloud si trascina dietro tutto. E la sicurezza resta la priorità numero uno

«Smart manufacturing is cloud computing»! Poteva essere il titolo di questo dossier invece si tratta di un tweet che arriva dagli Stati Uniti e che in qualche modo anticipa la conclusione del nostro viaggio nella “fabbrica smart”, con buona pace della suspense. A firmarlo è Kevin Jackson (fondatore della rete americana GovCloud, ideatore del blog “Cloud Musings” e riferimento del Governo federale in qualità di technology and business consultant, specializzato in soluzioni mission critical per lo smart manufacturing) a esserne più che convinto. Jackson ha elaborato una visione dello scenario “smart manufacturing”, nella quale i due paradigmi per la piattaforma di comunicazione (Digital Thread) e per la visualizzazione di prodotto (Digital Twin) sono guidati dal cloud.

Data Manager allora ha chiesto a Jackson di guardare al mondo delle imprese in cui “the combination” si sia rivelata vincente e di “farci qualche nome”. Per tutta risposta ce ne ha fatto uno che ne vale mille e ha citato Boeing, la più grande industria americana di aeromobili e la più grande azienda nel settore aerospaziale, che a 100 anni dalla sua fondazione a Seattle rappresenta un caso eccellente di trasformazione industriale capace di intercettare non solo l’evoluzione della fabbrica, ma anche il futuro del volo. In estrema sintesi ecco la sua “scoperta”: soltanto combinando Digital Thread, Digital Twin e Cloud Computing, l’industria manifatturiera abilita lo smart manufacturing e l’Industria 4.0.


#DigitalThread #DigitalTwin #CloudComputing, la formula per l’Industria 4.0
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INNOVAZIONE, INTEGRAZIONE E INFORMAZIONE

L’industria manifatturiera sta vivendo un processo di grande trasformazione e noi abbiamo il privilegio di vivere questo momento straordinario di cambiamento. Per Lorenzo Veronesi, research manager di IDC Manufacturing Insights EMEA, la maggior parte delle aziende manifatturiere ha preso coscienza finalmente di come le fabbriche vadano poste al centro dell’intero modello di innovazione di business. «La visione di IDC è che entro il 2020, le operations di fabbrica saranno il centro del processo di trasformazione per il 70% delle aziende mondiali. Questo processo è centrato sulla messa in opera di sistemi produttivi intelligenti e interconnessi». Come altrimenti poter garantire una risposta rapida ed efficiente alle esigenze di una domanda che vuole prodotti iperpersonalizzati nel minor tempo possibile (in poche parole “tutto e subito”, e guai a sbagliare, perché un recall può costare caro, soprattutto nel tempo dei social)? Come fare altrimenti a competere in mercati globali che sembrano una marcia forzata a essere meglio degli altri, a un costo inferiore? Per questo, accanto ai tradizionali KPI quali Velocità, Costo e Qualità – secondo IDC – le aziende dovranno focalizzarsi sempre più su Innovazione, Integrazione e Informazione. In apparenza – fa notare Veronesi – queste sembrerebbero più le parole d’ordine del mondo IT, ma va considerata la seguente questione: «Per quanto intensi possano essere gli investimenti in automazione, si raggiungerà una vera creazione di valore in fabbrica solo tramite un processo di profonda integrazione dei dati. La capacità di raccogliere e analizzare i dati provenienti dai processi produttivi, e convertirli immediatamente in informazioni rilevanti per chiunque ne abbia bisogno a diversi livelli di processo e organizzativi, questa è la rivoluzione. La sinergia tra il cloud e il mondo Big Data (BDA) offre nuove opportunità, amplificate dalla distribuzione capillare di sensori IoT e strumenti di mobilità personale».

È almeno da cinque anni che assistiamo a un profondo interesse da parte delle aziende manifatturiere verso quelle tecnologie che IDC definisce come “terza piattaforma” (Cloud, BDA, Social e Mobility) per supportare i loro processi di fabbrica. «Mentre alcune tecnologie, come per esempio i dispositivi mobili, hanno ricevuto una trazione di spesa forte – spiega Veronesi – soprattutto perché visti come strumenti preziosi per raccogliere e distribuire informazioni, il cloud è stato spesso considerato una parola “tabù” per le troppe aziende che hanno rifiutato di utilizzarlo in fabbrica. Il perché è presto detto. I problemi (reali o percepiti) di sicurezza, privacy e disponibilità dati hanno reso il cloud una piattaforma inadatta per eseguire applicazioni mission-critical di raccolta e gestione di una quantità colossale di dati in tempo reale prodotti dalle moderne fabbriche». Tuttavia, stiamo osservando un rapido e drastico cambiamento di direzione. «Molte aziende – rileva Veronesi – stanno realizzando l’opportunità immediata di utilizzare il cloud come il collante per una piattaforma aziendale dedicata all’analisi dei dati provenienti dalla fabbrica e la loro conversione in informazioni rilevanti». Ad ogni modo, uno dei principi chiave di questa cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” è “comunicare ed essere collegato”. Processi, persone e impianti devono essere in grado di connettersi e comunicare tra loro tramite l’IoT. «La crescente domanda per prodotti consegnati “in lotto singolo” – continua Veronesi – renderà sempre più difficile controllare tutti i processi centralmente. Inoltre, la capacità dei sistemi cyber-fisici all’interno di fabbriche intelligenti di prendere “decisioni” per conto proprio aumenterà con l’evoluzione di tecnologie di intelligenza artificiale, capace di aggregare dati provenienti da sorgenti multiple e di fornire le informazioni giuste, al momento giusto».


#Industry40 Analizzare i dati provenienti dai processi produttivi, questa è la rivoluzione
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Una recente indagine di IDC Manufacturing Insights ha evidenziato come gli investimenti in piattaforme cloud e l’integrazione dei sistemi IT con le tecnologie produttive avranno priorità molto alta, con oltre il 40% delle imprese interessate a software e piattaforme di cloud per supportare i loro processi produttivi. «Questo dato emerge – spiega Veronesi – perché molto più alto degli investimenti in hardware puro, come sensori e connettività. Infatti, IDC stima che entro la fine del 2017, il 60% delle aziende manifatturiere sposterà l’attenzione dagli “oggetti” all’analisi dei dati via piattaforma». Elevare il ruolo delle fabbriche in una posizione strategica non è certo semplice, ma le tecnologie sono disponibili e il business case è sostanzioso. «Per cogliere queste opportunità – afferma Veronesi – le aziende dovranno bilanciare la concretezza dei processi produttivi con la velocità dei sistemi IT. E in qualche modo riuscire a risolvere il paradosso di avere i piedi per terra, ma la testa fra le nuvole».

LA FORZA DELLE NUVOLE

In questa sfida arriva in aiuto dei CIO il rapporto The European Factories of the Future Research Association pubblicato in ambito interno al programma Horizon 2020 della Commissione Europea (uno fra i più importanti programmi di ricerca e innovazione europei).

Il rapporto spiega che il viaggio per raggiungere il “full vision set” per l’Industria 4.0 sarà ancora lungo e potrebbe non essere troppo agevole per i CIO, dal momento che ci sono una moltitudine di vere e proprie “sfide nella sfida” a carattere tecnologico, business e verosimilmente anche culturale che richiedono la miglior capacità di innovare da parte di ciascuna direzione IT. Ecco una serie di esempi in cui i CIO si trovano ingaggiati appena si mettono in marcia verso l’obiettivo. Essere chiamati a instaurare modelli di business data-driven. Ottimizzare ulteriormente i processi produttivi, estendendoli al di fuori del limite di batteria aziendale. Incorporare prosumers e social media. E via di questo passo. Fatte queste importanti premesse, il rapporto indica che – anche in Europa – il cloud computing può giocare e gioca un ruolo fondamentale per far evolvere l’industria manifatturiera in Industria 4.0. Per esempio “le nuvole” stanno diventando uno standard di fatto come piattaforma per dati di produzione e stack software e applicazioni, middleware e manageability. Quest’ultima include la visibilità completa di tutto quello che succede sullo shop/manufacturing floor, tooling di sicurezza per applicazioni e dati, più tutte le dashboard.

Ecco una lista dei benefici del deploy di cloud computing in ambito manufacturing:

  • Connettività cloud M2M cloud per le aziende manifatturiere del futuro – Basilare sfruttare le future infrastrutture cloud per far sì che le aziende europee siano ancora in grado di raccogliere ed elaborare lo stato dei device sul campo.
  • Integrazione di high-performance computing con il factory life cycle management – Lo IaaS offerto dai paradigmi cloud può essere l’unica alternativa economica per le PMI che abbiano esigenze di high-performance computing.
  • Energy monitoring ed energy management – Il deployment di computing distribuito in cloud sarà da sfruttare sempre più in futuro ad esempio per upload di informazioni aziendali specifiche per l’energy consumption al fine di ottenere i certificati di compliance dagli enti che regolano aspetti ambientali correlati al risparmio energetico.
  • Servizi di monitoraggio continuo e mitigazione dei manufacturing risks – Esigenze in realtà con impianti produttivi complessi o soggetti a rischi di alto interesse sociale o ispettivo necessitano di infrastrutture e reti di monitoraggio che in modello cloud-based social possono garantire, per esempio attraverso notifiche push sui key risk indicators (KRI) individuati, la massima efficacia.

Con il Piano Industria 4.0 si accelera il rinnovamento dei sistemi produttivi
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IL PIANO NAZIONALE INDUSTRIA 4.0

L’industria manifatturiera è anche in Italia da alcuni anni protagonista di una adoption in crescita per quanto riguarda l’introduzione di sistemi agili, scalabili e potenti, per gestire volumi di dati non strutturati e abilitare il machine learning: il tutto mirato a valorizzare la forza lavoro nei reparti produttivi mediante una migliore mobility e una più efficace integrazione tra supply chain, livello di gestione, controllo sulle macchine, rapporto con la rete dei partner. Per approfondire al meglio le logiche interne a questo scenario attuale e di come i CIO lo vivono, ci siamo rivolti a Fabio Massimo Marchetti, coordinatore Gruppo Software Industriale di ANIE Automazione, che con le sue 100 aziende associate rappresenta uno spaccato molto interessante e rappresentativo delle imprese che operano in Italia.

Iniziamo a inquadrare lo scenario in cui ci stiamo muovendo in questo periodo grazie al fatto che dopo molti anni di politiche industriali poco fruibili dal mondo del manifatturiero, finalmente con il Piano Nazionale Industria 4.0 si creano i presupposti per accelerare il cambiamento e il rinnovamento dei sistemi produttivi delle nostre imprese manifatturiere. «Da uno studio effettuato lo scorso anno dall’Osservatorio Smart Manufacturing (ora Osservatorio Industria 4.0) sull’anzianità di servizio dei sistemi di automazione e controllo attivi nelle aziende manifatturiere italiane – ci spiega Fabio Massimo Marchetti – è risultato che solo per il 6 per cento è inferiore ai 5 anni, per il 38 per cento è tra i 5 e 10 anni, per il 41 per cento tra 10 e 20 anni e per finire per quasi il 16 per cento è maggiore di 20 anni. In questo contesto, così particolare della nostra industria, il supporto degli incentivi varati dal Piano Nazionale Industria 4.0 sta creando un percorso virtuoso che punta a risolvere criticità operative nelle aziende adottando nuove tecnologie e nuovi paradigmi operativi. Il percorso più significativo passa proprio dalla digitalizzazione dei processi al fine di creare una rappresentazione virtuale della fisicità dei sistemi produttivi, creando in questo modo la possibilità di applicare, attraverso l’analisi dei flussi di dati generati dal mondo fisico, algoritmi e tecniche di ottimizzazione che permettono di elevare il livello di produttività e di conseguenza di competitività delle aziende».

In questo contesto, secondo Fabio Massimo Marchetti, il cloud assume un ruolo estremamente significativo in due diverse direzioni e con due diverse modalità di utilizzo. «La prima direzione è quella delle proposte legate alle piattaforme IoT (Internet of Things). La seconda direzione è quella delle soluzioni per la gestione delle operations». Le piattaforme IoT (che potremmo chiamare con questa focalizzazione di Industrial IoT) per loro natura sono nate e si stanno evolvendo su infrastrutture PaaS. «Queste architetture – spiega Marchetti – creano degli ambienti ideali per la gestione di enormi quantità di dati sui quali si possono costruire delle applicazioni predittive sia in ottica maintenance dei sistemi di automazione e di produzione che di qualità del prodotto realizzato. Inoltre, abilitano le aziende, soprattutto quelle focalizzate nella realizzazione di macchinari e sistemi per la produzione, a proporre nuovi modelli di business ai loro clienti attraverso una sempre maggiore offerta di servizi resi possibili dalla capacità di ricevere informazioni e dati di funzionamento dai macchinari». Questi nuovi modelli di business permettono di realizzare delle logiche di condivisione del rischio e del valore lungo la filiera di realizzazione di un bene finale che viene immesso sul mercato (come performance contract, pay per use…).

Le soluzioni per la gestione delle operations, alla stregua di quello che è successo per il mondo ERP, sono state tradizionalmente affrontate con architetture “tradizionali” in logica “on premise”. «Ora, però – afferma Marchetti – con l’evoluzione del cloud nei suoi diversi contesti tra i quali il “private cloud” o l’“hybrid cloud” si sta verificando una sempre maggiore apertura all’utilizzo di queste infrastrutture anche in questo contesto. Possiamo quindi affermare che il cloud è sicuramente una delle tecnologie abilitanti di maggiore interesse per realizzare i nuovi paradigmi produttivi previsti dagli approcci 4.0 e che stiamo verificando una forte convergenza alla sua adozione in diversi contesti architetturali del mondo ICT di fabbrica».


#Industry40 #IoT #Cloud Processi, persone e impianti in grado di connettersi
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SICUREZZA, STABILITÀ, CULTURA

Il manufacturing ha progredito attraverso varie evoluzioni. Industrializzazione, macchine che supportano il lavoro umano. Ottimizzazione, linee di montaggio che aumentano la produttività. Automazione, macchine che rimpiazzano in larga misura gli umani. Digitalizzazione, l’IT che con il suo ampio portfolio diventa parte integrante della produzione. Alla luce di queste evoluzioni, quali sono i punti di criticità che i CIO devono considerare con maggiore attenzione in un progetto di cloud for manufacturing?

Abbiamo detto che il cloud sta diventando sempre più una tecnologia pervasiva sia nella gestione delle operations sia nella catena di fornitura e gestione degli assetti produttivi. Un ambito applicativo così esteso sia in termini di importanza che di copertura geografica determina assolutamente delle nuove criticità che devono essere indirizzate. Per Fabio Massimo Marchetti di ANIE Automazione, è possibile identificare almeno tre temi che richiedono un’attenzione immediata e focalizzata da parte dei responsabili aziendali dei sistemi informativi. Il primo aspetto riguarda la sicurezza delle reti e delle comunicazioni, il secondo aspetto riguarda la stabilità/disponibilità futura delle tecnologie che vengono adottate per realizzare una soluzione, il terzo aspetto è quello culturale delle persone coinvolte.

«Il tema della security – spiega Marchetti – è sicuramente molto condiviso e di estrema importanza nei percorsi di digitalizzazione ed è diventato uno dei pilastri operativi delle aziende. Occorre però che anche nel mondo “industrial” a noi più vicino – ed è questo il nostro primo consiglio – sia sempre più importante introdurre il concetto della security dalle prime fasi di analisi e progettazione delle architetture in modo da non dovere rincorrere “dopo il fatto” la sistemazione di “falle”. Falle estremamente pericolose in un sistema che si deve esporre al mondo per trovare la connessione in un contesto esteso come quello descritto nei paradigmi 4.0». Parlando invece di stabilità e disponibilità delle tecnologie – per Marchetti – è molto importante «fare un’analisi dettagliata delle proposte di realizzazione in modo da capire a fondo quali piattaforme cloud e quali tecnologie siano previste. È un mondo in continua evoluzione e una scelta non ben ponderata potrebbe portare a situazioni di criticità future derivanti da aggregazioni aziendali (molto frequenti nel caso di startup) o da revisione radicale delle tecnologie utilizzate (early adoption)». Il consiglio più prezioso che arriva da ANIE Automazione in questo caso è quello di «lavorare per piccoli progetti e poi consolidare in ambienti stabili e di sicura disponibilità nel tempo».

Concludiamo, con un passaggio veloce sull’aspetto di crescita e cambiamento culturale delle persone coinvolte nei processi. «Veloce – spiega Marchetti – perché sarebbe un tema che meriterebbe degli approfondimenti molto ampi. Il nostro suggerimento in questo caso è quello dell’approccio per passi attraverso un percorso che garantisca la crescita o il cambiamento, e che sia studiato in modo opportuno anche sotto questo aspetto».


#Industry40 Le fabbriche al centro del modello di innovazione di business
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SpaceX ci porterà su Marte? C’è anche Boeing https://www.datamanager.it/2016/10/spacex-ci-portera-marte-ce-anche-boeing/ Mon, 10 Oct 2016 08:54:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110931 Il progetto di Elon Musk è concreto ma prima di lui potrebbe arrivare la compagnia aerea già attiva per un razzo spaziale. La conferma del CEO La storia dell’uomo che arriva su Marte è vecchia e risale almeno allo sbarco sulla Luna. Da quel momento tutto sembrava possibile alla nostra razza, nemmeno i confini dell’Universo erano più […]

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Il progetto di Elon Musk è concreto ma prima di lui potrebbe arrivare la compagnia aerea già attiva per un razzo spaziale. La conferma del CEO

La storia dell’uomo che arriva su Marte è vecchia e risale almeno allo sbarco sulla Luna. Da quel momento tutto sembrava possibile alla nostra razza, nemmeno i confini dell’Universo erano più preclusi. Sarà semplice comprendere dunque quanto le dichiarazioni di Elon Musk e l’avanzamento dei lavori che circondano il Mars Rover (ribattezzato poi navicella “intergalattica”) della sua SpaceX, infiammino i sogni di tutti, convinti che un giorno si potrà davvero viaggiare con destinazione Marte. Musk è convinto di poter realizzare il suo lungimirante progetto nel giro di qualche anno e potrebbe non essere il solo.

Anche la compagnia aerea

A seguire le orme del fondatore di Tesla è Boeing, la storica compagnia che ha dato i natali ai famosi aerei di linea 737 e 747. Stando al CEO Dennis Muilenburg, il primo uomo che metterà piede sul pianeta rosso viaggerà su un razzo con il suo marchio. “Sono convinto di questo” – ha ribadito durante la conferenza Whats Next di Chicago, lasciando intendere di aver colto la sfida lanciata dallo stesso Elon Musk quando, dal palco del meeting di Guadalajara, aveva invitato altre compagnie a esplorare le possibilità del viaggio verso le nuove frontiere. Boeing non è novizia al circuito spaziale. Si deve al suo team specializzato il progetto Space Launch System (SLS), finalizzato alla costruzione di un razzo in grado di portare fino a 20 tonnellate cubiche di materiale oltre l’atmosfera, su un asse teorico che collega la Terra a Marte. Questo servirà a rifornire di tutto il necessario gli abitanti del pianeta, fino a quando la produzione di ogni bene di prima necessità si sposterà totalmente dall’altra parte del cielo.

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Boeing crea un metallo leggero come l’aria https://www.datamanager.it/2015/10/boeing-crea-un-metallo-leggero-come-laria/ Tue, 13 Oct 2015 14:16:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85700 Una ricerca commissionata da Boeing ha permesso di creare un metallo super leggero composto quasi totalmente da aria C’è grande fermento nel settore della ricerca dei materiali. Boeing, grazie al contributo degli HRL Laboratories, del California Institute of Technology e della University of California, Irvine, è riuscita a creare uno dei metalli più leggeri e resistenti al […]

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Una ricerca commissionata da Boeing ha permesso di creare un metallo super leggero composto quasi totalmente da aria

C’è grande fermento nel settore della ricerca dei materiali. Boeing, grazie al contributo degli HRL Laboratories, del California Institute of Technology e della University of California, Irvine, è riuscita a creare uno dei metalli più leggeri e resistenti al mondo. Questo particolare materiale è composto dal 99,99% di aria e consiste in un micro-reticolo di tubi di metallo cavi con una spessore di parete 1.000 volte più sottile di un capello umano. Come ha spiegato la dottoressa Sophya Yang degli HRL Laboratories, il materiale realizzato ha una struttura molto simile alle ossa: una parte interna cava e più soffice e una esterna rigida.

I possibili utilizzi del metallo superleggero sono molteplici. In campo aerospaziale consentirà di realizzare componenti interni o strutturali per velivoli meno pesanti e dal consumo di carburante ridotto. Inoltre, la sua particolare struttura lo rende ideale per assorbire gli impatti e potrebbe quindi essere utilizzato per sistemi di sicurezza molto più efficienti.

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La NASA detta le tappe dell’esplorazione spaziale https://www.datamanager.it/2015/06/la-nasa-detta-le-tappe-dellesplorazione-spaziale/ Thu, 18 Jun 2015 12:26:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=77020 L’amministratore della NASA Charles Bolden ha stilato il programma spaziale dell’agenzia: nuovi viaggi verso la Iss, turismo spaziale e poi Marte La crisi economica non fermerà l’esplorazione spaziale. In occasione di un incontro presso il Politecnico di Milano, l’amministratore della NASA Charles Bolden ha illustrato il denso programma dell’agenzia per i prossimi anni. Se le […]

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L’amministratore della NASA Charles Bolden ha stilato il programma spaziale dell’agenzia: nuovi viaggi verso la Iss, turismo spaziale e poi Marte

La crisi economica non fermerà l’esplorazione spaziale. In occasione di un incontro presso il Politecnico di Milano, l’amministratore della NASA Charles Bolden ha illustrato il denso programma dell’agenzia per i prossimi anni. Se le previsioni saranno rispettate, entro pochi anni i viaggi dell’uomo verso le stelle diverranno praticamente la norma.

Il programma di esplorazione spaziale della NASA

La prima tappa sarà rendere più efficienti ed economici i trasporti verso la Stazione Spaziale Internazionale entro il 2017. La NASA ha stretto accordi con Boeing e SpaceX per la realizzazione di nuovi navette che porteranno sulla Iss un equipaggio di 4 persone. Per ogni astronauta l’agenzia USA spenderà 58 milioni di dollari contro i 76 che attualmente corrisponde alla sua omologa russa per l’utilizzo dei vettori Soyuz.

Il passo successivo sarà aprire lo spazio al turismo. Diverse aziende private come Virgin Galactic stanno già sperimentando soluzioni per portare le persone normali fuori dall’atmosfera terrestre ma come sottolinea Bolden i prezzi non saranno proprio competitivi. “I prezzi dei biglietti al pubblico sono ancora da stabilire – sottolinea il numero uno della NASA – ma di sicuro non costeranno quanto un normale volo aereo di linea”. Inoltre, i futuri turisti spaziali dovranno affrontare un duro addestramento prima del volo. ”Non abbiamo ancora definito tempi e modalità – ha spiegato Bolden – ma in base alle nostre esperienze precedenti, abbiamo capito che servono almeno almeno dai 6 ai 12 mesi per capire come funziona la navicella e prepararsi al volo”.

La tappa più importante riguarda però l’esplorazione di Marte, che al contrario di ciò che pensano i tecnici di Mars One non avverrà prima del 2030. Al momento non è ancora stata trovata soluzione ad alcuni problemi che i futuri coloni del Pianeta Rosso dovranno affrontare come, ad esempio, ridurre gli effetti nocivi delle radiazioni spaziali. La NASA, che ha fallito il secondo test riguardante il modulo di sbarco marziano, prevede quindi di inviare ” robot umanoidi che dovranno preparare l’habitat” adatto alla sopravvivenza dell’uomo. Al momento non sono state trovare prove risolutive della presenza presente o passata di forme di vita su Marte ma il Pianeta Rosso resta l’occasione più importante per la ricerca di organismi extraterrestri. ”Molte volte incontro persone che mi chiedono se siamo soli nell’universo o se credo negli alieni.  – ha raccontato Bolden – Io dico che ci deve essere vita altrove nell’universo. Non saranno certo persone come noi, forse saranno dei microbi, ma la vita c’è e la stiamo cercando”.

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Boeing Black: lo smartphone autodistruttivo https://www.datamanager.it/2014/12/ce-blackberry-per-smartphone-autodistruttivo/ Tue, 23 Dec 2014 10:28:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67281 BlackBerry produrrà con il vettore Boeing un telefono in grado di cancellare i dati quando manomesso Ne avevamo parlato lo scorso febbraio. Adesso Boeing Black, il primo smartphone a prova di ladro, sembra avvicinarsi alla realtà. A produrlo sarà BlackBerry che pare abbia già stretto un accordo con Boeing, il famoso vettore che metterà a disposizione […]

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BlackBerry produrrà con il vettore Boeing un telefono in grado di cancellare i dati quando manomesso

Ne avevamo parlato lo scorso febbraio. Adesso Boeing Black, il primo smartphone a prova di ladro, sembra avvicinarsi alla realtà. A produrlo sarà BlackBerry che pare abbia già stretto un accordo con Boeing, il famoso vettore che metterà a disposizione dell’azienda canadese il proprio know-how in fatto di sicurezza. Ancora in fase di sviluppo e realizzazione il particolare telefono verrà fuori dai laboratori della Boeing in cui verrà realizzato un dispositivo in grado non solo di rispettare i più alti standard di sicurezza ma anche di preservare informazioni fondamentali e particolarmente sensibili dagli occhi indiscreti di ladri e hacker, grazie alla possibilità di autodistruggere i file quando necessario.

L’annuncio di BlackBerry

Particolarmente indicato per gli agenti governativi e i politici, il telefono servirà soprattutto a chi lavora in mobilità con informazioni riservate che, nel caso andassero nelle mani sbagliate, potrebbero causare seri danni internazionali, è il caso delle azioni di hacking alla Sony che hanno sconvolto il panorama cinematografico e non solo. Vociferato nel corso del 2014, il progetto era balzato agli onori della cronaca dopo la diffusione delle notizie sul Datagate, che ha mostrato come siano in pericolo non solo i dati digitali dei normali utenti della rete ma anche quelli di personaggi pubblici, titolari di grandi aziende e capi di stato, tutti nell’ottica di monitoraggio globale messo in piedi dalla NSA. A confermare l’esistenza dello smartphone Boeing Black è stato il CEO di BlackBerry John Chen che ha spiegato: “Annunciamo con entusiasmo la collaborazione con Boeing per realizzare una soluzione sicura basata su Android che fa uso della piattaforma BE 12”. Non è ancora dato sapere quando arriverà il dispositivo ma lo stesso Chen lo ha annunciato come novità del 2015, è quindi plausibile vederlo entro i prossimi 12 mesi.

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NASA: 6,8 mld di dollari per il programma voli spaziali https://www.datamanager.it/2014/09/nasa-68-mld-dollari-per-programma-voli-spaziali/ Wed, 17 Sep 2014 09:43:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60984 La NASA ha sottoscritto un accordo da quasi 7 miliardi di dollari con Boeing e SpaceX per riprendere il proprio programma di voli spaziali Con la fine del programma Space Shuttle la NASA, che sta monitorando i livelli di CO2 globali grazie ad un nuovo satellite, aveva sospeso per qualche tempo i voli spaziali. La priorità […]

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La NASA ha sottoscritto un accordo da quasi 7 miliardi di dollari con Boeing e SpaceX per riprendere il proprio programma di voli spaziali

Con la fine del programma Space Shuttle la NASA, che sta monitorando i livelli di CO2 globali grazie ad un nuovo satellite, aveva sospeso per qualche tempo i voli spaziali. La priorità per l’agenzia era infatti diventata l’esplorazione di Marte. Il trasporto degli astronauti USA da e verso lo Spazio è andato quindi avanti grazie alle navicelle russe Soyuz, almeno fino a quando i rapporti fra Washington e Mosca non si sono deteriorati a causa della questione Ucraina. Oggi l’agenzia americana ha annunciato di aver sottoscritto un contratto da 6,8 miliardi di dollari con Boeing e SpaceX per riprendere il proprio programma dei voli spaziali e contemporaneamente portare avanti il sogno di raggiungere Marte.

La NASA riprende i voli spaziali con Boeing e SpaceX

Dei 6,8 miliardi di dollari messi sul piatto dalla NASA 4,2 andranno a Boeing e 2,6 a SpaceX. Le navette delle due aziende saranno sottoposte ad accurati test di di sicurezza per certificare che possano effettivamente portare esseri umani nello spazio senza pericolo. Boeing ha ricevuto oltre 100 milioni di dollari per la costruzione di tre CST-100, che potranno trasportare fino a sette passeggeri ciascuno. La navetta Dragon di SpaceX, il cui nuovo modello Dragon V2 è stato presentato in grande stile qualche tempo fa, avrà invece il compito di effettuare le consegne di materiali. Il patron dell’azienda Elon Musk, che pare stia collaborando con Apple per batterie di nuova generazione, assicura che presto le sue navette potranno essere utilizzate anche per trasportare gli astronauti.

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Boeing: il telefono che autodistrugge i file https://www.datamanager.it/news/boeing-il-telefono-che-autodistrugge-i-file-54143.html Thu, 27 Feb 2014 13:20:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/boeing-il-telefono-che-autodistrugge-i-file/ La compagnia aerea ha rilasciato informazioni su uno spy-phone che può prevenire il furto di dati in un solo modo: eliminandoli

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La compagnia aerea ha rilasciato informazioni su uno spy-phone che può prevenire il furto di dati in un solo modo: eliminandoli

Sembra uscito direttamente dalle tasche di James Bond, infatti siamo sicuri che lo 007 più famoso della storia non lo avrebbe di certo snobbato. Stiamo parlando di Black, smartphone messo in produzione da Boeing, compagnia aereaspaziale e di sicurezza. La particolarità del telefono è che può eliminare tutti i dati presenti sul dispositivo e disattivarsi se viene manomesso o aperto. 

Dati al sicuro

Il progetto, non ancora in fase di ultimazione, è stato scoperto grazie ad un documento inviato dalla stessa Boeing alla Federal Communications Commission nella giornata di ieri, che conferma come la realizzazione di Black sia molto più che un’indiscrezione. Anzi è stata proprio la Boeing a confermare l’esistenza del terminale al sito GeekWire, a cui ha detto che alla base del telefono ci sarà Android, forse in versione customizzata. Con tutta probabilità lo smartphone non sarà un campione di eleganza, d’altronde non è stato costruito per questo.

Trapelato nel 2012

I piani di un telefono votato alla sicurezza di Boeing erano emersi già un paio di anni fa ma a quanto pare Boeing ha continuato a migliorare il dispositivo che, a questo punto, non ha più “scuse” in quanto a conservazione della privacy e dati personali.

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Paris Air Show: in mostra a Le Bourget l’aeronautica di domani https://www.datamanager.it/news/paris-air-show-mostra-le-bourget-l-aeronautica-di-domani-48032.html Mon, 17 Jun 2013 08:33:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/paris-air-show-in-mostra-a-le-bourget-laeronautica-di-domani/ Oggi 17 giugno si apre la 50esima edizione del Paris Air Show, il salone internazionale dell’aeronautica. Airbus e Boeing si sfideranno nel mercato degli aerei a lungo raggio. In rappresentanza dell’Italia è presente Finmeccanica

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Oggi 17 giugno si apre la 50esima edizione del Paris Air Show, il salone internazionale dell’aeronautica. Airbus e Boeing si sfideranno nel mercato degli aerei a lungo raggio. In rappresentanza dell’Italia è presente Finmeccanica

Da oggi 17 giugno a domenica 23 si terrà a Le Bourget la 50esima edizione del Paris Air Show, l’evento principe per tutti i leader del settore dell’aeronautica. Alla manifestazione sono presenti 2.215 espositori con circa 130 veivoli esposti. Quest’anno il Salone sarà caratterizzato dallo scontro tra i due colossi Airbus e Boeing, decisi a dominare il mercato degli aerei a lunga traversata.

Le novità in mostra a Le Bourges

Il produttore statunitense, forte dei 720 ordini realizzati nell’edizione del Salone di 2 anni fa, punta a nuovi record di vendite. Per raggiungere il traguardo stabilito saranno presentati due esemplari del Dreamliner e potrebbe essere annunciato il lancio del 787-10X, la versione più lunga del Dreamliner con una capienza di 330 passeggeri. Airbus invece farà le cose letteralmente in grande presentando il superjumbo A380, l’aereo di linea più imponente mai visto. Il produttore europero presenterà anche l’A400M, aereo da trasporto militare europeo.

Direttamente dalla Russia volerà per la prima volta in Europa il caccia Sukhoi SU-35 e sarà in mostra l’elicottero da combattimento delle Forze Armate di Mosca Kamov-52 Alligator.

L’Italia al Paris Air Show

A rappresentare l’Italia a Le Bourget ci sarà Finmeccanica e le società da essa controllate. Il produttore nostrano presenterà il prototipo di ‘Project Zero’, un velivolo elettrico a decollo verticale in grado di volare orizzontalmente come un aeroplano. In occasione dei 100 anni di Alenia Aermacchi sarà esposto un modello originale di SVA 9, un biplano da addestramento progettato nel 1916, e un MB308 del 1947. 

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