Champions League – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 04 Oct 2018 12:49:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Champions League – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La finale di Champions League gratis su YouTube https://www.datamanager.it/2018/05/la-finale-di-champions-league-gratis-su-youtube/ Thu, 17 May 2018 09:16:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147777 L’ultimo atto della massima competizione europea sarà in diretta streaming sulla piattaforma di Google grazie a BT Sports Liverpool e Real Madrid si giocheranno la Champions League il 26 maggio e tutti, con un collegamento a internet, potranno assistere alla finale. L’ultimo atto della massima competizione europea andrà infatti in onda su YouTube tramite il […]

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L’ultimo atto della massima competizione europea sarà in diretta streaming sulla piattaforma di Google grazie a BT Sports

Liverpool e Real Madrid si giocheranno la Champions League il 26 maggio e tutti, con un collegamento a internet, potranno assistere alla finale. L’ultimo atto della massima competizione europea andrà infatti in onda su YouTube tramite il canale di BT Sports. L’emittente ha infatti stretto un accordo per diffondere, con la qualità del 4K, sia il match tra la compagine madrilena e l’inglese che la partita tra Atletico Madrid e Marsiglia, valida per la Uefa Cup. Non si tratta certo della prima volta che un evento sportivo viene trasmesso, gratis, su YouTube ma l’importanza dell’incontro, e il fatto che nei principali mercati questo sia visibile a pagamento, rappresenta un esordio per nulla banale.

Anche via app

Gli abbonati a BT Sport avranno qualche vantaggio in più qualora seguano la partita via app su smartphone e tablet. Ad esempio gli highlights del match a 360 gradi, ripresi con le videocamere dell’emittente installate sul terreno di gioco. Entrambi gli appuntamenti saranno trasmessi su BT Sports 2, BT Sports 2 HD e, come anticipato, BT Sports 4K UHD, oltre ai contenuti esclusivi sull’applicazione. “Da sempre vogliamo permettere a più persone possibili di godere di contenuti di qualità su piattaforme diverse.

La messa in onda delle finali europee segue tale scia – ha detto Pete Oliver, direttore della divisione Consumer di BT – questa stagione abbiamo fatto vedere match entusiasmanti con punte di connessione del 47%. Non vediamo l’ora di vivere le emozioni di Kiev”. Ovviamente BT Sports, in quanto azienda anglosassone, ha tutto l’interesse nello spingere la finale di Champions League, dove la connazionale Liverpool si gioca il titolo che le manca dal 2007.

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Finale di Champions League: debutta la scansione del volto dei tifosi https://www.datamanager.it/2017/05/finale-champions-league-debutta-la-scansione-del-volto-dei-tifosi/ Tue, 02 May 2017 09:21:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123964 Non c’è solo la VAR come nuova tecnologia attesa nei campi di calcio. Già a maggio lo stadio di Cardiff ospiterà la lettura del viso degli spettatori alla finale di Coppa La polizia del Galles è pronta. Il 3 giugno si giocherà al Millennium Stadium di Cardiff la finale di Champions League, che vedrà in […]

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Non c’è solo la VAR come nuova tecnologia attesa nei campi di calcio. Già a maggio lo stadio di Cardiff ospiterà la lettura del viso degli spettatori alla finale di Coppa

La polizia del Galles è pronta. Il 3 giugno si giocherà al Millennium Stadium di Cardiff la finale di Champions League, che vedrà in campo due tra le quattro squadre attualmente impegnate nelle semifinali: Real Madrid, Atletico Madrid, Monaco e Juventus. Più che il lato sportivo, quello che è interessa è l’introduzione di una speciale tecnologia all’ingresso dello stadio, che permetterà alle forze dell’ordine di tenere sotto controllo e gestire con attenzione i partecipanti all’incontro. Stiamo parlando della scansione del volto che la polizia effettuerà per ogni tifoso in procinto di sedersi al posto riservato, così da incrociare i dati ottenuti con gli oltre 500 mila presenti nel database che raccoglie le informazioni biometriche delle persone da tenere maggiormente d’occhio, per vari motivi.

Privacy a rischio

Si tratta di una tecnologia controversa, già conosciuta in ambito pubblico ma che per la prima volta viene utilizzata per un evento calcistico di tale portata. Il rischio di un’invasione della privacy è evidente, soprattutto se si pensa che in qualche ora la polizia sarà in grado di associare migliaia di nomi e cognomi con volti in alta definizione, per ampliare un archivio di incensurati che non avrebbe ragione di esistere. Inoltre, ancor prima di giungere allo stadio, gli organi di polizia scansioneranno la faccia di chiunque passi per la stazione ferroviaria di Cardiff, come misura ulteriore di sicurezza. Ad ogni modo, la polizia del South Wales, divisione specifica della zona di Cardiff, dovrà rispettare il Surveillance Camera Code of Practice, pubblicato nel 2013 ad opera del governo britannico, nel quale sono spiegate le procedure da seguire durante il monitoraggio per immagini, compreso quello tramite la scansione del volto in via diretta.

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Sinfo One – Un concentrato di software e strategie https://www.datamanager.it/2016/09/sinfo-one-un-concentrato-software-strategie/ Thu, 22 Sep 2016 08:38:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109584 Consorzio Casalasco del Pomodoro, proprietario del brand Pomì, e Sinfo One hanno stabilito un sodalizio vincente: sul campo della trasformazione digitale di un’azienda alimentare di levatura mondiale e sui campi europei del volley femminile Dal felice connubio tra due eccellenze italiane – il software e la consulenza strategica di Sinfo One e l’agroalimentare di Consorzio Casalasco […]

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Consorzio Casalasco del Pomodoro, proprietario del brand Pomì, e Sinfo One hanno stabilito un sodalizio vincente: sul campo della trasformazione digitale di un’azienda alimentare di levatura mondiale e sui campi europei del volley femminile

Dal felice connubio tra due eccellenze italiane – il software e la consulenza strategica di Sinfo One e l’agroalimentare di Consorzio Casalasco del Pomodoro, nasce un nuovo modo di fare innovazione e organizzazione industriale, due ambiti dove non sempre la nostra cultura imprenditoriale riesce facilmente a fare breccia. Nel recente passato, Data Manager ha raccontato la fascinosa storia della tecnologia Sinfo One abbinata a un vino con la “V” maiuscola come il Brunello di Montalcino, in moderne cantine high-tech dove il digitale si sposa con il sapere millenario del viticoltore. Questa volta è un altro simbolo del Made in Italy che ci accoglie nella campagna Casalasca, a metà strada tra Parma (uno dei distretti dell’industria italiana dell’agroalimentare, dove ha sede il quartier generale di Sinfo One) e la ducale Mantova. Si tratta di un frutto della terra che a differenza dell’uva, l’Europa ha imparato a conoscere solo dopo la scoperta delle Americhe, ma che ha avuto proprio in Italia una fortuna proverbiale. Non solo negli assolati terreni campani e siciliani ma anche nel bel mezzo della Pianura Padana. Tutto intorno allo stabilimento di Rivarolo del Re in provincia di Cremona, dove Consorzio Casalasco produce polpe, passate, concentrati, sughi e condimenti, venduti in tutto il mondo, insieme a tanti nuovi prodotti non più soltanto a base “rossa”. Mentre visitiamo lo stabilimento, le verdi piante di pomodoro sono già costellate di frutti ormai quasi maturi, pronti per essere trasformati negli squisiti prodotti a marchio Pomì, il brand di proprietà Casalasco, o commercializzati con le etichette delle grandi multinazionali del food e delle “private label” tipiche della Grande distribuzione organizzata (GDO). Qui a Rivarolo la tecnologia parte veramente dalle origini, dai record relativi ai semi selezionati in tanti anni direttamente da Casalasco, valutando varietà di pomodori “ideali” in tutto e per tutto. Dalla data in cui dovrà avvenire il raccolto e cioè in piena estate, quando tutta l’attività del Gruppo si condensa per alcune settimane sulla produzione di un semilavorato che, stoccato anche in grandi fusti asettici, servirà per tutto il resto dell’anno. E fino alla consistenza, l’acidità, le caratteristiche organolettiche indispensabili per ottenere una buona salsa, una profumata passata.

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Paola Pomi all’ingresso della linea di imbottigliamento dell’impianto di Rivarolo del Re (CR) del Consorzio Casalasco del Pomodoro

Con il suo know-how, Sinfo One affianca Consorzio Casalasco da ben 22 anni, racconta il direttore generale, Paola Pomi. La software house parmense, che in virtù di una approfondita conoscenza dei processi produttivi e distributivi del settore food si propone come una delle realtà più dinamiche e in crescita con le sue soluzioni di gestione, performance management e business intelligence, intreccia con l’attuale numero uno italiano del pomodoro un sodalizio stabile e duraturo che vanta una inedita appendice anche in campo sportivo: Casalasco e Sinfo One guidano e sponsorizzano la squadra di volley femminile del Pomì Casalmaggiore, che in otto anni di militanza in campionato, dall’esordio in divisione B2, è stata in breve tempo promossa alla serie superiore, conquistando nel 2015 il titolo di campione nazionale A1 e pochi mesi fa la coppa Champions League europea, tra l’altro battendo una forte squadra di Istanbul. «Siamo partiti nel 1994 dall’ERP – ricorda Paola Pomi – installando i moduli più comuni di Si Fides Food & Beverage, la nostra piattaforma gestionale ottimizzata per l’industria alimentare. Ma in tutti questi anni il Consorzio è cresciuto molto, cambiando radicalmente pelle». Da cooperativa di coltivatori di pomodoro impegnata soprattutto in attività di co-packing con clienti industriali come Barilla – spiega il direttore generale di Sinfo One – nel 2012 arriva una prima svolta importante, quando Casalasco si fonde con Boschi Food & Beverage S.p.A., l’azienda che cinque anni prima aveva rilevato l’asset Pomì e Pomito. «L’obiettivo a quel punto diventa quello di fare leva su un brand molto conosciuto per costruire un’azienda in gran parte nuova, capace di far risaltare in modo ancora più profittevole la qualità della propria materia prima e delle sue lavorazioni».


Più #intelligence nei processi di pianificazione del #food con #SiFides di #SinfoOne
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550MILA TONNELLATE IN 50 NAZIONI

La qualità è il maggior punto di forza di un gruppo alimentare caratterizzato da numeri di tutto rispetto. Consorzio Casalasco del Pomodoro è uno dei principali produttori a marchio privato e “own brand” in Europa nel settore del Pomodoro. L’impianto di Rivarolo del Re (CR) è soltanto uno dei tre siti di trasformazione in un sistema di produzione che gestisce più di 50 linee di confezionamento che servono, nel complesso, una cinquantina di nazioni nel mondo. Un sistema immerso in una miniera aperta di oro rosso al quale partecipano 370 coltivatori associati su settemila ettari di terreni, capaci di generare un output pari a 550mila tonnellate di pomodoro fresco. «Durante la cosiddetta “campagna”, nei 60 giorni d’estate fra agosto e settembre in cui il pomodoro viene raccolto e sottoposto alla prima lavorazione, per il consorzio lavorano circa mille e trecento persone tra fissi e stagionali» – ci spiega Costantino Vaia, direttore generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro. Nell’arco dell’anno, gli stessi stabilimenti rilavorano parte dei semilavorati ottenuti durante la campagna di trasformazione producendo oltre 300mila tonnellate di polpa, passate, sughi e condimenti. A questi si aggiungono oltre 100mila tonnellate tra bevande, zuppe e minestre. Governare e far crescere tutto questo è possibile anche grazie alle tecnologie, ai processi e agli interventi organizzativi che Sinfo One sviluppa e implementa insieme al Consorzio in un percorso di trasformazione che è anche digitale. Niente male, per una realtà che nasce quasi quarant’anni fa come semplice consorzio di coltivatori, e che solo nel 1982 deciderà di dotarsi di un primo impianto di autotrasformazione della materia prima. «Da quella data – afferma Vaia – siamo andati in crescendo, con uno sviluppo organico di tutta la filiera dalla selezione della varietà e sementi in campo agronomico fino al confezionamento di un’ampia gamma di prodotti nei formati retail. Tra i due estremi, precisa Vaia, tutto l’insieme di attività di coltivazione e raccolta, la progettazione e l’acquisizione di impianti e macchinari, gli aspetti dell’organizzazione e della distribuzione. Una macchina molto complessa, che oggi non si limita a “macinare” l’oro rosso, ma che sviluppa un’ampia gamma di prodotti ad alto valore aggiunto. Infatti a cavallo degli anni Novanta, il Consorzio consoliderà due diverse specializzazioni, prima puntando sul rosso con i semilavorati destinati all’industria e poi focalizzandosi sul co-packing per conto di vari brand privati. A partire dal 2000, l’introduzione – attraverso una importante gamma di prodotti aromatizzati ricettati – nel mercato dei sughi pronti e dei condimenti, non solo a base pomodoro ma anche nuovi prodotti come salse bianche, creme e minestre. Un’evoluzione che arriverà all’apice nel 2012, con l’incorporazione di Boschi Food e del brand Pomì nel perimetro della cooperativa, dove, data anche l’ulteriore complessità del business, si rafforzerà ulteriormente la collaborazione con Sinfo One. «Per noi, i sistemi e la consulenza forniti sono la base di una nuova modalità di rapportarci con il mondo del retail».


#SinfoOne e #Consorzio #Casalasco con #Pomì campioni di Made in Italy
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NASCITA DI UN BRAND RETAIL

Una cosa, sottolinea Vaia, è firmare un contratto di co-packing con un colosso multinazionale, che fissa parametri e standard molto precisi. Un’altra, è lavorare con un brand di proprietà. In questo caso, occorre gestire il business con un approccio diverso, dalle diverse tipologie di contratti di fornitura ai nuovi canali di distribuzione verso una miriade di punti vendita: «In Italia, sono 18mila, dal piccolo dettagliante di prossimità all’ipermercato. Negli Stati Uniti, dove Pomì era presente già nel 2009, parliamo di 24mila negozi da fornire e presidiare». Gli items del Consorzio conquistano ottime posizioni anche in Germania, in Austria, in Medio Oriente, in nazioni come il Libano e Israele, i sughi che arrivano da Rivarolo del Re diventano protagonisti di accattivanti spot televisivi, dove la passata del pomodoro coltivato nella “bassa” è l’ingrediente di un piatto di successo, rispettoso dei dettami religiosi islamici come di quelli ebraici. Per Casalasco è una vera esplosione di opportunità che proietta i coltivatori del Consorzio in un mercato suddiviso in sei distinte aree geografiche a forte specificità, verso cui indirizzare un vasto catalogo di prodotti in un’ottica gestionale che va – afferma Vaia – «dal seme allo scaffale». Questo all’interno di una attività che per tutto l’anno si basa sullo stock di prodotto che Casalasco accumula nelle otto settimane della cosiddetta “campagna”: il periodo in cui, per 24 ore al giorno e sette giorni alla settimana, le famose 550mila tonnellate di pomodoro (il livello di produzione raggiunto nel 2015, con una seconda importante acquisizione, quella di ARP – Agricoltori Riuniti Piacentini, che porrà l’azienda cremonese al primo posto in Italia e al terzo in Europa) vengono raccolte e immediatamente trasformate nella “salsa base” da cui, per i successivi dieci mesi, verranno prodotti in proprio o per conto terzi vari articoli.

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Paola Pomi davanti alla piattaforma di delivery dell’impianto

LA SALSA È CONDITA BIG DATA

Anche per la piattaforma realizzata da Sinfo One le necessità vanno ben oltre gli obiettivi gestionali delle origini. «Oggi, per esempio, è fondamentale registrare una massa di dati qualitativi direttamente in campagna per conoscere in dettaglio le caratteristiche dello stock» – afferma Vaia. Un tempo, il riallineamento tra materia prima trasformata e la sua destinazione nella filiera successiva avveniva ex post, con l’aiuto delle analisi in laboratorio. Oggi, la segmentazione si svolge praticamente in real time, risalendo direttamente tutta la filiera, dalle caratteristiche del terreno al prodotto finito. Uno dei moduli Si Fides più recenti, prosegue il direttore generale del Consorzio, riguarda la gestione del post vendita che segue il consumatore finale su un output di centinaia di milioni di confezioni. I consumatori hanno richieste e segnalazioni che il Consorzio deve poter ascoltare e dare risposte immediate ed esaustive. «Su volumi così importanti, la gestione comporta che le informazioni siano molto rapide e precise, per permetterci di capire e investire in un costante miglioramento. È fondamentale poter circoscrivere e risolvere eventuali problemi e fornire il maggior numero di informazioni al consumatore in termini di trasparenza e sicurezza alimentare» – conclude Vaia, elencando gli obiettivi su cui Sinfo One sarà chiamata a impegnarsi nel futuro della sua storia con Casalasco: maggiore internazionalizzazione delle attività commerciali; ulteriore allargamento verso i prodotti a valore aggiunto; rafforzamento della gestione dei brand di proprietà del gruppo.

L’internazionalizzazione, conferma Paola Pomi, è un forte punto in comune tra Sinfo One e un cliente che vanta con la società di sviluppo software gestionale e consulenza di Parma un fruttuoso, ultraventennale rapporto. «L’ambizione globale del Consorzio – afferma la general manager – è la nostra stessa ambizione: il 13% del fatturato Sinfo One proviene da attività svolte all’estero». L’Europa, sottolinea Paola Pomi, resta il terreno su cui Sinfo One gioca la partita dell’espansione. «Abbiamo fatto investimenti in Regno Unito e Germania, il prossimo anno punteremo anche sulla Francia». Internazionalizzare per Sinfo One significa seguire la clientela italiana, ma anche stipulare accordi di fornitura di software e consulenza con imprese estere. Una strategia di crescita che nasce proprio dall’esperienza fatta con gli “esportatori”. «Nell’industria del food, i processi sono gli stessi, fatti salvi gli aspetti normativi. I primi clienti non italiani sono stati registrati nel Regno Unito, dove è stato difficile entrare e conquistare i primi clienti, diventati poi casi di successo. In Germania, abbiamo davvero “sfondato”». Nel settore della carne, l’azienda guidata da Paola Pomi ha due clienti che sono rispettivi leader nazionali in Italia e in Germania. Alcuni numeri permettono di farsi un’idea delle dimensioni relative, e quindi dei potenziali di crescita su un mercato non solo nazionale. Il cliente italiano macella giornalmente mille e cinquecento vacche da carne, quello tedesco “processa” qualcosa come novantamila maiali, ogni giorno. «Su quest’ultimo – precisa Paola Pomi – le soluzioni gestionali Sinfo One e le capacità consulenziali acquisite attraverso un costante processo di formazione interna, il Sinfo One College, hanno vinto su quelle di un famoso colosso tedesco dell’ERP».


Con #SinfoOne il #Consorzio #Casalasco è sempre più #SoftwareDefined
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LA LEVA QUALITATIVA

Tornando al caso del Consorzio Casalasco, Paola Pomi prova a spiegare come la tecnologia sta trasformando il suo cliente in un produttore di salse e altri condimenti sempre più “software defined”, preservando e addirittura esaltando, pur nel contesto di una produzione industriale, la qualità e il carattere artigianale delle ricette di una dieta che non potrebbe essere più mediterranea e salutare. Dopo una lunga fase in cui le tecnologie Sinfo One hanno contribuito a governare un business costituito fondamentalmente di accordi di confezionamento (in gergo si parla appunto di co-packing), stipulati con i grandi proprietari di etichette del settore, gli ultimi cinque o sei anni sono stati caratterizzati dal rafforzamento della digitalizzazione di una azienda che aveva scelto di diventare a sua volta un grande proprietario di brand e aveva bisogno per questo di una diversa cultura operativa e organizzativa. Il lavoro – ricorda oggi Paola Pomi – è iniziato già a partire dal 2012, con l’integrazione della parte finance che proveniva dall’acquisizione di Pomì dal gruppo Boschi. Nel 2013, dopo il passaggio alla nuova release di Si Fides abbiamo avviato il progetto di integrazione sulla parte di produzione, distribuzione e acquisizione». Una integrazione che per Casalasco non riguarda semplicemente gli aspetti legati alla fusione di due sistemi informativi in uno, ma nello sfruttare la consulenza Sinfo One sul piano organizzativo, per monitorare meglio anche i nuovi prodotti. Con l’acquisizione di ARP, la produzione del Consorzio Casalasco è sicuramente cambiata dal punto di vista dei volumi. «Ma c’è stato anche un tema di ampliamento dei formati con l’introduzione della produzione in barattolo. Dal punto di vista del sistema, tutto era pronto per il barattolo, ma quello che più importava a noi e al cliente era una armonizzazione di processi e di organizzazione!». Ancora prima della fase produttiva e del confezionamento, il monitoraggio di cui parla la responsabile di Sinfo One ha inizio dalle sementi che i coltivatori del Consorzio ricevono dalla casa madre. Il seme – come ci spiega Paola Pomi – viene tracciato dal singolo appezzamento che dovrà conferire la materia prima nello stabilimento. Nel momento del raccolto, il pomodoro Casalasco possiede già un importante “documento di identità digitale”. «Il seme è un elemento differenziante del prodotto, così come il suolo, l’esposizione al sole e la quantità di acqua ricevuta naturalmente o artificialmente, tutti fattori che impattano sulla qualità finale, che siamo in grado di registrare e analizzare grazie a questo sistema di tracciabilità». Sono informazioni messe tra l’altro a disposizione del pubblico attraverso una app, Pomì Trace, con cui il consumatore potrà identificare l’esatto luogo e momento d’origine del prodotto acquistato.

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Paola Pomi stringe tra le mani uno dei primi trofei vinti dalla squadra di volley femminile Pomì Casalmaggiore che nel 2016 si è aggiudicata il titolo di Campione d’Europa

CONSULENZA STRATEGICA

Nel corso degli ultimi anni, afferma Paola Pomi, Consorzio Casalasco si è progressivamente allontanato da una relazione basata su specifiche richieste di implementazione del software per spostarsi verso obiettivi di carattere più strategico, agendo sulle tre classiche leve del disegno di una soluzione informatica: organizzazione, processi, sistemi. «In misura crescente, il risvolto puramente tecnico della soluzione viene dato per scontato, il dialogo tra Casalasco e Sinfo One riguarda piuttosto le necessità di business, e il nostro compito è intervenire sui processi». Questa nuova modalità di ingaggio, sottolinea la responsabile, ha portato allo sviluppo di soluzioni di product quality management nel quadro di un più ampio progetto di product lifecycle management (PLM) basato sulle tecnologie e il know-how di Sinfo One. «Una prima questione riguarda la migliore comprensione delle caratteristiche dei lotti di prodotto da abbinare ai contratti private label in funzione di diversi parametri qualitativi che, opportunamente tracciati, permettono di gestire la qualità verso il cliente, ma anche di fare upselling di prodotti di qualità differente. Insomma, riusciamo ad anticipare molte problematiche di tipo qualitativo che soprattutto nell’ambito di forniture industriali possono influire sulla percentuale di non conformità e sulla bottom line del fornitore». In base alle stesse previsioni qualitative, il cliente industriale di Casalasco sarà in grado di adeguare alle materie fornite le proprie linee di produzione, una catena di trasmissione della qualità estremamente positiva – anche in termini di fidelizzazione della clientela – resa possibile dal preciso ritratto che la soluzione Sinfo One può tracciare per ogni singolo fusto di semilavorato, indicando decine di parametri.

Il progetto di PLM sviluppato per il Consorzio è già parzialmente in funzione ed entrerà a regime dopo la fine della campagna 2016. «A livello di produzione, tutti i singoli passaggi, ogni lotto versato, ogni lotto richiesto, ogni formato speciale, ogni etichetta: tutto viene gestito in modo automatico all’interno del magazzino dall’ERP Si Fides». Il tema della digitalizzazione della fabbrica 4.0 è dunque già una realtà e secondo Paola Pomi non vuol dire solo cloud o social, ma anche intelligence, gestione delle anomalie, con un focus non sulla normalità ma sui dati che si discostano dalla normalità. Un concetto di pianificazione e controllo su cui si basano, grazie alla consulenza strategica di Sinfo One, tutti i processi produttivi di Casalasco. Con una rilevante novità sul piano delle interfacce utente e dei dispositivi utilizzati. «Oggi, tutta la parte di performance management e business intelligence – sottolinea la Pomi – deve rispondere alla crescente mobilità di decisori che devono essere sempre vicini ai clienti». Lo stesso vale per le autorizzazioni di acquisti e pagamenti, che nel caso di una cooperativa come il Consorzio, necessitano di un maggiore spazio di decentralizzazione delle operazioni.


Dall’analisi dei semi del pomodoro alla logistica, #SiFides fa crescere il business
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DAL SEME ALLO SCAFFALE

Tra le varie tematiche affrontate c’è anche quella – tipica di una produzione che avviene tra più siti e su numerose linee – della pianificazione industriale, un tema che tradizionalmente va sotto le sigle di MRP e MPS (Master resource planning e Master production schedule), la prima riferita alle necessità produttive che sono funzione di specifiche richieste del cliente o del mercato, la seconda che riguarda invece la natura stessa della tipologia di produzione da “schedulare”. «Nel corso di quest’anno – riferisce Paola Pomi – questi due aspetti sono stati unificati con un preciso obiettivo: lasciare che ciascuno dei tre impianti di produzione del Consorzio possa modulare le proprie necessità di produzione in modo autonomo, ma sempre nell’ottica di un unico sistema condiviso. Ogni stabilimento ha una sua personalità, in funzione dei singoli impianti, nel rispetto di un unico modello di pianificazione». E infine, l’aspetto delle modalità di marketing e di relazione con il mercato. Come si è detto, con l’acquisizione del marchio Pomì, Casalasco ha assunto per la prima volta il ruolo di fornitore retailer internazionale e si è trovato nella necessità di consolidare anche all’estero la notorietà di un brand che la lunga vicenda Parmalat aveva un po’ “appannato”.

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«Difficoltà che si ripercuotevano anche a livello della forza vendita – osserva giustamente Paola Pomi –perché il go-to-market di un brand di proprietà, è altra cosa rispetto alla contrattualistica di co-packing, richiede capacità nuove e una diversa gestione degli ordini, sul duplice fronte dell’automazione delle forze sul campo e della gestione del back office». Un percorso di trasformazione che è dunque già arrivato a una prima fase di maturità, ma che in futuro, conclude Paola Pomi, comporterà ancora molto lavoro. «Uno degli obiettivi è implementare una piattaforma di PLM completa, dal concept allo scaffale, fino a includere, per esempio, le informazioni al consumatore che servono per etichettare il prodotto finito. In altre parole, bisogna estendere la capacità di tracciabilità e pianificazione non solo agli aspetti qualitativi ma a tutto ciò che può impattare sul ciclo di vita del prodotto, le idee di business, l’approvvigionamento dei materiali, le confezioni, i formati». L’innovazione digitale nel settore alimentare investe ogni singolo aspetto, ogni singola fase, dal laboratorio che analizza i semi del pomodoro e la qualità dei prodotti, alla logistica, al marketing. Industrializzando ciascuno di questi aspetti, la piattaforma Sinfo One supporterà l’operatività del Consorzio, i suoi investimenti, la sua pianificazione, facendo sì che ogni fase si incastri nel modo giusto, rendendo più efficiente la produzione corrente, lo sviluppo e le tempistiche dei nuovi prodotti. Un meccanismo che il software rende elegante e perfettamente fluido. Come le azioni e gli automatismi di una squadra di volley diventata, in pochi anni, campione di Italia e d’Europa.

Foto di Gabriele Sandrini

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Champions League in streaming con l’accordo tra Mediaset Premium e Accenture https://www.datamanager.it/2016/05/champions-league-streaming-laccordo-mediaset-premium-accenture/ Fri, 06 May 2016 13:58:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100694 Dal lancio del servizio su cloud i visitatori unici mensili sono raddoppiati Accenture ha collaborato con la maggiore emittente televisiva commerciale italiana, Mediaset, per la trasmissione delle partite di calcio della Champions League UEFA a più di un milione di utenti, utilizzando un servizio di video streaming all’avanguardia. Il servizio Mediaset Premium Play ha attirato […]

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Dal lancio del servizio su cloud i visitatori unici mensili sono raddoppiati

Accenture ha collaborato con la maggiore emittente televisiva commerciale italiana, Mediaset, per la trasmissione delle partite di calcio della Champions League UEFA a più di un milione di utenti, utilizzando un servizio di video streaming all’avanguardia.

Il servizio Mediaset Premium Play ha attirato più di 600.000 utenti unici al mese verso il servizio multi-dispositivo di Mediaset Premium – raddoppiando il numero di visitatori da quando il servizio è stato reso disponibile lo scorso luglio.

Il servizio Mediaset Premium Play combina l’intelligenza e la potenza della piattaforma Video Solution (AVS) di Accenture, già utilizzata da più di 60 milioni di persone su migliaia di dispositivi, con la modularità, la scalabilità e le funzionalità del cloud di Amazon Web Services (AWS).

Attraverso le funzionalità sviluppate dall’Accenture AWS Business Group, Accenture Video Solution adatta in modo dinamico la capacità dell’infrastruttura tecnologica necessaria a garantire la visione in streaming delle partite, sulla base delle richieste di coloro che vogliono usufruire del servizio. Questa caratteristica consente a Mediaset Premium di utilizzare solo le risorse necessarie in un dato momento ottimizzandone i costi che sono basati solo sull’effettivo utilizzo delle risorse.

Accenture Video Solution offre una vasta gamma di funzionalità necessarie a sviluppare e ad erogare velocemente il servizio. La piattaforma fornisce inoltre informazioni in tempo reale sui comportamenti degli utilizzatori, aiutando Mediaset Premium ad attrarre un maggior numero di spettatori e a offrire servizi personalizzati.

Franco Ricci, CEO di Mediaset Premium, ha dichiarato: “Mediaset Premium è riuscita a raggiungere il milione di abbonati a questo nuovo servizio in soli tre mesi,utilizzando il cloud.  Nel settore televisivo si tratta di un risultato eccezionale, reso possibile grazie a una soluzione che Accenture ha implementato in modo intelligente, semplice ed efficiente utilizzando Accenture Video Solution e la sua Digital Delivery Factory – un insieme di strumenti e metodologie che integrano prodotti, architettura e tecnologie. – per garantire la fruizione costante di contenuti digitali. Accenture ha combinato in modo ottimale  agilità ed efficienza per supportare i nostri obbiettivi di business. Questo risultato è il frutto di una collaborazione di successo econsolidata tra Mediaset Premium e Accenture.”

Premium Play di Mediaset Premium è disponibile per gli utenti in Italia, su più di 300 tipologie di dispositivi come smartphone, tablet, set-top box, apparecchi televisivi connessi e console.

“Combinando Accenture Video Solution con la piattaforma cloud AWS, Mediaset Premium può offrire  una programmazione Over-The-Top competitiva e di altissima qualità ad un grande numero di spettatori ha dichiarato  Francesco Venturini, Global Managing Director di Accenture Media and Entertainment and Digital Video businesses, La crescita degli utilizzatori ed un time-to-market estremamente ridotto sono risultati di assoluta eccellenza nel panorama televisivo europeo e confermano il successo della collaborazione tra Accenture e Mediaset Premium degli ultimi anni.”

In base a ricerche ed analisi condotte da Accenture, il mercato delle piattaforme video è in crescita del 19 per cento su base annuale. Nel 2015 il mercato era stimato nell’ordine dei 3.2 milioni di dollari e crescerà fino a raggiungere i 5.4 milioni di dollari nel 2018. Si prevede che nei prossimi cinque anni, il mercato televisivo registrerà una crescita del 6.3 per cento su base annua e che entro il 2018 raggiungerà un valore di 579 miliardi di dollari

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Ford aprirà le prenotazioni per le prime 500 Mustang europee durante la finale della UEFA Champions League https://www.datamanager.it/news/ford-aprir-le-prenotazioni-le-prime-500-mustang-europee-durante-la-finale-della-uefa.html Mon, 12 May 2014 10:09:52 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/ford-aprira-le-prenotazioni-per-le-prime-500-mustang-europee-durante-la-finale-della-uefa-champions-league/ Ford offrirà ai fan europei della Mustang l’opportunità di prenotare in anteprima una delle prime 500 Mustang in vendita in Europa La finale della UEFA Champions League quest’anno rappresenterà un momento ancora più emozionante per tutti gli appassionati della Mustang, la leggendaria ‘muscle car’ Ford. La data del 24 maggio 2014 sarà ricordata no solo […]

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Ford offrirà ai fan europei della Mustang l’opportunità di prenotare in anteprima una delle prime 500 Mustang in vendita in Europa

La finale della UEFA Champions League quest’anno rappresenterà un momento ancora più emozionante per tutti gli appassionati della Mustang, la leggendaria ‘muscle car’ Ford. La data del 24 maggio 2014 sarà ricordata no solo per la finale della UEFA Champions League, ma anche perché segnerà il giorno in cui per la prima volta nella storia sarà possibile ordinare una Mustang in Europa.

Ford Motor Company ha infatti annunciato che al momento del calcio d’inizio, e fino alla fine della partita, sarà possibile prenotare una delle prime 500 Mustang europee. L’interfaccia web sul sito www.ford.com attraverso la quale si potrà ordinare la nuova Mustang sarà attiva fino al termine dell’incontro, sia che questo si risolva nei tempi regolamentari sia nel caso in cui debba estendersi ai supplementari o ai rigori.

Ford è partner ufficiale della UEFA Champions League dal 1992. La finale di quest’anno, che si svolgerà a Lisbona, in Portogallo, sarà seguita in televisione da 70 milioni di spettatori europei, 165 milioni in tutto il mondo.

“L’arrivo della Mustang in Europa è un evento che merita il palcoscenico più scenografico possibile”, ha dichiarato Roelant de Waard, Vice Presidente Marketing, Vendite e Assistenza, di Ford Europa. “Aprire gli ordini dei primi esemplari al fischio d’inizio della finale ci assicurerà una visibilità all’altezza di questo importante momento”.

I primi 500 esemplari saranno disponibili nella versione sia fastback, nel colore Race Red, che convertibile, nel colore Magnetic Silver, e potranno essere ordinati sia con l’EcoBoost 2.3 da 309 cavalli e 407 Nm di coppia, che con il V8 5.0 da 426 cavalli e 529 Nm di coppia. L’allestimento dell’edizione limitata comprende il sistema di connettività SYNC 2 con navigatore, sedili riscaldati e ventilati, interni in pelle nera e cerchi in lega da 19 pollici.

Sul sito www.ford.com è già disponibile, oltre al count-down all’apertura degli ordini, una raccolta di immagini, video e informazioni sulla nuova Mustang e sulla tradizione, lunga 50 anni, della ‘muscle car’ Ford. Visitando il sito durante la finale della UEFA Champions League sarà possibile registrarsi e prenotare uno dei primi 500 esemplari europei, ognuno dei quali sarà accompagnato da uno speciale ‘limited edition pack’ e da un certificato dell’edizione limitata. La nuova Ford Mustang, in vendita in Europa per la prima volta dopo 50 anni dalla nascita di questo iconico modello, arriverà nel corso del 2015.

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La Champions League 2015-18 è di Mediaset https://www.datamanager.it/news/la-champions-league-2015-18-di-mediaset-53579.html Tue, 11 Feb 2014 11:00:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/la-champions-league-2015-18-e-di-mediaset/ Mediaset ha acquistato per 700 milioni di euro i diritti televisivi della Champions League 2015-18. Sky si accontenta dell'Europa League

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Mediaset ha acquistato per 700 milioni di euro i diritti televisivi della Champions League 2015-18. Sky si accontenta dell’Europa League

Mediaset, dopo il lancio del suo servizio di streaming video InfinityTV, si è aggiudicata per 700 milioni di euro i diritti televisivi della Champions League per le stagioni dal 2015 al 2018. La notizia ha fatto molto felici i club italiani, che guadagneranno molto di più, e un po’ meno Sky, che comunque ha in esclusiva l’edizione dell’anno prossimo. L’emittente di Rupert Murdoch dovrà infatti accontentarsi della meno remunerativa Europa League. Le due aziende in passato si sono comunque spartite i diritti e non è detto che non succeda un’altra volta.

Ora lo scontro fra Sky e Mediaset, il cui presidente Confalonieri ha attaccato gli OTT (Over The Top) della Rete, si sposta tra aprile e maggio sui diritti televisivi per il campionato di serie A 2015-18.

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HTC partner e fornitore ufficiale della UEFA Champions League e UEFA Europa League https://www.datamanager.it/news/htc-partner-e-fornitore-ufficiale-della-uefa-champions-league-e-uefa-europa-league-42893.html Wed, 12 Dec 2012 21:00:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/htc-partner-e-fornitore-ufficiale-della-uefa-champions-league-e-uefa-europa-league/ Al via da gennaio 2013 una partnership di tre stagioni con le più prestigiose competizioni calcistiche per club in Europa

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Al via da gennaio 2013 una partnership di tre stagioni con le più prestigiose competizioni calcistiche per club in Europa

HTC sarà partner e fornitore ufficiale  di smartphone della UEFA Champions League e della UEFA Europa League per il prossimo triennio.

A partire da gennaio 2013, la partnership proietterà HTC al centro di due delle più prestigiose competizioni calcistiche al mondo e renderà possibile regalare a tutti i tifosi nuove ed innovative soluzioni per essere sempre al centro dell’azione. Che stiano guardando la partita allo stadio o sullo schermo del proprio device HTC, i tifosi potranno condividere ogni momento.

“Il calcio suscita forti passioni in tutto il mondo e siamo entusiasti di essere partner di una delle più importanti manifestazioni sportive – commenta Peter Chou, Ceo di HTC Corporation – Stiamo lavorando a stretto contatto con la UEFA per regalare a tutti i tifosi emozionanti esperienze calcistiche e per garantire un’offerta mobile sempre più ricca.”

“Siamo lieti di accogliere HTC nella famiglia UEFA Champions League e UEFA Europa League – dichiara Gianni Infantino, Segretario Generale UEFA – Attraverso questa partnership UEFA e HTC promuoveranno il calcio europeo per club ad un pubblico mondiale e offriranno nuove opportunità ai nostri tifosi per interagire durante le partite. Siamo orgogliosi del supporto e dell’impegno di HTC e prevediamo che il loro coinvolgimento in queste competizioni aumenterà la visibilità del loro brand su scala mondiale.”

Questa partnership conferma la tradizione di HTC: collaborare con i più importanti esponenti della musica, dell’arte, del design e dello sport per essere vicino  agli interessi e alle passioni degli utenti di tutto il mondo.

Nell’ambito della partnership con la UEFA Champions League e con la UEFA Europa League, HTC sarà anche Partner e Fornitore Ufficiale  di smartphone delle edizioni 2013 e 2014 delle finali della Supercoppa UEFA e delle edizioni  2013, 2014 e 2015 delle finali della UEFA Champions League femminile.

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