CIA – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 20 Jun 2018 15:01:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png CIA – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Ex dipendente CIA accusato di essere una talpa di Wikileaks https://www.datamanager.it/2018/06/ex-dipendente-cia-accusato-di-essere-una-talpa-di-wikileaks/ Wed, 20 Jun 2018 15:01:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149937 Un ex dipendente della CIA, Joshua Adam Schulte, è accusato di aver rubato dall’agenzia informazioni sensibili sul programma di spionaggio Vault 7 e di averle fornite a Wikileaks Gli Stati Uniti continuano la loro battaglia contro Wikileaks, portale fondato da Julian Assange che ha svelato molti degli illeciti sistemi di spionaggio utilizzati dalle autorità americane. […]

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Un ex dipendente della CIA, Joshua Adam Schulte, è accusato di aver rubato dall’agenzia informazioni sensibili sul programma di spionaggio Vault 7 e di averle fornite a Wikileaks

Gli Stati Uniti continuano la loro battaglia contro Wikileaks, portale fondato da Julian Assange che ha svelato molti degli illeciti sistemi di spionaggio utilizzati dalle autorità americane. Un ex dipendente della CIA è stato accusato di aver rubato all’agenzia di intelligence informazioni riservate che potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale. In particolare si fa riferimento al programma di hacking Vault 7 che ha permesso al governo di accedere agli iPhone di milioni di utenti e di trasformare vari modelli di Smart TV in strumenti per la sorveglianza. Nell’istanza il nome di Wikileaks non viene mai però citato direttamente.

L’accusato è il 29enne Joshua Adam Schulte, che avrebbe fornito le informazioni rubate alla CIA a Wikileaks. Questo le avrebbe poi diffuse in Rete per renderle alla portata di tutti. L’uomo sarebbe stato trovato in possesso anche di materiale pedopornografico. Sabrina Shroff, avvocato di Schulte, non solo respinge le istanze del pubblico ministero ma ha anche sottolineato che una volta che tutte le prove saranno chiarite “difficilmente” il suo cliente “sarà il cattivo che il Governo vuole dipingere”. Se condannato, l’ex 007 rischierebbe decenni di carcere. Wikileaks negli ultimi mesi sembra aver diminuito la propria opera di diffusione di informazioni relative alle attività illecite delle autorità di tutto il mondo. Questo forse dipende dalla situazione precaria di Assange, a cui il Regno Unito ha negato lo status di diplomatico.

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L’intelligence USA avverte: “Non fidatevi degli smartphone Huawei” https://www.datamanager.it/2018/02/lintelligence-usa-avverte-non-fidatevi-degli-smartphone-huawei/ Thu, 15 Feb 2018 17:59:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141201 Cia, Fbi e molte agenzie di sicurezza statunitensi temono che i prodotti di Huawei e Zte possano essere rischiosi per la sicurezza nazionale E’ in atto una vera e propria guerra fredda commerciale tra il Governo statunitense e la Cina. Tutte le grandi agenzie di intelligence nazionale comprese Cia, Fbi e NSA hanno ufficialmente avvertito […]

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Cia, Fbi e molte agenzie di sicurezza statunitensi temono che i prodotti di Huawei e Zte possano essere rischiosi per la sicurezza nazionale

E’ in atto una vera e propria guerra fredda commerciale tra il Governo statunitense e la Cina. Tutte le grandi agenzie di intelligence nazionale comprese Cia, Fbi e NSA hanno ufficialmente avvertito gli utenti americani che gli smartphone di aziende come Huawei e Zte possono mettere a rischio non solo i loro dati ma anche la sicurezza delle istituzioni e delle imprese locali. Chris Wray, direttore dell’Fbi, ha dichiarato durante un incontro al Senato che Washington è “molto preoccupata dai rischi del consentire ad ogni azienda o entità appartenente a governi stranieri con cui non condividiamo i valori di ottenere posizioni di potere nel nostro network comunicativo”.

La parole del direttore dell’agenzia federale sono in linea con quelle del presidente Donald Trump, che nonostante stia cercando di avere rapporti più amichevoli con Pechino non ha mai smesso di accusare la Cina di spionaggio, e di buona parte del governo. Il timore è che gli smartphone Made in China possano diventare il cavallo di Troia per attività di spionaggio industriale o per rubare informazioni di Stato. Pochi giorni fa il deputato del Texas Mike Conaway ha proposto di impedire ai dipendenti federali l’utilizzo degli smartphone Huawei e Zte. Inoltre Washington ha fatto pressioni su AT&T per cancellare l’accordo di distribuzione del top di gamma Mate 10 negli USA e lo stesso ha fatto anche con Verizon. Anche i prodotti di Kaspersky hanno ottenuto il bando per un presunto coinvolgimento nello scandalo Russiagate.

“Huawei è consapevole di alcune attività del governo americano che puntano a inibire il business di Huawei nel mercato statunitense. – si legge in una nota del terzo produttore di smartphone al mondo – Huawei è accolta dai governi e dai consumatori di 170 paesi del mondo e non porta con sé più rischi per la sicurezza informatica di qualsiasi altro produttore”.

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WikiLeaks: ecco i nuovi file della CIA https://www.datamanager.it/2017/11/wikileaks-nuovi-file-della-cia/ Tue, 14 Nov 2017 14:27:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135017 L’organizzazione di Assange pubblica ulteriori documenti sulle misure di spionaggio dell’agenzia USA tra cui Hive, centro di controllo malware Prosegue la serie Vault7, immenso database diffuso da WikiLeaks, che aiuta a capire in che modo la CIA utilizza la tecnologia per spiare persone un po’ in tutto il mondo. Se nelle puntate precedenti si parlava […]

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L’organizzazione di Assange pubblica ulteriori documenti sulle misure di spionaggio dell’agenzia USA tra cui Hive, centro di controllo malware

Prosegue la serie Vault7, immenso database diffuso da WikiLeaks, che aiuta a capire in che modo la CIA utilizza la tecnologia per spiare persone un po’ in tutto il mondo. Se nelle puntate precedenti si parlava di televisori e router sfruttati per bucare le difese digitali di comuni navigatori, oggi è il turno di Hive, una componente in grado di porsi come centro di controllo di una vasta suite di malware. Questa, stando ai file di WikiLeaks, era persino in grado di aggirare i certificati di sicurezza di programmi di difesa a marchio Kaspersky e Thawte, così da proseguire nelle ricerche senza destare sospetti, soprattutto verso gli utenti più attenti, come quelli aziendali e professionali.

Cosa succede

“Hive risolve un problema di fondo per chi opera dietro un malware – si legge nei documenti – ogni tentativo del genere diventa inutile quando non può più agire nel segreto, nascosta agli occhi di un operatore. La suite della CIA provvede invece a fornire una piattaforma di comunicazione più ampia per un gran numero di minacce informatiche che possono ricevere dati e inviarli ai server dell’agenzia in modalità anonima”. A quanto pare, la strategia migliore utilizzata dai federali è quella di far passare il traffico in uscita dai computer presi di mira su connessioni VPN, mentre si naviga tranquillamente su siti web che sembrano genuini e invece sono maschere di backend della CIA. In questo modo, né chi sta dietro al PC si accorge di nulla né i software adibiti a bloccare il traffico notificano strani via-vai di informazioni, perché i portali farlocchi usano certificati apparentemente validi e non identificati dagli antivirus.

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CIA: così i tool federali venivano usati dagli hacker-spia https://www.datamanager.it/2017/04/cia-cosi-tool-federali-venivano-usati-dagli-hacker-spia/ Thu, 13 Apr 2017 14:02:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123140 I documenti diffusi da WikiLeaks sono stati analizzati da Symantec che ha collegato molte delle operazioni a Longhorn, gruppo di cyber-spionaggio attivo in tutto il mondo Qualche settimana fa WikiLeaks pubblicava Vault 7, il primo di un vasto archivio contenente gli strumenti digitali usati dalla CIA per controllare utenti finali e aziende a livello globale, […]

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I documenti diffusi da WikiLeaks sono stati analizzati da Symantec che ha collegato molte delle operazioni a Longhorn, gruppo di cyber-spionaggio attivo in tutto il mondo

Qualche settimana fa WikiLeaks pubblicava Vault 7, il primo di un vasto archivio contenente gli strumenti digitali usati dalla CIA per controllare utenti finali e aziende a livello globale, con la scusa della sicurezza nazionale. Simili alle tecniche in dotazione alla National Security Agency, quelle dei federali erano in grado di attaccare computer, smartphone, tablet, persino Smart TV, con l’obiettivo di entrare nelle applicazioni e, se presenti, anche nelle webcam collegate. Sin dall’inizio, la CIA ha argomentato i file di Vault 7 come tool datati e non più in uso perché inutili contro i sistemi di protezione degli odierni dispositivi connessi. Symantec ha appena dimostrato il contrario. L’azienda di security, spulciando tra i documenti diffusi tra WikiLeaks, ha trovato ben più di un collegamento tra questi e le attività di Longhorn, gruppo di hacker dediti allo spionaggio, con base negli Stati Uniti.

Cosa succede

A quanto pare, le stesse tecniche ritenute obsolete dalla CIA sono state sfruttate dai ragazzacci per violare i sistemi di almeno 40 obiettivi in 16 paesi diversi. “Date le similitudini tra i tool descritti da Vault 7 e le operazioni di Longhorn, abbiamo più di un motivo per credere che questi appartengano allo stesso soggetto, ovvero a un medesimo gruppo” – dicono in Symantec. Il dubbio è lecito: il team in questione è parte dell’Intelligence USA oppure ha acquistato da quest’ultima gli strumenti sviluppati internamente? E se fosse stata la CIA ad aver beneficiato dei software degli hacker venduti a terzi (un po’ come la backdoor richiesta dall’FBI per sbloccare l’iPhone di San Bernardino)? Domande irrisolte che, ancora una volta, pongono un forte dilemma su quanto male possano fare violazioni di massa che, una volta uscite dai laboratori originali, diventano armi letali nelle mani di chiunque.

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WikiLeaks: così la CIA spia iPhone e Mac https://www.datamanager.it/2017/03/wikileaks-cosi-la-cia-spia-iphone-mac/ Mon, 27 Mar 2017 14:45:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121863 Il portale pubblica i nuovi documenti dell’archivio Vault 7, che mette in luce le strategie di spionaggio dell’agenzia federale USA Dopo la prima tornata di file che hanno dato il via a Vault 7, l’archivio con oltre 8.000 documenti classificati della CIA, ecco il secondo giro, chiamato “Dark Matter”, che mette in luce le mosse […]

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Il portale pubblica i nuovi documenti dell’archivio Vault 7, che mette in luce le strategie di spionaggio dell’agenzia federale USA

Dopo la prima tornata di file che hanno dato il via a Vault 7, l’archivio con oltre 8.000 documenti classificati della CIA, ecco il secondo giro, chiamato “Dark Matter”, che mette in luce le mosse dei federali per violare iPhone e computer Mac dei loro obiettivi. A diffonderli, come sappiamo, è WikiLeaks, la piattaforma di Julian Assange che ha creato un mini portale navigabile con cui spulciare il database riservato, ottenuto da fonti non verificate ma probabilmente interne all’organo statunitense. Se la prima mossa è stata quella di divulgare informazioni generiche, questa volta si va nel profondo delle questioni che riguardano i due principali prodotti Apple, minacciati da malware e virus, pensati apposta per infrangere l’invalicabile e illusoria barriera informatica della Mela.

Cosa succede

Scopriamo così l’esistenza del manuale che riguarda l’uso di NightSkies 1.2, un kit di spionaggio per l’iPhone 3G, risalente al 2008 e installabile esclusivamente con un accesso fisico al terminale. Questo vuol dire che gli agenti della CIA avevano l’abitudine, oltre alla possibilità, di inserirsi senza troppa difficoltà nella catena di distribuzione del melafonino, così da modificare il dispositivo prima dell’acquisto da parte degli utenti e assicurarsi un ingresso privilegiato nel sistema. Se la supply chain dell’iPhone era, almeno in parte, nelle mani dei federali nove anni fa, non vediamo perché gli stessi si sarebbero dovuti fermare successivamente, quando lo smartphone ha raggiunto un pubblico molto più vasto, diventando depositario di una miriade di informazioni personali prima residenti solo sui computer. Sarà pur vero che molte delle falle sfruttate dai tecnici USA siano state risolte successivamente ma è plausibile pensare che il lavoro degli hacker governativi proceda di pari passo con i bugfix, per individuare sempre nuove vulnerabilità da sfruttare.

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WikiLeaks: tra 90 giorni conosceremo le falle che affliggono Apple, Microsoft e Google https://www.datamanager.it/2017/03/wikileaks-90-giorni-conosceremo-le-falle-affliggono-apple-microsoft-google/ Wed, 22 Mar 2017 15:21:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121606 I bug che hanno permesso alla CIA di violare le diverse piattaforme verranno resi noti dal sito, anche in assenza di patch Solo qualche settimana fa WikiLeaks pubblicava il primo archivio di Vault 7, il vasto database che svela le modalità di intrusione della CIA all’interno delle piattaforme hi-tech più usate al mondo. La promessa […]

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I bug che hanno permesso alla CIA di violare le diverse piattaforme verranno resi noti dal sito, anche in assenza di patch

Solo qualche settimana fa WikiLeaks pubblicava il primo archivio di Vault 7, il vasto database che svela le modalità di intrusione della CIA all’interno delle piattaforme hi-tech più usate al mondo. La promessa del portale era non solo quella di far conoscere in che modo i federali spiano i dispositivi connessi ma anche permettere alle aziende produttrici di chiudere le falle, per allontanare il rischio di ulteriori violazioni in futuro. “Abbiamo deciso di lavorare con loro, offrendo un esclusivo accesso ad alcuni dettagli tecnici, così da poterli chiudere e tapparli” – aveva detto Julian Assange in occasione del rilascio dei file iniziali che, con il tempo, dovrebbero comporre un quadro composto da almeno 750.000 documenti, in quella che si pone come la diffusione più ampia di informazioni classificate nella storia moderna.

Fretta di pubblicare

Il fatto è che il tempo stringe e per evitare pressioni o altre problematiche di sorta (come ad esempio l’interruzione dei server di WikiLeaks), Assange ha avvertito le compagnie coinvolte, tra cui Apple, Microsoft e Google, che hanno poco meno di 90 giorni per compiere il lavoro di finalizzazione e chiusura dei bug, prima che le debolezze vengano pubblicate interamente e fatte conoscere a tutti, hacker e criminali informatici compresi. Se entro tre mesi i software non saranno patchati, l’organizzazione procederà comunque con la condivisione, mettendo a serio rischio l’incolumità degli utenti. In realtà, 90 giorni sono un termine più che accettabile per lavorare a un fix; non a caso si tratta della stessa tempistica fornita dal team Project Zero di Google quando trova buchi nei software di terze parti. Anche in quel caso, se lo sviluppatore non interviene nel periodo previsto, il gruppo svela i dettagli della falla, senza farsi troppi scrupoli. Il motivo? Incentivare una risoluzione pratica e veloce dei difetti scoperti, così da migliorare l’approccio delle aziende ai temi della sicurezza.

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Vault 7: le armi informatiche della CIA https://www.datamanager.it/2017/03/vault-7-le-armi-informatiche-della-cia/ Mon, 13 Mar 2017 11:30:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120921 Gli esperti di sicurezza di G DATA Eddy Willems e Ralf Benzmüller fanno chiarezza sulle rivelazioni La divulgazione di documenti riservati della CIA sulla piattaforma di Wikileaks fa luce sulle attività dell’Agenzia nell’hackeraggio di software e hardware tra il 2013 e il 2016. Tra i numerosi obiettivi iPhone, dispositivi Android, Linux, Windows e Smart-TV. Anche […]

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Gli esperti di sicurezza di G DATA Eddy Willems e Ralf Benzmüller fanno chiarezza sulle rivelazioni

La divulgazione di documenti riservati della CIA sulla piattaforma di Wikileaks fa luce sulle attività dell’Agenzia nell’hackeraggio di software e hardware tra il 2013 e il 2016. Tra i numerosi obiettivi iPhone, dispositivi Android, Linux, Windows e Smart-TV. Anche diversi produttori di soluzioni per la sicurezza sono citati nei documenti dei servizi segreti, dando l’impressione che nessun sistema operativo, hardware o software sia al sicuro dagli attacchi informatici della CIA. Gli esperti G DATA, Eddy Willems (Security Evangelist) e Ralf Benzmüller (Direttore G DATA Security Labs) hanno consultato i numerosi documenti e pubblicato la propria valutazione sull’attuale livello di rischio.

Attività multitarget

Come per le rivelazioni di Snowden anche con Vault 7 non ci meraviglia il fatto che i servizi segreti spiino, bensì la pervasività delle misure di spionaggio. Non si tratta solo di sfruttare vulnerabilità in PC e server. I documenti diffusi su Wikileaks indicano che i servizi segreti statunitensi abbiano preso di mira qualsiasi dispositivo collegabile a Internet. Oltre a smartphone Android e iOS, router e smart-TV vengono nominati anche sistemi IoT. L’arsenale della CIA dispone altresì di strumenti per hackerare impianti industriali e veicoli connessi. Ci sono addirittura meccanismi per camuffare i software e gli strumenti della CIA utilizzati per carpire dati. “Si ha l’impressione che non esista tecnologia che vanti una minima diffusione sul mercato che non sia stata analizzata in modo sistematico per valutarne il potenziale impiego come strumento di spionaggio o per condurre attacchi informatici“, afferma Eddy Willems, G DATA Security Evangelist.

Confermato quanto ipotizzato da tempo

“Sarebbe davvero da sprovveduti pensare che lo sviluppo di cosiddette armi informatiche venga condotto solo da parte degli americani. Secondo le nostre valutazioni tutti i servizi segreti conducono da anni programmi simili allocando ad essi anche budget milionari”, commenta Ralf Benzmüller, Executive Speaker dei G DATA Security Labs. “I file divulgati confermano quanto gli esperti della sicurezza IT avevano ipotizzato da tempo. Riteniamo la situazione particolarmente rischiosa, specie qualora le applicazioni per lo spionaggio cibernetico sviluppate tramite questi programmi cadano nelle mani di criminali o terroristi. Le conseguenze sarebbero fatali“.

Secondo le valutazioni dei due esperti G DATA i programmi di spionaggio non sono stati impiegati in campagne su larga scala contro il comune utente di internet, bensì sono stati concepiti e utilizzati per attacchi mirati. Molti produttori stanno lavorando alacremente alla correzione delle vulnerabilità indicate nei documenti pubblicati.

Elusione delle soluzioni di sicurezza

Numerosi vendor di soluzioni di sicurezza, tra cui anche G DATA, sono nominati esplicitamente nei documenti. Risulta che la CIA abbia sviluppato strumenti per eludere le misure di protezione esistenti. La sezione però non contiene praticamente alcuna informazione, se non su singoli prodotti, e anche in questo caso è presente solo un elenco incompleto dei processi del software. Al di là della citazione non ci sono ulteriori dettagli sulla maggior parte dei produttori. Wikileaks ha classificato tali dettagli come “segreti”. Abbiamo preso contatto con Wikileaks, per avere accesso alle informazioni secretate sui nostri prodotti, qualora ve ne siano effettivamente.

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Ci sono CIA e NSA dietro l’Equation Group https://www.datamanager.it/2017/03/ci-cia-nsa-dietro-lequation-group/ Fri, 10 Mar 2017 14:32:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120851 I documenti svelati da WikiLeaks tolgono ogni dubbio su quello che può essere considerato come il gruppo hacker più potente della storia Se anche gli esperti di Kaspersky Lab li avevano definiti pericolosissimi un motivo ci sarà. L’Equation Group, chiamato così proprio dall’agenzia di sicurezza russa per l’elevato utilizzo di misure crittografiche avanzate, è stato […]

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I documenti svelati da WikiLeaks tolgono ogni dubbio su quello che può essere considerato come il gruppo hacker più potente della storia

Se anche gli esperti di Kaspersky Lab li avevano definiti pericolosissimi un motivo ci sarà. L’Equation Group, chiamato così proprio dall’agenzia di sicurezza russa per l’elevato utilizzo di misure crittografiche avanzate, è stato scoperto ufficialmente nel 2015, sebbene le avvisaglie delle sue operazioni risalgono ai decenni precedenti. Al team di hacker sono stati infatti attribuiti malware come Stuxnet e Flame, in grado di infettare e manipolare le operazioni di centrali di arricchimento in Medio Oriente, spesso con il coinvolgimento di più stati (USA e Israele, ad esempio). Già i documenti diffusi da Edward Snowden avevano accostato senza molti dubbi l’Equation Group alle attività della National Security Agency (NSA) ma è con l’archivio Year Zero di WikiLeaks (il primo della serie Vault 7) che le incertezze diventano verità.

Cosa succede

Negli oltre 8 mila documenti diffusi in settimana dal portale fondato da Julian Assange, si legge di come i membri della CIA, nello specifico la divisione Technical Advisory Council, discutessero animatamente del report di Kaspersky. Il focus si concentrava sugli errori commessi dal gruppo che ne aveva minato l’anonimato e la possibilità di mettere in relazione le attività con i tool scoperti dai Lab russi. L’obiettivo della CIA era di capire gli errori per farne tesoro e non commetterli più nei programmi futuri. I file di WikiLeaks, oltre a far riferimento alle strategie del TAO (Technical Advisory Council appunto), parlano anche dell’Information Operations Center, l’IOC della CIA, guarda caso gli attori dietro lo sviluppo delle cyberarmi analizzate da Kaspersky.

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Google rassicura: “Abbiamo bloccato l’accesso alla CIA” https://www.datamanager.it/2017/03/google-rassicura-bloccato-laccesso-alla-cia/ Thu, 09 Mar 2017 15:49:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120817 Google ha annunciato di aver bloccato le falle di Android che hanno permesso lo spionaggio della CIA svelato da Wikileaks Lo spionaggio della CIA rivelato da Wikileaks ha visto coinvolta anche Google ma l’azienda di Mountain View ha voluto rassicurare tutti i suoi utenti sull’impenetrabilità dei suoi prodotti. “Siamo certi che gli aggiornamenti di sicurezza e […]

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Google ha annunciato di aver bloccato le falle di Android che hanno permesso lo spionaggio della CIA svelato da Wikileaks

Lo spionaggio della CIA rivelato da Wikileaks ha visto coinvolta anche Google ma l’azienda di Mountain View ha voluto rassicurare tutti i suoi utenti sull’impenetrabilità dei suoi prodotti. “Siamo certi che gli aggiornamenti di sicurezza e le protezioni di Chrome e Android già proteggono gli utenti da molte di queste presunte vulnerabilità”, ha fatto sapere Big G in una dichiarazione al sito Recode.

Google, che ha qualche problema con le fake news anche sul dispositivo per la domotica Home, ha sottolineato che l’analisi dei documenti di Wikileaks non è ancora conclusa ma assicura che è pronta a prendere “ulteriori necessarie misure di protezione” poiché la sicurezza “è sempre stata una delle nostre priorità e continueremo a investire sulle nostre difese”.

Wikileaks ha scoperto che la CIA ha sfruttato le vulnerabilità di diversi sistemi operativi per trasformare i prodotti elettronici quotidiani in sistemi di spionaggio. Violare Android significa avere potenzialmente accesso all’80% degli smartphone nel mondo e a decine di migliaia di altri oggetti connessi. Solo questo basta a intuire la gravità della situazione. L’agenzia statunitense non si è però fermata al sistema operativo di Google ma ha anche hackerato device come televisori e i prodotti iOS. Proprio ieri Apple ha voluto sottolineare che gli ultimi aggiornamenti del suo sistema operativo hanno permesso di chiudere la maggior parte delle falle e ha quindi consigliato agli utenti di fare immediatamente l’update del sistema operativo.

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Apple: “Abbiamo bloccato lo spionaggio della CIA con l’aggiornamento di iOS” https://www.datamanager.it/2017/03/apple-bloccato-lo-spionaggio-della-cia-laggiornamento-ios/ Wed, 08 Mar 2017 17:59:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120718 Wikileaks ha tolto il velo a un sistema di spionaggio hi-tech della CIA ed Apple ha già provveduto a eliminare alcune delle vulnerabilità di iOS Il nuovo scandalo Datagate ha visto coinvolta anche Apple ma l’azienda di Cupertino ha voluto rassicurare i propri utenti affermando di aver già provveduto a rendere inviolabili i suoi smartphone. […]

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Wikileaks ha tolto il velo a un sistema di spionaggio hi-tech della CIA ed Apple ha già provveduto a eliminare alcune delle vulnerabilità di iOS

Il nuovo scandalo Datagate ha visto coinvolta anche Apple ma l’azienda di Cupertino ha voluto rassicurare i propri utenti affermando di aver già provveduto a rendere inviolabili i suoi smartphone. Wikileaks ha rivelato che la CIA ha messo in piedi un efficiente sistema di spionaggio chiamato Vault-7 per rubare informazioni personali tramite vari dispositivi tra cui televisori e smartphone, compresi gli iPhone. La Mela ha voluto spiegare in una nota che molte delle vulnerabilità di iOS che hanno permesso all’agenzia statunitense di violare la privacy dei suoi clienti sono state risolte “con l’ultimo aggiornamento” del sistema operativo.

Apple, che molto presto renderà disponibile Apple Pay in Italia, si dice “profondamente impegnata nella difesa della privacy e della sicurezza” e afferma con orgoglio che quella “integrata negli iPhone odierni rappresenta la migliore tecnologia di sicurezza dei dati disponibile per i consumatori” e che è “costantemente al lavoro per far sì che rimanga tale”. La Mela afferma di aver risolto solo alcune delle vulnerabilità sfruttate dalla CIA e che sta già provvedendo a mettere in sicurezza anche gli altri bug. Il colosso guidato da Tim Cook, che ha esteso la garanzia sul rivestimento antiriflesso dei Macbook, consiglia quindi di aggiornare immediatamente il proprio iPhone “per essere sicuri di avere gli aggiornamenti di sicurezza più recenti”. Apple comunque non sembra particolarmente preoccupata dalla situazione dato che “quasi l’80% degli utenti utilizza l’ultima versione di iOS”.

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