datagate – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:58:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png datagate – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Snowden, cinque anni fa il Datagate https://www.datamanager.it/2018/06/snowden-cinque-anni-fa-il-datagate/ Thu, 07 Jun 2018 13:35:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149096 Nessun rimpianto per la gola profonda della NSA, che ha sconvolto nel 2013 il mondo della sicurezza informatica Ripensa a quel giugno del 2013 ed è ancora convinto di aver fatto bene. Cinque anni fa, Edward Snowden rivelava al mondo quello che è stato definito Datagate, un caso non solo mediatico internazionale, che ha messo […]

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Nessun rimpianto per la gola profonda della NSA, che ha sconvolto nel 2013 il mondo della sicurezza informatica

Ripensa a quel giugno del 2013 ed è ancora convinto di aver fatto bene. Cinque anni fa, Edward Snowden rivelava al mondo quello che è stato definito Datagate, un caso non solo mediatico internazionale, che ha messo in luce le operazioni di spionaggio e monitoraggio della National Security Agency. Parlando in occasione dell’anniversario, il ragazzo ha spiegato al Guardian di non aver rimpianti in merito: “Avevo molta paura all’inizio ma alla fine mi ha dato un senso di libertà.

C’era uno scopo dietro a tutto questo e non si poteva certo tornare indietro”. Sebbene molte persone affermino come non molto sia cambiato da quella data, Snowden non è d’accordo. “La gente ha ragione nel dire che vige ancora una sorveglianza di massa ma non è così che si misura il cambiamento, si guarda indietro prima del 2013 e si guarda a quello che è successo da allora. Tutto è cambiato”.

Operazione riscatto

Più che altro, ciò che è cambiato è nella maggiore convinzione che oggi le persone hanno circa i metodi con cui i governi tentano di spiare gli utenti. “Stati e aziende approfittano della nostra ignoranza. Ma adesso lo sappiamo, abbiamo conoscenza, siamo impotenti nel poter fermare tutto ma almeno ci stiamo provando. Le rivelazioni ci hanno resi più uniti e legati nella battaglia”.

Al momento Snowden dovrebbe essere ancora in Russia, sicuramente in una situazione di maggiore tranquillità ma di esilio lontano dalla patria. Come spiega nell’intervista, il suo lavoro si concentra nello sviluppare soluzioni di protezione sopratutto per attivisti e giornalisti, un approccio alquanto pragmatico alla sorveglianza globale che ancora pende sulle nostre teste.

 

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Nonostante il Datagate la NSA rimarrà la stessa https://www.datamanager.it/2018/01/nonostante-datagate-la-nsa-rimarra-la-stessa/ Fri, 12 Jan 2018 18:30:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138898 La Camera dei Rappresentanti statunitense ha approvato il rinnovo della legge che permette alla NSA di monitorare le comunicazioni dei cittadini per tutelare la sicurezza nazionale Nel 2013 l’ex contractor Edward Snowden, attualmente rifugiato in Russia per sfuggire alle autorità americane, ha svelato il più grande programma di sorveglianza ai danni dei cittadini non solo […]

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La Camera dei Rappresentanti statunitense ha approvato il rinnovo della legge che permette alla NSA di monitorare le comunicazioni dei cittadini per tutelare la sicurezza nazionale

Nel 2013 l’ex contractor Edward Snowden, attualmente rifugiato in Russia per sfuggire alle autorità americane, ha svelato il più grande programma di sorveglianza ai danni dei cittadini non solo statunitensi ma anche stranieri. A portare avanti questa attività di spionaggio è stata la NSA (National Security Agency), che ha violato la privacy di milioni di persone con la scusa di proteggere la sicurezza nazionale degli USA. Quello che è stato poi conosciuto come scandalo Datagate si pensava avrebbe portato ad una maggiore tutela dei diritti dei cittadini ma evidentemente non sarà così. La Camera dei Rappresentati del Congresso ha approvato senza modifiche significative il rinnovo per altri sei anni del “Foreign Intelligence Surveillance Act” (FISA), una legge che autorizza la NSA a visionare mail e telefonate di chiunque possa rappresentare una potenziale minaccia alla sicurezza.

Nel pieno dello scandalo Datagate il Congresso avrebbe voluto porre fine al programma di spionaggio per sostituirlo con un sistema di controllo meno onnipresente e oppressivo ma in aula non si raggiunge un accordo. La nuova forma del FISA è stata approvata con 256 voti favorevoli e 164 contrari e consentirà alla NSA di portare le avanti le intercettazioni anche senza un mandato. La palla passerà ora al Senato, che quasi sicuramente approverà la legge, e poi spetterà al presidente Donald Trump apporre la sua firma. In realtà il tycoon ha sempre avuto un atteggiamento ambivalente nei confronti del FISA. Se da un lato ha sempre sottolineato il bisogno di maggiore sicurezza per difendersi dai nemici esterni ed interni, allo stesso tempo ha attaccato l’Fbi via Twitter affermando di essere stato sorvegliato dall’agenzia durante la campagna elettorale su mandato dell’amministrazione di Barack Obama. Questo avrebbe portato allo scoppio dello scandalo Russiagate.

Donald Trump ha poi corretto il tiro per non compromettere il voto e in un tweet ha sottolineato il suo sostegno a una legge per difendere gli USA attraverso al sorveglianza all’estero di “stranieri cattivi in Paesi stranieri”.

Un emendamento contenuto nel nuovo FISA, che si dice sia stato voluto proprio dal Presidente, impone però all’Fbi la richiesta di un mandato se vuole indagare su crimini avvenuti negli USA utilizzando informazioni raccolte all’estero.

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Edward Snowden? Una sorta di “servizio pubblico” https://www.datamanager.it/2016/06/edward-snowden-sorta-servizio-pubblico/ Wed, 01 Jun 2016 18:30:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102603 Sono le parole espresse da Eric Holder, ex procuratore generale degli Stati Uniti che evidenzia i lati positivi del dibattito sul monitoraggio Non è un caso isolato, anzi. Dopo essere usciti da una carica istituzionale governativa, diversi soggetti hanno espresso il loro parere, spesso positivo, su quanto compiuto da Edward Snowden. Il ragazzo, oramai ben […]

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Sono le parole espresse da Eric Holder, ex procuratore generale degli Stati Uniti che evidenzia i lati positivi del dibattito sul monitoraggio

Non è un caso isolato, anzi. Dopo essere usciti da una carica istituzionale governativa, diversi soggetti hanno espresso il loro parere, spesso positivo, su quanto compiuto da Edward Snowden. Il ragazzo, oramai ben integrato nella quotidianità russa, tramite le sue rivelazioni avrebbe offerto una sorta di “servizio pubblico”, secondo l’ex procuratore generale degli Stati Uniti, Eric Holder. Questo non vuol dire che al giovane informatore non debbano essere imputati una serie di altre infrazioni critiche, tra cui la diffusione di materiale classificato, che andrebbero punite, per Holder, al pari di qualsiasi altra persona.

Il parere dell’ex

Quello dell’ex procuratore è ovviamente un parere personale che però si rispecchia in quello di altri soggetti all’interno degli Stati Uniti. Anche per lui, senza il lavoro di Snowden oggi non si parlerebbe così tanto di privacy e sorveglianza digitale. Un atto dunque fondamentale per una nuova presa di coscienza sugli strumenti nelle mani della National Security Agency e dei partner internazionali, ma che per Holder porta con sé evidenti conseguenze. Tra queste, il danneggiamento degli interessi americani su un doppio canale. Prima di tutto interno, visto che gli stessi agenti federali lavorano adesso in uno stato di maggior pericolo vista la possibilità di bloccare e rendere nulli gli strumenti usati per lo spionaggio (ad esempio tramite l’uso di Tor). Poi verso l’esterno, ovvero nell’atteggiamento che gli stati esteri hanno intrapreso nei confronti degli States, rei di aver spiato in passato leader e autorità politiche, senza alcun mandato o giustificazione. Non a caso, più di una volta la Germania ha “invitato” il governo di Washington a fermare le azioni di monitoraggio online e offline ai danni dei suoi governanti.

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NSA: adesso è possibile leggere le newsletter delle spie https://www.datamanager.it/2016/05/nsa-adesso-possibile-leggere-le-newsletter-delle-spie/ Tue, 17 May 2016 13:36:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101543 The Intercept ha realizzato un database navigabile delle comunicazioni interne della divisione Signals Intelligence Directorate dell’agenzia governativa Sono passati oramai diversi anni da quando Edward Snowden ha dato il via al Datagate. Eppure, siamo ancora in attesa di capire in che modo gli USA intendono approcciare la questione del monitoraggio digitale e le mosse dell’Unione […]

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The Intercept ha realizzato un database navigabile delle comunicazioni interne della divisione Signals Intelligence Directorate dell’agenzia governativa

Sono passati oramai diversi anni da quando Edward Snowden ha dato il via al Datagate. Eppure, siamo ancora in attesa di capire in che modo gli USA intendono approcciare la questione del monitoraggio digitale e le mosse dell’Unione Europea per contrastare l’azione incontrollata delle agenzie legate alla National Security Agency, che operano anche nel nostro continente. Vista la mole di documenti rilasciati ai media internazionali da Snowden, non è semplice rendersi conto di dove possano arrivare gli agenti governativi statunitensi, soprattutto se si considera che quello pubblicato sinora è solo una piccola parte delle informazioni possedute dal giovane ragazzo esiliato in Russia.

Navigare tra le email

The Intercept, sito fondato dall’ex Guardian Gleen Greenwald, il primo che ha raccolto le testimonianze di Snowden, cerca di fare ordine, rendendo disponibili un vasto numero di newsletter internet scambiate dalla divisione Signals Intelligence Directorate (SID) della NSA. L’intero archivio, conosciuto come SIDToday, copre eventi importanti della storia mondiale, avvenuti dopo gli eventi terroristici dell’11 settembre. Tramite Intercept è dunque possibile scorgere le comunicazioni tra i federali, alcune fin troppo generaliste e senza interesse, altre invece che coprono a fondo questioni determinanti della lotta al crimine e, di conseguenza, della violazione dei più basilari concetti di privacy. Uno degli obiettivi del sito, è quello di invogliare tutti ad approfondire le conversazioni rese note qualche ora fa, per scovare eventuali storie o aneddoti non ancora divulgati. Dato l’ammontare dei dati non è infatti semplice collegare fatti ed eventi nei primi 166 documenti diffusi, che vano dal 31 marzo del 2013 al 30 giugno dello stesso anno.

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Sorveglianza digitale: il GCHQ ammette tutto https://www.datamanager.it/2015/12/sorveglianza-digitale-gchq-ammette/ Fri, 18 Dec 2015 19:00:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=91363 La controparte britannica della NSA afferma di aver hackerato computer e altri dispositivi civili per proteggere la sicurezza nazionale Alla fine è caduto. Il Government Communications Headquarters britannico, partner europeo della National Security Agency, ha ammesso le proprie colpe. La violazione di computer e dispositivi mobili dei cittadini inglesi è avvenuta senza il rilascio di uno […]

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La controparte britannica della NSA afferma di aver hackerato computer e altri dispositivi civili per proteggere la sicurezza nazionale

Alla fine è caduto. Il Government Communications Headquarters britannico, partner europeo della National Security Agency, ha ammesso le proprie colpe. La violazione di computer e dispositivi mobili dei cittadini inglesi è avvenuta senza il rilascio di uno specifico permesso da parte di un tribunale o di una corte preposta, nel corso degli ultimi anni. Ad affermarlo è il direttore generale del GCHQ che ha dichiarato come il CNE (computer and network exploitation) sia uno degli strumenti essenziali dell’attività dell’agenzia, per monitorare attività e individui sospetti online.

Cosa poteva fare

A distanza di anni dallo scoppio del Datagate, ci si sorprende ancora nel leggere le possibilità investigative di NSA e soci. Per quanto riguarda la GCHQ, il direttore Ciaran Martin ha spiegato vari tool in possesso dell’ente, tra cui alcuni in grado di lanciare trojan e malware nei dispositivi fissi e mobili in via diretta, senza che l’utente potesse accorgersi di nulla. “I programmi CNE, in certi casi, erano i soli che potevano garantire la copertura di Intelligence per tracciare i movimenti di presunti terroristi – ha detto – per lungo tempo la computer and network exploitation è stata parte integrante delle attività del GCHQ e nel futuro diventerà ancora più importante”. Un’affermazione che non sa per nulla di resa. L’agenzia filo-NSA ha dunque intenzione, e visto le dichiarazioni anche il via libera burocratico, per proseguire le scorribande telematiche alla ricerca dei cattivi, pur inserendo nella rete una vasta gamma di utenti innocui e convinti di mantenere al sicuro le proprie informazioni. Fin quando l’Unione Europea si deciderà a volgere l’attenzione anche a chi non rispetta la legge dentro casa, e non solo in quel di Washington.

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NSA: fine del programma di spionaggio telefonico https://www.datamanager.it/2015/11/nsa-fine-del-programma-di-spionaggio-telefonico/ Mon, 30 Nov 2015 19:00:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=89906 Ufficialmente da ieri la National Security Agency non può più archiviare le chiamate degli americani. Ma c’è una proroga di altri tre mesi Finalmente lo USA Freedom Act comincia a dare i primi frutti. La NSA da ieri non è più abilitata ad archiviare le chiamate telefoniche dei cittadini statunitensi se non all’interno di un specifico programma di […]

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Ufficialmente da ieri la National Security Agency non può più archiviare le chiamate degli americani. Ma c’è una proroga di altri tre mesi

Finalmente lo USA Freedom Act comincia a dare i primi frutti. La NSA da ieri non è più abilitata ad archiviare le chiamate telefoniche dei cittadini statunitensi se non all’interno di un specifico programma di sorveglianza basato su persone o gruppi di presunti terroristi. Dopo 6 mesi di proroga, dalla scadenza del 1 giugno della Sezione 215 del Patriot Act, gli States aprono una nuova pagina nel lavoro dell’Intelligence, che dovrebbe focalizzarsi ora su contesti di ricerca determinati e fondati su un ordine federale. Allora Snowden ha vinto? Non proprio.

Cosa cambia, cosa rimane

Se non sarà più permesso alla NSA di tenere in vita archivi di dati telefonici senza un valido motivo, e soprattutto senza permesso, gli agenti potranno ancora collezionare informazioni a scopo “tecnico”, come ha scritto il sito Politico. La proroga non è indefinita ma avrà la durata di tre mesi durante i quali la National Security Agency continuerà in maniera ridotta il suo lavoro di raccolta. Intanto all’inizio di novembre una corte federale ha emesso una sentenza spiegando come il programma sia da considerare del tutto incostituzionale, vietando così ad un avvocato della California di utilizzare l’intercettazione delle chiamate durante un processo al quale prendeva parte. Eì chiaro che adesso cambiano totalmente le carte in tavola per la giustizia statunitense. Dal momento in cui la raccolta delle telefonate diventa praticamente illegale, se non casi specifici, potrà esservi un modo diverso di portare avanti cause ed ingiunzioni nei confronti di presunti criminali, siano legati o meno a fatti di terrorismo.

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Microsoft apre in Germania i datacenter anti-NSA https://www.datamanager.it/2015/11/microsoft-apre-in-germania-i-datacenter-anti-nsa/ Thu, 12 Nov 2015 15:17:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=88315 Entro la fine del prossimo anno Microsoft costruirà 2 data center in Germania per una maggiore protezione dei dati dei suoi utenti Microsoft ha deciso di prendere seri provvedimenti nei confronti della privacy dei dati dei suoi clienti a seguito delle rivelazioni della talpa del Datagate Edward Snowden. Il colosso di Redmond realizzerà 2 nuovi data […]

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Entro la fine del prossimo anno Microsoft costruirà 2 data center in Germania per una maggiore protezione dei dati dei suoi utenti

Microsoft ha deciso di prendere seri provvedimenti nei confronti della privacy dei dati dei suoi clienti a seguito delle rivelazioni della talpa del Datagate Edward Snowden. Il colosso di Redmond realizzerà 2 nuovi data center in Germania entro la fine del 2016. Queste strutture saranno gestite da Deutsche Telekom e garantiranno un maggiore livello di protezione. La scelta della Germania da parte di Microsoft non è casuale. Berlino ha emanato le leggi più restrittive in Europa in materia di privacy online. Inoltre, installare i suoi data center in un Paese straniero costringerà le autorità statunitensi a ottenere il via libera all’accesso ai dati da parte dei loro omologhi tedeschi. Questa possibilità potrebbe diventare ancora più concreta nel caso venga annullato il Safe Harbour, l’accordo sulla trasmissione di informazioni digitali tra Europa e USA recentemente messo in discussione dalla Corte Ue.

Per stoccare i propri dati in Germania, gli utenti dovranno pagare un piccolo sovrapprezzo ma avranno in cambio un maggiore livello di protezione. “Questi nuovi data center  – ha spiegato il CEO di Microsoft Satya Nadella che ha concluso il suo intervento alla Future Decoded di Roma – consentiranno ai clienti di utilizzare tutta la potenza del cloud di Microsoft in Germania e di garantire che una società tedesca mantiene il controllo dei dati”. In futuro l’azienda di Redmond, che ha reso disponibili in Italia gli smartphone Lumia 950 e 950 XL, ha intenzione di costruire data center anche nel Regno Unito.

Altre aziende come Google e Yahoo! hanno deciso di criptare i propri dati per proteggerli dalle intromissioni delle autorità governative ma presto potrebbero seguire l’esempio di Microsoft portando i propri data center in Europa. Anche la Russia ha imposto alle sue aziende di conservare i suoi dati in strutture situate nel Paese proprio per evitare attacchi informatici dall’estero.

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Il Parlamento Europeo vota per l’asilo a Snowden https://www.datamanager.it/2015/10/il-parlamento-europeo-vota-per-lasilo-a-snowden/ Fri, 30 Oct 2015 19:30:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87235 Lo scontro sul Datagate tra Europa e USA continua: i 28 stati membri sono “invitati” a riconoscerlo come “difensori dei diritti umani” Un pass senza termine per girare il continente. Questo potrebbe ottenere a breve Edward Snowden grazie ad una risoluzione votata ieri dal Parlamento Europeo. Secondo l’organo, il giovane americano dovrebbe ricevere, presso tutti […]

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Lo scontro sul Datagate tra Europa e USA continua: i 28 stati membri sono “invitati” a riconoscerlo come “difensori dei diritti umani”

Un pass senza termine per girare il continente. Questo potrebbe ottenere a breve Edward Snowden grazie ad una risoluzione votata ieri dal Parlamento Europeo. Secondo l’organo, il giovane americano dovrebbe ricevere, presso tutti i 28 stati membri, l’appellativo di “informatore e difensori internazionale dei diritti umani”. Questo lo salverebbe da un iter burocratico che lo vede ogni anno dover rinnovare l’asilo politico ottenuto in Russia, tenendolo però lontano per sempre dagli Stati Uniti. Come spiega il New York Times, su Twitter Edward Snowden ha accolto la notizia come “un voto che cambia le regole del gioco“, ovvero una presa di posizione decisa e forte contro la sorveglianza di massa perpetrata per anni dagli States.

Cosa succederà

La misura in sé rappresenta un passo importante ma non è vincolante nei confronti delle nazioni europee. Questo  vuol dire che il Parlamento ha detto la sua in merito al caso e che “invita” gli stati membri a considerare Snowden una persona da proteggere entro i propri confini. La prima conseguenza di tutto ciò sarà un maggiore senso di solidarietà all’interno dell’Unione qualora Snowden decida di trasferirsi altrove nel continente. Ricordiamo i numerosi appelli fatti quando il ragazzo era in procinto di lasciare Hong Kong per stabilirsi temporaneamente in un paese che li offrisse asilo. Dopo diversi proclami e rinunce dell’ultimo istante, l’unica a farsi carico della pesante eredità fu la Russia, dove la gola profonda si trova oggi. Forse ancora per poco.

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Negli USA si infiamma la lotta per il CISA https://www.datamanager.it/2015/10/negli-usa-si-infiamma-la-lotta-per-il-cisa/ Mon, 26 Oct 2015 19:00:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86766 Il Cybersecurity Information Sharing Act è al vaglio del governo così un gruppo di pressione tenta di agganciare le aziende hi-tech Il CISA è quel disegno di legge osteggiato da più parti che permetterebbe alle agenzie governative di accedere a dati informatici sensibili, all’interno di ricerche e indagini per la sicurezza nazionale. In poche parole […]

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Il Cybersecurity Information Sharing Act è al vaglio del governo così un gruppo di pressione tenta di agganciare le aziende hi-tech

Il CISA è quel disegno di legge osteggiato da più parti che permetterebbe alle agenzie governative di accedere a dati informatici sensibili, all’interno di ricerche e indagini per la sicurezza nazionale. In poche parole i vari Facebook, Twitter e Google sarebbero invitati caldamente a consegnare le informazioni sui propri iscritti sotto mandato di NSA, FBI e compagnia bella, con il rischio di trasgredire pesantemente la legge in caso si opponessero. E per questo i gruppi e le associazioni in difesa dei diritti (digitali e non) hanno deciso proprio di coinvolgere i big della rete nella dura battaglia contro l’approvazione dell’emendamento.

I risvolti

L’azione principale di contrasto al Cybersecurity Information Sharing Act viene svolta dal gruppo di pressione Fight for the Future che hanno deciso di aprire un dialogo grazie al sostegno di nomi come Apple, Twitter, Dropbox e Reddit. “Il CISA permetterà alle agenzie di sicurezza come la NSA di collezionare più dati personali e condividerli con decine di alte organizzazioni, a partire dalla polizia locale. Così verranno autorizzati una serie di azioni abusive dei diritti personali che non hanno nulla a che vedere con la cyber-security” – dicono dal gruppo. Per far passare meglio il messaggio, Fight for the Future ha organizzato una serie di manifestazioni nei centri nevralgici del paese, tra cui Washington, per informare i cittadini di ciò che, secondo loro, sarà il vero futuro qualora la norma andasse avanti.

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Edward Snowden sbarca su Twitter https://www.datamanager.it/2015/09/edward-snowden-sbarca-su-twitter/ Wed, 30 Sep 2015 09:38:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84661 Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha portato alla luce le attività di sorveglianza della NSA, ha un profilo verificato su Twitter Edward Snowden è l’uomo che ha messo in luce quanto la privacy dei cittadini di tutto il mondo sia a rischio. L’ex contractor della NSA (National Security Agency) ha rivelato come l’intelligence […]

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Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha portato alla luce le attività di sorveglianza della NSA, ha un profilo verificato su Twitter

Edward Snowden è l’uomo che ha messo in luce quanto la privacy dei cittadini di tutto il mondo sia a rischio. L’ex contractor della NSA (National Security Agency) ha rivelato come l’intelligence statunitense e quella britannica (GCHQ) abbiano creato un illecito sistema di sorveglianza globale che andava molto al di là delle loro competenze. L’NSA ha spiato i produttori di antivirus e  SIM e milioni di PC e smartphone di persone che poco o nulla c’entravano con il terrorismo o attività illegali. Ieri 29 settembre, Edward Snowden è sbarcato su Twitter e ha sottolineato che il suo compito è quello di proteggere la privacy dei cittadini.

Edward Snowden nel sua descrizione ha scritto “una volta lavoravo per il Governo, ora lavoro per il pubblico” e il suo primo tweet è stato invece diretto a tutto il popolo di Twitter: “Mi sentite ora?”. L’ex contractor ha scelto con non poca ironia di seguire sul social network solamente la NSA come gli aveva suggerito l’astrofisico Neil deGrasse Tyson, lo stesso che gli aveva consigliato di scegliere l’account @snowden.

In molti hanno scelto di dare il proprio sostegno al whistleblower del Datagate. Ad appena un giorno dall’apertura del suo profilo verificato, Edward Snowden ha ottenuto ben 90.1000 follower. La notizia dello sbarco dell’ex contractor è stata ovviamente riportata da The Intercept, il quotidiano online fondato dal suo amico e collega Glenn Greenwald.

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