Holonix – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 16 Dec 2021 13:40:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Holonix – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Mettere IoT e AI al centro https://www.datamanager.it/2021/12/mettere-iot-e-ai-al-centro/ Thu, 16 Dec 2021 13:40:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214672 Holonix, un nuovo modello di business I produttori di macchinari industriali sono i principali interlocutori di Holonix, azienda che dal 2010 si occupa di tecnologie e prodotti software Internet of Things e augmented intelligence, ritenendoli gli strumenti chiave della trasformazione digitale. «Per le piccole e medie eccellenze industriali italiane, lo scenario di rifermento per la […]

L'articolo Mettere IoT e AI al centro proviene da Data Manager Online.

]]>
Holonix, un nuovo modello di business

I produttori di macchinari industriali sono i principali interlocutori di Holonix, azienda che dal 2010 si occupa di tecnologie e prodotti software Internet of Things e augmented intelligence, ritenendoli gli strumenti chiave della trasformazione digitale. «Per le piccole e medie eccellenze industriali italiane, lo scenario di rifermento per la propria competitività è oggi quello dell’Industria 4.0, tappa di un processo evolutivo storico di natura tecnologica. Questo vale anche per i produttori di macchinari, in quanto una macchina allo stato dell’arte in chiave di automazione di un processo industriale è una macchina che è passata dalle logiche di controllo di tipo cablato alle logiche di controllo programmabili (utilizzate dai PLC) per consentirne la gestione: la presenza di un PLC a bordo macchina, infatti, permette di “farla parlare” con qualunque sistema informativo di fabbrica, MES, ERP, SCADA» – ci spiega Lara Binotti, sales director di Holonix. «Tramite l’Industrial Internet of Things, colonna portante del paradigma Industry 4.0, siamo quindi alle soglie di una fase nella quale le macchine devono avere la possibilità di connettersi in remoto non più su reti private e protette, ma sulla rete universale dell’Internet of Things. Altrimenti, queste macchine molto rapidamente non saranno più competitive sul mercato perché perderanno la possibilità di essere utilizzate all’interno di processi industriali basati sulle logiche di interconnessione dell’oggetto» – avverte Lara Binotti.

«Da questo trend evolutivo del mercato delle macchine industriali, nasce l’esigenza, per i produttori, di ottenere una conoscenza continuativa e in tempo reale di come viene usata e di come si comporta ogni macchina installata e di dotarsi di un archivio organizzato in logica Big Data di tutti i dati storici generati dal suo intero parco macchine». Il modello di business targato Holonix è incentrato proprio sulla disponibilità dei Big Data e sulla collaborazione tra uomo e artificial intelligence. Un modello che aumenta la competitività accrescendo l’efficacia e l’efficienza nell’ambito operations. Holonix si propone quindi come partner per i progetti di Innovazione 4.0 delle piccole e medie eccellenze del manifatturiero italiano, tra cui i produttori di macchinari. Ha così sviluppato i-Live Machines, una soluzione disponibile in cloud computing in modalità SaaS che permette di avere una conoscenza continuativa e in tempo reale di come viene usata e si comporta ogni singola macchina installata e di archiviare tutti i dati generati dall’intero parco. Consente anche di migliorare il servizio di assistenza, ovvero la capacità di diagnostica, riducendone i costi. Inoltre mette a disposizione dei processi 4.0 dei clienti i dati raccolti dalle macchine e rende possibile un miglioramento e una riprogettazione delle future macchine, basandosi su evidenze reali, predisponendo il produttore alla valutazione di vari modelli di vendita. i-Live Machines è implementato anche all’interno del progetto europeo Level-Up (G.A. 869991 | www.levelup-project.eu) che mira a proporre un nuovo algoritmo di manutenzione che possa individuare in real-time gli interventi in funzione delle misure dal campo e basato su una stima della vita residua di un macchinario.


CONOSCERE, PROGETTARE E REALIZZARE

Per accompagnare le PMI nel percorso di innovazione, Holonix ha dato vita a un servizio chiamato “IoT Experience” basato su tre approcci modulari, progressivi e personalizzati: conoscere, progettare e realizzare. Conoscere è dedicato alle imprese che vogliono scoprire quali tecnologie IoT e AI vengono utilizzate nel proprio settore di appartenenza e come possono essere implementate per innovare il contesto aziendale. Progettare è rivolto alle aziende che vogliono pianificare un intervento di innovazione con tecnologie IoT e AI basato sulla stima affidabile di costi, tempi, fattibilità, sforzo richiesto alle figure coinvolte e sulla valutazione di massima dei benefici ottenibili. Realizzare è il modulo per le aziende che vogliono ottimizzare in tempi e costi un intervento di innovazione sulla propria realtà aziendale che utilizzi le migliori soluzioni disponibili per il raggiungimento degli obiettivi selezionati.

L'articolo Mettere IoT e AI al centro proviene da Data Manager Online.

]]>
Holonix e la trasformazione digitale nelle PMI https://www.datamanager.it/2021/10/holonix-e-la-trasformazione-digitale-nelle-pmi/ Mon, 18 Oct 2021 09:34:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=213381 La società si propone come partner per i progetti di innovazione 4.0 delle piccole e medie imprese del manifatturiero italiano che puntano su modelli incentrati su Big Data e Augmented Intelligence Bring Things to Life: questo è il payoff di Holonix, azienda che dal 2010, anno della sua fondazione, si occupa di tecnologie e prodotti […]

L'articolo Holonix e la trasformazione digitale nelle PMI proviene da Data Manager Online.

]]>
La società si propone come partner per i progetti di innovazione 4.0 delle piccole e medie imprese del manifatturiero italiano che puntano su modelli incentrati su Big Data e Augmented Intelligence

Bring Things to Life: questo è il payoff di Holonix, azienda che dal 2010, anno della sua fondazione, si occupa di tecnologie e prodotti software Internet of Things e Augmented Intelligence, ritenendoli gli strumenti chiave della trasformazione digitale.

«Bring Things to Life non è solo il payoff, è una sorta di inno al futuro, al cambiamento, alla trasformazione digitale» – afferma Lara Binotti, sales director di Holonix. «L’azienda si propone come partner per i progetti di Innovazione 4.0 delle piccole e medie eccellenze del manifatturiero italiano che puntano all’adozione del nuovo modello incentrato sulla disponibilità dei Big Data e sulla collaborazione tra uomo e Artificial Intelligence (AI)».

Diventare un’azienda data-driven, guidata dai dati, non è sempre facile. «I dati e la tecnologia, da soli, non rendono un’organizzazione più efficiente» – dice la sales director di Holonix. «È necessaria una riorganizzazione aziendale, improntata alla cultura digitale. Perché sia efficace, l’organizzazione del cambiamento richiede direzione, flessibilità, competenze e comportamenti proattivi, per garantire la realizzazione degli obiettivi e delle esigenze dell’intera organizzazione, nel processo e nella tecnologia. Holonix, per aiutare le Pmi a diventare una fabbrica smart, propone un avvicinamento graduale e assistito con un approccio personalizzato. I principali interlocutori di Holonix sono i produttori di macchinari industriali; per accompagnarli in questo percorso abbiamo ideato la strategia IoT Experience che si basa su approcci modulari, progressivi e personalizzati.

La capacità di saper raccogliere dati dalle macchine è un’attività fondamentale per l’efficientamento di tutti i processi industriali. Permette di prendere decisioni informate, basate su quanto sta realmente accadendo in produzione. Se è vero che le tecnologie giocano un ruolo chiave nell’abilitare questi processi (soprattutto IoT e Intelligenza Artificiale), le conoscenze delle aziende e il loro approccio all’uso di queste tecnologie sono fondamentali. Va capito, in primo luogo, il contesto legato alla particolarità aziendale, le esigenze specifiche che determinano quali tecnologie scegliere e quali parametri sono necessari per l’efficientamento dei processi. Solo così si può estrarre valore aggiunto dal dato, poiché la pura raccolta del dato grezzo non porta vantaggi all’azienda. Per fare tutto questo occorrono le giuste competenze, una cultura e un approccio corretto all’uso delle nuove tecnologie e anche i giusti strumenti. Questi elementi, tuttavia, spesso mancano alle Pmi ed è in questo campo che si concentra l’impegno di Holonix».

IoT EXPERIENCE IN TRE MODULI

Attraverso il servizio IoT Experience di Holonix, ogni realtà industriale potrà conoscere le innovazioni IoT e Augmented Intelligence nel proprio settore, progettare iniziative e realizzare un progetto di innovazione IoT e AI nella propria realtà.

«IoT Experience è costituito da tre moduli, corrispondenti a tre percorsi diversi» – spiega Binotti. «È un approccio che si rende necessario proprio perché, spesso, a frenare le aziende è la diffidenza verso le nuove tecnologie. Conoscere è il modulo dedicato alle imprese che vogliono scoprire quali tecnologie IoT e AI sono usate nel loro settore e come possono essere implementate per innovare il contesto aziendale. È un percorso in cui Holonix mette a disposizione conoscenze tecnologiche maturate grazie all’esperienza decennale in attività di ricerca, sviluppo e applicazione delle tecnologie chiave della trasformazione digitale del mondo industriale.

Progettare è dedicato alle aziende che vogliono pianificare un intervento di innovazione con tecnologie IoT e AI basato sulla stima affidabile di costi, tempi, fattibilità, sforzo richiesto alle figure coinvolte e sulla valutazione di massima dei benefici ottenibili. Si tratta di un modulo in cui i clienti possono trarre vantaggio delle competenze metodologiche di Holonix, affinate nella progettazione e nella realizzazione di progetti di innovazione dove le tecnologie sono diventate vantaggio concretamente misurabile. Realizzare è il modulo per le aziende che vogliono ottimizzare in tempi e costi un intervento di innovazione sulla propria realtà aziendale che utilizzi le migliori soluzioni disponibili per il raggiungimento degli obiettivi selezionati, grazie al supporto operativo di Holonix, che sfrutta le competenze di project management maturate lavorando con fornitori leader delle tecnologie digitali e con le piccole e grandi eccellenze industriali».

NELLA DATA DRIVEN ECONOMY

Secondo Holonix, viviamo nella data driven economy, un’economia in cui i dati sono la risorsa principale per generare vantaggi competitivi. Le imprese si sono rese conto delle potenzialità che risiedono nei dati a propria disposizione: scoprire in anticipo modelli, trend, comportamenti è un vantaggio rispetto ai competitor. Al centro di questa rivoluzione ci sono i produttori di macchinari industriali che ora devono necessariamente agire, focalizzandosi sulla trasformazione digitale per essere più avanti rispetto alla concorrenza.

i-Live Machines è il prodotto software di Intelligenza Aumentata disponibile in cloud in modalità as a service, ideato per i produttori di macchinari industriali. Si tratta di una combinazione di tecnologie 4.0 che permette di avere una conoscenza continuativa e in tempo reale di come sono usate e si comportano le macchine per storicizzare tutti i dati provenienti dal parco installato. Consente di migliorare il servizio di assistenza, ovvero la capacità di diagnostica, riducendone i costi. In risposta a un’esigenza di mercato, permette di verificare le performance di ogni macchina per garantirle all’utente. Inoltre mette a disposizione dei processi 4.0 dei clienti i dati raccolti dalle macchine e rende possibile un miglioramento e una riprogettazione delle future macchine, basandosi su evidenze reali, predisponendo il produttore alla valutazione di vari modelli di vendita. i-Live Machines permette di condividere i dati in sicurezza, senza necessità di framework e installazione on-premise; è attivabile a distanza, per raggiungere e seguire ogni macchina installata.

 

L'articolo Holonix e la trasformazione digitale nelle PMI proviene da Data Manager Online.

]]>
La Smart Factory: istruzioni per l’uso https://www.datamanager.it/2021/09/la-smart-factory-istruzioni-per-luso/ Fri, 17 Sep 2021 10:04:02 +0000 https://www.datamanager.it/?p=212526 Che cosa si intende per fabbrica intelligente? “Ai posteri l’ardua sentenza” La fabbrica intelligente (nome anche di un prestigioso Cluster Tecnologico) è la fabbrica di chi ha compreso e fatto proprio il concetto che l’onda dell’Industria 4.0 va cavalcata e non subita: è la fabbrica dove tutti, nel proprio ruolo e nelle proprie aree di […]

L'articolo La Smart Factory: istruzioni per l’uso proviene da Data Manager Online.

]]>
Che cosa si intende per fabbrica intelligente? “Ai posteri l’ardua sentenza”

La fabbrica intelligente (nome anche di un prestigioso Cluster Tecnologico) è la fabbrica di chi ha compreso e fatto proprio il concetto che l’onda dell’Industria 4.0 va cavalcata e non subita: è la fabbrica dove tutti, nel proprio ruolo e nelle proprie aree di competenza, imparano a servirsi delle nuove tecnologie, che sono realmente “abilitanti”, per rendere lo svolgimento del lavoro affidato più efficiente, più efficace, più incisivo, meno soggetto all’errore umano. Con le tecnologie IIoT, gli oggetti diventano non solo intelligenti e comunicanti tra loro (M2M) ma “interagenti” anche con l’uomo (M2H). Attraverso i dati che invia, la macchina racconta la propria vita (lifecycle knowledge) mentre i nuovi sistemi IIoT ne raccolgono i dati in modo organizzato, strutturato, per poi restituirli ai vari interlocutori aziendali trasformati in informazioni, peraltro assai preziose essendo basate su dati real time.

L’uomo è così chiamato a prendere le sue decisioni più peculiari, quelle che – dati di fatto
alla mano – indicano la strada da percorrere per ottenere i migliori risultati con il minimo sforzo; per esempio, se passare da una manutenzione programmata a una su condizione, se passare alla diagnostica predittiva, o se e come riprogettare la macchina stessa. In piena generalità, oggi la realtà può essere simulata sulla base dei dati raccolti. Il che può, per esempio, permettere di effettuare tutte le verifiche necessarie in fase di progettazione e raggiungere l’obiettivo della creazione di un prodotto già quasi ready to market; oppure, più semplicemente, consentire un’assistenza guidata senza la presenza fisica del tecnico. Certamente nascono nuovi modelli di business, dove l’innovazione diventa l’asset strategico per la crescita dell’azienda e il mantenimento della leadership di mercato nel proprio settore di appartenenza.

Holonix, azienda spin off del Politecnico di Milano, da 10 anni si occupa esattamente di queste tematiche sia dal punto di vista industriale (con prodotti e servizi per le aziende manifatturiere) che nell’ambito della ricerca e sviluppo attraverso la sua attiva partecipazione a progetti europei Horizon2020 che riguardano l’innovazione più ad ampio respiro. Al momento, per esempio, Holonix è impegnata con il progetto Coala (G.A. 957296) a sviluppare una soluzione per l’assistenza cognitiva che consiste in una composizione di componenti IA affidabili che ha per interfaccia addirittura un assistente digitale vocale! Nello specifico poi il progetto si propone di aumentare la qualità nel processo manifatturiero, ridurre i tempi di formazione on the job dei nuovi operatori inseriti in fabbrica, migliorare le competenze di ciascuno nel gestire le opportunità dell’AI le sfide e i rischi nei luoghi produttivi (miglioramento della collaborazione Human-AI).

Per il mercato Holonix ha creato servizi e percorsi aziendali condivisi di “consulenza esperienziale” per traghettare le aziende in modo concreto, sostenibile e con tempi di implementazione rapidi nella fruizione e nell’utilizzo a proprio vantaggio e soprattutto a propria misura di quanto ad oggi disponibile in termine di tecnologie abilitanti. Inoltre ha progettato e prodotto uno strumento software di augmented intelligence dedicato al monitoraggio, controllo, rilevamento e gestione dei dati e parametri delle macchine industriali (https://www.holonix.it/prodottiservizio/i-live-machines/).

L'articolo La Smart Factory: istruzioni per l’uso proviene da Data Manager Online.

]]>
Tecnomatic e Holonix, l’Internet delle Cose che contano https://www.datamanager.it/2021/06/tecnomatic-e-holonix-linternet-delle-cose-che-contano/ Mon, 14 Jun 2021 08:57:17 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210410 Tecnomatic e Holonix, insieme per portare la fabbrica a un nuovo livello di innovazione. Dall’incontro tra macchine di estrusione di tubi in plastica e tecnologie Industry 4.0 nasce una storia di “intelligenza aumentata” che riguarda un pezzo importante del comparto manifatturiero italiano Nel settore delle macchine utensili impegnate nella produzione e trasformazione dei materiali, il […]

L'articolo Tecnomatic e Holonix, l’Internet delle Cose che contano proviene da Data Manager Online.

]]>
Tecnomatic e Holonix, insieme per portare la fabbrica a un nuovo livello di innovazione. Dall’incontro tra macchine di estrusione di tubi in plastica e tecnologie Industry 4.0 nasce una storia di “intelligenza aumentata” che riguarda un pezzo importante del comparto manifatturiero italiano

Nel settore delle macchine utensili impegnate nella produzione e trasformazione dei materiali, il binomio IoT e Industry 4.0 sta diventando un fattore differenziante, capace di andare oltre unità di misura più convenzionali, come la dimensione dell’azienda, la sua potenza finanziaria o la multinazionalità. Per il sistema produttivo italiano, tradizionalmente caratterizzato da player innovativi ma non necessariamente di grandi dimensioni, la cosiddetta “intelligenza aumentata” – in altre parole, la capacità di raccogliere, storicizzare e analizzare in dati di produzione in tempo reale, traducendoli in migliori performance, manutenzioni più tempestive ed efficaci, o nuovi servizi da erogare al cliente – rappresenta un’opportunità formidabile. Soprattutto per chi sui mercati interni e internazionali vuole competere più con la forza delle proprie idee e della personalizzazione dell’offerta, che con la massa critica. Esattamente come ci insegna il caso di Tecnomatic, l’azienda bergamasca che con il lavoro di una trentina di dipendenti guidati da un management ambizioso e tecnopratico, riesce a essere presente in tutto il mondo con le sue macchine per l’estrusione di tubi in materia plastica. Il quarantennale percorso di Tecnomatic si incrocia a un certo punto con quello di uno dei più interessanti protagonisti italiani della Internet of Things applicata all’industria. Un protagonista che da diverso tempo Data Manager segue proprio nel contesto delle sue relazioni con chi progetta e costruisce le macchine industriali destinate a ricevere – attraverso una soluzione cloud chiamata i-Live Machines (ILVM) – l’attesa iniezione di intelligenza supplementare. Dalla partnership che Tecnomatic e Holonix hanno saputo costruire nasce l’ennesima piccola grande storia di trasformazione digitale della fabbrica. E del mare di vantaggi che tale trasformazione può portare ai clienti della realtà guidata da Diego Lupi, chairman di Tecnomatic.

DALLA LAVORAZIONE ALL’ESTRUSIONE

Tecnomatic viene fondata negli anni 70 come tipica azienda di lavorazione meccanica per conto terzi, nata per sostenere la crescita delle imprese di un territorio di grande tradizione industriale. Il tipico attrezzo in dotazione alla ditta, creata dal padre dell’attuale chairman di Tecnomatic, è il tornio a controllo numerico ed è da quel primo nucleo di intelligenza di bordo che, in un certo senso, si sviluppa tutta la storia successiva. «In quegli anni, con quelle attrezzature – spiega Diego Lupi – l’azienda acquisisce la volontà di sviluppare e migliorare le attuali teste per tubi in PVC sin dalla metà degli anni 80, quando gli si presenta l’occasione, decidendo di acquisire un disegnatore non esperto, mettendo la propria capacità ed inventiva progettuale». Man mano che questa reputazione cresce, cominciano a nascere i primi modelli di macchine, vasche di calibrazione e intere linee rivolte in particolare all’estrusione di tubi in materiali poliolefinici utilizzati per le applicazioni più svariate: per esempio, nell’ambito del trasporto di liquidi e gas, nelle infrastrutture civili, nel riscaldamento, nello scarico di acque reflue.

Massimiliano Fenili technical chief di Tecnomatic

METTERE IL DATO AL CENTRO

Lara Binotti, sales director di Holonix, riconosce in questo ritratto di Tecnomatic una serie di affinità con la propria organizzazione, la decennale realtà IoT nata nel contesto accademico del Politecnico di Milano e ancora oggi attivamente immersa in progetti di ricerca su scala continentale. «Quando ci siamo incontrati la prima volta, nel 2017, abbiamo trovato una squadra agguerrita e affamata di innovazione. Passo dopo passo, abbiamo proseguito nel percorso di trasformazione, ma la cultura di partenza era già quella giusta». Alberto Alberio, che ha seguito il progetto Tecnomatic nel suo ruolo di IT director di Holonix, spiega che l’azienda era stata contattata originariamente per fornire uno strumento in grado di offrire una buona capacità di analisi della performance dei sistemi di estrusione. «Tecnomatic cercava un processore che le consentisse di configurare le sue macchine in una logica data-driven tipicamente 4.0, seguendo l’intero flusso informativo della produzione». All’epoca – prosegue Alberio – Holonix fornì al suo nuovo cliente un percorso di integrazione in i-Like Machines, il predecessore della piattaforma ILVM, pensato proprio per gestire da remoto, in ottica Big Data, i grandi volumi di dati generati dalle macchine di produzione e ottenere diversi vantaggi sia in termini di migliore efficienza e produttività degli impianti; sia per creare intorno alle macchine un’offerta di servizi più ricca, per esempio, nel campo della diagnostica preventiva e della manutenzione. A quel punto, Tecnomatic era più che pronta a cogliere le nuove opportunità di sviluppo.


#coverstory tecnomaticsrl.net e @HolonixSRL insieme per un nuovo livello di innovazione in fabbrica
Click To Tweet


«Da diversi anni – racconta Massimiliano Fenili, technical chief di Tecnomatic – eravamo impegnati in progetti basati sull’aggregazione dei dati generati dalle nostre macchine. Ci eravamo concentrati anche sull’ottimizzazione dei cosiddetti pannelli-operatore, sviluppando interfacce utente il più possibile “friendly”, avevamo curato in particolare la riduzione dei consumi energetici, introducendo motori a basso consumo e monitorando i dati del loro funzionamento». Nell’estate del 2017, Tecnomatic è nel pieno della sua progettualità relativa alle tecnologie e ai protocolli che gli impianti del loro settore utilizzano per interconnettersi con altre macchine e condividere i dati in rete e in cloud. «Seguendo le direttive EUROMAP, l’associazione europea che raggruppa le aziende produttrici di macchine per la lavorazione della plastica e della gomma, avevamo già fatto nostri concetti di comunicazione M2M come OPC UA – Open Platform Communications Unified Architecture» – spiega Fenili. «Su questo protocollo si basa per esempio un software che permette agli operatori delle linee di estrusione Tecnomatic e ai responsabili della produzione di disporre di dati aggiornati sui consumi energetici e sui costi di produzione. Per ridurre i costi ma soprattutto per decidere meglio in risposta agli eventi e alle criticità di una filiera di fabbrica molto complessa. Una linea di estrusione oggi può arrivare a contenere da dieci a quindici singole macchine, corrispondenti ad altrettanti punti di lavorazione. Una buona connettività diventa un fattore fondamentale. Sempre in ambito OPC UA – aggiunge Fenili – in seguito è stata realizzata una nuova interfaccia utente accolta con estremo interesse dal pubblico del K Trade Fair di Düsseldorf, esposizione mondiale di riferimento per il settore della plastica».

INDICATORI DI PERFORMANCE

La strada del dato condiviso è sicuramente quella giusta e Fenili si mette alla ricerca di un partner in grado di affiancare l’azienda bergamasca nell’individuazione di quel punto di contatto tra il cloud e il mondo fino a quel momento chiuso e iperspecializzato. Un ponte in grado di offrire ai produttori di tubi di visualizzare ovunque – fuori e dentro la fabbrica – le informazioni digitali provenienti dalle loro macchine. Un’esigenza che secondo Massimiliano Vailati, sales director di Tecnomatic veniva chiaramente espressa dai clienti. «Per una realtà che non può competere sulle dimensioni, l’innovazione tecnologica è l’arma decisiva» – dice Vailati. «Nell’Industry 4.0, la possibilità di monitorare in tempo reale gli indicatori di performance di un impianto è vitale. Tuttavia, in molte situazioni i produttori hanno in mano macchinari efficienti e di grande qualità, ma non riescono a trarne vantaggio proprio per la mancanza di capacità di analisi». Così, tra Tecnomatic e Holonix ha inizio una relazione e un lavoro comune che in questi quattro anni ha portato molti buoni frutti. «L’esigenza era quella di trovare un fornitore di una soluzione facilmente customizzabile e adattabile alle specificità delle nostre macchine» – interviene il technical chief di Tecnomatic.


#coverstory IoT e analytics per connettere macchine e persone – tecnomaticsrl.net @HolonixSRL
Click To Tweet


«In Holonix abbiamo trovato una soluzione ideale, che insieme siamo riusciti a calare perfettamente nella dimensione delle nostre linee di estrusione. Partendo dal pacchetto standard di i-Like Machines e dal 2019 del suo successore ILVM, abbiamo personalizzato un nuovo menu di KPI che consente di comprendere come gestire al meglio l’operatività della linea, capire quando spingere o rallentare in termini produttivi per mantenere costante la qualità dei tubi e avere sempre una efficienza elevata». Il progetto – come spiega Fenili – ha occupato un orizzonte temporale di circa due anni e mezzo e ha comportato il trasferimento verso la piattaforma cloud di Holonix di due diverse tipologie di controllo delle macchine Tecnomatic. «In una prima fase, abbiamo indirizzato macchine con bus di comunicazione più tradizionale, che prevedeva la conversione diretta nel protocollo MQTT utilizzato per l’interconnessione sul cloud. In un secondo momento e in ottica già 4.0, abbiamo coinvolto le linee che utilizzavano già il protocollo OPC UA. Si tratta di due approcci paralleli che permettono di rispondere meglio alle richieste dei clienti in funzione dei sistemi adottati. Grazie a questa soluzione, si può ottenere un quadro completo della produttività di ciascuna linea». Alberto Alberio, il responsabile IT di Holonix che ha seguito il progetto fin dalle sue fasi iniziali, mette in evidenza un’altra ricaduta importante, sottolineando come oltre al vantaggio riferito al monitoraggio in tempo reale, i-Live Machines consente, in prospettiva, di storicizzare i dati che vengono man mano raccolti per estendere le opportunità di servizio. E il technical chief di Tecnomatic conferma: «Il sistema trasferisce in cloud anche eventuali segnali di allarme, che possiamo analizzare nel tempo per comprendere meglio certe problematiche e intervenire. Da un punto di vista di manutenzione preventiva, questi feedback possono essere sicuramente importanti».

Alberto Alberio IT director di Holonix e Jacopo Cassina CEO e co-founder di Holonix

FLUSSI STANDARDIZZATI E SICURI

Ripercorrendo la storia di questa collaborazione, Alberio di Holonix rileva come uno dei fattori decisivi per la scelta di ILVM sia stata proprio l’adattabilità. «Il sistema di connessione era la base tecnologica fondamentale affinché le macchine industriali di Tecnomatic potessero offrire “qualcosa in più”. La piattaforma IoT di Holonix è compatibile con qualsiasi macchina in grado di comunicare attraverso i protocolli standard e in questo senso i tecnici dell’azienda avevano già svolto un grande lavoro di adeguamento dei loro processori. Come Holonix – aggiunge Alberio – abbiamo curato anche l’aspetto della sicurezza, un ambito in cui mettiamo grande attenzione integrando protocolli di cifratura e certificazione dei dati. Nelle applicazioni cloud 4.0 bisogna sempre garantire che i flussi informativi siano protetti e abbiano un’origine certa, per salvaguardare gli utenti da rischi di intercettamento o compromissione». Un secondo elemento è la scalabilità del sistema verso diverse tipologie di servizio. ILVM è una soluzione che aggiunge funzionalità sia in ambito applicativo, come avviene nel caso delle nuove possibilità di monitoraggio delle performance, sia in direzione dell’offerta di nuove formule di assistenza post-vendita. «Il bello di questa estendibilità – afferma l’IT director di Holonix – è che non comporta alcuna rinuncia rispetto alla centralizzazione del know-how messo a disposizione su scala così vasta.

Attraverso i-Live Machines i vantaggi dell’IoT sono immediatamente accessibili a chi acquista le macchine Tecnomatic, senza quest’ultima debba effettuare decine di installazioni e distribuire a ciascun cliente un software autonomo che non offrirebbe altrettanta protezione sugli algoritmi e sulle configurazioni. «Il cliente accede insomma solo alle informazioni che la piattaforma mette a disposizione». C’è anche una scalabilità di tipo tecnologico. «Con ILVM non si è obbligati a dotarsi di un intero pacchetto di complessità» – spiega Alberio. «Quando si parla di intelligenza artificiale, di deep learning si entra in un dominio complesso e costoso ma Holonix è in grado di fornire solo il necessario, applicando algoritmi di complessità crescente in base alle necessità reali del cliente». Una gradualità – conclude Alberio – che si riflette in chiave finanziaria, consentendo una strategia di investimento crescente, finalizzata ai singoli obiettivi. «Nel caso di Tecnomatic, il primo obiettivo, realizzato attraverso una personalizzazione della configurazione standard della piattaforma, era il monitoraggio delle performance produttive. In futuro, l’uso di informazioni e analisi più approfondite potrà estendere le opportunità fino alla creazione di nuovi servizi a valore aggiunto o alla capacità di fornire utili indicazioni a chi dovrà progettare nuove linee di estrusione».


#coverstory Monitoraggio, analisi e condivisione real-time dei KPI – tecnomaticsrl.net @HolonixSRL
Click To Tweet


ECOSISTEMA DI PERSONE E MACCHINE

Da dieci anni a questa parte – come spiega Jacopo Cassina, CEO e co-founder di Holonix – questa è la filosofia dell’azienda di ingegneria milanese. «L’obiettivo è portare sul mercato strumenti di “Intelligenza Aumentata” che i nostri clienti possano utilizzare per aumentare il valore commerciale dei loro prodotti e per espandere i servizi offerti. Sono strumenti che rappresentano un ulteriore accessorio di una macchina utensile, e che forniscono al decisore umano, grazie all’IoT, un contributo informativo “aumentato”, mirato e rielaborato a partire dai dati generati dalla sensoristica. L’anno appena trascorso è stato difficile ma non negativo. I risultati sono in linea con quelli dell’anno precedente, ma in compenso l’importanza del digitale si è affermata con forza ancora maggiore». Nelle relazioni e nello smart working, il digitale è un fenomeno ormai acquisito perché più maturo, meglio metabolizzato. «Finora, in ambito industriale – continua Cassina – le tecnologie 4.0 si sono imposte soprattutto come strumento interno alle singole realtà. Oggi invece, sono sempre più numerosi i casi di aziende che capiscono il valore dell’interconnessione anche verso l’esterno, inclusi gli utilizzatori delle macchine sul campo». Il cambiamento – secondo Cassina – si percepisce ormai in modo molto netto. «Se in passato il costruttore di macchine utensili era abituato a una relazione diretta col cliente, fatta di visite molto frequenti, legate anche alla necessità dell’avviamento di un impianto nei luoghi della produzione, la necessità di ridurre al minimo questi spostamenti ha fatto emergere il tema dell’interconnessione digitale come modalità ideale per creare veri e propri ecosistemi di collaborazione popolati da macchine, non solo da persone». La connettività – mette in evidenza Cassina – è uno strumento che acquisterà sempre più importanza, anche quando riprenderemo a viaggiare. «La condivisione dei dati dà vantaggi molto concreti. Permette di raggiungere livelli di efficienza e produttività molto elevati, di arricchire i propri prodotti in chiave di maggiore competitività».

Nel progetto Tecnomatic – precisa Lara Binotti – Holonix ha fatto leva sulla adattabilità della sua piattaforma di base per sviluppare ulteriormente il modulo dedicato in modo specifico alla misurazione della performance. «Si tratta di un lavoro di personalizzazione che va ad aggiungersi ad altri già svolti da Holonix nel campo dell’analisi della vibrazione e di altri parametri. Una attività di espansione delle possibilità di ILVM che prosegue anche con altri clienti e nell’ambito di progetti europei in applicazioni come la diagnostica avanzata, insieme a partner come ATLANTIS Engineering, focalizzato sulla manutenzione.

CONDIVIDERE PER IMPLEMENTARE

Caratteristico della proposta commerciale di Holonix rimane il programma IoT Experience, una formula di condivisione-implementazione congiunta di esperienze che secondo Lara Binotti ha contribuito a dare molta concretezza ai temi della Internet delle Cose. «Le aziende che incontriamo sono affamate di informazioni pratiche, dopo anni in cui soprattutto nel segmento delle PMI il tema dell’Industry 4.0 è stato vissuto in modo superficiale e legato esclusivamente alle politiche di incentivazione». Su questo punto – anche Massimiliano Vailati di Tecnomatic – è d’accordo. «Molti clienti hanno fatto un decisivo passo avanti e non guardano più solo al vantaggio finanziario, privilegiando finalmente l’aspetto del miglioramento produttivo, della gestione più efficace delle loro fabbriche». Sull’IoT c’è sensibilizzazione – come osserva Vailati – ma il grado di conoscenza è ancora piuttosto basso. «Nel momento in cui ci presentiamo come pionieri del campo riusciamo a suscitare subito un grande interesse» – afferma il sales director di Tecnomatic.


coverstory L’intelligenza aumentata per competere – tecnomaticsrl.net @HolonixSRL
Click To Tweet


«Tuttavia, la mancanza di competenze formate nelle PMI è uno dei principali freni, insieme alla naturale diffidenza nei confronti del cambiamento di modalità ormai consolidate». Attraverso collaborazioni come queste, Holonix vuole indirizzare il problema, rivolgendosi in particolare alle imprese di dimensioni più piccole. «La nostra offerta di prodotto e di servizio – spiega Lara Binotti – è tagliata su misura per questo tipo di utenza sia dal punto di vista di funzionalità e contenuti che dei costi. Certamente, occorre una cura particolare nel tagliare a misura del cliente l’abito della Industry 4.0 perché il livello di specializzazione è molto elevato e bisogna essere in grado di seguire processi che sono stati adattati ai vari mercati di riferimento». In questo senso, Holonix può rappresentare un’alternativa ideale alle piattaforme IoT dei big più blasonati del settore.

Adesso che anche grazie a Tecnomatic le capacità di i-Live Machines sono implementate nelle fabbriche di cinque continenti, l’interesse nei confronti delle tecnologie IoT può solo aumentare. L’importante è riuscire a mantenere alto il concreto contenuto di innovazione, anche in risposta ai tentativi di chi sfrutta certi concetti solo come un facile slogan. Al tempo stesso – conclude il chairman di Tecnomatic Diego Lupi – è fondamentale realizzare strumenti che non siano troppo complessi sul piano operativo e non comportino sforzi di manutenzione o costi di esercizio troppo alti. «Dobbiamo tenere costantemente davanti agli occhi, quali sono gli obiettivi reali a fronte della richiesta, per evitare proposte troppo difficili e futuristiche. Ma l’innovazione continua è un obbligo perché l’asticella si alza sempre di più. In molti hanno già capito che i primi che si avvicinano all’IoT vincono sul piano della competitività».

Foto di Gabriele Sandrini

L'articolo Tecnomatic e Holonix, l’Internet delle Cose che contano proviene da Data Manager Online.

]]>
Sostenibilità e digitalizzazione le parole d’ordine per le PMI del futuro https://www.datamanager.it/2021/05/sostenibilita-e-digitalizzazione-le-parole-dordine-per-le-pmi-del-futuro/ Thu, 13 May 2021 08:28:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=209762 Riorganizzazione aziendale e cultura digitale Oggi non è possibile pensare alla sostenibilità senza parlare di trasformazione digitale, ma la digitalizzazione non è pensabile senza l’attuazione all’interno dell’azienda di un processo evolutivo che consenta al management di assumere decisioni data-driven, guidate quindi dai dati. Le soluzioni che aumentano la sostenibilità del business sono anche soluzioni strategiche […]

L'articolo Sostenibilità e digitalizzazione le parole d’ordine per le PMI del futuro proviene da Data Manager Online.

]]>
Riorganizzazione aziendale e cultura digitale

Oggi non è possibile pensare alla sostenibilità senza parlare di trasformazione digitale, ma la digitalizzazione non è pensabile senza l’attuazione all’interno dell’azienda di un processo evolutivo che consenta al management di assumere decisioni data-driven, guidate quindi dai dati.

Le soluzioni che aumentano la sostenibilità del business sono anche soluzioni strategiche
per la sua crescita. Le aziende diventano più competitive, in virtù di processi e modelli
migliori, controllabili, circolari ed efficienti. La digitalizzazione è parte integrante di questo
trend in quanto motore dell’innovazione.

Secondo una stima della Commissione europea, il valore della data economy passerà dal 2,4% nel 2018 al 5,8% del Pil Ue nel 2025 per un totale di 829 miliardi di euro.

In ambito europeo, l’attenzione ai temi legati alla sostenibilità è molto elevata; ne è un
esempio il progetto Horizon2020 FiberEUse (www.fibereuse.eu | G.A.730323-1), che mira a integrare diverse azioni di innovazione per migliorare la redditività del riciclaggio dei materiali compositi e il loro riutilizzo in prodotti a valore aggiunto. Come partner di progetto, Holonix supporta il processo di eco-design per stimolare la co-creation e sostiene lo sviluppo di una piattaforma che connette gli attori dell’intera value-chain.

Dal punto di vista industriale, in Holonix siamo da sempre al fianco delle piccole e medie
eccellenze manifatturiere italiane, con un approccio totalmente customizzato sulle reali
esigenze delle stesse per supportarle e accompagnarle nel delicato ma necessario cambiamento verso una fabbrica “smart”.

Attraverso il nostro servizio IoTExperience, interventi condivisi modulari, progressivi e
personalizzati, ogni realtà industriale, in base alle competenze già presenti in azienda, potrà conoscere le innovazioni IoT e augmented intelligence nel proprio settore, progettare le proprie iniziative di innovazione, realizzare un progetto di innovazione IoT e AI nella propria realtà.

Oltre la formazione, oltre la consulenza, perché le imprese manifatturiere hanno necessità
di confrontarsi e appoggiarsi a imprese ICT competenti, che adottano un approccio ben
lontano dalla classica consulenza o mera vendita di prodotti software “a pacchetto”.

Grazie a una progressiva digitalizzazione seguita da vicino e studiata insieme al Team Holonix, i processi aziendali diventano più performanti, diviene più semplice acquisire e interpretare i dati e le informazioni, anche quelle relative al grado di soddisfacimento dei clienti. Il processo di digitalizzazione aiuta i dipendenti a comunicare tra loro in maniera rapida ed efficace, a interagire con i macchinari, monitorandone lo stato e intervenendo prontamente in caso di guasti o anomalie. In favore di manager e dirigenti, l’uso di tecnologie innovative e digitali semplifica il processo di rilevazione delle informazioni e l’analisi dei budget.

È chiara dunque la necessità di un’implementazione strategica, una vera e propria riorganizzazione aziendale, improntata a una cultura digitale che si può agilmente acquisire da chi ha fatto di questo paradigma il proprio mestiere e si confronta quotidianamente con
le aziende tramite questi percorsi di crescita condivisi. L’obiettivo comune è ampliare la digitalizzazione ai diversi processi di business rendendoli integrati e prospettici. Conoscere le tecnologie della Smart Industry, progettarne l’utilizzo ottimale nella propria realtà, realizzare con esse l’innovazione dei propri processi, prodotti e modelli di business, sono gli step da affrontare per intraprendere il percorso di digitalizzazione e rimanere competitivi in un mercato sempre più articolato ed esigente.

L'articolo Sostenibilità e digitalizzazione le parole d’ordine per le PMI del futuro proviene da Data Manager Online.

]]>
Soluzioni IIoT data driven https://www.datamanager.it/2021/03/soluzioni-iiot-data-driven/ Mon, 15 Mar 2021 10:36:25 +0000 https://www.datamanager.it/?p=207796 Il dato quale fonte di valore aggiunto per lo zero-defect La congiuntura attuale, tuttora caratterizzata dai contraccolpi degli effetti indiretti delle misure di contenimento pandemico, vede le aziende impegnate nell’accelerare quel processo di digitalizzazione già in atto nell’ambito di Industria 4.0, intravedendo in esso una capacità intrinseca sia di far fronte in modo robusto a […]

L'articolo Soluzioni IIoT data driven proviene da Data Manager Online.

]]>
Il dato quale fonte di valore aggiunto per lo zero-defect

La congiuntura attuale, tuttora caratterizzata dai contraccolpi degli effetti indiretti delle misure di contenimento pandemico, vede le aziende impegnate nell’accelerare quel processo di digitalizzazione già in atto nell’ambito di Industria 4.0, intravedendo in esso una capacità intrinseca sia di far fronte in modo robusto a eventi imprevisti di grossa portata, sia di generare valore aggiunto non altrimenti ottenibile. La chiave di lettura di questo processo è costituita ancora una volta dai dati, che rappresentano nel concreto la “cifra” del 4.0.

Molti addetti ai lavori sono già consapevoli dell’importanza della digitalizzazione, ma la strada da percorrere per arrivare all’auspicata adozione metodologica e tecnologica è ancora lunga, soprattutto nel tessuto industriale italiano caratterizzato da piccole/medie realtà non del tutto strutturate. Di per se, ai processi è sempre associata un’enorme mole di dati, che però spesso non vengono individuati, misurati e/o utilizzati. Oltre a raccolta, trasmissione e storicizzazione dei dati, favorite in primis dall’Industrial Internet of Things, vi sono anche i concetti di valorizzazione e arricchimento del dato, abilitati da strumenti di big-data analytics e intelligenza artificiale. La conoscenza è poi resa disponibile all’interno della singola realtà aziendale o lungo la supply chain per molteplici finalità (ottimizzazione dei processi, politiche di manutenzione predittiva, gestione del ciclo di vita degli asset, etc.).

Holonix srl sta cavalcando questo processo di digitalizzazione volto a rendere le aziende “data-driven”, proponendo l’adozione di soluzioni digitali cloud – tra cui la suite di machinery management i-Live Machines – applicabili in vari settori applicativi. Particolarmente significativi sono gli sforzi profusi nei progetti Iqonic (GA 820677, orientato alle applicazioni che fanno leva su componenti optoelettronici) e Dat4.Zero (GA 958363, crosssettoriale in ambito smart manufacturing), che vedono l’azienda impegnata in azioni di ricerca e sviluppo precompetitivo atte a proporre funzionalità software innovative, scalabili e volte alla gestione del dato in tutti i suoi aspetti: raccolta e aggregazione dati da sistemi IIoT multi-sensore, verifica di integrità, rielaborazione, streaming e storicizzazione dati su cloud, accesso real-time all’informazione in modo sicuro.

Entrambi i progetti spingono per la creazione di nuove funzionalità prototipali software e di cloud computing,  auspicabilmente integrabili nel breve periodo all’interno delle soluzioni commerciali e abilitanti il concetto di produzione zero-difetti, paradigma produttivo che punta a ridurre il più possibile – idealmente a zero – rilavorazioni e scarti derivanti da processi e macchine non efficienti, e che aspira allo sviluppo di metodologie e strumenti integrati di manutenzione e controllo qualità traenti vantaggio dalla conoscenza di processo e sistema.

In particolare, le feature di controllo degli accessi e l’approccio multi-tenant favoriscono un utilizzo condiviso ma sicuro dell’informazione, utilizzata a fini prognostici non solo a livello di processo (ottimizzazione dei parametri), ma anche appunto a livello macchina/sistema indicando azioni manutentive dinamiche su condizione, interventi di sostituzione di componenti prossimi al fine vita e revamping di macchinari esistenti. Il solco è tracciato, sta ora alle aziende interpretare la valenza dei dati e delle soluzioni abilitanti quale potenziale fattore produttivo.

L'articolo Soluzioni IIoT data driven proviene da Data Manager Online.

]]>
AI, aumentare l’intelligenza https://www.datamanager.it/2020/12/ai-aumentare-lintelligenza/ Fri, 11 Dec 2020 09:58:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=204732 Con il termine augmented intelligence si identifica un nuovo approccio gestionale che utilizza in modo sinergico i dati provenienti dalla Industrial Internet of Things (IIoT), le nuove capacità offerte dalla artificial intelligence e le capacità tipiche dell’intelligenza umana. Infatti, l’augmented intelligence sfrutta i punti di forza di ogni elemento sopra citato, ossia la capacità della […]

L'articolo AI, aumentare l’intelligenza proviene da Data Manager Online.

]]>
Con il termine augmented intelligence si identifica un nuovo approccio gestionale che utilizza in modo sinergico i dati provenienti dalla Industrial Internet of Things (IIoT), le nuove capacità offerte dalla artificial intelligence e le capacità tipiche dell’intelligenza umana.

Infatti, l’augmented intelligence sfrutta i punti di forza di ogni elemento sopra citato, ossia la capacità della IIoT di acquisire innumerevoli dati raccolti in real-time, l’abilità della AI di elaborarli rapidamente e l’attitudine umana di riportarli in situazioni complesse, creando i cosiddetti “feedback di apprendimento”. Un esempio paradigmatico dei vantaggi che si possono riscontrare nell’applicazione di strumenti di augmented intelligence nel mondo industriale è quello della manutenzione predittiva.

La manutenzione è infatti uno tra i processi fondamentali per le aziende manifatturiere, poiché influenza la qualità della produzione, la durata nel tempo dei macchinari e la sicurezza degli operatori. È un processo complesso, che si basa sulla conoscenza degli impianti e sull’esperienza del personale. Viene tradizionalmente praticata “a guasto” oppure in via “preventiva”. Intervenire “a guasto” significa intervenire “in emergenza”, con perdita di tempo di produzione, possibili danni irreversibili al macchinario, ai prodotti lavorati e potenziali rischi di sicurezza per gli operatori. Per i macchinari più importanti e critici quindi si preferisce operare in modo “preventivo”, basando l’azione su statistiche di guasto dei componenti del macchinario; questo metodo richiede parecchio tempo ed è difficoltoso da mettere a punto poiché necessita di uno storico dati e di un’ampia esperienza non sempre disponibili.

Con l’avvento dell’Industria 4.0 si è iniziato a incrementare in modo significativo la quantità di dati raccolti dai macchinari; tuttavia, questi sono ancora poco fruibili per la manutenzione, poiché sono spesso pensati per la gestione della sola produzione, si presentano come “sparsi” in differenti data lakes e hanno uno storico ridotto. Holonix ha sperimentato il superamento di queste problematiche su diversi casi reali nell’ultimo anno e mezzo, lavorando all’interno del progetto europeo Z-BRE4K (G.A. n. 768869).


#Ceosuite La sinergia tra #AI e intelligenza e umana @Holonix
Click To Tweet


Nelle aziende manifatturiere partner si sono abilitati i PLC delle macchine in modo da sfruttare i sensori già presenti al loro interno per acquisire dati che vengono poi inviati al cloud i-Live Machines, tramite un gateway IoT. I dati vengono poi archiviati, elaborati in real-time per una pre-analisi e resi disponibili sia agli operatori che agli algoritmi. La difficoltà iniziale relativa alla scarsità di dati è stata agilmente superata utilizzando differenti AI, eseguite in modo ricorsivo, così da generare un primo auto-addestramento del sistema e renderlo rapidamente fruibile per gli utenti.

Una volta addestrate, infatti, le AI elaborano in real-time i dati in modo da interpretare i segnali deboli provenienti da multipli sensori, generando in questo modo allarmi di prognostica e di diagnostica della macchina, allertando di un possibile guasto incipiente, fornendo una stima del tempo rimanente prima del guasto e suggerendo la componente da sostituire. La competenza dei manutentori è quindi sfruttata per valutare la macchina e individuare il guasto realmente accaduto o incipiente: informazioni usate poi per il continuo addestramento del sistema. L’approccio, testato con successo all’interno del progetto Z-BRE4K, è stato brevettato e apporta numerosi vantaggi: l’apprendimento è rapido e richiede poco tempo per iniziare a fornire i primi risultati utili, il ROI risulta quindi aumentato e si rende l’intero sistema di produzione più redditizio. Tutto questo permette di implementare dei processi di manutenzione predittiva con rapidità e facendo leva sulle conoscenze e competenze uniche dei propri esperti.

Jacopo Cassina CEO di Holonix

L'articolo AI, aumentare l’intelligenza proviene da Data Manager Online.

]]>
Holonix, il software che fa parlare le macchine https://www.datamanager.it/2020/07/holonix-il-software-che-fa-parlare-le-macchine/ Thu, 09 Jul 2020 09:14:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=201034 Il sistema realizzato insieme ai ricercatori e ai tecnici di Sica dimostra l’efficacia dell’iniziativa che lo specialista IoT rivolge ai costruttori di macchine industriali: far leva sull’intelligenza aumentata per migliorare i loro prodotti e circondarli di una redditizia nuvola di servizi post vendita Questa è la storia di un sodalizio coltivato all’interno di un settore […]

L'articolo Holonix, il software che fa parlare le macchine proviene da Data Manager Online.

]]>
Il sistema realizzato insieme ai ricercatori e ai tecnici di Sica dimostra l’efficacia dell’iniziativa che lo specialista IoT rivolge ai costruttori di macchine industriali: far leva sull’intelligenza aumentata per migliorare i loro prodotti e circondarli di una redditizia nuvola di servizi post vendita

Questa è la storia di un sodalizio coltivato all’interno di un settore dell’economia italiana che da diverse generazioni rappresenta al meglio il distillato di inventiva, cultura artigianale, fantasia e – insieme – rigore imprenditoriale, che da sempre alimentano il successo del Made in Italy nel mondo. È un cammino che i due protagonisti stanno percorrendo, ciascuno rivestendo il proprio ruolo, lungo un tracciato libero ma tutt’altro che improvvisato, verso il comune obiettivo di crescita e innovazione. A ispirare questo percorso è una società che abbiamo imparato ad apprezzare per la sua peculiare ricetta di innovazione, tutta centrata sui fondamenti dell’Industry 4.0. Stiamo parlando di Holonix, azienda spin-off del Politecnico di Milano, che a dieci anni dalla fondazione – con venticinque collaboratori, un articolato catalogo di servizi e soprattutto una consolidata metodologia di knowledge transfer – rappresenta una realtà affermata e che va oltre l’originario abito di startup. «Abbiamo lavorato molto sulla corretta impostazione e il fine tuning dei nostri prodotti, creando una piattaforma definita in tutti i dettagli, che ci ha dato una efficienza operativa e una velocità di realizzazione completamente diverse» – osserva Jacopo Cassina, CEO e co-founder di Holonix.

Nel corso del tempo, Holonix ha convertito la sua lunga esperienza in materia di IoT – esperienza maturata attraverso la partecipazione a progetti avanzati e pionieristici, spesso condotti in ambito consortile dalle università e dai grandi gruppi industriali di tutta Europa – in un patrimonio di progettualità che viene ogni volta adattato ai requisiti del cliente. Grazie a un intenso lavoro di standardizzazione, Holonix ha raggiunto un buon compromesso tra sartorialità pura e moda di massa con una piattaforma as a Service, altamente parametrizzabile, che in autentica ottica IoT e Big Data macina i dati grezzi che il cliente deve analizzare e restituisce informazioni già operative.

«Di fatto, sono algoritmi che il cliente può personalizzare con molta libertà di movimento e che permettono di fare il deployment delle nostre soluzioni in tempi molto più rapidi, a prezzi competitivi»

LE MACCHINE PER L’INDUSTRY 4.0

Il compagno di viaggio, la società ravennate Sica, è un vero punto di riferimento nel comparto delle “macchine industriali”, i motori delle fabbriche nell’industria manifatturiera. Un campione che ha saputo riconoscere nella “smartification” dei suoi prodotti un fattore di differenziazione e in Holonix un partner tecnologico strategico nel dotare le macchine “firmate” Sica della dose di intelligenza aumentata necessaria a compiere un netto salto qualitativo nella capacità progettuale e nei servizi offerti alla clientela finale. Sica è uno di quei campioni insospettati che popolano i nostri distretti industriali. Poco meno di sessant’anni di vita, centocinquanta dipendenti, il 95% del fatturato generato esportando le sue macchine in centodieci nazioni. Tutto per merito della felice intuizione del fondatore Osvaldo Giacomoni, che dopo l’iniziale focus della sua azienda sulla fabbricazione di infissi e serramenti, negli anni in cui i materiali plastici cominciavano a imporsi in tutti gli ambiti dell’edilizia, decise di mettersi al servizio dell’industria della fabbricazione, o meglio della estrusione dei tubi.

Laura Falanga software developer di Sica

Lorenzo Spagna, direttore tecnico e responsabile della produzione, ci aiuta a orientarci meglio nella tipologia di macchine industriali realizzate oggi negli impianti di Alfonsine, in provincia di Ravenna. Dopo i primi modelli, addirittura semiautomatici di bicchieratrici – le macchine utilizzate per termoformare la svasatura che all’estremità del tubo serve per giuntarlo con altre sezioni, evitando così l’uso di specifici raccordi – Sica è gradualmente andata a ricoprire l’intero spettro di operazioni a valle dei veri e propri estrusori. Per completare una linea di estrusione oltre alle bicchieratrici, occorrono infatti traini, taglierine e macchine di confezionamento e imballaggio.

«I nostri clienti sono i produttori di tubi in PVC, polietilene e altri materiali plastici, le cui esigenze in costante evoluzione impattano anche sulle macchine che dobbiamo produrre, installare e mantenere».

A loro volta – aggiunge il responsabile tecnico di Sica – questi clienti sono soggetti alle variabili dinamiche del mercato delle costruzioni, legate al grande fenomeno dell’urbanizzazione. Tutto questo crea in tutto il mondo improvvise zone di forte domanda, davanti alle quali Sica deve essere pronta a reagire. In Europa del nord come negli Stati Uniti, e nel Canada, in Medio Oriente come in Oceania, le squadre di venditori e manutentori non smettono mai di viaggiare: prima per seguire le fasi di vendita e avviamento delle macchine industriali e poi per garantire che queste macchine siano sempre in piena efficienza.

In concomitanza con la pandemia, ma in generale in una situazione di evoluzione commerciale per rispondere al graduale passaggio a un modello di customer relation, basato più sull’ecosfera di servizi costruiti intorno al bene di consumo che sulla vendita del bene stesso, aziende come Sica sono chiamate a intervenire su più fronti. Da un lato sulla possibilità di diagnosticare e riparare i difetti dei loro apparati anche in modalità remota. Dall’altro sulla capacità di generare un valore in termini di efficienza operativa, configurazioni ottimali e allungamento del ciclo di vita. Obiettivi che si possono raggiungere generando e facendo viaggiare le informazioni digitali al posto delle persone.


#IIoT @JacopoCassina CEO di @HolonixSRL Come rendere subito operativo il binomio prodotto/servizio
Click To Tweet


DA PRODOTTO A SERVIZIO

Il fenomeno della servitization, la trasformazione di un bene materiale in servizio (così come è avvenuto in campo informatico con l’avvento delle infrastrutture as a Service), è stato per Holonix un forte stimolo alla standardizzazione della piattaforma i-Live Machines. Una formula – riprende Jacopo Cassina – indirizzata in modo specifico ai produttori di macchine industriali per offrire l’opportunità di potenziare e migliorare le macchine commercializzate, abilitando queste ultime alla creazione e all’offerta di ulteriori servizi rivolti al cliente finale.

«È come se avessimo sviluppato un condizionatore per l’auto. Il cliente sente l’aria fresca e anche senza conoscere il nome di chi ha fatto il condizionatore, sente che la sua vettura ha qualcosa in più».

Definito come uno strumento di intelligenza aumentata, i-Live Machines si serve della sensoristica IoT montata a bordo di una macchina industriale e dell’integrazione in cloud per monitorare i parametri di funzionamento di ogni macchina installata dall’utilizzatore della piattaforma. I dati generati possono essere a loro volta riutilizzati per fornire informazioni predittive in tempo reale, per esempio, sui primi segnali di un possibile guasto imminente. In chiave storica, invece, grazie agli strumenti analitici messi a disposizione, è possibile analizzare il comportamento delle macchine su archi di tempo molto lunghi e in diverse situazioni operative, ricavando tutta una serie di indicazioni che aiutano il cliente finale a ottenere una migliore performance. In prospettiva, gli stessi produttori possono tradurre certe informazioni in modifiche da apportare alle nuove versioni delle loro macchine.

Per la strategia di Holonix, il rapporto diretto con chi produce le macchine industriali è assolutamente vitale. Quando si ha a che fare con gli algoritmi Big Data che interpretano le condizioni operative di una macchina nel corso nel tempo, è praticamente impossibile ottenere livelli di attendibilità nelle previsioni senza avere a disposizione grandissimi volumi di dati. «Non potremmo lavorare solo con gli utenti finali di questi apparati» – precisa Cassina. «Una fabbrica impiega una o due macchine, e pochi mesi di funzionamento non basterebbero ad alimentare i database. Un singolo produttore installa cento macchine, raccogliendo tutti i dati ci dà la possibilità di studiare cicli di funzionamento molto lunghi». Più approfondita è l’analisi, più efficaci diventano la capacità di prevenire comportamenti anomali, o di proporre un settaggio più performante di altri in funzione delle necessità produttive. E siccome tutto avviene in cloud e con sensoristica intelligente, non è necessario presidiare fisicamente ogni impianto o raccogliere manualmente i dati.

DAL CONVEGNO AL PROGETTO

La scintilla che accende il progetto realizzato per Sica è un convegno dedicato all’Industry 4.0, nel corso del quale il direttore tecnico dell’azienda ravennate assiste con grande interesse al workshop guidato dal CEO di Holonix. In quel periodo, Lorenzo Spagna di Sica ha già all’attivo una discreta attività di scouting tra i possibili interlocutori di un programma di trasformazione digitale.

«Ho compreso subito che Holonix aveva tutte le caratteristiche giuste per diventare un ottimo partner di innovazione».

Grande conoscenza del settore, dimensioni non troppo grandi, una organizzazione come il Politecnico di Milano alle spalle. In Sica, il team di Jacopo Cassina e del suo braccio destro Alberto Alberio, IT director di Holonix, trova una sponda ideale: un’azienda che ha già un approccio molto strutturato all’innovazione di prodotto e vanta al proprio attivo una trentina di brevetti tecnologici e numerose collaborazioni con istituzioni accademiche e centri di R&D. Da sempre, Lorenzo Spagna e i suoi collaboratori sono alla ricerca di nuovi fattori di competitività in un mercato complesso, dove la pressione del day-by-day non sempre regala la serenità necessaria per valutare l’importanza di certe evoluzioni. «Molto prima di Holonix – ribadisce Lorenzo Spagna di Sica – avevamo intuito il grande potenziale di un efficace monitoraggio dei dati operativi delle nostre macchine. Il problema non era solo imparare a estrarre quei dati. Anche nella cultura del cliente, deve maturare una coscienza diversa nei confronti di questi servizi e dell’impatto positivo che l’investimento in IoT può dare in termini di efficienza dei processi e produttività».


#IIoT #AugmentedIntelligence @HolonixSRL abilita una nuova generazione di macchine industriali “parlanti”
Click To Tweet


Il capitolo iniziale della storia di innovazione che Sica e Holonix stanno scrivendo a quattro mani, è sintomatico dell’azione di una società applicata e pratica che mantiene orgogliosamente la vocazione formativa della propria matrice accademica, supportando i propri clienti nel percorso di innovazione. Dopo un primissimo progetto di avviamento – realizzato sfruttando la “Entry Level” che Holonix offre ai suoi clienti per dare la possibilità di valutare i risultati di un piano di intelligenza aumentata esteso a cinque macchine industriali – all’inizio del 2019 viene organizzato in Sica un seminario (IoT Experience) che coinvolge tutte le funzioni dell’azienda. «Alla giornata – ricorda Lorenzo Spagna – prendono parte la ricerca e sviluppo, il commerciale, i tecnici del post-vendita e anche l’amministratore delegato Valeria Giacomoni». Se l’esigenza di dotare le macchine industriali Sica del supplemento di intelligenza necessaria per estrarre più informazioni era già ben chiara nella testa dei responsabili tecnici dell’azienda, molto meno chiari erano il modo di ottenere questo risultato e la tipologia di informazioni alle quali dare priorità in una gamma di possibilità molto ampia.

Lara Binotti sales director di Holonix

IL VALORE DELL’IOT

In questa missione di addestramento e guida risiede una grossa parte del valore aggiunto che Holonix è in grado di trasferire ai suoi clienti. E questa missione affonda le sue radici in tanti anni di ragionata sperimentazione sull’IoT, che incrocia bisogni e obiettivi molto concreti. Questa concretezza – ribadisce Jacopo Cassina, CEO di Holonix – non è immediata, soprattutto in un ambito in cui i costruttori devono concentrarsi sulle capacità delle loro macchine, finendo per affrontare in modo più tradizionale gli aspetti dei servizi postvendita. Ma non è una chimera: i dati rilevabili nelle fasi di operatività di una macchina rappresentano un valore reale. «È un messaggio importante che possiamo lanciare dopo tanti anni vissuti nella costante pratica del binomio prodotto/servizio» – afferma Cassina. «Holonix è in grado di renderlo subito operativo, non partendo da semplici “proof of concept”, espressione che non ho mai amato particolarmente. Ormai, l’IoT non ha bisogno di altre dimostrazioni, si deve iniziare a usarlo».

Dopo la prima fase di studio e sponsorizzazione interna, la collaborazione tra Sica e Holonix ha identificato un secondo obiettivo comune: la presentazione congiunta di una vera e propria soluzione di intelligenza aumentata al Salone K di Düsseldorf, la più importante manifestazione del settore delle materie plastiche e della gomma, un evento triennale dove i fornitori di materie prime e i costruttori di macchinari incontrano il mondo della fabbricazione. «Per certi versi – racconta Alberto Alberio di Holonix – abbiamo percorso in senso inverso il cammino dell’Internet of Things. Sica è partita dalla consapevolezza del valore potenziale di dati intorno ai quali non avevano ancora formulato idee precise. Forti della nostra esperienza teorica e pratica sull’IoT, abbiamo collegato alcune macchine a i-Live Machines per fornire un primo esempio di una soluzione già operativa, certi che potesse andare incontro a quello che si aspettavano». In questo tipo di aziende – osserva il responsabile IT di Holonix – la conoscenza delle macchine, della funzione che esse devono svolgere in una linea produttiva è molto approfondita. Sica in questo senso, con la sua storia di R&D innovativo, rappresenta un caso ancora più virtuoso. Meno diffusa, in generale, è la capacità di concepire un progetto complesso su una materia nuova come l’IoT, che coinvolge l’uso delle informazioni generate dalla sensoristica installata a bordo delle macchine stesse e richiede un approccio da data scientist. «Per questo motivo – continua Alberio – solo dopo aver mostrato la fattibilità dell’interfacciamento con i-Live, abbiamo fatto partire l’esperienza formativa e progettuale con i moduli di IoT Experience. Abbiamo tracciato una panoramica su che cosa vuol dire Internet of Things, come si gestisce un progetto innovativo, quali necessità deve assolvere, identificando così una prima serie di aspetti che i dati avrebbero potuto migliorare: l’assistenza, la manutenzione, la valutazione delle macchine in garanzia. In seguito, ci saranno evoluzioni sul fronte della manutenzione predittiva. Tutte cose per cui stiamo studiando e allenando gli algoritmi che gireranno su i-Live Machines, una piattaforma estremamente versatile».


#IIoT Coprogettazione e know-how per trasformare i dati operativi in valore @HolonixSRL sica-italy.com
Click To Tweet


UNO ZOOM PER LE MACCHINE INDUSTRIALI

Nel novembre del 2019, i visitatori della fiera K hanno la possibilità di osservare dal vivo il funzionamento di una soluzione IoT reale, non prototipale, attraverso una postazione collegata alla piattaforma Holonix. Sui monitor, il cruscotto di controllo elaborato sulla base dei dati che fluiscono in tempo reale dalla nuova intelligenza di bordo implementata nelle prime macchine Sica, già inserite nelle linee di montaggio di un importante cliente straniero. A parte la generale soddisfazione per la buona riuscita di questa prima parte del progetto portato avanti con l’azienda ravennate, col senno di poi, Alberto Alberio di Holonix rileva nella tempistica dell’evento un effetto collaterale positivo, che in quel momento forse veniva sottovalutato.

«Tutti hanno avuto modo di vedere alla prova la nostra soluzione prima dello scatenarsi della crisi sanitaria. In un momento in cui ogni spostamento è diventato molto complicato, la consapevolezza degli interventi che si possono gestire anche in remoto diventa un ulteriore vantaggio. Per un costruttore di macchine industriali, i-Live Machines funziona come lo “Zoom” dei servizi postvendita»

– afferma Alberio riferendosi alla nota piattaforma di video conferencing. Dopo tutto questo lavoro, Lorenzo Spagna di Sica e i suoi collaboratori hanno un’idea più chiara del tipo di obiettivi da raggiungere attraverso l’abilitazione di una nuova generazione di macchine industriali “parlanti”. «Tra i nostri obiettivi c’è quello di costruire, in accordo con i clienti, una banca dati che ci aiuterà a lavorare al meglio sull’evoluzione dei nostri prodotti, ottimizzando le prestazioni e aggiungendo nuove funzionalità. Ma il vero scopo è fornire ai clienti stessi un repository di informazioni residenti in cloud e relative all’intero ciclo di vita della macchina, per monitorare sul lungo periodo gli indici prestazionali, anticipare guasti e scongiurare dannose interruzioni sulla linea di produzione». A questo proposito, Lorenzo Spagna ricorda che le sue macchine gestiscono tubi con diametri che vanno da dieci millimetri ad alcuni metri. «Le tubature utilizzate per le dorsali oceaniche hanno diametri di oltre tre metri e vengono lavorate da macchine delle dimensioni di una piccola casa: se si fermano, si perdono decine di migliaia di euro al giorno» – spiega il direttore tecnico di Sica.

Al suo fianco, la giovanissima ingegnere del software Laura Falanga, che ha coordinato fin dall’inizio lo sviluppo del codice da implementare sulle macchine e sui sistemi di interfacciamento. Inserita da quattro anni nel team software di Sica, Laura Falanga afferma di essersi molto appassionata al tema IoT. «Ci occupiamo della progettazione e della programmazione di tutta la logica di controllo implementata nei processori PLC di una macchina industriale, per la gestione delle parti in movimento e per la connettività con le altre macchine» – racconta Laura Falanga. Ad aggiungere complessità al suo lavoro, tanto più nel quadro del progetto con Holonix, c’è infatti l’aspetto sistemico degli impianti di produzione. Le macchine prodotte da Sica sono pensate per essere inserite in linee di produzione molto articolate, dove conta anche la capacità di funzionare in perfetta sinergia con altre componenti.


#IIoT sica-italy.com e @HolonixSRL insieme per un nuovo capitolo della convergenza tra IT e OT
Click To Tweet


BUONE VIBRAZIONI

Se inizialmente si è cercato di lavorare il più possibile con i dati che erano già disponibili a bordo di macchine dotate già di una certa dose di intelligenza, le future evoluzioni del progetto prevedono anche la possibilità di aggiungere nuovi sensori – precisa Lorenzo Spagna di Sica – nonché lo studio di sistemi di pretrattamento dei dati da implementare a bordo delle stesse macchine per ridurre drasticamente i requisiti di banda nella trasmissione dei dati verso la piattaforma i-Live Machines. Senza contare una problematica molto importante per un costruttore che ha accumulato uno sterminato parco installato presso migliaia di clienti: ovvero, la possibilità di installare sensori e componenti addizionali su macchine già in produzione. Il cosiddetto retrofitting. «Ci sforziamo di utilizzare esclusivamente linguaggi e protocolli standard dell’automazione industriale» – precisa Laura Falanga di Sica. Non sono implementazioni banali anche perché in questo settore la tecnologia cambia continuamente». La partnership con Holonix assicura un tracciato percorribile anche in direzione dell’adeguamento in chiave IoT di macchine industriali di generazioni precedenti. Grazie a un accordo con un’azienda francese, Holonix ha infatti sperimentato i vantaggi della cosiddetta analisi vibrazionale. Lo studio delle vibrazioni effettuato tramite un apposito trasduttore da applicare sulla macchina industriale da monitorare, può fornire informazioni diagnostiche molto interessanti – spiega Alberto Alberio di Holonix.

«Mettere mano alle logiche di controllo programmate nei PLC meno recenti può essere un problema. La nostra soluzione fornisce dati già utilizzabili e la conoscenza necessaria per sistemare nel punto giusto i trasduttori che rivelano le vibrazioni».

A proposito di conoscenza, c’è infine un altro elemento che garantisce, in progetti come questo, un trasferimento rapido ed efficace della competenza ingegneristica che Holonix mette a servizio dei suoi clienti.  Un ingrediente che deve molto alla formazione umanistica di Lara Binotti, sales director di Holonix, sostenitrice della necessità di saltare la fase di “pilota” e di prototipazione, che genera costi e allungamento delle tempistiche e di iniziare direttamente con il sistema completo i-Live Machines, con la formula commerciale “Entry Level” utilizzata da Sica per avviare – quasi istantaneamente – il suo ambizioso programma Big Data. Alla direttrice commerciale fanno riferimento molte iniziative di comunicazione, formazione e uso congiunto delle tecnologie software e del supporto all’innovazione dei moduli IoT Experience, in modo da creare il circolo virtuoso che rende così accessibile ed efficace l’ingegneria Holonix. «In un mercato dove i big player non mancano, Holonix offre vero accompagnamento e capacità di trasferimento tecnologico» – mette in evidenza Lara Binotti. «Non ci limitiamo a vendere un prodotto software e a configurarlo». Il segreto di Holonix risiede anche nella capacità dialogica di mettere concretamente a frutto interi giacimenti di conoscenza accumulati in anni di pratica industriale e portare alla luce le soluzioni più adatte per rispondere alle esigenze dei clienti. «Gli algoritmi sono già nella testa delle aziende che ci hanno scelto come partner» – conclude Lara Binotti. Il paziente lavoro di coprogettazione, guidato dalla regia della IoT Experience, libera nelle macchine finalmente “parlanti” tutto il potenziale dei dati che i-Live Machines aiuta a trasformare in valore. A beneficio di Sica e dei suoi clienti.

Foto di Gabriele Sandrini

L'articolo Holonix, il software che fa parlare le macchine proviene da Data Manager Online.

]]>
L’industria 4.0 ai tempi del Coronavirus https://www.datamanager.it/2020/06/lindustria-4-0-ai-tempi-del-coronavirus/ Wed, 10 Jun 2020 10:08:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=200157 Da vantaggio a vera necessità per ripartire In Europa (in primis in Germania) si parla di Industria 4.0 ormai dal 2011. Anche in Italia, grazie soprattutto alla Legge Calenda del 2017, è da tempo all’ordine del giorno la questione del come e quando le aziende industriali devono operare l’ineludibile trasformazione digitale; anche se con qualche […]

L'articolo L’industria 4.0 ai tempi del Coronavirus proviene da Data Manager Online.

]]>
Da vantaggio a vera necessità per ripartire

In Europa (in primis in Germania) si parla di Industria 4.0 ormai dal 2011. Anche in Italia, grazie soprattutto alla Legge Calenda del 2017, è da tempo all’ordine del giorno la questione del come e quando le aziende industriali devono operare l’ineludibile trasformazione digitale; anche se con qualche incertezza, sono stati fatti passi avanti nel percorso di adeguamento della fabbrica, per renderla “smart” ovvero interconnessa sia tra asset fisici (macchine) che tra macchine e uomini. Nel nostro Paese (quarto paese manifatturiero al mondo), tuttavia, la resistenza al cambiamento, unitamente alla mancanza di infrastrutture adeguate, rende il processo di digitalizzazione ancora difficile; il Paese risulta diviso circa a metà con il 38% delle aziende che non riesce a far proprio il concetto di Industria 4.0. La convivenza con il Coronavirus renderà ancora più evidente come la digitalizzazione delle imprese sia diventato il crocevia dove oggi si decide chi sopravvive e chi no. Persino i più riottosi saranno spinti ad accelerare il processo di digitalizzazione, ad adottare le nuove tecnologie per favorire l’attività lavorativa e la continuità del lavoro in ogni condizione e situazione.

Si conferma la correttezza dell’intuizione da cui è nata Holonix: la fondamentale importanza assunta da tecnologie e applicazioni per la Smart Industry che lo spin off del Politecnico di Milano porta oggi sul mercato come strumenti software di augmented intelligence, soluzioni che integrano tecnologie e soluzioni IoT, cloud e big data/analytics.

Sono strumenti che abilitano a operare oggi con un’efficacia in precedenza impossibile, in
modalità totalmente data driven, erogabili per lo più da remoto e con intervento umano ridotto al minimo. Ne è un emblematico esempio il prodotto-servizio i-Live Machines, ideato da Holonix per i produttori di macchine e impianti industriali per permettere loro di collaborare in piena sicurezza con clienti e partners, monitorando da remoto il parco macchine, conoscendone il reale utilizzo, prevedendone le criticità e migliorando il livello percepito del serciving. Un prodotto-servizio innovativo, utilizzabile immediatamente, accessibile a costi minimi e completamente variabili, attivabile a distanza.

E’ il risultato di una combinazione di tecnologie che si rivelano provvidenziali e abilitanti la continuità del business in un periodo come il prossimo futuro; permettono di azzerare distanze e intermediari, di memorizzare l’intero ciclo di vita di ogni singola macchina e dell’intero parco sulla base dei dati reali del loro effettivo utilizzo, di assisterle efficacemente senza limiti geografici. Inoltre sono la chiave per rendere più competitive le macchine grazie all’uso di big data/analytics sui dati accumulati, permettendone l’uso nei
processi produttivi 4.0. Un esempio è l’utilizzo di i-live Machines nell’ambito del progetto di ricerca Level-Up (G.A. 869991 | www.levelup-project.eu), dedicato a sviluppare una piattaforma in grado di gestire e ottimizzare l’intero ciclo di vita di un macchinario industriale: dalla progettazione assistita da approcci data-driven e digital twins, alla gestione della fase d’uso attraverso approcci di manutenzione predittiva, alle azioni di revamping, modernizzazione e gestione del fine vita.

L'articolo L’industria 4.0 ai tempi del Coronavirus proviene da Data Manager Online.

]]>
Cyberphysical experience. Elea e Holonix insieme per la smart factory https://www.datamanager.it/2019/09/cyberphysical-experience-elea-e-holonix-insieme-per-la-smart-factory/ Thu, 12 Sep 2019 09:10:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=190070 Portare l’IoT nelle medie realtà manifatturiere, trascurato fiore all’occhiello della nostra economia, si può. Grazie ad Holonix, lo specialista bresciano di soluzioni espositive Elea ha dematerializzato i processi di produzione di tutte le componenti funzionali per la realizzazione di concept innovativi al servizio della moderna distribuzione La convergenza tra IT e OT è uno dei […]

L'articolo Cyberphysical experience. Elea e Holonix insieme per la smart factory proviene da Data Manager Online.

]]>
Portare l’IoT nelle medie realtà manifatturiere, trascurato fiore all’occhiello della nostra economia, si può. Grazie ad Holonix, lo specialista bresciano di soluzioni espositive Elea ha dematerializzato i processi di produzione di tutte le componenti funzionali per la realizzazione di concept innovativi al servizio della moderna distribuzione

La convergenza tra IT e OT è uno dei temi più caldi dello smart manufacturing per migliorare la gestione delle risorse, delle prestazioni e dei processi, ottimizzare la qualità, ridurre i costi di produzione, connettendo tutte le singole parti dell’intero ecosistema dell’impresa. Innovare un processo aziendale non è mai scontato. D’altra parte non è neppure un gesto barocco, pieno di inutili svolazzi, o un esercizio di mera avanguardia, un bombardamento a tappeto di tecnologie di frontiera. L’innovazione è eleganza, sobrietà, la giusta misura di nuovi strumenti, dosati con la maestria che può venire solo da una competenza ad ampio spettro, che abbraccia i processi e la tecnologia che li trasforma. Come la grande arte, l’innovazione deve apparirci semplice, ma radicalmente diversa dalla routine. Spontanea, ma connaturata a una tecnica che ha richiesto studio e impegno. «Il livello raggiunto in prestazioni e costi dalle tecnologie digitali e la loro progressiva convergenza con altre tecnologie hanno innescato un ulteriore processo complessivo di innovazione, che coinvolge tutti i settori: dal terziario dei fintech services, al secondario dell’Industry 4.0, fino al primario dell’agro-innovation» – osserva Jacopo Cassina, CEO e co-founder di Holonix, laboratorio e partner di innovazione orientato in particolare alle aziende manifatturiere o impegnate sul fronte della produzione di beni di consumo.

Le statistiche dicono che – per paradosso – riuscire a innovare questo comparto è problematico proprio per la presenza di tante organizzazioni poco strutturate, dove l’eccellenza va di pari passo con tradizione e sapienza artigiana. Nelle aziende campionesse dell’economia manifatturiera italiana, quelle di dimensioni medio-piccole, la qualità dei prodotti – quasi sempre frutto di una grande creatività e capacità di interpretare e anticipare il bisogno dei clienti – genera una sorta di assuefazione. Una ritrosia che induce a rimandare il cambiamento anche quando la pressione competitiva e la velocità del mondo esterno, lo rendono prioritario. Tuttavia, il principio per cui se una cosa funziona non serve cambiarla perde di valore nell’era dell’Internet of Things, quando le “cose” devono essere intelligenti dentro. Il team di consulenti, analisti e sviluppatori di Holonix interviene in queste situazioni con il preciso obiettivo di accompagnare nei loro percorsi di trasformazione e apertura verso l’Industry 4.0, le imprese che devono concentrare tutte le loro risorse su ciò che sanno fare meglio.

Lara Binotti sales director di Holonix

INGEGNERI NATI

«Il ritmo di evoluzione e di diffusione delle tecnologie digitali continua a mantenersi esponenziale sia per quanto riguarda gli sviluppi che per l’applicazione in settori sempre più ampi delle attività umane» – spiega ancora Cassina. Oggi, le tecnologie spaziano dal sensing/edge-computing al cloud, dai Big Data/analytics alla ubiquitous-connectivity; le loro applicazioni, dall’uso personale di wearables alla gestione di industrial operations, fino al controllo e governo di infrastrutture strategiche». Senza una guida competente, tutto questo rischia di rimanere fuori dalla portata di una fetta significativa della nostra economia produttiva. Ormai prossima a festeggiare il suo decimo compleanno, Holonix è stata uno dei 21 spin-off ufficiali del Politecnico di Milano. «Uno dei pochi – se non proprio l’unico – originato nell’ambito della scuola di ingegneria gestionale» – sottolinea Lara Binotti, che da cinque anni occupa il ruolo di sales director, pronta a rivendicare con orgoglio la sua formazione umanistica in un gruppo di ingegneri, informatici, gestionali, elettronici e dell’automazione. Una squadra di circa venticinque giovani esperti che si sono formati in una delle università italiane più prestigiose, con l’ulteriore vantaggio di una diretta collaborazione con i Progetti europei che stanno definendo la strategia Industry 4.0 per le aziende di un intero continente.

La storia e le ambizioni di Holonix sono familiari ai lettori di Data Manager, ma questa volta abbiamo voluto seguirla sul campo, nel contesto pratico di uno dei suoi progetti più interessanti: quello che ha coinvolto un’azienda bresciana leader in un tipo di lavorazione molto particolare. Un po’ sarto, un po’ mobiliere, dal suo quartier generale di Gottolengo, Elea – come specialista di soluzioni espositive – opera prendendo le “misure” agli spazi dei suoi clienti della Grande Distribuzione, del retail e della vendita al dettaglio: dai grandi espositori con gli scomparti ricolmi di frutta e verdura agli scaffali di libri, riviste e cancellerie degli store Feltrinelli; dai banchi tecnici delle barriere casse a quelli di formaggi e salumi nei supermercati e megastore Carrefour, Conad, Coop; dagli allestimenti per le gradi aree di servizio agli elementi di arredo dei negozi dell’operatore Wind 3. Dal food al non-food, Elea produce e progetta tutte le componenti funzionali per la realizzazione di concept innovativi al servizio della moderna distribuzione, mantenendo tutto il ciclo all’interno dell’azienda. Fondata nel 1999, Elea è cresciuta notevolmente per fatturato e numero di dipendenti, e continua a investire in misura considerevole negli impianti utensili che le consentono di offrire al cliente una varietà di lavorazioni in legno, ferro, vetro e plexiglass. Sempre rispettando le specifiche tecniche, i criteri funzionali ed estetici fissati dal cliente. «La personalizzazione – sottolinea Luca Martini, direttore operativo e del personale di Elea – è il momento caratterizzante del nostro lavoro. I nostri cataloghi forniscono al cliente un primo spunto ma l’ufficio di progettazione – che si occupa della prima relazione con il cliente – raccoglie le sue esigenze, le traduce negli elementi di design o nella scelta dei materiali più adatti, creando attraverso il rendering i modelli virtuali delle strutture finite».


#IIoT @JacopoCassina CEO di @HolonixSRL La sfida #tecnopratica della convergenza tra IT e OT
Click To Tweet


DAL RENDERING ALL’ASSEMBLATO

L’anello di congiunzione tra questa fase progettuale e la fabbrica è l’ufficio tecnico che deve convertire le viste tridimensionali degli architetti di Elea in disegni esecutivi dei pezzi e moduli che compongono gli espositori. Da questa fondamentale cerniera operativa parte l’intervento di Holonix, con la soluzione che ha razionalizzato il modo in cui Elea processa oggi i diversi passaggi dal disegno esecutivo all’assemblaggio delle strutture consegnate al cliente. Con Michela Milanesi, responsabile dell’area progettazione commerciale e del team di sei architetti che traduce le esigenze del cliente in modelli virtuali, analizziamo i primi passi di questo viaggio nella fabbrica connessa. «Il nostro compito è capire le esigenze della clientela e dar vita a una proposta progettuale concreta in termini di fattibilità tecnica ed economica» – osserva Michela Milanesi. «Questo avviene attraverso l’ascolto attento del cliente e uno scambio costante che ci consente di perfezionare man mano i nostri modelli». Ma il lavoro non si esaurisce qui – afferma la chief architect – ma prosegue dentro l’azienda e la fabbrica nel rapporto con l’ufficio tecnico che guiderà la produzione. «Per il cliente, il nostro ufficio rimane come singolo punto di riferimento finalizzato all’offerta di prodotti a regola d’arte, la ricerca di tutte le soluzioni di arredo, la creazione di modelli in scala 1:1».

La successiva fase prototipale, “dal modello al singolo elemento costruttivo”, oltre a essere la più complessa e delicata a causa dei vincoli sulla qualità del prodotto finito, genera – secondo Luca Martini – le maggiori difficoltà sul piano organizzativo. «La nostra necessità – considerato il numero elevatissimo di specifiche spesso in lotti di produzione molto piccoli ma distribuiti su più ordinativi in parallelo per un totale che supera, ogni giorno, svariate migliaia di pezzi confezionati – è riuscire a mappare con precisione l’iter produttivo di ogni singolo ordine, eliminando progressivamente la carta che ci seguiva ovunque». Nel tempo, Elea ha investito notevolmente nella dimensione informativa, acquistando sempre meno carta e sempre più informatica – osserva Martini – eliminando progressivamente la gestione documentale sul singolo item e focalizzandosi maggiormente sulla tracciabilità gestionale della produzione, rendendo trasversale a tutti gli attori dello stabilimento l’informazione sullo stato delle commesse.

PAPERLESS FACTORY

«Il controllo e la pianificazione delle commesse – interviene Alberto Alberio, IT director di Holonix – veniva effettuato confrontando, nel corso di riunioni giornaliere, i fogli di carta generati nel corso della produzione. L’obiettivo ultimo dell’informatizzazione di questo “switch” – che stiamo portando avanti insieme ad Elea – è la completa dematerializzazione delle informazioni da e verso la fabbrica». Più precisamente, l’intervento di Holonix è stato richiesto per risolvere la duplice problematica relativa alla corretta gestione fiscale del magazzino e delle materie prime che entrano nei processi di produzione in base ai lavori commissionati, e a una corretta visuale sullo stato di avanzamento degli ordini. Conscio della natura al tempo stesso tecnologica e culturale dei cambiamenti da introdurre, Martini opta per una scelta di rottura, affidando il coordinamento del progetto a una figura nuova, quella di Veronica Alghisi, giovane ingegnere gestionale assunta alla sua prima importante esperienza professionale – nativa “digital champion” – in grado di apprendere e al tempo stesso di trasferire un modo diverso di fare le cose. Gli esperti di Holonix, racconta la Alghisi, iniziano con una accurata analisi della situazione e delle dinamiche che caratterizzavano la lavorazione degli espositori Elea, con i relativi flussi informativi tra ufficio design, ufficio tecnico, magazzino delle materie prime e fabbrica. «La soluzione proposta – spiega Veronica Alghisi nel suo ruolo di operations manager – consiste nella creazione di un portale accessibile attraverso la rete aziendale, che permette l’accesso ai parametri della bolla di lavorazione, con l’introduzione sulle postazioni tradizionali di una serie di monitor e thin client “armati” con le pistole per la lettura dei codici a barre in grado di classificare materiali e pezzi».


L’esperienza sul campo di #EleaSpa con @HolonixSRL L’eccellenza artigiana incontra l’ #Industry40
Click To Tweet


A ciascun addetto alla lavorazione viene chiesto di scansionare il codice dell’oggetto con cui viene in contatto durante le varie fasi. «Con questa semplice operazione possiamo coprire sia la necessità di gestire in modo più trasparente il magazzino sia la situazione dei vari assemblati in corso di produzione». In questo momento, Holonix sta portando a compimento l’implementazione del portale sviluppato per conto di Elea, dopo l’ultima revisione che tiene conto – precisa la Alghisi – di molti feedback che arrivano dalle prime esperienze di uso sul campo del nuovo strumento. «Un segno del suo successo sta proprio nei tanti suggerimenti che sono arrivati dagli operatori sulle varie linee di produzione. Non solo non c’è stata alcuna “crisi di rigetto”, ma il personale di fabbrica sembra aver compreso per primo le potenzialità di questa trasformazione» – continua Martini, prima di affrontare un altro pezzo importante di un cambiamento che per Elea non si limita alle soluzioni nate nel contesto della collaborazione con gli innovatori milanesi. «Il sistema informativo aziendale che ha funzionato per quasi vent’anni non era più in grado di gestire il grande volume di dati di cui disponiamo. Da tempo, è stato deciso di portare avanti – insieme a un altro system integrator locale – la realizzazione di una piattaforma gestionale completamente nuova. Il lavoro fatto con Holonix costituisce per noi un “prequel” di questa ulteriore trasformazione, una fondamentale “palestra”, che ci ha permesso di imparare ad attivare e concludere un processo anche dal punto di vista informatico, rendendo meno traumatico un passaggio molto delicato».

BENVENUTA, INNOVAZIONE!

Quali fattori hanno contribuito al successo dell’implementazione? Innanzitutto, la capacità da parte della manager delle operations di svolgere la sua quotidiana funzione di “conciliazione” tra le attività che la fabbrica di Elea doveva continuare a svolgere e l’insieme di regole e istruzioni previste dal nuovo sistema di tracciamento. Anche in questo caso – sottolinea Veronica Alghisi – «i rischi erano di natura più psicologica che tecnologica». La giovane ingegnere confessa di aver provato una certa soggezione entrando per la prima volta in un ambiente di produzione dove predominavano i ruoli – prettamente maschili – di operaio specializzato con grande esperienza in materia di carpenteria e lavorazione del ferro. Invece, la nuova figura è stata accolta in modo positivo. Se al posto della giovane professionista debuttante ci fosse stato un consulente anziano e navigato, forse anche il normalissimo lettore di bar code avrebbe suscitato diffidenza e opposizioni. L’empatia e la collaborazione che caratterizzano a ogni livello la relazione di lavoro tra Elea e la squadra di intervento di Holonix hanno avuto un peso determinante in questa felice alchimia di tradizione manifatturiera e tecnologie di quarta generazione.

Un senso di affinità che ha avvicinato le persone coinvolte, fino alla realizzazione di un inedito progetto congiunto di corporate responsibility che va ben oltre i risultati ottenuti sul piano della trasformazione. Infatti, Holonix ha deciso di sponsorizzare il percorso di approfondimento che Luca Martini ha affrontato – indossando, durante un anno intero, i panni inediti del giornalista di inchiesta nel tempo libero – per descrivere la drammatica realtà della violenza sulle donne. Una indagine complessa e articolata che è confluita nella pubblicazione del libro dal titolo “Altre stelle. Un viaggio nei centri antiviolenza” (Mimesis Edizioni) e che è stato distribuito da Holonix come strenna natalizia ad alto contenuto sociale. Passando dalla corporate responsibility all’integrazione tra IT e OT, l’elemento culturale e la forza del commitment svolgono un ruolo chiave al pari della tecnologia.

Alberto Alberio rivendica la presenza di un altro ingrediente per il successo della ricetta di Holonix: «Siamo riusciti a introdurre il nuovo sistema di tracciamento procedendo sempre per piccoli passi, reparto per reparto. Cosa che da un lato è rischiosa, perché può indurre a credere che le cose non cambino o stiano cambiando troppo lentamente. Abbiamo capito che l’approccio stava funzionando quando gli operatori, invece di opporsi, chiedevano di accelerare l’impiego dei nuovi strumenti, proprio perché avevano percepito l’entusiasmo dei colleghi che li avevano utilizzati». Se l’informatizzazione ha un effetto positivo nelle officine di produzione, il management dell’azienda può percepire un vantaggio a livello più alto, perché la digitalizzazione delle informazioni si traduce rapidamente nella capacità di valutare la convenienza dell’investimento che Elea ha voluto fare, acquisendo attrezzature e macchine utensili più moderne.

IL FUTURO DEGLI SCAFFALI

La completa tracciabilità delle attività svolte comporta ritorni positivi anche a ogni altro livello dell’organizzazione, a cominciare dai tavoli dei progettisti e dei disegnatori tecnici – che possono identificare subito i dettagli riferiti a un singolo pezzo o a una struttura e apportare molto più rapidamente eventuali modifiche – quando in fabbrica emerge una difficoltà pratica non prevista dagli architetti. Oppure, in fase di assemblaggio – quando è possibile assicurarsi, con maggiore facilità una vista real-time, che i montatori abbiano a disposizione tutti i pezzi per completare il processo. Il portale della tracciabilità arriva alla fine di un lavoro durato circa due anni, ma non segna la fine della collaborazione tra Elea e Holonix. «Con l’avvento del nuovo sistema gestionale – precisa Alberio – l’intenzione è di andare a coprire aspetti come la pianificazione e il forecasting della produzione, che non rientrano tra le prerogative della piattaforma ERP scelta da Elea». Il gestionale – spiega l’IT director di Holonix – consentirà di informatizzare e controllare le attività svolte. Tutto quello che riguarda la capacità di adattare la produzione alla realizzazione di nuove commesse, prevederne i tempi e le modalità, sarà oggetto della prossima parte del lavoro svolto dai consulenti milanesi. «Andremo avanti inoltre con servizi a supporto per aiutare Elea a completare il suo percorso di digitalizzazione curando anche una parte di Industrial IoT, attraverso la messa in rete di tutte le macchine utensili, che potranno ricevere un input diretto dai sistemi grafici di progettazione. Un’interconnessione che ha i suoi vincoli, ma anche tante potenzialità da gestire».


Le basi dell’ #Industry40 e dell’ #IIoT rese fruibili da @HolonixSRL alle PMI del settore manufacturing
Click To Tweet


Ancora una volta emerge il duplice aspetto della tecnologia e del fattore umano che distingue un partner di innovazione come Holonix dal semplice fornitore di una soluzione calata dall’alto. «La nostra storia nel sistema di relazioni del Politecnico di Milano, la nostra capacità di dominare gli aspetti tecnici della smart factory sono solo una parte della nostra missione» – rileva Lara Binotti di Holonix. «Una grossa parte del nostro lavoro è la conoscenza diretta del cliente, del suo modo di ragionare, di considerare l‘informatizzazione. I nostri interlocutori migliori sono spesso le aziende che pensano di essere tagliate fuori dall’innovazione e scoprono invece di essere perfettamente in grado di mettere a frutto la tecnologia, cambiando in modo semplice ma estremamente concreto». Forse, per deformazione professionale – viste le sue origini accademiche – uno dei ruoli più importanti per Holonix è quello dell’informazione e della formazione. I concetti di base dell’Industry 4.0 e dell’IoT, devono essere resi fruibili a realtà imprenditoriali che non sempre hanno la possibilità di maturare in casa propria una cultura pratica dell’innovazione. Le attività di prospezione, di ricerca di nuovi clienti si concentrano sulla partecipazione ai convegni di categoria, spesso in collaborazione con realtà come Federmacchine e UCIMU, l’associazione dei costruttori di macchine utensili. In queste sedi, Holonix cerca di raccogliere il maggior numero di riferimenti, di stabilire contatti continuativi con i clienti potenziali. La punta di diamante delle attività informative svolte è una newsletter mensile che presenta le ultime novità dal mondo dello smart manufacturing e offre preziosi approfondimenti anche di carattere normativo e giuridico sulle politiche di incentivazione.

Veronica Alghisi operations manager e Michela Milanesi responsabile area progettazione commerciale di Elea spa

IOT DA (IN)FORMARE SUL CAMPO

Ma esiste anche una linea di attività formative che Holonix ha messo a punto proprio sulla scorta delle esperienze maturate in contesti reali, come Elea. Sotto l’insegna del programma “IoT Experience”, il consultant milanese porta direttamente nelle aziende manifatturiere una innovativa formula di insegnamento sul campo, a metà tra simulazione e seduta di brainstorming. «Organizziamo giornate di incontri che coinvolgono il management, gli operatori, gli sponsor dell’innovazione in un serrato confronto sulle esigenze, le aspettative, le possibili soluzioni. Attraverso la testimonianza diretta dei futuri innovatori, cerchiamo di definire tutti insieme le mosse che possono aiutare a trasformare i processi e connettere le macchine utensili all’ecosistema aziendale. Cerchiamo di valutare il possibile ritorno sugli investimenti e un percorso fatto di obiettivi graduali ma concreti» – continua Lara Binotti di Holonix, precisando che gli incontri della IoT Experience hanno già due diverse articolazioni: una rivolta sostanzialmente a far conoscere le opportunità della trasformazione digitale in fabbrica, l’altra a progettare una vera e propria soluzione, dedicando tre giornate all’analisi tecnica, funzionale e di fattibilità.

Cultura e formazione sono fondamentali, ma la matrice ingegneristica di Holonix risalta in modo particolare nella competenza accumulata sulle grandi piattaforme messe a punto dai grandi vendor della cosiddetta Industrial IoT, soluzioni come ThingWorx di PTC o MindSphere di Siemens. Piattaforme molto complete e strutturate, che necessitano tuttavia di grandi capacità di adattamento alla realtà in cui vengono utilizzate. Questo costante sforzo di immedesimazione è il mantra degli esperti di Holonix, che nel suo arsenale di servizi e soluzioni può vantare – sotto il brand interno i-LiKe – anche una propria linea di applicazioni molto modulari e flessibili, in grado di assolvere diversi compiti di monitoraggio, analisi e ottimizzazione in campo Industry 4.0. Dopo i moduli della i-LiKe Platform dedicati alla gestione intelligente del ciclo di vita dei prodotti, l’ultima novità si chiama i-LiKe Machines, concepita per i produttori e gli utilizzatori di macchine utensili.

«È un’applicazione progettata nell’ottica dell’attuale tendenza di trasformazione di un prodotto industriale in servizi» – spiega Lara Binotti. Un tema molto discusso e sperimentato, ma finora solo in ambito accademico. Oggi, vogliamo portarlo sul mercato». Il concetto alla base di i-LiKe Machines è quello della scatola nera in grado di registrare in tempo reale i parametri critici e le configurazioni di una macchina utensile, con un software in grado di offrire monitoraggio, “fleet management” e analisi avanzate. Può essere utilizzato da chi ha costruito la macchina utensile per generare da remoto una serie di servizi, per esempio di manutenzione predittiva o di aggiustamento delle impostazioni in fabbrica. In sede produttiva, i dati raccolti si possono tradurre in una migliore pianificazione della produzione, per una corretta valutazione dei KPI e per la risoluzione rapida dei problemi. «Siamo entrati in una fase epocale della Digital Age, in cui dopo la connessione di “tutte” le persone, si passa alla connessione di “tutte” le cose, generando una sorta di New Cybernetics che permette a ogni sistema fisico e al suo “gemello virtuale” di incontrarsi, integrarsi e potenziarsi reciprocamente» – conclude il CEO di Holonix Jacopo Cassina. Portare questo messaggio nelle realtà imprenditoriali fino a oggi colpevolmente sottoesposte ai vantaggi dell’innovazione è un compito sfidante, che sembra tagliato su misura per gli ingegneri di Holonix.

Foto di Gabriele Sandrini

L'articolo Cyberphysical experience. Elea e Holonix insieme per la smart factory proviene da Data Manager Online.

]]>