Infinity – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:42:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Infinity – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Controllo energetico e manutenzione preventiva: nasce la nuova BU Zucchetti Asset Management https://www.datamanager.it/2018/04/controllo-energetico-e-manutenzione-preventiva-nasce-la-nuova-bu-zucchetti-asset-management/ Wed, 11 Apr 2018 14:34:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145495 L’offerta di soluzioni per energy, facility e asset management sarà sviluppata con la piattaforma tecnologica Infinity Rispondere alle sfide che sempre più aziende, enti ed organizzazioni si trovano ad affrontare nell’ambito energetico, ambientale e manutentivo: per questo nasce la Business Unit Zucchetti Asset Management. Questa nuova area, creata dall’acquisizione del ramo d’azienda di IB srl […]

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L’offerta di soluzioni per energy, facility e asset management sarà sviluppata con la piattaforma tecnologica Infinity

Rispondere alle sfide che sempre più aziende, enti ed organizzazioni si trovano ad affrontare nell’ambito energetico, ambientale e manutentivo: per questo nasce la Business Unit Zucchetti Asset Management. Questa nuova area, creata dall’acquisizione del ramo d’azienda di IB srl dedicato alle soluzioni manutentive in ambito facility and health e dall’accentramento all’interno del Gruppo Zucchetti delle aree di attività svolte da Zucchetti Facility, permetterà una più razionale gestione del personale e delle operazioni, integrando in modo completo le sue soluzioni all’interno dell’offerta Zucchetti.

Da oggi, infatti, anche le soluzioni Zucchetti per l’asset management rientreranno nella piattaforma Infinity e verranno sviluppate con la major release INFINITY 4.0 di prossima uscita, garantendo così, grazie alla condivisione dello stesso linguaggio di sviluppo e della stessa piattaforma applicativa, un’integrazione nativa con tutte le soluzioni Zucchetti. Adesso sarà possibile gestire ogni aspetto aziendale, tanto degli impianti quanto del personale addetto alle attività tecniche e manutentive, passando per la salute e sicurezza su luogo di lavoro fino alla gestione dei flussi della supply chain, del magazzino materiali e del ciclo attivo, grazie all’integrazione con le soluzioni di Workforce Management, Safety & Security ed ERP Zucchetti.

“Per le aziende il tema dei consumi energetici, tanto per la riduzione dei costi quanto in risposta alle normative nazionali e internazionali, e delle misure utili a garantire comfort e salute nell’ambiente di lavoro hanno acquisito un peso sempre maggiore negli ultimi anni e di conseguenza sono sempre più centrali anche le attività di controllo e gestione tecnico manutentiva, per garantire il funzionamento ottimale di impianti, macchinari ed edifici – spiega Stefano Landini, coordinatore della BU Asset Management di Zucchetti – Le soluzioni offerte della nuova divisione Asset Management rispondono a questa esigenza al meglio, perché con la nostra tecnologia di sviluppo targata Infinity si rafforzano con i nuovi paradigmi legati al mobile, all’intelligenza artificiale, all’IoT, agli analytics e alla sicurezza, sempre più fondamentali per la competitività della propria azienda”.

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Zucchetti – Alla scoperta del digital business https://www.datamanager.it/2017/06/zucchetti-alla-scoperta-del-digital-business/ Tue, 20 Jun 2017 09:24:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127083 Quarant’anni di presenza sul mercato, quaranta di cultura di impresa, crescita economica e diversificazione tecnologica. Con l’ultima evoluzione della sua piattaforma gestionale Infinity e i servizi certificati del nuovo Digital Hub, Zucchetti diventa portatrice di innovazione di processo Un’azienda che sviluppa software, hardware e servizi, con una presenza “a tutto campo” nel mondo dell’Information Technology, […]

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Quarant’anni di presenza sul mercato, quaranta di cultura di impresa, crescita economica e diversificazione tecnologica. Con l’ultima evoluzione della sua piattaforma gestionale Infinity e i servizi certificati del nuovo Digital Hub, Zucchetti diventa portatrice di innovazione di processo

Un’azienda che sviluppa software, hardware e servizi, con una presenza “a tutto campo” nel mondo dell’Information Technology, un gruppo che privilegia l’innovazione non meno della discrezione e della concretezza: per quanto consueti siano gli incontri con il management di Zucchetti per i periodici aggiornamenti sull’offerta di soluzioni e servizi, il racconto di questa realtà lodigiana coincide con quello di un’azienda ad alta tecnologia che non smette di sorprendere per la sua capacità di cambiare e veicolare il cambiamento. Zucchetti da quasi quarant’anni affianca il complesso universo delle imprese italiane, aiutandole a semplificare gli oneri amministrativi e fornendo alle aziende importanti vantaggi competitivi. Inoltre, Zucchetti garantisce da sempre potenti strumenti di gestione alla galassia dei commercialisti e consulenti del lavoro, dando così una grossa mano allo sviluppo di una cultura imprenditoriale al passo con i tempi. Questa volta, la continua evoluzione di Zucchetti acquista anche una simbologia visuale, architettonica. Mentre sono in corso le interviste per questa cover story, si attendono infatti gli ultimi ritocchi, prima dell’inaugurazione, prevista entro fine giugno, del nuovo immobile uffici alla periferia di Lodi, già ribattezzato Torre Zucchetti, che ha già ricevuto il premio “Best Sustainable Italian Re-adaption Design 2016” e che ha subito un intervento di ristrutturazione curato da Marco Visconti, firma dell’architettura “green”, avvalendosi di accorgimenti, incluso un avveniristico rivestimento esterno lamellare, che puntano a ridurre al minimo i consumi energetici, sfruttando l’insolazione e il microclima locale per assicurare illuminazione e condizionamento di aria e temperatura.

Crescita controtendenza

Come di consueto, Antonio Grioli, docente di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica, che da ormai dieci anni presiede il comitato direttivo della società, mette in fila una serie di cifre che parlano di una Zucchetti in crescita costante, in termini di mercato, clientela e spettro di soluzioni. «Siamo diventati un gruppo da 410 milioni di euro con una crescita percentuale solida e continua, in un settore che ha performance inferiori – esordisce Grioli. Da questo punto di vista, una delle novità più significative rispetto al passato consiste nell’aumento della presenza di Zucchetti fuori dai confini nazionali. «All’estero, precisa ancora Grioli, superiamo i 65 milioni di ricavi annui in una cinquantina di paesi. Se un tempo, oltre i confini nazionali, il nostro prodotto di punta era il robot tagliaerba Ambrogio, oggi nel mondo, Zucchetti è riconosciuto come software vendor globale, nei due domini dell’Erp e della gestione delle risorse umane. Non solo. Abbiamo rafforzato la nostra posizione con grandi progetti di robotica industriale e nel retail oltre ad Ambrogio abbiamo aggiunto Nemo, per la manutenzione automatica delle piscine». I clienti, il patrimonio più prezioso di Zucchetti insieme alla competenza e motivazione dei suoi dipendenti, superano ormai quota 135mila; nel solo 2016 il parco si è arricchito con oltre 4.000 nuovi clienti. I partner che assicurano il successo del modello commerciale rigorosamente indiretto sono più di 1.100, duecento dei quali operativi all’estero. Questo “ecosistema” – secondo Grioli – vale quattro volte il fatturato di gruppo ed è la dimostrazione più convincente della cultura partecipativa di un’azienda che vede l’insieme dei partner, dei consulenti, dei system integrator, come una sorta di “Zucchetti aumentata”: una grande opportunità per generare ulteriore valore attraverso le tecnologie proposte, con la massima prossimità al cliente. «I nostri numeri, inoltre, – sottolinea Grioli – non sono semplici anagrafiche, ma si riferiscono sempre ai clienti attivi, quelli che mantengono con Zucchetti una costante relazione d’affari». Il Gruppo cresce anche in termini di persone, con 3.350 addetti a tempo indeterminato. «Perché questo è il credo di Zucchetti per i giovani».

Giorgio Mini – vicepresidente Zucchetti spa

La prima italiana del software

L’analisi proposta da Grioli dimostra che la società Zucchetti del 2017 per dimensioni e ambizioni si muove in un contesto molto più ampio di quello che ci si poteva immaginare nel 1977, quando lo studio del giovane commercialista Domenico Zucchetti sviluppava su piattaforma Ibm un tool di contabilità fiscale, che sarebbe stato la base della sua futura visione di prodotto. I due vicepresidenti, Giorgio Mini, responsabile della linea Erp, e Domenico Uggeri, che si occupa invece delle soluzioni per il comparto Human Resources Management, affermano che la visione strategica è fortemente orientata alla trasformazione, non più soltanto alla semplificazione e all’automazione delle procedure. Discutendo delle novità che riguardano la nuova generazione della piattaforma applicativa Infinity, Mini osserva che «la digitalizzazione è il vero completamento delle strategie di copertura delle esigenze dei nostri clienti aziende e professionisti». Mentre Grioli sottolinea ancora una volta l’importanza che Zucchetti ha assunto nel corso degli anni, proprio nell’ingegnerizzazione del software: una maturazione che le consente di compiere un ulteriore salto qualitativo in direzione del processo di business e dell’offerta di servizi. «Su oltre 410 milioni di fatturato – afferma il presidente del board – 291 rappresentano i ricavi da vendite di software. Siamo la prima software company italiana e tra le prime in Europa in termini di licenze vendute. Si tratta di un primato che abbiamo sempre riconfermato da undici anni a questa parte. I nostri volumi di software applicativo sono di gran lunga superiori a quelli di tutte le società multinazionali presenti in Italia». Assi portanti della recente espansione verso la clientela estera sono da un lato la partnership con la società francese Talentia Software, per le soluzioni di human capital management per aziende medio grandi, dall’altro l’acquisizione della società spagnola Solmicro, specializzata nello sviluppo di soluzioni gestionali ERP e servizi in cloud quali CRM, soluzioni di e-business e digital marketing con rivenditori in Spagna e Sudamerica. «Il nostro obiettivo – precisa il presidente, Alessandro Zucchetti, che insieme alla sorella Cristina rappresenta la seconda generazione della famiglia fondatrice – è quello di rafforzare la nostra presenza internazionale e continuare a portare l’eccellenza dei prodotti Zucchetti nel mondo. Un contributo significativo in tal senso è dato da TCPOS, società del gruppo dedicata al mondo della ristorazione e dell’hospitality con varie sedi in Europa, che nel corso dell’anno 2016 ha aperto sedi in Cina, Argentina e Stati Uniti.


#software @ZucchettiSpa cresce dieci volte di più del PIL nazionale
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Uno scrigno colmo di innovazione

Il gruppo celebra con soddisfazione il consolidamento di una linea di servizi inaugurata fin dalle prime fasi del processo di virtualizzazione delle infrastrutture IT. «In questo ambito – ricorda Grioli – abbiamo le nostre soluzioni SaaS, servizi di hosting avanzato per l’erogazione di ambiziosi progetti di outsourcing, tutti basati sulle nostre risorse, sulla nostra progettualità e sui nostri asset, incluso un data center proprietario allo stato dell’arte». Ormai, la divisione servizi dell’azienda lodigiana “cuba” qualcosa come 60 milioni di euro di ricavi, per un business che, solo cinque anni fa, per noi era marginale. Zucchetti ha intuito prima di altri player nazionali l’importanza di non limitarsi all’iniziale modello basato esclusivamente sulle licenze e sul “pacchettizzato”, riuscendo a estendere tale proposizione con una offerta di servizi senza tuttavia cannibalizzare le tradizionali linee di offerta “license-based” e centrando un duplice obiettivo: cogliere nuove opportunità di business e avvicinarsi a clienti di grandi dimensioni, subito interessati alla flessibilità dell’as a Service. Negli ultimi due anni, sono arrivati contratti con Amazon, Auchan, Banco BPM, Fininvest, Poltrona Frau. «Clienti di estremo rilievo, che dieci anni fa – osserva soddisfatto Grioli – non ci avrebbero probabilmente preso in considerazione come provider tecnologico».

L’unicità di Zucchetti si misura non solo attraverso le continue conferme sul piano della capacità di generare posti di lavoro, di coltivare nuovi talenti attraverso una politica di formazione istituzionalizzata nella ormai celebre Accademia Zucchetti, e dell’attenzione ai risvolti sociali e ambientali della sua azione sul mercato, ma soprattutto per la capacità di innovare e diversificarsi, dando vita a una offerta integrata e sinergica, sempre coerente con i propri obiettivi di customer satisfaction. Il presidente del direttivo Zucchetti schematizza la “biodiversità” del Gruppo, elencando alcuni dei nuovi segmenti ingaggiati attraverso una ragionata politica di partnership e acquisizioni. Internet of Things: geolocalizzazione, sistemi satellitari, telemedicina, infomobilità e smart city, attraverso le controllate Getronic di Varese e Mac&Nil di Gravina in Puglia. Risparmio energetico: progettazione e sviluppo di soluzioni informatiche ad alto valore aggiunto per la gestione di tutti i processi energetici e manutentivi tramite la newco Zucchetti Facility di Rapallo. Robotica: più di 30mila robot rasaerba venduti all’anno (oltre l’80% all’estero), nonché sofisticati robot per piscine, sistemi di raccolta delle olive e dell’uva, sistemi automatici di movimentazione e distribuzione e processo delle merci (Zucchetti Centro Sistemi di Terranova Bracciolini in Arezzo). Ristorazione, ospitalità, retail: gestione ristoranti e punti vendita, gestionali per hotel e catene alberghiere (acquisizioni di TCPOS, H.Pierre di Perugia, Smart Touch di Saronno, Nice Informatica di Riccione, GP Dati di Mestre e POS Sistemi di Civitanova Marche). Stampa 3D: nel 2016 Zucchetti ha acquisito la maggioranza di Fabtotum di Tribiano (MI), che ha lanciato sul mercato l’innovativa stampante 3D “FABtotum CORE”, a filamento fuso (FFF), in grado di fresare, incidere con il laser e scansionare in 3D per un’ampia gamma di settori industriali e con materiali differenti.


Crescita controtendenza anche all’estero @ZucchettiSpa prima in Italia nel #software
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Infinity, il sogno del paperless office

Con Giorgio Mini, torniamo a focalizzarci sulle linee di prodotto che da sempre connotano la presenza di Zucchetti nel mercato delle soluzioni software gestionali, che oggi hanno raggiunto un nuovo stadio di evoluzione. Quale? «Dieci anni fa, siamo partiti dal lancio di una nuova generazione di soluzioni Erp e per la gestione del personale, che ha avuto e continua ad avere un grande successo. Con Infinity – continua Mini – Zucchetti ha anticipato il cammino della digitalizzazione. Adesso, si tratta di compiere un passo in più e per farlo abbiamo individuato due direzioni. Una prima che parte dal completamento dell’offerta non solo nelle sue funzionalità core, ma in risposta a molte altre richieste formulate da aziende che hanno sempre più bisogno di collaborazione, gestione elettronica di documenti e accesso in tempo reale alle informazioni, nonché nuove forme di relazione con i clienti esterni e, in chiave HR, con i loro dipendenti e collaboratori». Una seconda direttiva – spiega Mini – riguarda la user experience che nel mondo del web e della mobilità diffusa cambia molto velocemente e si deve estendere a ogni tipo di device, e rendere fruibili con estrema semplicità le funzioni più complesse. «Quindi da un lato Infinity punta sempre più a diventare una piattaforma che copre tutte le componenti di un’impresa, dall’altro spinge verso la massima semplificazione della relazione tra il software e i suoi utilizzatori. Due strade che hanno una meta precisa: il supporto della piena digitalizzazione dei processi aziendali. Il sogno dell’ufficio senza carta». Un’azienda che proviene dal contesto storico e culturale dei sistemi gestionali di prima generazione, deve tener conto del processo di convergenza verso il cloud e dei paradigmi del web che dominano ormai gli schemi mentali del cliente. «Oggi, la metafora di riferimento è il private cloud, per questo vogliamo controllare tutti gli aspetti del business, dagli applicativi alle componenti tecniche, che rendono possibile lo sviluppo di soluzioni davvero personalizzate» – osserva Mini. «Un ambito strategico, nel contesto del cloud, è l’erogazione dei servizi, e da qui deriva la scelta di gestire in proprio il nostro data center, che ci consente di centralizzare il controllo, i livelli di servizio e il supporto al cliente. In questo, siamo davvero un unicum sul mercato, ma non solo. Abbiamo raggiunto dimensioni importanti e possiamo permetterci una economia di scala, aumentando la qualità del servizio senza impattare sui costi». A proposito di costi, Mini sottolinea che proprio grazie alla ricchezza funzionale, il cliente delle soluzioni Zucchetti riesce a vedere digitalizzati i suoi obblighi normativi, dalla fatturazione alla documentazione sostitutiva, fino alle relazioni con gli organi fiscali, nativamente gestiti con gli applicativi Infinity. «Posso creare, gestire, condividere informazioni senza toccare un foglio di carta. La fattura, la sua archiviazione, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate, e così via. Abbiamo coperto – afferma Mini – e andremo a coprire altri aspetti, sempre mantenendo la massima compatibilità con applicativi di terze parti».

Domenico Uggeri – vicepresidente Zucchetti spa

OK, la rotta è giusta

La nuova edizione cloud di Infinity Erp esce quest’anno senza tuttavia mandare in pensione l’offerta classica progettata per le architetture distribuite, in base a una politica di salvaguardia degli investimenti del cliente che consente a Zucchetti di mantenere a catalogo una decina di soluzioni gestionali per ogni esigenza e dimensione aziendale. Mini sottolinea che per tutti gli applicativi di precedente generazione non si tratta di un supporto solo formale. «Le nostre soluzioni sono pienamente attive, dal punto di vista degli aggiornamenti alle normative, ai relativi adempimenti, o all’assistenza tecnica. Per tutte, c’è anche un continuo aggiornamento con nuove funzionalità». L’obiettivo è assicurare a tutti i clienti, vecchi e nuovi, il giusto livello di soddisfazione, senza vincolare nessuno a passaggi forzati alle soluzioni software più recenti. «Dobbiamo investire molto, è vero, ma la proprietà dell’azienda Zucchetti non rinuncia a obiettivi di continua evoluzione e coerenza del patrimonio applicativo. Nella logica di completamento dell’offerta, sono fondamentali anche le nostre acquisizioni strategiche» – ricorda Mini.

«In ottica cloud in particolare, penso a Longwave, un system integrator specializzato in soluzioni di comunicazione unificata, data center e collaboration, che abbiamo rilevato quasi tre anni fa, e si è dimostrato prezioso per l’ecosistema Zucchetti. Inoltre da maggio Longwave si è fusa con la società Lantech per dare vita a un polo di eccellenza negli ambiti networking, security, collaboration e unified communication». Antonio Grioli interviene sul tema della crescita per acquisizione con un excursus di carattere storico. «Recentemente, attraverso lo studio personale di testi specializzati, ho appreso che Cristoforo Colombo non era, come si ritiene, un semplice mercante, bensì un appassionato cartografo, che aveva addirittura sposato la figlia del più famoso cartografo del tempo. Quando salpò per il suo viaggio di scoperta, Colombo avrebbe avuto con sé mappe affidabili e abbastanza precise per portare a termine un progetto ben studiato. E anche il gruppo Zucchetti, per le sue acquisizioni, ha ben chiara una strategia di navigazione». Tra le operazioni più recenti, c’è quella che riguarda una società di software milanese, DoubleYou che rientra perfettamente nella filosofia del gruppo Zucchetti in materia di responsabilità sociale e valorizzazione delle persone e del loro talento. «DoubleYou – interviene Cristina Zucchetti, presidente Zucchetti Group e responsabile delle risorse umane di Zucchetti spa – ha sviluppato una piattaforma per la gestione dei cosiddetti flexible benefits per i dipendenti, che consente di offrire ai collaboratori di qualsiasi impresa forme di compensazione indirette, nel quadro dei nuovi servizi di welfare aziendale. La gestione del benessere aziendale – continua Cristina Zucchetti – è una tematica di forte attualità, perché la normativa ha esteso l’offerta di beni e servizi in esenzione fiscale, in diversi settori: dai rimborsi per le spese di istruzione, alle spese mediche, ma anche alle spese che il lavoratore deve affrontare per gli interessi su prestiti e mutui, per le attività sportive, per gli acquisti attraverso buoni spesa e così via». Com’è facile immaginare, assicurazioni e banche sono molto interessate a questo fenomeno e per intervenire devono passare per l’intermediazione degli uffici del personale delle imprese. «Oggi – conclude Cristina Zucchetti – il software di DoubleYou, partecipata Zucchetti, è al servizio dei dipendenti del nostro Gruppo ed è anche inserito in una nuova soluzione, ZWelfare, utilizzabile da tutti i clienti per la gestione del welfare aziendale».


#Infinity il sogno del paperless office secondo @ZucchettiSpa
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Per Domenico Uggeri, che affianca Mini nel ruolo di vicepresidente del Gruppo, mantenendo però anche la responsabilità sui prodotti della linea HR – soluzioni innovative come ZWelfare – che si inseriscono con grande anticipo sulla concorrenza in un segmento di mercato ancora tutto da scoprire, sono una delle ragioni del successo della piattaforma HR Infinity Global Solution nel suo complesso. «Nel mercato delle soluzioni “paghe e contributi” c’è stato un forte consolidamento in questi anni mentre Zucchetti è cresciuta regolarmente a due cifre. Solo per questi applicativi contiamo oltre 25mila clienti». Quel che conta, oltre ai volumi di questo successo, è la carica innovativa delle soluzioni HR afferenti a Infinity, che nella nuova generazione della piattaforma sono – come accade per le funzioni gestionali – fortemente orientate alla trasformazione digitale e allo smart working. Le novità introdotte in quella che ormai è la terza generazione di Infinity – prosegue Uggeri – comportano un arricchimento ulteriore dei contenuti, della compliance alla normativa italiana ed europea, ma soprattutto una semplificazione dell’impiego di strumenti di gestione del capitale umano, capaci di adattarsi automaticamente a ogni tipo di dispositivo fisso e mobile, senza più limiti fisici e temporali. «Una semplificazione – precisa il responsabile delle soluzioni HR Zucchetti – che rende ogni momento della gestione fluido e intuitivo anche su smartphone e tablet, ormai dominanti sia nell’impiego quotidiano dello staff nell’ufficio del personale o nello studio del consulente del lavoro sia per i dipendenti abilitati a fruire personalmente di funzionalità HR self service in ambiti relativi alla programmazione delle ferie, alla gestione delle spese di trasferta, all’informazione sugli aspetti previdenziali e pensionistici. «Tutte queste novità – osserva Uggeri – sono rivolte alle aziende a supporto della loro trasformazione verso il business 4.0, specie nei processi che riguardano il personale, autentico motore e destinatario di questo cambiamento».

Antonio Grioli – presidente del comitato direttivo

Risorse umane 4.0

Uggeri formula un aggancio a un altro elemento caratterizzante dell’azione del gruppo Zucchetti sul mercato delle soluzioni al servizio delle imprese: la capacità di creare un contesto di innovazione che amplifica l’effetto del software attraverso dispositivi hardware specializzati e automazione industriale. «Proprio in ottica 4.0, si orientano i moduli e le funzionalità concepiti con l’ausilio della tecnologia IoT, in particolare con strumenti di identificazione e localizzazione di tipo attivo o passivo. Internet of Things per Zucchetti significa software e dispositivi che riconoscono il lavoratore e la funzione che deve svolgere e non viceversa. Insomma, un rovesciamento rispetto ai tradizionali paradigmi degli strumenti di controllo». Le risorse umane amministrate da Infinity si muovono quindi in uno spazio di lavoro sempre più smart e libero da vincoli fisici e confini, capace di seguire in modo sempre più automatico le diverse attività del lavoratore mobile. E non solo del lavoratore, se si considerano estensioni della piattaforma Infinity nell’ambito della cantieristica o della gestione di flotte di veicoli, altra novità collegata all’acquisizione, in questo caso della pugliese Mac&Nil, che progetta sensori avanzati e strumentazione GPS. Riferendosi all’evoluzione della linea Infinity a copertura sia delle necessità di compliance internazionale sia della crescita geografica del Gruppo, Uggeri conclude con un accenno al numero record di grandi stadi calcistici, ormai 107 nel mondo, che si avvalgono di tecnologie Zucchetti per garantire la sicurezza e la rendicontazione delle procedure di accesso e deflusso dagli spalti.


Antonio Grioli @ZucchettiSpa : Trasformare in valore l’investimento IT
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Da un lato i processi semplificati e smaterializzati di Infinity Erp e dall’altro la dimensione del lavoro, digitalizzata e valorizzata da HR Infinity Global Solution. La trasversalità e la flessibilità sono forse gli ingredienti più dirompenti della trasformazione offerta dai gestionali Zucchetti, oltre alla possibilità per le aziende di contare su un interlocutore unico per la fornitura di tecnologie, applicazioni, servizi e canali di intermediazione con le agenzie e authority fiscali e previdenziali. Quest’ultimo è un punto su cui torna il responsabile della divisione Erp per ribadire il fondamentale ruolo sussidiario assunto dal gruppo lodigiano. «In Italia – ricorda Mini – l’obiettivo della semplificazione fiscale si raggiunge delegando certe funzioni alle aziende, attraverso l’obbligo della fatturazione e del dialogo elettronico. Complessità che noi aiutiamo a risolvere, anche supportando con le nostre tecnologie il lavoro di consulenti e intermediari, a partire dai Centri di assistenza fiscale». Secondo Mini, il 60 per cento delle dichiarazioni fiscali gestite dai Caf si basa su tecnologie Zucchetti e queste stesse tecnologie assicurano continuità agli operatori sempre “insidiati” da novità fiscali. «L’azione dei CAF, il loro contributo alla digitalizzazione delle procedure, al controllo e alla corretta informazione, non verranno mai meno, anche grazie al cloud di Zucchetti» – conclude Mini. E insieme al collega Uggeri, ribadisce l’importanza delle terze parti, che in materia contributiva fanno leva sull’offerta di servizio degli HR Service Zucchetti, valorizzando il lavoro dei consulenti del lavoro e dei tradizionali partner, anche in un ambiente a forte “disintermediazione” come il web.

Angelo Cian – responsabile Servizi Certificati Zucchetti

Una centrale per il digital business

Questa funzione di vero e proprio hub della digitalizzazione delle procedure – scommette Angelo Cian, responsabile Servizi Certificati Zucchetti – diventa ancora più fondamentale nel momento in cui la trasformazione investe, oltre alla relazione tra privati e PA, aspetti come la fatturazione e tutta la compravendita di beni e servizi tra privati. Cian spiega che Zucchetti – che vantava già il “bollino” di Conservatore Accreditato e di Certification Authority presso l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), a breve per i servizi fiduciari qualificati con validità in tutta l’Unione Europea, in base alla normativa eiDAS – ha voluto dare un assetto coordinato a tutti questi servizi, creando appunto il nuovo Zucchetti Digital Hub. «Il servizio è costituito da una piattaforma web in grado di gestire – a valle della generazione della fatturazione elettronica che avviene nei nostri gestionali – processi quali: validazione firma digitale, marca temporale, invio al sistema di interscambio, gestione automatica della ricevuta. Infine, se tutto è corretto, i file saranno inviati alla soluzione di conservazione digitale Infinity» – spiega Cian. Il processo è interamente trasparente per l’utente del Digital Hub di Zucchetti e i costi di esercizio sono particolarmente vantaggiosi. Infatti, l’offerta è modulare ed è rivolta, in formula installabile on-premises, anche a chi non utilizza gestionali Zucchetti, ma desidera inglobare fatture elettroniche generate da altri sistemi ERP. Ma Digital Hub non è nato solo per la fatturazione elettronica, infatti Cian afferma: «Stiamo gradualmente ampliando l’offerta di questa piattaforma multi-formato con altri servizi e standard. Per esempio le comunicazioni trimestrali IVA o il nuovo formato europeo Peppol, che sta per “Pan European Public Procurement On Line” e che regola la gestione di ordini e documenti di trasporto». Nella prima fase della sua storia, Zucchetti ha insegnato a decine di migliaia di imprese italiane a servirsi del computer per automatizzare la contabilità e a non fare errori. Oggi, la posta in gioco della trasformazione digitale è la crescita, la diversificazione del business, la competitività sui mercati globali. Ma Zucchetti c’è sempre.

Foto di Gabriele Sandrini

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Zucchetti – Avanti tutta https://www.datamanager.it/2015/06/zucchetti-avanti-tutta/ Thu, 18 Jun 2015 08:20:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76085 Va ancora a Lodi il primato del software “made in Italy” (ma già attivo con successo nella competizione internazionale). Con le sue soluzioni, Zucchetti è sempre più vicina alle aziende e ai partner che vogliono investire in valore aggiunto Nel panorama delle software house italiane focalizzate sugli applicativi per la gestione dell’impresa e degli studi […]

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Va ancora a Lodi il primato del software “made in Italy” (ma già attivo con successo nella competizione internazionale). Con le sue soluzioni, Zucchetti è sempre più vicina alle aziende e ai partner che vogliono investire in valore aggiunto

Nel panorama delle software house italiane focalizzate sugli applicativi per la gestione dell’impresa e degli studi professionali non esiste marchio altrettanto consolidato e autorevole. Tuttavia, anche il cronista abituato a raccontare l’evoluzione di questa azienda attraverso una lunga e regolare frequentazione, non deve mai dare nulla per scontato quando si tratta di Zucchetti.


#Zucchetti rafforza l’offerta anche all’estero @ZucchettiSpa
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Zucchetti non è solo il pioniere dell’automazione delle procedure contabili, amministrative, fiscali, avendo vissuto la rivoluzione informatica dall’interno dello studio di commercialista di cui Domenico, il fondatore, era titolare. Nel corso del tempo, l’azienda di software lodigiana non ha mai smesso di innovare, individuando nuovi spazi di intervento, dando un fondamentale contributo alla modernizzazione dell’intero settore dei professionisti che affiancano le imprese italiane nella gestione dei loro adempimenti fiscali e delle risorse umane e all’Information Technology in toto. I professionisti sono diventati, non a caso, un partner fondamentale delle strategie Zucchetti che indirizzano un mercato complesso, affollato di provider locali e multinazionali del software.


Cristina Zucchetti @ZucchettiSpa : Essere al fianco delle imprese
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Storia infinita

Ogni volta, la storia di questo Gruppo – che oggi conta oltre duemila e 800 addetti – si arricchisce. La sua presenza in Italia e all’estero si rafforza e le tematiche trattate – pur restando nell’alveo delle tecnologie per la gestione delle risorse aziendali – si moltiplicano. E i fatturati, che dal 2009 la vedono in cima alla classifica delle aziende italiane di software, non conoscono crisi. Nel 2014, il giro di affari è stato di 358 milioni di euro, un aumento ancora vicino alle due cifre rispetto al 2013. Mille e cento partner per oltre 100mila clienti, una presenza ormai consistente anche fuori dall’Italia, dove operano ben sette sedi estere, comprese quelle negli Stati Uniti e in Brasile. Ogni mese in Italia, oltre quattro milioni e mezzo di cedolini vengono elaborati direttamente dalle aziende che utilizzano i prodotti e i servizi HR Zucchetti o dai consulenti del lavoro. A tutto ciò si aggiungono le venti sedi operative che Zucchetti ha in Italia.

Antonio Grioli - presidente del comitato direttivo
Antonio Grioli – presidente del comitato direttivo

I sistemi di accesso Zucchetti, tra cui quelli in funzione in decine e decine di grandi stadi mondiali, regolano il passaggio di oltre 70 milioni di spettatori all’anno. Ma la crescita, la capacità di innovazione continua si leggono nei dettagli. Nuove vendite “cross application” (CRM, DMS, applicazioni mobile, portali aziendali, safety solution, ZTravel, ZScheduling, ZTimesheet): +40% anno su anno; fatturato soluzioni di business intelligence: +14,5%; nuovi clienti acquisiti: 5.065 (+33%); nuovi clienti per le soluzioni cloud: oltre il 50% in più rispetto all’anno precedente.


#Zucchetti Nuove vendite “cross application”: +40% anno su anno
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L’IT per distinguersi

Zucchetti ti spiazza, ti sorprende sempre, è capace di inventare il futuro e vedere tutto sotto una luce nuova, di annunciare un’acquisizione, l’apertura di linee di prodotto inattese, ma sempre orientate alla missione di aiutare le aziende che acquistano o usufruiscono delle sue soluzioni – attraverso la rete dei partner – a risolvere problemi concreti e a concentrarsi sul proprio business, alleggerendo il carico degli obblighi gestionali, amministrativi e restando sempre al passo delle normative. Una missione che Zucchetti insegue con determinazione e con una capacità di visione di lungo termine, che fanno la differenza soprattutto quando le congiunture del mercato del software non sono particolarmente favorevoli. «Del resto – ricorda Antonio Grioli, presidente del comitato direttivo, docente di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e da anni uno degli ispiratori delle strategie del Gruppo – l’information technology è un mercato anticiclico per definizione. Si investe in tecnologie software e automazione, quando c’è la necessità di innovare davvero, di cambiare il paradigma. A mio parere, il miglioramento non va banalizzato attraverso le solite “formulette”: efficacia, efficienza, riduzione dei costi… L’azienda migliore è quella capace di far emergere il proprio valore, di risultare più visibile e appetibile di altre. Esiste una misura data dal “value for money”, che non è il valore dichiarato dal fornitore di tecnologia, spesso esuberante e fatto di promesse, bensì quello riscontrato sul campo dal cliente che ha effettuato l’investimento». Secondo il presidente del comitato direttivo Zucchetti, investire solo per diventare sempre più efficienti, riducendo i costi, esprime un’opinione limitata e limitante; il vero obiettivo di un investimento in tecnologia è trasformarsi, agire sui processi, sfruttare le tecnologie per realizzare prodotti innovativi o fare le cose in modo radicalmente diverso. «Oggi, un’azienda conscia di poter contare su un’autentica eccellenza di prodotto – dichiara Grioli – può inseguire la globalizzazione del mercato e il software non può dare solo efficienza. Deve aiutarti a individuare nuovi mercati, nuove soluzioni per raggiungere nuovi clienti». Da spinta all’efficientamento, quindi, a motore di vera innovazione.


Antonio Grioli @ZucchettiSpa : Trasformare in valore l’investimento IT
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Al fianco delle imprese

«Sono finiti i tempi in cui erano le grandi multinazionali a imporre i loro modelli gestionali alle imprese, dettando la tabella di marcia» – commenta Grioli. «Poteva funzionare, quando l’obiettivo numero uno era, per tutti, solamente l’efficientamento. Non funziona, oggi, nell’era della differenziazione, della personalizzazione, in un contesto dove ogni azienda ha le sue peculiarità, i suoi fattori di successo e, conseguentemente, la sua esigenza di un approccio su misura. «Molti player multinazionali stanno rivedendo, addirittura eliminando, la loro vicinanza all’utente finale, le loro organizzazioni di canale orientate alla piccola e media impresa, che invece rappresenta il vero punto di riferimento di Zucchetti e della forza commerciale della sua galassia di partner e rivenditori». «Volete una prova»? – continua Grioli. «Oggi, i player che per anni hanno parlato di “one size fits all”, che a me ricorda quei terribili calzini “monotaglia” che non vanno bene a nessuno tranne a chi li vende, parlano di cloud, basandosi però su un modello che propone il cloud come un grande scaffale dove aziende e partner possono trovare le cose che interessano loro. Ancora standard dunque, ancora “pacchetti”, ancora omologazione, in tempi in cui è proprio la “non omologazione” a decretare il successo di un’impresa».

Giorgio Mini - vicepresidente
Giorgio Mini – vicepresidente

Per questo motivo, interviene Cristina Zucchetti nel suo ruolo di presidente di Zucchetti Group, «c’è ancora una distanza, forse incolmabile, tra i grandi provider internazionali e le elementari, specifiche esigenze di clienti che sono italiani ma che devono comunque affrontare mercati sempre più globalizzati». Si tratta di quella distanza che separa realtà formidabili, complesse ma estranee alla nostra cultura, costituita invece dal tanto apprezzato tessuto di imprese di piccole e medie dimensioni, «che devono trovare chi sappia affiancarle non solo nella ricerca di efficienza, ma soprattutto di visibilità, di capacità di far emergere una eccellenza». Per quanto possano essere accurate le strategie di canale, le relazioni tra i fornitori di software e i loro piccoli clienti italiani sono esposte alle dinamiche tipiche delle multinazionali, ove capita che i prodotti passino di mano e che, di conseguenza, una implementazione fallisca. In questi casi, il cliente si sente abbandonato e ritiene che le sue specificità e i suoi stessi investimenti non siano tutelati. Quante volte sentiamo arrivare da oltreoceano dotte lezioni, esortazioni alla resilienza dell’impresa, ossia alla capacità di crescere ed evolversi per andare incontro alle necessità e alle aspettative dei clienti. «Ma le pare, che un ingrediente del genere manchi alle piccole imprese italiane, capaci di immaginare, di distinguersi anche meglio, più velocemente, della più grande ed efficiente delle organizzazioni?» – si domanda Cristina Zucchetti. «Sul territorio, anche il trade delle grandi organizzazioni è costituito da un sistema di imprese molto più piccole, ciascuna delle quali merita un fornitore tecnologico capace di produrre le sue soluzioni con una mentalità industriale, facendo sentire il suo cliente come se il software sia stato sviluppato appositamente per lui». Esattamente, il senso della filosofia della piattaforma di sviluppo Infinity che Zucchetti porta avanti da anni con le sue soluzioni.


#ERP, #HR, #BI e #IoT – #Zucchetti getta un ponte tra business e IT
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Motore gestionale

Che cosa significa per Zucchetti questa piattaforma e come si colloca in una offerta ERP/gestionale che per la sua varietà e capacità di indirizzamento del mercato – dalla microimpresa alla grande organizzazione – non sembra avere rivali in Italia?

«Infinity nasce da un’approfondita analisi delle esigenze del mercato delle imprese e di quello dei professionisti, una strategia che permea tutta l’offerta del Gruppo attraverso un discorso organico, con componenti che sono sotto il nostro controllo e abilitano anche le nuove modalità di erogazione as a Service e la rete dei nostri partner, trasformandoli in pratica in sviluppatori indipendenti» – racconta il vicepresidente, Giorgio Mini. Con questa scelta il gruppo Zucchetti ha saputo andare oltre gli aspetti applicativi, realizzando una piattaforma di lungo respiro che dà vantaggi competitivi rispetto all’offerta dei concorrenti perché comprende l’ambiente di sviluppo, il framework di base e tutte le soluzioni applicative che si innestano su di esso per ottenere il massimo livello di integrazione con la più ampia gamma possibile di funzionalità. «Quando abbiamo iniziato a sviluppare Infinity, eravamo già leader di mercato in ambito ERP – continua Mini – e quindi la sfida non consisteva nel fare un’applicazione “tecnicamente” migliore, ma nel creare un modello diverso di gestione dei processi, basato sulla collaborazione, sulla condivisione e sulla comunicazione tra tutti i soggetti che accedono al sistema informativo aziendale. Per questo motivo Infinity è molto di più di una soluzione: è una strategia che governa tutte le informazioni aziendali».


Giorgio Mini @ZucchettiSpa : #Infinity, motore di ricerca gestionale
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Infinity nasce ed evolve come una sorta di ambiente meta-gestionale, che consente a Zucchetti di allargare i propri domini tecnologici ad ambiti come il business process management, la BI (con Infinity Analytics e con molte funzioni analitiche integrate nei moduli ERP), il document management con un motore di ricerca interno per le informazioni, nonché estensioni come la messaggistica unificata e il VoIP. Tutto racchiuso in una piattaforma ERP (e non solo ERP, considerando che su Infinity poggia anche parte delle soluzioni software per la gestione delle risorse umane e di quelle che Zucchetti estende al mondo dei consulenti fiscali e del lavoro) altamente modulare, personalizzabile, indipendente dal dispositivo, fisso o mobile utilizzato, erogata alle aziende sia attraverso il tradizionale modello delle licenze d’uso sia nelle versioni hosted o completamente cloudizzata, grazie a una infrastruttura di data center e una divisione di servizi web sempre più potente ed efficace.

Domenico Uggeri - vicepresidente
Domenico Uggeri – vicepresidente

«Un’altra scelta premiante di Infinity riguarda l’impiego di linguaggi e componenti open. Lato client, non c’è nessun vincolo a livello di sistema operativo, database, browser desktop o mobile. La delivery delle funzioni può costare praticamente zero per chi utilizza server Linux, ma possiamo soddisfare anche le richieste di chi ha già investito in application server o in database commerciali». La filosofia Zucchetti, infatti, prevede sempre di tutelare gli investimenti fatti dal cliente, senza “costringerlo” a migrazioni forzate o a scelte obbligate. Così in ambito gestionale la nuova offerta Infinity si affianca alle soluzioni tradizionali – Gestionale 1 e 2, i vari “flavour” di Ad Hoc e Mago.net – che sono tuttora molto apprezzate dal mercato. Con l’edizione MicroInfinity ERP, invece, tutta la potenzialità della nuova piattaforma è disponibile, in SaaS, alle piccole imprese, con un potenziale di scalabilità praticamente infinito e una flessibilità e un grado di personalizzazione che autorizzano Zucchetti a perseguire concreti obiettivi di espansione sui mercati esteri.


#Zucchetti Lo studio professionale diventa un “hub” web based
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Ma con questo nuovo modello di offerta non c’è il rischio di limitare il ruolo dei rivenditori? «Al contrario» – risponde Giorgio Mini. «Il fatto che la rete di partner, proprio grazie all’approccio di Infinity, sia oggi in grado di generare un considerevole valore aggiunto, è strategicamente fondamentale. È vero, in un mondo di disintermediazione, di soluzioni software sempre più potenti e “tuttologhe”, il partner teme di essere bypassato. Invece Zucchetti, abilitandolo sul piano tecnologico oltre che commerciale, gli garantisce continuità, capacità di crescere e farci crescere».

Dopo lo stadio, il lavoro

L’identità di Zucchetti, come primario fornitore di tecnologie per l’impresa e la pubblica amministrazione, è confermata dalle parole di Domenico Uggeri, vicepresidente per la linea di soluzioni per la gestione del personale, che oltre agli aspetti retributivi riguardano anche il controllo di accessi e presenze e non soltanto negli spazi di lavoro e nei cantieri. Con la commessa da 1,1 milioni di euro, vinta per la realizzazione dei sistemi di accesso per il nuovo stadio di Tbilisi (capitale della Georgia), una location sportiva da 50 mila spettatori, e analoghe recenti commesse in Messico e Uruguay, il know-how di Zucchetti è finito in oltre un centinaio di stadi in tutto il mondo. «Ciò che facciamo negli stadi – scherza Uggeri – è solo la parte ludica di un business, la gestione del personale secondo Zucchetti, in fase di formidabile consolidamento. Ormai, è arrivato a coprire quasi il 50% del fatturato della spa, ma continua a crescere di oltre il 10% anno su anno». Per Uggeri, la crescita è legata anche alla copertura che la tecnologia Infinity è in grado di offrire a supporto di ogni tipo di attività di gestione delle risorse umane, dalla carriera del personale, alla sicurezza nell’ambiente di lavoro. Uno scope, direbbero gli americani, che non riguarda più soltanto il mercato italiano, ma abbraccia le aziende italiane presenti all’estero e, a tendere, i clienti stranieri. «Una novità rispetto al passato è sicuramente l’internazionalizzazione della nostra divisione prodotto. Possiamo ritenerci un fornitore globale, che non deve ricorrere a soluzioni di terze parti per completare la propria offerta». In passato, alcuni moduli per la gestione delle paghe erano stati adattati alle normative estere, ma ora diversi altri moduli HR Zucchetti sono stati internazionalizzati.


Domenico Uggeri @ZucchettiSpa : #Zucchetti come fornitore globale
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«Un’altra specificità riguarda la capacità di indirizzamento di tutti i livelli di mercato. Per esempio, sappiamo che in Italia la densità di piccole imprese è anomala rispetto al resto d’Europa, ma in genere i player di questo settore dispongono di una singola piattaforma a seconda della tipologia del cliente. Noi ne abbiamo due, HR Web rivolto a grandi aziende, Pmi, professionisti e associazioni di categoria, e HR Project, indirizzato a mercati verticali, come il mondo del lavoro interinale. Nessuno dei nostri concorrenti ha un’offerta così ampia e strutturalmente diversificata, ma al tempo stesso integrata». Per il cliente, sottolinea Uggeri, avere a disposizione questo livello di modularità può ridurre in modo significativo i costi e le problematiche di integrazione, tipici di una gestione del personale basata su più soluzioni di fornitori diversi.

Mario Pedrazzini - responsabile BU commercialisti e associazioni
Mario Pedrazzini – responsabile BU commercialisti e associazioni

Geografia mondiale

Sui mercati esteri, la business unit che si occupa della gestione del personale Zucchetti sta seguendo le orme tracciate nel mercato del controllo accessi dalla divisione Zucchetti Axess, ormai accreditata in una cinquantina di nazioni. «Tra le ultime novità del nostro percorso di espansione geografica ci sono le sedi in Brasile, dove abbiamo localizzato un prodotto come Mago.net Enterprise così pure in Germania, dove già commercializzavamo alcune soluzioni hardware grazie all’acquisizione di TcPos di due anni fa. In Germania, vendiamo anche soluzioni per la gestione delle risorse umane e per la sicurezza, in particolare riscontriamo un certo successo con i moduli come ZScheduling, una soluzione di workforce management, che piace nei contesti in cui domina una cultura di pianificazione delle presenze e l’analisi del job cost» – conclude Uggeri.


#Zucchetti Aiutare le aziende a risolvere problemi concreti
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Il presidio delle soluzioni mirate in modo più specifico alla clientela degli studi professionali e delle associazioni di categoria è affidato a Mario Pedrazzini. La sua business unit rappresenta di fatto la storia di tutto il Gruppo, nato proprio dalla pionieristica esperienza tecnologica di Domenico Zucchetti nel suo studio di commercialista. «L’IT applicata alle esigenze di questa disciplina – spiega Pedrazzini – ha vissuto una prima fase crepuscolare focalizzata sull’adempimento fiscale, passando da una gestione manuale a una informatizzata al servizio dell’automazione e della ricerca di una maggiore produttività sui servizi contabili e fiscali. C’è stato poi il periodo intermedio in cui le soluzioni software andavano a toccare la gestione organizzativa interna dello studio professionale, rispondendo all’esigenza di pianificazione delle attività, di controllo della fatturazione delle prestazioni e delle relative marginalità». E adesso? «Oggi, la ricerca dell’efficienza non riguarda più solo il “mondo” interno dello studio, ma la relazione, tutta esterna, sempre più strategica tra lo studio, il centro servizi e l’universo delle imprese, molto spesso costituite da quel 98% di imprenditorialità fatto di aziende con meno di 20 addetti, che grazie al web possono instaurare un rapporto molto più collaborativo con il professionista». Come Mini, anche Pedrazzini rileva come la strategia Infinity, con il suo nativo orientamento al cloud, sia stata pensata proprio in quest’ottica. «Esistono già alcuni precisi fattori di cambiamento che delineano un chiaro trend e che potremmo riconoscere sotto il nome di “convergenza digitale”: il nuovo scenario configura un aumento di attività sempre più automatizzate, a scapito di quelle manuali di inserimento dati. Assistiamo anche a uno spostamento del livello di competenza: gli operatori degli studi tenderanno a concentrarsi su attività più a valore come bilanci e consulenza e meno su attività di routine come le contabilità. Basta pensare solo all’aspetto della dematerializzazione documentale, ai nuovi sviluppi come la fattura elettronica verso la PA, ma prossimamente anche tra aziende private o la stessa trasmissione telematica dei corrispettivi. Una problematica che può essere facilmente risolta mediante una più profonda integrazione di processo tra lo studio e l’impresa e la piena condivisione nella rete degli strumenti gestionali».


Mario Pedrazzini @ZucchettiSpa : Piena condivisione degli strumenti gestionali
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Un mondo nuovo

Le nuove soluzioni Zucchetti per gli studi professionali basate sulla tecnologia Infinity, sottolinea Pedrazzini, gettano un ponte tra il professionista e i suoi clienti, i quali possono accedere ai propri documenti in tutta sicurezza mediante un sistema di pubblicazione via web loro dedicato. Si tratta di un ulteriore livello di servizio fatto di “microstrumenti” applicativi B2B, che offre all’azienda – per esempio – l’opportunità di gestire direttamente su web il ciclo di fatturazione attiva, la prima nota, gli incassi/pagamenti, una sorta di dematerializzazione della relazione tra l’impresa da un lato e il suo mercato dall’altro, unitamente allo studio professionale e all’amministrazione finanziaria. «Ovviamente, ci sono ripercussioni anche sul lavoro dello studio, che diventa sempre più un “hub” capace di intercettare i flussi di file già strutturati e normalizzati. Il grosso del lavoro di input e registrazione è già fatto e lo studio si focalizza sugli aspetti fiscali, esaltando il suo ruolo di consulente d’impresa». Per Zucchetti è essenziale presidiare tecnologicamente il fenomeno, che porterà al rinnovamento delle piattaforme software e informative dei centri servizi, sfruttando soluzioni integralmente basate sul web e sul cloud, che rendono possibili anche nuovi modelli aggregativi tra studi specializzati in attività consulenziali diverse. «Zucchetti vede nel web un mondo nuovo, la vera piattaforma di interazione tra il professionista e i suoi clienti, lo strumento per migliorare e organizzare l’operatività dello studio professionale, ma anche l’infrastruttura portante su cui offrire nuovi servizi alle imprese e fidelizzarne il rapporto. Ieri, a livello informatico, lo studio era il confine del mondo del professionista, oggi è un punto in un universo in continua espansione proprio per la velocità e la pervasività della rete. Con Ago Infinity stiamo anticipando questa realtà e stiamo accompagnando i professionisti in questo processo di evoluzione delle loro organizzazioni».


#Zucchetti Sistemi di accesso per 70 milioni di spettatori all’anno
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Non solo. Pedrazzini annuncia un’importante novità rivolta in particolare alle associazioni di categoria, definite come il fronte, in questo momento, più sensibile della esigenza di trasformazione, anche in chiave tecnologica, delle modalità di erogazione dei servizi ai clienti associati. «Si tratta di realtà ancora più articolate rispetto agli studi, che spesso racchiudono in sé più vocazioni: si va dalla consulenza in materia di ambiente e sicurezza del lavoro, sino all’assistenza sul tema del credito all’impresa, all’attività di formazione, alla rappresentanza sindacale e di categoria, alle quali si aggiunge naturalmente la parte di elaborazione dati contabili, fiscali e di amministrazione del personale. Sono a tutti gli effetti aziende che hanno necessità di contabilità analitica, con funzioni avanzate di controllo di gestione, di gestione del budget e del cash-flow, nonché di business intelligence per capire quali aree di servizio o unità operative sono più profittevoli o presentano ulteriori margini di crescita. A loro, abbiamo destinato una soluzione integrata che offre funzioni ERP e CRM, di gestione della fatturazione delle quote associative, mantenendo un forte collegamento con l’area dei servizi contabili e di amministrazione del personale. In pratica, abbiamo integrato Ago Infinity, il prodotto per gli studi professionali, e HR Infinity con Ad Hoc Infinity, il nostro ambiente ERP, aprendo la strada a modelli di gestione, organizzazione e controllo diversi che si riflettono sia all’interno dei grandi centri servizi sia all’esterno, nella loro relazione con la clientela».

Gregorio Piccoli - responsabile tecnologie di sviluppo
Gregorio Piccoli – responsabile tecnologie di sviluppo

Nessuno di questi modelli di integrazione e condivisione sarebbe possibile senza le strategie tecnologiche governate dal CTO di Zucchetti, Gregorio Piccoli. «Dal confronto con i nostri utenti, emerge questo formidabile spostamento verso il cloud» – osserva Piccoli. «Non era un trend così scontato quando Zucchetti ha accettato la sfida del cambiamento, ma la nostra scelta e la fedeltà ai nuovi paradigmi open ci hanno dato pienamente ragione. Dopo l’ondata dei tablet e la diversificazione dei device, essere così schierati dalla parte degli standard del web ci ha premiati». La sfida di Infinity proseguirà, secondo Piccoli, lungo due assi principali. «Uno orientato al governo del fenomeno Big Data, l’altro sul versante, della crescente mobilità dei dispositivi e della necessità di semplificazione delle interfacce, che devono diventare sempre più smart, capaci di adattarsi automaticamente alle funzionalità e ai contenuti».


#Zucchetti 1,1 milioni di euro la commessa per il nuovo stadio di Tbilisi in Giorgia
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Un futuro mobile e semplice

«Sul piano della business intelligence, abbiamo sempre pensato che il potenziale di crescita sarebbe stato enorme, proprio in chiave Big Data» – dice Gregorio Piccoli. Ma Big Data è un fenomeno che richiede un’enorme capacità di analisi, perché i dati non sono quelli generati dalle applicazioni stesse, ma le informazioni vengono dall’esterno, dai log, dalle attività di CRM, dalle interazioni social, dalla Internet of Things (IoT). E sono dati difficili da strutturare, per i quali conta moltissimo la qualità e la veridicità». Zucchetti punterà sempre di più su questa capacità di analisi e correlazione, anche nello spazio gestionale più familiare al Gruppo. «Non saremo mai specialisti di soluzioni di BI – ammette in conclusione il CTO di Zucchetti – ma saremo sempre più orientati a integrare nei nostri prodotti strumenti di analisi semplificati, automatici, tool di reportistica avanzati in grado di dare valore alla miriade di dati importanti che passano attraverso i nostri prodotti».


Gregorio Piccoli @ZucchettiSpa : Un futuro mobile e semplice
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Mentre i responsabili delle divisioni e il Cto parlano della Zucchetti nota a tante migliaia di clienti, le dinamiche di Gruppo mettono le basi per la Zucchetti del futuro, quella della diversificazione, dell’apertura di nuove frontiere. «Una delle nostre missioni – afferma Alessandro Zucchetti – consiste nell’identificare le novità tecnologiche, filtrarle e portare ai nostri clienti solo le cose più utili, per creare valore». Ed ecco la Zucchetti, che dopo aver esplorato i domini dell’automazione e della robotica industriale e domestica, entra ancora una volta da pioniere nel mondo dell’Internet of Things. Risale al dicembre scorso, l’acquisizione di Macnil, un’azienda pugliese (70 dipendenti) che da quindici anni produce straordinarie applicazioni di messaggistica, logistica, telecontrollo satellitare, telemedicina, mobile office. Ricordiamo anche che nel 2014, è entrato nel gruppo Zucchetti un system integrator innovativo come Longwave, società emiliana con forte specializzazione infrastrutturale e applicativa in ambiti come la unified communication e collaboration, l’ottimizzazione di reti, la sicurezza informatica – mentre nel 2013 – c’era stato l’ingresso dello specialista di CRM, Pat. «Ai fornitori di tecnologia si può anche perdonare qualche promessa di troppo» – conclude Alessandro Zucchetti. «Da noi ci si aspetta, invece, molto di più. Non una semplice spesa in tecnologia, ma la realizzazione in modo mirato e personalizzato del futuro: oggi, a casa propria, con l’assistenza di un partner di qualità. A Zucchetti, clienti e partner affidano il proprio successo. Nell’industria delle tecnologie software, l’alfabeto comincia dalla Z, da oltre trentasette anni».

Foto di Gabriele Sandrini

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Nozze all’italiana per Infinity e Google Chromecast https://www.datamanager.it/2014/07/nozze-allitaliana-per-infinity-google-chromecast/ Fri, 18 Jul 2014 08:13:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58590 Vedere sul proprio televisore i contenuti del nuovo servizio on demand di Mediaset è possibile grazie a una piattaforma che Accenture ha messo a punto nel suo centro di “accelerazione digitale” di Roma Da oggi l’offerta video on demand Mediaset Infinity è disponibile anche attraverso il dispositivo Google ChromeCast, ufficialmente arrivato in Italia a metà […]

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Vedere sul proprio televisore i contenuti del nuovo servizio on demand di Mediaset è possibile grazie a una piattaforma che Accenture ha messo a punto nel suo centro di “accelerazione digitale” di Roma

Da oggi l’offerta video on demand Mediaset Infinity è disponibile anche attraverso il dispositivo Google ChromeCast, ufficialmente arrivato in Italia a metà maggio. Quella presentata ieri da Accenture, il partner tecnologico per tutta l’offerta Infinity, è la prima applicazione di questo tipo ed estende ulteriormente un’offerta che Chiara Tosato, capo progetto di Infinity, definisce «già disponibile attraverso oltre 200 dispositivi. In settimana annunceremo anche la compatibilità con tablet Windows 8, che si aggiungeranno a Google ChromeCast presto a Xbox e tutto il mondo dei televisori connessi e degli home theater Blue Ray di Sony». Oggi il catalogo Infinity, spiega Tosato, è disponibile, dopo un breve periodo di prova gratuita, in due formule mensili illimitate da 6,99 euro per la visione su dispositivi portatili e da 9,99 per tutti i dispositivi, televisori compresi. Una funzione di cache permette anche di scaricare sul device il contenuto prescelto e visualizzarlo per sette giorni.

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Digital Acceleration Center

In chiave di made in Italy, la notizia è che l’offerta VoD di Mediaset, pur portando il marchio autorevole di una multinazionale della system integration, si basa su una soluzione che Accenture ha messo a punto e commercializza in tutto il mondo dal suo Digital Acceleration Center di Roma, un centro in cui operano circa trecento risorse, tutte molto giovani. E che dimostra di essere anche molto bravo nel fare scouting tecnologico. All’evento organizzato a Milano per la presentazione del nuovo servizio, non si è parlato solo di Mediaset Infinity su ChromeCast – una espansione che proprio grazie alla capacità di giocare d’anticipo sull’evoluzione dei terminali e del software, ha richiesto appena un mese di implementazione, secondo Angelo Morelli, responsabile mondiale di Accenture per il Digital Video.

[blockquote style=”4″]«La piattaforma Accenture Video Solution, alla base di questo annuncio – ha detto Morelli – è già stata venduta a una dozzina di telco e broadcaster nel mondo».[/blockquote]

Nella sede Accenture di via Quadrio, le diverse aree demo mostravano per esempio la piattaforma per la diffusione del calcio live che British Telecom offre, grazie ad Accenture Avs, in Gran Bretagna e un analogo servizio over-the-top, cioè basato su tradizionale connettività Internet, dall’operatore olandese Kpn, verso quasi due milioni di apparecchi tv, un quarto della base installata in Olanda.

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Accenture e il wearable computing

Un altro concept riguardava una interfaccia video on demand per il wearable computer di Google, gli ormai mitici Glass, che pur essendo ancora in fase prototipale aprirà sicuramente la strada a tante altre forme di fruizione che Accenture, con il centro di Roma e l’intera nuova divisione Digital (23 mila esperti in tutto il mondo focalizzati sui progetti di trasformazione digitale delle aziende) vuole presidiare. «Stiamo già testando nuove categorie di intelligent objects che entreranno sicuramente a far parte di prodotti “connessi” che ancora non ci immaginiamo. Tutti gli sportelli e le superfici della casa, potenzialmente, possono diventare in futuro uno schermo interattivo – dichiara Marco Vernocchi, il manager italiano che in Accenture ha la responsabilità mondiale per le Digital communications & media technologies.

Secondo Giovanni Gagliardi, il CTO del Digital Acceleration Center, la piattaforma Avs consente ad Accenture di agire da orchestratore di servizi come Infinity.

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[blockquote style=”4″]«Mediaset seleziona i contenuti e li mette a disposizione del nostro team. Noi li gestiamo dal nostro centro controllo, anche dal punto di vista della commercializzazione degli abbonamenti e dell’help desk agli utenti finali, e li distribuiamo attraverso i consueti canali di content delivery network, offrendo anche servizi di monitoraggio».[/blockquote]

Con ChromeCast, l’applicazione Inifinity per tablet o smartphone rende in pratica obsoleto il telecomando del televisore. I contenuti video possono essere selezionati sullo schermo del dispositivo di gestione e lo stream viene dirottato verso la tv che integra la chiavetta di Google.

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Accenture al fianco di Mediaset per Infinity https://www.datamanager.it/news/accenture-al-fianco-di-mediaset-infinity-56993.html Thu, 05 Jun 2014 15:33:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/accenture-al-fianco-di-mediaset-per-infinity/ Con Accenture, Infinity punta a raggiungere 15 milioni di utenti attraverso un’ampia gamma di dispositivi elettronici Continua la collaborazione tra Accenture e Mediaset. Dopo aver reso possibile il lancio, in soli tre mesi, dell’innovativo servizio streaming VOD Infinity, l’azienda globale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing Accenture sta affiancando l’operatore televisivo nel rendere disponibile […]

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Con Accenture, Infinity punta a raggiungere 15 milioni di utenti attraverso un’ampia gamma di dispositivi elettronici

Continua la collaborazione tra Accenture e Mediaset. Dopo aver reso possibile il lancio, in soli tre mesi, dell’innovativo servizio streaming VOD Infinity, l’azienda globale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing Accenture sta affiancando l’operatore televisivo nel rendere disponibile il servizio su una gamma di dispositivi sempre più ampia, con l’obiettivo di raggiungere un bacino potenziale di 15 milioni di utenti attivi sui vari device.

A dicembre 2013 grazie ad Accenture Video Solution (AVS), Mediaset è stata in grado di anticipare gli altri operatori di mercato, lanciando il servizio streaming VOD in modo veloce ed economico, riducendo sia i costi iniziali legati alla realizzazione del servizio sia quelli di progettazione e mantenimento dell’infrastruttura.

Accenture Video Solution è una soluzione software modulare basata su componenti proprietarie di Accenture, che consente di offrire contenuti Video on Demand e Live su reti broadband garantendo al contempo la piena integrazione tra mondo broadcast e broadband e un’esperienza di fruizione di contenuti estremamente flessibile.

La tempestività con cui le aziende del settore media rendono disponibili i propri servizi sui vari device è infatti sempre più un fattore critico di successo. Secondo la recente indagine globale ’Accenture Digital Consumer Tech Survey 2014”, gli italiani mostrano una forte attitudine al multitasking: il 60% degli intervistati nel nostro Paese ha infatti affermato di utilizzare più dispositivi contemporaneamente per accedere a servizi e contenuti preferiti, contro una media globale del 49%.

La diffusione di dispositivi connessi ad internet come Smart TV, tablet, smartphone, Set Top Box e gaming console sta spalancando la strada ad una rapida diffusione di servizi per la produzione, distribuzione e monetizzazione di contenuti video on demand e live su rete broadband; tale fenomeno è inoltre alimentato dall’attenzione degli operatori italiani di TLC alla diffusione della banda ultra larga in Italia. La fruizione di video on demand e live su rete IP rappresenta perciò una grande opportunità di mercato per broadcaster, telco ed aggregatori di contenuti.

“Le possibilità offerte da Accenture Video Solution per la gestione di formati, licenze, distribuzione e monetizzazione di contenuti video su piattaforme diverse stanno sicuramente aiutando Mediaset a raggiungere un pubblico più vasto”, ha dichiarato Chiara Tosato, Chief Sales and Marketing Officer, Mediaset Infinity.

Con Accenture Video Solution Mediaset ha:

– Abilitato Infinity in modalità “managed service” su una vasta gamma di dispositivi. Lo spettatore può infatti fruire di un’esperienza “video anywhere”, agevolata da funzionalità che semplificano la registrazione e offrono nuove modalità di interazione.

– Creato un ampio catalogo di titoli disponibili (oltre 5.000), contenendo gli investimenti grazie alle sofisticate funzionalità di transcodifica, protezione DRM e tecnologia di bilanciamento del workflow.

– Gestito un’innovativa offerta commerciale, che comprende campagne promozionali, gestione di voucher e svariati metodi di sottoscrizione, dando la possibilità all’utente di definire il proprio profilo attraverso un portale di self-care dedicato.

“I nuovi operatori digitali per essere competitivi oggi devono impegnarsi nel creare un’esperienza di fruizione esclusiva, che risponda alle attuali esigenze dei consumatori digitali”, ha commentato Francesco Venturini, managing director e responsabile Accenture Digital Video Services. “A tale fine è per loro indispensabile ripensare le relazioni con gli altri player presenti sul mercato, adottando la flessibilità e l’agilità delle start up per offrire servizi innovativi ed essere più efficaci nelle modalità di interazione con il pubblico”.

Accenture Video Solution è anche alla base del servizio Mediaset Premium Play.

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Le novità per Xbox: Infinity e mondiali di calcio con “Destination Brazil” https://www.datamanager.it/news/le-novit-xbox-infinity-e-mondiali-di-calcio-con-destination-brazil-56989.html Thu, 05 Jun 2014 13:30:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/le-novita-per-xbox-infinity-e-mondiali-di-calcio-con-destination-brazil/ Mediaset porta il suo streaming video Infinity su Xbox. Per gli utenti della console Microsoft arriva anche “Destination Brazil”, un programma con iniziative dedicate ai mondiali di calcio brasiliani Microsoft e Mediaset, che difficilmente otterrà un risarcimento da YouTube, hanno annunciato l’arrivo di Infinity su Xbox. I possesori di una console di Redmond, che dal […]

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Mediaset porta il suo streaming video Infinity su Xbox. Per gli utenti della console Microsoft arriva anche “Destination Brazil”, un programma con iniziative dedicate ai mondiali di calcio brasiliani

Microsoft e Mediaset, che difficilmente otterrà un risarcimento da YouTube, hanno annunciato l’arrivo di Infinity su Xbox. I possesori di una console di Redmond, che dal 9 giugno sarà disponibile a 399 euro senza Kinect, potranno accedere ad un catalogo di 5mila film in HD, in lingua originale o sottotitolati. A questi si aggiungono cartoni animati e numerose serie TV. Recentemente la sezione “Serie Tv Collection” è stata arricchita con 20 nuovi titoli, tra cui la fiction in anteprima “Orange is the new black”, e 783 episodi. Infinity è disponibile anche sui Nokia Lumia.

“Destination Brazil”

Le novità per Xbox non finiscono qui. Microsoft ha lanciato “Destination Brazil”, un programma per seguire la propria squadra del cuore agli imminenti mondiali di calcio in Brasile. Con l’app Brazil Now si potranno avere in tempo reale aggiornamenti delle partite e statistiche su Xbox Live anche durante la sessione di gioco. “Destination Brazil” permette anche di immedesimarsi nel ruolo di commissario tecnico con “EA Sports FIFA 14 Ultimate Team: FIFA World Cup”. Infine, dal 15 giugno sarà disponibile il reality show “Every Street United, in cui le stelle Thierry Henry ed Edgar Davids gireranno il mondo alla ricerca del miglior giocatore di street football.

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Nokia Italia, Mediaset e Microsoft Italia lanciano Infinity su Nokia Lumia https://www.datamanager.it/news/nokia-italia-mediaset-e-microsoft-italia-lanciano-infinity-su-nokia-lumia-55225.html Wed, 02 Apr 2014 15:37:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/nokia-italia-mediaset-e-microsoft-italia-lanciano-infinity-su-nokia-lumia/ Nokia e Mediaset annunciano che entro metà aprile l’applicazione Infinity, l’offerta più innovativa di contenuti video on demand in streaming e con accesso immediato presente sul mercato nazionale, sarà disponibile per la gamma di smartphone Lumia di Nokia, attraverso il Windows Store, per non rinunciare ad una visione di qualità ovunque e in qualsiasi momento

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Nokia e Mediaset annunciano che entro metà aprile l’applicazione Infinity, l’offerta più innovativa di contenuti video on demand in streaming e con accesso immediato presente sul mercato nazionale, sarà disponibile per la gamma di smartphone Lumia di Nokia, attraverso il Windows Store, per non rinunciare ad una visione di qualità ovunque e in qualsiasi momento

Grazie alla collaborazione tra Nokia Italia, Microsoft Italia e Mediaset, Infinity, già disponibile da dicembre per TV, pc e tablet, potrà contare sui device Nokia Lumia per consolidare la propria presenza nel mercato italiano, incrementando le modalità di fruizione in mobilità. I contenuti di Infinity troveranno così un nuovo schermo per emozionare gli spettatori grazie alla qualità e alle features che contraddistinguono tutti i Lumia, come il display full HD da 6” da 1080p del Nokia Lumia 1520 e del Lumia 1320, che garantisce una visione perfetta.

Paola Cavallero, General Manager di Nokia Italia ha dichiarato: “L’offerta di Infinity rappresenta un grande valore aggiunto per i nostri clienti che potranno così scoprire gli oltre 5000 titoli disponibili nella libreria Infinity e fruirli in mobilità su uno schermo ad altissima qualità, in qualsiasi momento. Allargare ulteriormente i confini della fruizione di contenuti di qualità da mobile è una delle nostre priorità e lo facciamo grazie a importanti partnership come questa e proponendo dei device pensati per rispondere ai nuovi trend e alle nuove esigenze dei nostri consumatori.”

Chiara Tosato, Responsabile del progetto “Infinity” ha dichiarato: “L’innovativa experience e l’unicità del design dei nuovi smartphone Nokia rendono l’utilizzo del servizio Infinity ancora più immediato ed emozionante, valorizzando ulteriormente i vantaggi di una piattaforma in streaming per guardare il miglior cinema di sempre.”

“Il mondo Windows Phone si arricchisce ulteriormente grazie alla nuova applicazione Infinity che apre a tutti i nostri utenti il catalogo illimitato di contenuti e la comodità di fruizione offerte da Mediaset”, ha commentato Silvano Colombo, Direttore Consumer Channel Group di Microsoft Italia. “Windows Phone si conferma la piattaforma ideale per coloro che desiderano accedere dal loro smartphone al migliore intrattenimento digitale e con l’applicazione Infinity diamo a tutti la possibilità di accedere a oltre 5000 titoli con un semplice click”

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Popcorn Time: oltre lo streaming e il copyright https://www.datamanager.it/news/popcorn-time-oltre-lo-streaming-e-il-copyright-54479.html Tue, 11 Mar 2014 15:52:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/popcorn-time-oltre-lo-streaming-e-il-copyright/ Popcorn Time è un'app desktop che permette di vedere film in HD coperti da copyright. Rispetto ai soliti siti di streaming illegali, non mantiene nulla all'interno dei propri server

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Popcorn Time è un’app desktop che permette di vedere film in HD coperti da copyright. Rispetto ai soliti siti di streaming illegali, non mantiene nulla all’interno dei propri server

La Guardia di Finanza ha concluso pochi giorni fa un maxisequesto di 46 siti che distribuivano illegalmente contenuti pirata. Nonostante ciò la tecnologia si evolve ed in particolare quella dedicata alle violazioni del copyright. In Rete ha guadagnato un discreto seguito Popcorn Time, un’app che permette di vedere con un solo click film coperti da diritto d’autore. Le pellicole sono disponibili gratuitamente in HD, in lingua orginale con i sottotitoli e senza interruzioni pubblicitarie. Rispetto ai soliti siti di streaming, almeno in teoria, Popcorn Time non dovrebbe avere problemi legali, anche se questo sarà solo il tempo a dirlo.

Popcorn time: è come Netflix ma pirata

Il vantaggio di Popcorn Time rispetto ad altri siti di streaming illegale è che non mantiene nulla all’interno dei propri server. Il tool per Mac, Windows e Linux funziona come un aggregatore di contenuti già disponibili in Rete. Il software infatti raccoglie locandine, trama e film da BitTorrent, che con Bundle ha cercato di dare una parvenza di legalità, e li rende immediatamente fruibili con una grafica molto simile a Netflix o Infinity. Popocorn Time inoltre ricorda più volte all’utente che “vedere film usando questo software potrebbe essere illegale” in alcuni Paesi.

“Non ospitiamo materiale sui nostri server, e nessuno degli sviluppatori ci guadagna. Non ci sono pubblicità, né account premium, e nemmeno costi di abbonamento o cose del genere. E’ un esperimento da imparare e diffondere”, ha dichiarato lo sviluppatore argentino dell’app.

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Zucchetti Il successo nei numeri e nelle persone https://www.datamanager.it/rivista/zucchetti-il-successo-nei-numeri-e-nelle-persone-51244.html Mon, 25 Nov 2013 09:19:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/zucchetti-il-successo-nei-numeri-e-nelle-persone/ In 35 anni di storia la software house lodigiana è riuscita a infondere qualità e fantasia in tutte le sue soluzioni. Anche in quelle per cui è meno conosciuta. Oggi, consolidato il passaggio alla seconda generazione, il Gruppo punta sulla crescita internazionale   È un po’ come quegli amici molto estrosi e indaffarati, che riescono […]

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In 35 anni di storia la software house lodigiana è riuscita a infondere qualità e fantasia in tutte le sue soluzioni. Anche in quelle per cui è meno conosciuta. Oggi, consolidato il passaggio alla seconda generazione, il Gruppo punta sulla crescita internazionale

 

È un po’ come quegli amici molto estrosi e indaffarati, che riescono a sorprenderti ogni volta che li incontri, anche quando sei convinto di sapere tutto di loro. Sono trascorsi 35 anni da quando Domenico Zucchetti decide di dare una svolta tecnologica – allora eclatante – alla propria attività di commercialista e oggi – con la seconda generazione, ormai insediata saldamente in un board che dirige l’azienda come una grande orchestra, coordinando in modo collegiale le decisioni e facendo leva sulla creatività e la competenza di tutti – Zucchetti è una di quelle realtà che sembrano esserci da sempre nel mercato del software.

In un certo senso, è proprio così perché, almeno in Italia, Zucchetti – che negli anni Settanta è il primo e unico studio di commercialisti attrezzato con un mainframe Ibm – ha inventato il software per gestire le dichiarazioni fiscali. I programmi Zucchetti ora risolvono anche le esigenze delle imprese, ma una consistente percentuale di fatturato continua a essere generata dai professionisti, che grazie al software riescono a creare un enorme valore aggiunto, a vantaggio dei clienti e della propria crescita. Oggi, Zucchetti può contare su un formidabile network di oltre 1.100 partner che non si limitano a rivendere i suoi prodotti, ma li personalizzano e li adattano.

LA STORIA CONTINUA

Questo è un mercato dove i prodotti abbondano, ma le buone soluzioni sono molto più rare. Con una storia talmente lunga alle spalle e una reputazione tanto solida in un settore così specifico, è inevitabile correre il rischio di dare per scontata la forte tradizione della software house lodigiana e di credere che ogni incontro con il top management dell’azienda servirà solo a ribadire due primati ben noti: Zucchetti come leader in Italia sia di soluzioni gestionali per la piccola e media impresa sia di soluzioni per professionisti. Ma ogni volta quel rischio viene evitato, perché l’universo Zucchetti è fatto di tante cose nuove da raccontare. Zucchetti inventa e produce un sacco di prodotti che non hanno nulla a che fare con fatture, tasse e stipendi, perché ormai da tempo vanta una presenza di rilievo nelle grandi aziende e in diverse nazioni estere. «Ci capita sempre più spesso – esordisce Cristina Zucchetti, presidente del Gruppo – di suscitare la sorpresa di blasonatissimi concorrenti che non si aspettano di trovarci tra i partecipanti di gare per la fornitura di soluzioni destinate a clienti importanti, per progetti molto ambiziosi. Forse, è il caso di raccontare meglio non solo ciò che siamo diventati, in Italia, ma anche oltre confine».

COMPANY PORTRAIT

Il ritratto che Cristina, il fratello Alessandro e gli altri manager Zucchetti tracciano della loro azienda è molto più diversificato rispetto a quello, veritiero ma incompleto, formatosi in seguito al successo maturato tra decine di migliaia di utenti delle sue soluzioni più “tradizionali”. Anche quest’ultimo aggettivo – del resto – è riduttivo e stride non poco con il livello tecnologico d’avanguardia che secondo uno dei due vicepresidenti e responsabile dell’intera area gestionale Giorgio Mini, il Gruppo ha raggiunto con l’introduzione della piattaforma Infinity: un ambiente di sviluppo che ha reso possibile la trasformazione del software e dei servizi Zucchetti in ottica cloud. Con i tool di sviluppo Infinity – sia presso Zucchetti sia presso i partner – lavorano ogni giorno più di tremila persone e provando a sommare la mole dei dati di natura fiscale e contributiva trattati dagli applicativi Zucchetti, si arriva a cifre degne di una realtà molto più grande di quanto ci si possa immaginare. Ogni mese, il software “con la Z” sforna complessivamente 4 milioni e trecentomila cedolini paghe, e ogni anno compila oltre 4 milioni di dichiarazioni 730. Pur avendo preso le mosse da un mercato di riferimento costituito fondamentalmente da aziende di piccole e medie dimensioni, ora il Gruppo parla direttamente anche con interlocutori di alto calibro e allarga la sua presenza estera in diversi segmenti, localizzando i vari prodotti compresi i software gestionali, come spiega Alessandro Zucchetti, presidente di Zucchetti spa e convinto sostenitore dei continui investimenti del Gruppo. L’allargamento degli orizzonti avviene anche attraverso la diversificazione. Quella di maggior impatto riguarda un comparto per certi versi affine alla cultura del software per paghe e contributi, ma di portata ben più ambiziosa come le soluzioni HR, dove il software finisce per interagire strettamente con la realtà dell’elettromeccanica e della Internet of Things. È qui, con le sue installazioni per il controllo degli accessi e la sicurezza degli impianti destinati ad accogliere eventi sportivi e musicali, che Zucchetti ha firmato le sue migliori storie di successo internazionale. Oggi – precisa Domenico Uggeri, l’altro vicepresidente Zucchetti, responsabile delle linee rivolte alla gestione del personale – dai tornelli Zucchetti passano 70 milioni di spettatori di eventi sportivi e musicali ogni anno. «Molti degli oltre cento stadi che hanno adottato le nostre soluzioni accolgono intere città durante le partite, garantendo l’ordine e la sicurezza di spettatori che generano enormi flussi in ingresso e uscita». La fama del brand Zucchetti è arrivata fino al Golfo Persico, negli stadi del Qatar che tra otto anni ospiteranno il calcio mondiale. La sua espansione internazionale  – però – non si basa solo sulla conquista di nuovi clienti. Nel 2013, per esempio, è stata finalizzata l’acquisizione di una quota di maggioranza di una società svizzera, TcPos, specializzata nelle soluzioni per la gestione dei punti cassa per i mercati dell’hospitality, della ristorazione e del retail”.

 

L’ALTRA ZUCCHETTI

L’espansione geografica e la generale maturazione come fornitore di classe corporate non esauriscono le tante scoperte che testimoniano una Zucchetti “altra” e misconosciuta. Tra le sorprese più curiose, ci sono i trentamila robot tagliaerba che partono ogni anno dall’Italia per raggiungere i giardini di molti Paesi del mondo: piccoli dispositivi autonomi che percorrono un appezzamento di prato grazie a sofisticati algoritmi di trattamento delle informazioni sulla posizione e gli ostacoli. Una tecnologia che fatica a inserirsi nel contesto, autorevole e ufficiale, del software per adempimenti fiscali. O no? «Macché – risponde Antonio Grioli, manager informatico di lungo corso e docente di strategia e politica aziendale all’Università Cattolica di Milano e Roma, da sei anni in Zucchetti in veste di presidente del comitato direttivo. Algoritmi simili a quelli che permettono al robot Ambrogio di rasare alla perfezione ogni centimetro quadrato di prato servono per trasportare, senza alcun intervento umano, le scatole che una grande marca del fashion made in Italy deve smistare dalle linee di produzione agli autocarri che effettuano le consegne ai distributori». Con i robot trasportatori, il cliente di Zucchetti ha potuto ottenere una forte razionalizzazione dei costi e un aumento dell’efficienza, abbattendo le percentuali di errori di spedizione grazie a un efficiente sistema di controllo.

Per raccontare il 2013 di Zucchetti, i suoi successi e i risvolti inediti che riguardano un gruppo con oltre duemila e 500 dipendenti che chiuderà l’anno con un fatturato intorno ai 300 milioni, contro i 285 del 2012, Grioli parte da lontano, con un inquadramento degno di un docente di strategia e politica aziendale. «L’industria informatica vive ormai la sua terza stagione. Inizialmente, la tecnologia veniva identificata con la capacità di svolgere automaticamente e più velocemente le stesse attività che prima venivano svolte a mano». È un’epoca che parte dai grandi elaboratori per concludersi agli albori della micro-informatica, alimentata soprattutto dallo sviluppo delle prime architetture hardware. «Zucchetti – prosegue Grioli – nasce nella seconda fase, caratterizzata da un hardware più snello e distribuito, dal grande successo di piattaforme aziendali come AS/400». L’obiettivo è ancora una volta affiancare il lavoro umano, consentendo di fare – più o meno – le stesse cose, ma molto meglio e con più efficienza. «L’azienda diventa un componente dell’ecosistema economico e informatico, ma il fattore abilitante è il software applicativo. Nella terza fase – a partire dal terzo millennio – si impone il concetto di informatica come servizio, di tecnologia come strumento di identificazione e applicazione del vantaggio competitivo di ogni impresa».

L’industria cambia e il software applicativo diventa fondamentale. C’è – però – secondo Grioli, una grande differenza: «Le multinazionali che hanno dominato le prime due epoche – prima attraverso l’hardware e poi con gli applicativi che servivano per vendere i computer, dettando legge sul mercato – hanno perso molta della loro centralità, lasciandosi dietro un vuoto che, in particolare in Italia, ha avuto anche effetti negativi, mettendo in difficoltà le reti distributive e molte delle aziende che erano state loro clienti». Nei momenti di svolta, quando si è dovuti passare da un’era tecnologica all’altra – le realtà locali – che erano legate ai trend segnati dalle multinazionali dell’informatica – hanno sofferto pesantemente. Il fenomeno è stato ancora più marcato dall’ingresso nella terza fase, quella dei servizi, caratterizzata da una forte banalizzazione dell’hardware. «Il successo di Zucchetti poggia su queste considerazioni e in particolare sulla centralità del software applicativo erogato con nuove modalità di servizio» – afferma Grioli. «Noi da sempre scommettiamo sui nostri clienti e da sempre sviluppiamo ciò che a loro serve piuttosto che forzarli ad acquistare ciò che pensiamo serva loro».

MYSTIC SOFTWARE

Ancora oggi, Zucchetti riesce a cavalcare un modello che si è rivelato vincente fin dall’inizio. Ascoltare i clienti, acquisire il controllo della tecnologia e metterla al servizio delle vere necessità degli utenti, senza perderne di vista l’evoluzione, ma preoccupandosi di integrarla nei suoi prodotti al momento giusto: «Puoi avere il software più bello e avanzato del mondo, ma se lo rendi disponibile quando i clienti non sono neppure in grado di capirlo, sei fritto». Insomma, proponendo le soluzioni giuste al momento giusto, Zucchetti è riuscita a evitare gli errori commessi da molti vendor che hanno interpretato la tecnologia in una chiave quasi mistica, come se il software potesse diventare un valore fine a se stesso, non asservito alle necessità di chi lo utilizza. In questo approccio industriale, autenticamente customer-centric, si cela il primo segreto di una software house che in anni come questi riesce a incrementare il suo fatturato. «In completa controtendenza rispetto al resto del settore – ricorda a questo punto Cristina Zucchetti, il riferimento del gruppo per le questioni relative alle risorse umane – Zucchetti non ha mai smesso di assumere. A conti fatti, in azienda entra una nuova risorsa ogni tre giorni». Non è una crescita occupazionale viziata da percentuali di turn-over che altrove – tra licenziamenti e invecchiamento – possono essere molto elevati. In Zucchetti, ogni nuovo assunto gode di un percorso di stabilità e crescita che distingue nettamente questa realtà dalle altre. Il primo inquadramento è quello del contratto di formazione-lavoro, ma i tassi di riconferma e di assunzione a tempo determinato sono vicini al 100%. «Considerando l’età media piuttosto bassa dei nostri collaboratori, non sono molti quelli che vanno in pensione». Le dimensioni aziendali di Zucchetti, in altre parole, crescono stabilmente, accelerando più di altri nei momenti congiunturali più felici ed evitando i segni “meno” nelle fasi di negatività più marcata. «Il discorso non è puramente quantitativo» – fa notare Cristina Zucchetti. «L’obiettivo è sempre quello di valorizzare al massimo le risorse umane, garantendo loro formazione di alto livello, anche attraverso collaborazioni come quella che abbiamo instaurato con diverse università e consentendo a tutti i dipendenti di perseguire i propri interessi, suggerire idee nuove, assumere nuovi incarichi e responsabilità». 

STRATEGIA INDUSTRIALE

La strategia industriale che Zucchetti applica allo sviluppo del suo software e delle sue offerte integrate è da sempre una felice combinazione di intuizione, autonomia d’impresa, capacità realizzativa, forza finanziaria e controllo strategico. Tutto sempre finalizzato a convertire in soluzioni competitive la domanda espressa dai clienti finali e dai partner. «Questo approccio – sostiene Grioli – spiega la nostra capacità di dare contenuti e vantaggi competitivi a un’offerta cloud che di solito, per i nostri competitor si limita a mera infrastruttura. Un’altra caratteristica tipicamente industriale è la tendenza al riuso, al rimettersi continuamente in discussione per inventare cose nuove partendo dal pre-esistente». In questo modo, la tecnologia messa a punto per un robot tagliaerba diventa la base tecnologica di un’avanzata soluzione di gestione automatica dei magazzini, della logistica, dell’automazione delle lavanderie di grandi alberghi e ospedali. E ancora, il tornello di accesso offre lo spunto per sviluppare soluzioni integrate di sicurezza e videosorveglianza che accompagnano i tifosi, dopo che sono entrati nello stadio. La recente acquisizione di TcPos, società leader internazionale nel settore del vending, è già diventata un laboratorio di idee sinergiche, in cui combinare gli elementi di offerta nei settori delle paghe, della gestione del personale e del controllo accessi, per aggiungere funzionalità e inventare nuove soluzioni.

«Tutto questo – spiega Grioli – non si improvvisa né si può pensare di svilupparlo da qualche parte del mondo per tutti. Si deve investire continuamente in ricerca, ascoltare sempre la voce del cliente e, anche nelle acquisizioni, privilegiare la qualità dell’offerta e svilupparla in sinergia con le altre soluzioni esistenti. Mai, come spesso accade, acquisire solo per incrementare il fatturato, comperare portafogli di clienti o prodotti o, peggio, per liberarsi di un concorrente. Noi in Zucchetti le acquisizioni le chiamiamo investimenti».

DIVERSIFICARE E STUPIRE

Ascoltando il racconto di Giorgio Mini, il manager che presidia l’area delle soluzioni per aziende in ambito Erp, non è difficile intuire che Zucchetti è in grado di diversificare e stupire anche nel segmento che continua a rappresentare il suo zoccolo duro di attività. «I contenuti giusti per attaccare anche la fascia più elevata del mercato, li abbiamo sempre avuti» – afferma Giorgio Mini. «Anzi, presso un certo tipo di clientela, eravamo carenti dal punto di vista della reputazione, dello standing. Oggi, come sottolineava Cristina, non è più così. Da un lato abbiamo acquisito molta più visibilità, dall’altro nei segmenti elevati i clienti percepiscono la nostra offerta come più vantaggiosa e conveniente. L’investimento fatto in un’azienda come TcPos è motivata anche in funzione della crescita che un operatore già presente sui mercati internazionali può restituirci sia in termini di opportunità sia di sinergie».

Secondo Mini, le ultime novità che riguardano l’offerta gestionale sono orizzontali e basate su un completo rinnovamento tecnologico. «Non abbiamo scelto la strada della revisione o della semplice riedizione, ma abbiamo voluto arricchire tutte le nostre suite di funzioni che rispondono a tematiche che vanno oltre il tradizionale ambito dell’Erp, che oggi interessa comunque una base installata di 60mila aziende». L’offerta “core” Zucchetti ha saputo estendersi anche agli aspetti del Crm, del business process management, del document management, della collaboration e del commercio elettronico. Per completare questa vision di arricchimento funzionale, Zucchetti ha recentemente affrontato anche il tema della combinazione tra software applicativo e comunicazione convergente, sposando l’integrazione della tecnologia VoIp all’interno delle proprie suite. Si tratta di uno sposalizio tra software gestionale e telefonia che consente agli utilizzatori di soluzioni Zucchetti, all’interno di aziende e piccoli uffici, di implementare anche veri e propri centralini software based, offrendo un’interessante opportunità di risparmio e razionalizzazione. «Il Gruppo – spiega ancora Mini – ha creato un brand autonomo, Zucchetti Communication, per dar vita a una piattaforma di comunicazione unificata (Infinity Communication) che, al posto delle consuete transazioni sui dati gestionali, implementa gli algoritmi per il controllo di flussi telefonici in uscita e in ingresso, attraverso “softphone” aperti sul video del pc e terminali telefonici fisici. La comunicazione integrata comprende anche una serie di funzioni di messaggistica che puntano a rendere più fluido e produttivo il lavoro svolto dagli applicativi gestionali».

EVOLUZIONE MOBILE

Dopo la telefonia, l’evoluzione naturale sta per portare la gamma degli otto prodotti gestionali Zucchetti, dai più semplici ai più completi, nella sfera della mobilità che caratterizza sempre di più il lavoro d’ufficio e i processi di business. «Le nostre nuove mobile solutions – dice Mini – sono il frutto di una strategia che non si limita allo sviluppo di soluzioni applicative, ma presuppone l’esistenza di un vero e proprio framework di riferimento, di un ambiente di sviluppo che – oggi – ci consente di articolare in ambito mobile le funzionalità e le interfacce. Anche partendo da solide basi non è una sfida facile. Oggi, costruire applicativi mobili significa compatibilità con sistemi operativi diversi e con diversi produttori di hardware. Nel nostro ecosistema di partner e sviluppatori significa pure rendere possibile la programmazione di applicativi su questi strumenti anche alle persone che in precedenza hanno lavorato sulla piattaforma pc». La risposta di Zucchetti passa per una ulteriore crescita della tecnologia SitePainter, interamente realizzata dal gruppo di ricerca e sviluppo Zucchetti, che dopo aver affrontato la sfida delle web application diventa ora uno strumento capace di progettare e implementare le mobile app più avanzate, sfruttando gli standard, Html5, Javascript e quant’altro, che accumunano dispositivi e sistemi operativi mobili. Un altro problema, sottolinea il responsabile del settore gestionale Zucchetti, consiste poi nell’assicurare l’integrità delle informazioni che fluiscono da e verso gli applicativi “a tutto tondo” che girano in azienda da app mobili che di solito rappresentano solo dei sottoinsiemi di funzioni e dati. «In gergo, si parla di sincronizzazione» – precisa Mini. «Ebbene, questa sincronizzazione non deve essere garantita dall’esterno, sviluppando appositi engine che verificano la coerenza dei dati, ma è lo stesso ambiente di sviluppo SitePainter a fare in modo che le app siano sempre sincronizzate con gli applicativi aziendali». 

UN GRANDE BALZO IN AVANTI

L’ultima generazione di prodotti basati sulla piattaforma Infinity ha permesso a Zucchetti – da sempre capace di assicurare un equilibrio ottimale tra elevata qualità del software e ridotta marginalità tipica del mercato della clientela Pmi – di compiere un importante balzo in avanti in termini di robustezza delle applicazioni e autorevolezza sul mercato. «Ecco perché siamo presi in considerazione da clienti che in passato non guardavano a Zucchetti come a un interlocutore naturale. Negli ultimi anni, abbiamo rilevato un grosso spostamento verso l’alto del nostro mercato, anche perché se una certa tipologia di prodotti è una commodity nella parte bassa del mercato, nella fascia medio-alta con le nostre soluzioni più avanzate diventiamo estremamente competitivi e le marginalità sono molto alte». Oggi, Zucchetti finisce nelle top selection di gare bandite da aziende molto grandi e porta a casa molte vittorie. Un caso recente è rappresentato dalla commessa da ottomila cedolini paga per il gruppo cantieristico Cmc, che ha preferito Zucchetti ai big del software per le risorse umane. Nel segmento Erp, il brand lodigiano si è imposto presso clienti del calibro di Conad Centro Nord, Lottomatica, Patronato Inca Cgil, Università Campus Biomedico di Roma, Vodafone.

L’adattabilità della tecnologia Infinity è un fattore importante anche per assicurare continuità in un punto essenziale della strategia Zucchetti: il rapporto con le numerose entità che su scala locale si interfacciano con tantissime realtà imprenditoriali che vogliono risposte molto specifiche alle loro esigenze. Sviluppando software customizzato, gli oltre 1.100 partner di Zucchetti hanno l’opportunità di contrastare la pressione verso il basso che inevitabilmente preme sui margini relativi alle licenze sui prodotti Erp delle grandi multinazionali.

VISIONE FUNZIONALE

La tradizionale attenzione nei confronti dei professionisti è ancora parte del codice genetico di Zucchetti. Una familiarità che, secondo Domenico Uggeri, trova una conferma nel recente annuncio di una soluzione pensata per consentire ai consulenti del lavoro (un mercato potenziale di 25mila studi professionali che si aggiungono ai 45mila commercialisti italiani) di erogare servizi dell’intera gamma di problematiche affrontate in campo HR. «Una offerta del tutto unica su questo mercato» – sottolinea Uggeri. «Offerta che Zucchetti è in grado di mettere a disposizione dei suoi clienti consolidati e prospect proprio in virtù di un passaggio portato a compimento: quello che dal singolo applicativo paghe ha consentito di entrare nel ristretto novero di fornitori delle piattaforme software utilizzate per coprire l’ormai articolata catena di processi afferenti alla gestione delle risorse umane, dal momento in cui queste vengono selezionate, assunte e seguite nel corso evolutivo delle loro rispettive carriere». Anche in questo caso, l’evoluzione tecnologica ha determinato un corrispondente aumento di autorevolezza e standing, che si è tradotto per Zucchetti in una serie di importanti contratti firmati da clienti come Axa Assicurazioni, Banca Popolare di Milano, Fininvest, Snai, Toyota Motor Italia… Con la nuova suite HR orientata ai professionisti, Zucchetti ha compiuto un percorso inverso, partendo da una soluzione che si è imposta nella parte alta del mercato e adattandola in chiave SaaS alle esigenze di una clientela di dimensioni più contenute. Un altro aspetto citato da Uggeri è il forte orientamento dei clienti Zucchetti verso mercati più ampi, italiani ed esteri. «Per soddisfare anche questa nuova necessità è nata la soluzione ZTravel: una nuova soluzione per il travel planning rivolto espressamente ai collaboratori delle aziende che devono gestire le loro trasferte all’estero». Il software Zucchetti permette di realizzare sistemi di self-booking attraverso un’interfaccia che oltre agli aspetti propri della prenotazione e della rendicontazione delle spese di viaggio, tiene sotto controllo i periodi dell’anno e gli eventi che possono influire sui costi degli alberghi e degli spostamenti, in modo da ottimizzare tempi e costi di prenotazione. «Sono aspetti che un tempo erano trascurati, ma – oggi – c’è sempre più coscienza dell’importanza di ottimizzare le spese viaggio» – osserva Uggeri. «Con ZTravel siamo stati ancora una volta anticipatori, inserendo in un unico prodotto le funzioni che servono alle aziende di un certo tipo per gestire in piena autonomia la propria travel policy, con aumenti di efficienza, maggiore controllo e risparmi economici».

Anche la sicurezza è un “lievito” che Zucchetti usa per dare sempre maggior valore alle soluzioni per la gestione delle risorse umane. L’ambito della sicurezza sul posto di lavoro è una delle direzioni più promettenti su cui puntare, perché da un lato l’aspetto normativo è molto complesso e può avvalersi di validi strumenti di autocontrollo, dall’altro le policy per la sicurezza in ambienti potenzialmente a rischio, come i cantieri, i laboratori, le fabbriche, prevedono una fase di implementazione e rispetto delle regole in cui il software e l’automazione Zucchetti possono fare la differenza. «La nostra soluzione per la sicurezza dell’ambiente lavorativo per esempio è in grado di automatizzare i momenti in cui, prima dell’accesso a un’area pericolosa, occorre verificare che gli operatori indossino gli indumenti e gli accessori protettivi prescritti dalle normative. Se il controllo dà esito negativo, il sistema che regola gli accessi non autorizza il passaggio. Al momento, Zucchetti è l’unico fornitore in grado di dare simili livelli di integrazione» – afferma Domenico Uggeri.

Al tema della sicurezza si è poi recentemente aggiunto quello dell’efficienza e risparmio energetico, un’area di notevole interesse che Zucchetti ha cominciato a esplorare poco più di un anno fa. Tanto è bastato per riuscire ad annunciare un nuovo prodotto, Zucchetti Energy Management (ZEM), che attraverso una serie di sensori installati nei luoghi di lavoro e produzione, permette di misurare non solo i consumi di macchine, dispositivi e sistemi, ma anche alcuni valori ambientali come l’emissione di fumi, e/o parametri che Uggeri definisce di «comfort», come la temperatura fissata dall’impianto di condizionamento. L’obiettivo è avere sempre un ambiente di lavoro in condizioni ottimali e individuare le fonti di consumo energetico eccessivo, per consentire eventuali interventi di efficientamento e risparmio. «Una soluzione innovativa in tutti i sensi – dice Uggeri – perché ZEM viene proposto come servizio gestibile attraverso il nostro data center. Il cliente si limita a installare i sensori necessari e la gestione avviene direttamente via web».

 

LA FORZA DEL GRUPPO

Le integrazioni e le estensioni dei prodotti HR Zucchetti – però – non si fermano qui. A testimonianza della grande capacità di innovazione e diversificazione del Gruppo e della sua moderna chiave interpretativa del tradizionale concetto di software gestionale – insieme a Edenred – Zucchetti sta cambiando il mondo dei buoni pasto. Nasce così il buono pasto elettronico del marchio Ticket Restaurant – strumento ancora poco diffuso ma in forte espansione – integrato con l’unico badge aziendale per la rilevazione presenze e il controllo degli accessi. La tecnologia delle smart card è al centro di altre soluzioni Zucchetti per badge aziendali, come il prodotto che dematerializza la corposa documentazione cartacea fornita dalle aziende ai neoassunti e consente di utilizzare una vera firma elettronica avanzata, strumento di autenticazione digitale con valore legale. Come si può spiegare una simile carica innovativa in una azienda di software che è nata e cresciuta in un comparto, quello della contabilità tributaria e fiscale, non certo noto per la sua spumeggiante fantasia? È una domanda che lo stesso Alessandro Zucchetti si è posto ripetutamente. «Il fatto che tanti nostri collaboratori propongano cose nuove e innovative, mi ha sempre sorpreso. Che cosa li spinge a essere tanto propositivi, sapendo tra l’altro che in questo modo dovranno sicuramente lavorare di più e avere maggiori responsabilità? Forse, dare spazio e incoraggiare la creatività, che spesso altrove – nel nostro mercato – tende a essere negata, contribuisce a creare commitment e a non perdere mai di vista gli obiettivi. In Zucchetti abbiamo sempre percepito e favorito l’entusiasmo che incoraggia l’invenzione».

La voglia di produrre cose nuove è tanto più sorprendente in un’azienda a conduzione famigliare, un modello ricorrente nel tessuto industriale italiano, che certo contribuisce a dare continuità, ad accumulare esperienze, ma che molto spesso entra in crisi proprio nei momenti di passaggio generazionale. «Zucchetti è una azienda di famiglia, ma tutto viene sempre condiviso – riconosce Alessandro – senza ingerenza della proprietà nelle decisioni del management. A parole sembra molto banale, nella pratica non è mai facile. Per fortuna, è il concetto che ci ha instillato sempre mio padre, continuamente attento alla scelta e alla cura delle persone. Credo di poter dire che ha gestito il passaggio generazionale ben prima che arrivasse il momento».

SUPERARE I CONFINI

Per il giovane presidente di Zucchetti spa, bocconiano di formazione, la vera sfida – oggi – si chiama internazionalizzazione, uno sbocco inevitabile per un’azienda che sul mercato italiano ha raggiunto una posizione dominante, sicuramente invidiabile, ma anche segno di potenziale saturazione. «Andare all’estero con prodotti localizzati non è un’impresa facile – dice Alessandro Zucchetti – ma la crescita sui mercati internazionali è un obiettivo che ci siamo dati e i primi risultati si vedono. Da tempo, Zucchetti ha una cinquantina di collaboratori diretti in Romania e una società brasiliana che sviluppa software gestionale e di business intelligence. Cresceremo sempre di più, localizzando i nostri gestionali e cercando i partner migliori in Europa e nel mondo, dove ne abbiamo già duecento. In una prima fase, erano i nostri clienti che ci portavano all’estero con loro – oggi – con l’aiuto dei partner siamo in grado di offrire software a clienti stranieri. In ambiti come il controllo presenze o le applicazioni di Crm, il ticketing e altri servizi, le installazioni oltre confine ci sono e aumenteranno, anche grazie alla sinergia con alcune società acquisite».

Forse, è anche per riuscire a guardare ancora più lontano che Zucchetti ha rilevato nella sua città di origine la costruzione più alta: un immobile costruito diversi decenni fa, che servirà a ospitare circa un quarto delle mille e 200 persone che a Lodi – oggi – lavorano in tante sedi diverse. L’edificio, che ora non è un modello di estetica ed era destinato alla distruzione, sarà trasformato radicalmente da Zucchetti in un palazzo avanzato, moderno e soprattutto ecosostenibile.

foto di Lorenzo Ceva Valla

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