Information Builders – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:04:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Information Builders – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Quando “i dati sono denaro”: la via di Information Builders all’analisi avanzata https://www.datamanager.it/2015/11/quando-i-dati-sono-denaro-la-via-di-information-builders-allanalisi-avanzata/ Fri, 06 Nov 2015 08:30:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87791 Come “fare i soldi” con i Big Data e gli analytics avanzati. Questo il tema di fondo dell’evento organizzato da Information Builders, “una delle più grandi aziende private indipendenti nel settore del software”, per presentare le proprie soluzioni. Alessandro Rezzani, Senior Consultant BI Data Mining e docente alla Bocconi, ha parlato della creazione di valore […]

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Come “fare i soldi” con i Big Data e gli analytics avanzati. Questo il tema di fondo dell’evento organizzato da Information Builders, “una delle più grandi aziende private indipendenti nel settore del software”, per presentare le proprie soluzioni.

Alessandro Rezzani, Senior Consultant BI Data Mining e docente alla Bocconi, ha parlato della creazione di valore con le architetture Big Data. Le opportunità – e criticità – dei grandi volumi di dati possono essere viste sotto l’aspetto business, finanziario e tecnologico. “Se usati con profitto, i Big Data possono costituire un vantaggio competitivo, che a sua volta si traduce in maggiori ricavi e ottimizzazione dei costi per le aziende, a patto però di avere le tecnologie giuste per analizzarli e soprattutto di gestire la qualità dei dati e le skill delle risorse umane che se ne occupano”. Le opportunità vanno dal cross selling al marketing geolocalizzato al CRM, al fraud detection (caso tipico quello delle assicurazioni) all’Internet of Things. L’aspetto tecnologico è fondamentale per estrarre valore aziendale dal diluvio di informazioni che ogni giorno si generano anche a causa dei social media e dell’utilizzo in mobilità dei device.

“Tra le piattaforme più importanti c’è senza dubbio Hadoop, che non è un singolo software ma piuttosto un ecosistema”, ha sottolineato Rezzani. Le principali caratteristiche di Hadoop sono il sistema di calcolo distribuito e il fatto di essere open-source, fault tolerant e scalabile. “In questa fase dell’evoluzione dell’IT, si tratta di passare da una BI di tipo tradizionale a un sistema come quello di Hadoop, che comprende più fonti dati, un data lake e strumenti di analisi avanzata”. Andrea Cassini, Senior Technical Manager di Information Builders, ha invece illustrato numeri e attività della compagnia, che quest’anno festeggia 40 anni. Fondata a New York nel 1975, conta 50 uffici in tutto il mondo, 1.600 dipendenti e quasi 10.000 clienti diretti. Le linee di business comprendono la BI e gli analytics con la soluzione WebFocus, la data integration con iWay e la data integrity con iWay Data Quality & MDM. Oltre a questo, l’azienda offre una gamma di servizi professionali che va dalla consulenza all’education al customer support.

“La nostra ricetta per trasformare i dati in valore di business è focalizzata sulle tre ‘I’ di integration, integrity e intelligence”. Integrazione dai sistemi legacy ai Big Data, integrity dal data profiling alla pulizia dei dati al master data management, infine intelligence dai sistemi di predictive analytics alla data discovery, dalle dashboard alla social intelligence. “Vogliamo offrire una BI self service alla portata di tutti, ma su misura per le esigenze di ciascuno. Da qui le nostre soluzioni di InfoDiscovery per gli utenti analisti e le InfoApps pensate invece per gli utenti business. In questo modo possiamo operationalizzare gli insight e aiutare i clienti a monetizzare sulle informazioni”. La piattaforma di Information Builders è una soluzione “completa, integrata e garantisce scalabilità e sicurezza”, oltre a un basso TCO – Total Cost of Ownership. Massimiliano Crocetti, Senior Pre-sales di Information Builders ha infine parlato di come sia davvero possibile “fare soldi” con i Big Data e gli smart analytics, parlando di casi reali di successo in cui le soluzioni dell’azienda sono state utilizzate per ridurre gli sprechi e massimizzare i vantaggi, da Ford a Gruppo Hillman a Yellow Pages.

“In cima alla lista delle barriere al successo degli analytics e degli strumenti di BI ci sono un ritorno incerto sugli investimenti e risultati non all’altezza delle aspettative. Il miglior modo di monetizzare sui dati consiste però nel dare la possibilità agli utenti di utilizzare più strumenti di analisi self service”. Tra tutti gli utenti aziendali, una larga maggioranza (il 70-80% circa) sono classificati come “analytical amateurs”, mentre solo il 10% sono professional dell’analisi dei dati. “La nostra mission aziendale consiste nel dare a tutti la possibilità – dai manager ai dipendenti, dai partner ai clienti – di prendere decisioni migliori da dati migliori. Il nostro software stack permette di generare conoscenze e creare opportunità di monetizzazione dei dati. Gli utenti operationali hanno bisogno di InfoApps, non di tool pensati invece per gli utenti esperti”, ha concluso Crocetti.

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Summit 2014: Intelligence For Everyone @ Information Builders https://www.datamanager.it/news/dati-utili-57436.html Wed, 25 Jun 2014 08:58:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/summit-2014-intelligence-for-everyone-information-builders/ Information Builders presenta a Milano la nuova frontiera della predictive analytics, con un arsenale di tecnologie e servizi per la valorizzazione di big data nell’era della mobilità e di Internet delle cose Una straordinaria opportunità per tutte le aziende e per l’ecosistema dei clienti e dei partner. L'”economia dell’informazione” che sta nascendo intorno a fenomeni […]

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Information Builders presenta a Milano la nuova frontiera della predictive analytics, con un arsenale di tecnologie e servizi per la valorizzazione di big data nell’era della mobilità e di Internet delle cose

Una straordinaria opportunità per tutte le aziende e per l’ecosistema dei clienti e dei partner. L'”economia dell’informazione” che sta nascendo intorno a fenomeni come la mobilità, i social network e la Internet delle cose, con la conseguente esplosione dei dati (spesso non strutturati) disponibili, sta già portando all’invenzione di prodotti e servizi del tutto nuovi, a nuove fonti di fatturato dalle linee di business esistenti, a decisioni più rapide, a miglioramenti dei livelli di efficienza, fidelizzazione, a nuove professionalità. Attenti però – avverte lo specialista di soluzioni di “analytics” Information Builders – alle “tre I” del corretto approccio a big data: integrazione delle fonti, integrità dei dati e intelligenza nell’identificare il dato che conta.

Videointervista a Luciano Laurita, Responsabile Settore Web e Nuove tecnologie  di Az Info

In collaborazione con i clienti e la sua rete di partner, elemento fondamentale di una nuova strategia commerciale orientata alla verticalizzazione e alla consulenza, Information Builders ha organizzato a Milano una giornata dedicata al dato e alla sua valorizzazione. Con quasi quarant’anni di esperienza nel mercato della business intelligence, il provider americano ha assistito come tutti agli straordinari cambiamenti avvenuti negli ultimi anni, dopo il radicale aumento del numero di dispositivi capaci di generare informazioni digitali e l’avvento della mobilità. Introducendo il tema della “monetizzazione” del dato, Carlo Vercellis, docente del Politecnico di Milano, ha ricordato che in un solo anno, dal 2012 al 2013, il volume di dati immagazzinati nei server di tutto il mondo è passato da 2,8 a 4,8 zettabyte e che da qui a cinque anni si prevede di superare la soglia dei 35 zettabyte. «Uno zettabyte equivale a un milione di petabyte, che a sua volta rappresenta ottanta milioni di cassetti zeppi di fogli densamente scritti». Vercellis caratterizza il fenomeno di big data come una rivoluzione che non riguarda semplicemente i volumi, ma soprattutto le modalità di immagazzinamento e fruizione dell’informazione in azienda. «Big data non è più un singolo data warehouse di dati storici, ma un insieme eterogeno di dati che cambiano in tempo reale e provengono da una miriade di fonti “social” esterne».

Videointervista a Giuseppe Coiro, Responsabile Sviluppo IT Sistemi Direzionali di Banca Popolare di Bari

Questa massa di dati oggi può fare la differenza in termini di successo e competitività, anche per realtà aziendali molto piccole. Per Sylvain Pavlowski, responsabile vendite di Information Builders EMEA, è la promessa della “Intelligence for everyone” e richiede una profonda trasformazione in chiave analitica di tutta l’organizzazione aziendale. Information Builders aiuta i clienti a generare nuovo valore e ottimizzare la struttura di costi, attraverso la capacità di estendere a tutti la base informativa necessaria per prendere decisioni più rapide ed efficaci». La vera scommessa della nuova business intelligence nasce dalla potenza degli strumenti di analisi predittivi e di “data discovery”, unita a interfacce che rendono possibile una ampia condivisione dell’informazione estratta dai dati grezzi. «È fondamentale integrare informazioni interne ed esterne, ha detto Pavlowski, fornendo uno strumento predittivo che non riguardi solo il “data specialist” ma possa servire a tutti, clienti compresi».

Videointervista a Alain Biancardi, Managing Director Information Builders Francia, Italia, Belgio e Lussemburgo e Sylvain Pavlowski, senior Vice President Sales EMEA, Information Builders

I quattro ingredienti della ricetta del predictive analytics secondo Integration Builders sono una piattaforma integrata su cui far convergere ogni possibile fonte di dati, la creazione di vere e proprie “info app” altamente personalizzabili, una robusta capacità di trattamento analitico e infine un approccio real-time ed event-driven che possa chiudere il cerchio che unisce l’ascolto dei dati, la decisione, le azioni sul mercato e le nuove informazioni che queste azioni determineranno. Michael Corcoran, chief marketing officer a livello globale, ha poi ricordato le novità che riguardano le due linee d’offerta principali di Information Builders, l’ambiente di integrazione e data asset management iWay e la piattaforma di intelligence WebFocus. «Oltre al nuovo iWay Sentinel per il monitoraggio dello stato di salute dei server e della loro gestione, sono stati introdotti nuovi adattatori che estendono il supporto di ogni tipo di database relazionale e in-memory» ha detto Corcoran. L’ambiente WebFocus è stato potenziato con strumenti per lo sviluppo delle info app e con SkyBox, un servizio cloud based per la sperimentazione delle app analitiche.

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Information Builders nomina un Vicepresidente per l’area Vendite in Europa https://www.datamanager.it/news/information-builders-nomina-un-vicepresidente-l-area-vendite-europa-53949.html Thu, 20 Feb 2014 14:31:29 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/information-builders-nomina-un-vicepresidente-per-larea-vendite-in-europa/ Con la nomina di Sylvain Pavlowski, la software company americana aspira a una maggiore crescita in Europa dopo la recente apertura del nuovo headquarter

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Con la nomina di Sylvain Pavlowski, la software company americana aspira a una maggiore crescita in Europa dopo la recente apertura del nuovo headquarter

Information Builders, azienda leader nelle soluzioni di Business Intelligence (BI) and Analytics, Information Integrity e Integration annuncia la nomina di Sylvain Pavlowsky in qualità di Vicepresidente Senior per l’area Sales in Europa.

Nel suo nuovo ruolo, Sylvain eseguirà il piano di crescita delle sussidiarie europee di Information Builders al fianco dei diversi team esecutivi. Sarà inoltre responsabile di promuovere e accelerare l’acquisizione di nuovi clienti, consolidare le relazioni con i clienti esistenti e rafforzare il posizionamento del brand nel mercato europeo.

Sylvain apporta un notevole valore al business di Information Builders, con oltre 20 anni di esperienza nella gestione di aziende statunitensi che hanno vissuto una rapida crescita in EMEA. Prima di entrare in Information Builders, Sylvain ha lavorato sei anni presso Tibco/Spotfire come vice presidente per l’EMEA, dove ha registrato importanti successi.

David Small, vice presidente senior per l’area International di Information Builders ha dato a Sylvain il suo benvenuto al management team Europa: “La sua rinomata reputazione nell’accelerare il processo di crescita, insieme alla sua comprovata capacità di definire strategie commerciali e politiche di penetrazione nel mercato, gli conferiscono un notevole valore aggiunto che contribuirà senza dubbio alla nostra espansione in tutta Europa”.

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Cogliere la ripresa con gli analytics https://www.datamanager.it/rivista/cogliere-la-ripresa-con-gli-analytics-53183.html Mon, 17 Feb 2014 11:41:46 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/cogliere-la-ripresa-con-gli-analytics/ Investire negli analytics per cogliere le opportunità di ripresa che offre il mercato. È quello che stanno facendo tante aziende, piccole e grandi. Lo confermano non solo i dati degli analisti e il parere dei vendor più quotati, ma anche i casi delle aziende utenti di successo Per uscire dalla crisi, le aziende italiane devono […]

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Investire negli analytics per cogliere le opportunità di ripresa che offre il mercato. È quello che stanno facendo tante aziende, piccole e grandi. Lo confermano non solo i dati degli analisti e il parere dei vendor più quotati, ma anche i casi delle aziende utenti di successo

Per uscire dalla crisi, le aziende italiane devono puntare su prodotti e innovazioni ad alto valore aggiunto. L’innovazione è una delle leve gestionali più importanti per mantenere i vantaggi competitivi della propria azienda e per incrementarne la redditività. Molto utili si rivelano gli analytics, visti non come tecnologia, ma come strumento per misurare i processi aziendali, la performance del capitale umano, le dinamiche della domanda, i fattori di rischio e per far individuare sia gli elementi di forza, su cui far leva per allargare il vantaggio competitivo, sia gli elementi di criticità, su cui agire con opportuni interventi correttivi. 

Gli strumenti giusti

Le aziende che riescono ad analizzare al meglio i propri dati hanno a disposizione una fonte di Intelligence con la quale proiettare una fotografia sufficientemente chiara del domani sull’oggi, e in base a essa innovare i propri processi, per essere sempre competitivi sul mercato. Non c’è bisogno solo delle persone giuste, ma anche di sistemi informatici basati su una tecnologia completamente fruibile, efficiente e semplice da usare, in grado di dare quello che serve quando serve. L’uso di strumenti adatti è fondamentale per trovare nuove strade. Senza gli strumenti giusti, l’innovazione fallisce. Secondo uno studio di IDC (www.idc.com), quasi il 50% delle risorse stanziate per lo sviluppo e la commercializzazione dei prodotti sono sprecate. Le aziende di successo – invece – investono nella tecnologia per evolvere il proprio business, per migliorare i propri processi e affrontare così le problematiche legate alla sempre maggiore globalizzazione, alla forte competizione locale e internazionale, a nuove tipologie di clienti più informati ed esigenti, per rispondere al meglio alle opportunità del mercato. Questo fatto è confermato anche da una ricerca condotta, su oltre duemila CIO e decisori IT di aziende piccole e medie in ventuno paesi, dall’istituto Oxford Economics (www.oxfordeconomics.com). Per il 46% delle aziende italiane, e per il 49% delle aziende europee, l’innovazione è lo strumento ideale per il raggiungimento dell’efficienza e il contenimento dei costi. La tecnologia riveste un ruolo fondamentale, anche se il 47% degli intervistati dichiara di investire in innovazione tecnologica solo quando esiste un chiaro ritorno sugli investimenti. Le piccole e medie imprese italiane prevedono entro i prossimi tre anni un consistente incremento nell’utilizzo della tecnologia a servizio del business. Le previsioni di crescita maggiore sono per le soluzioni di business analytics, che passeranno dal 32% al 48% di utilizzo tra le PMI. L’uso dei social media salirà al 36%, (oggi, sono utilizzati dal 28% delle PMI) e aumenterà anche l’adozione di soluzioni cloud, oggi utilizzate dal 33% delle imprese, e destinate a salire al 44%. In aumento, anche l’uso delle tecnologie già ampiamente presenti all’interno delle PMI: i software gestionali, oggi utilizzati nel 47% delle aziende, avranno una crescita del 17% nei prossimi tre anni, e il mobile passerà dal 45% al 48%. Sul fronte dell’utilizzo dei dati a supporto del business, IDC conferma la crescita del mercato degli analytics. Secondo stime aggiornate relative alla componente di Data Access Analysis & Delivery (DAAD) che copre ampiamente la BI, il mercato DAAD si attesta in Italia sopra i 250 milioni di euro, con un tasso di crescita previsto per il 2014 attorno al 4%. Superiore, attorno al 7%, il tasso di crescita previsto per il 2014 nel mercato DAAD nell’Europa Occidentale, che si ferma poco sotto i 6 miliardi di euro.

I benefici degli Analytics

Strumenti informatici sempre aggiornati sono necessari per essere protagonisti nel mercato attuale. «Nel mondo globalizzato – spiega Cristiano Zambabieri, responsabile Customer Service e Servizi a Valore Aggiunto di Rihag (www.rihag.com) – le aziende che operano in settori in profonda trasformazione non possono più fare previsioni affidandosi alla sola capacità umana di analizzare le informazioni disponibili sulla base di uno storico, ma devono dotarsi di strumenti informatici all’avanguardia». Rihag, uno dei player più riconosciuti in Italia per fatturato, gamma e organizzazione nella distribuzione dei componenti per auto, veicoli industriali e trattori, opera da oltre 50 anni sul mercato indipendente dei ricambisti, rettificatori e dei loro riparatori con un tasso di evasione degli ordini, con materiale disponibile in filiale del 92% circa. «Oggi – aggiunge Zambabieri – è fondamentale per Rihag focalizzarsi sulle problematiche distributive per individuare il prodotto giusto da inviare alla filiale giusta. Da qui, la scelta di adottare i business analytics di SAS (www.sas.com/italy) con l’obiettivo di ridurre il tempo di elaborazione e di ingegnerizzare il processo di trattamento analitico e statistico dei dati senza richiedere agli utilizzatori particolari conoscenze informatiche. I miglioramenti della qualità della predizione che abbiamo riscontrato sono dell’ordine del 50-60%. Non solo. È stato possibile creare le condizioni in azienda per diffondere la cultura del dato con un approccio più strutturato all’utilizzo delle informazioni a fini decisionali. Gli analytics hanno aperto nuovi scenari e portato un beneficio significativo sul piano dell’operatività quotidiana: sono stati ridotti di un quarto i tempi per l’elaborazione dei dati, le analisi e la consegna di report. Tempi che ora si misurano in minuti e non più in ore come in passato».

Interessante è l’utilizzo degli analytics per dare valore aggiunto alle analisi dei dati prodotti in azienda dall’utilizzo quotidiano degli ERP, come spiega Angelo Cian, responsabile soluzioni di Business Intelligence di Zucchetti (www.zucchetti.it), che con InfoBusiness ha investito molto sugli analytics. «Fin dal 2009 – racconta Angelo Cian – è iniziata la distribuzione sul mercato di connettori tra gli ERP Zucchetti e InfoBusiness che permettessero analisi a valore aggiunto. Successivamente, sono stati creati modelli di analisi preconfigurati, le InfoBusiness Analytic Applications, con l’obiettivo di valorizzare, tramite un metodo proposto, le informazioni già presenti in azienda. La BI come sola componente tecnologica porta, infatti, al fallimento dei progetti, poiché, se manca la cultura di analisi dei dati basata su metodi precisi, non sussistono le condizioni necessarie per sfruttare appieno l’investimento fatto». Zucchetti, con il know-how e l’esperienza di oltre 95mila clienti, riesce a distinguersi e a fare la differenza in questo ambito, perché la sua soluzione di business intelligence soddisfa diversi target di mercato. Con InfoBusiness, infatti, vengono veicolati connettori integrabili non solo con tutte le soluzioni ERP e HR Zucchetti, ma anche con quelle realizzate da altri fornitori. «Grazie agli IB Connectors – prosegue Cian – è possibile fare un ulteriore passo: oltre a semplificare l’implementazione di una soluzione di BI, si possono ridurre i costi e sfruttare i vantaggi delle Analytic Applications. Con InfoBusiness possono essere veicolate analisi su venduto, marginalità, scontistica, monitoraggio clienti, fornitori e prodotti, analisi di magazzino, cash flow, analisi di bilancio riclassificate e per indici, CRM e molte altre ancora».

In attesa che la ripresa si manifesti davvero, sono importanti le analisi sulla propria organizzazione e sul mercato nel quale si opera. Spazio dunque alla Market Intelligence e alla HR Intelligence, come spiega Gualtiero Bazzana, amministratore delegato di Alten Italia (www.alten.it): «La nostra società utilizza strumenti di analytics in due ambiti: per l’ottimizzazione dei nostri processi interni e, in quanto società di consulenza, per la fornitura di servizi di business intelligence verso i nostri clienti. In entrambi i casi, da diversi anni abbiamo strutturato un “cockpit” ispirato alla metodologia della balanced scorecard con cui monitoriamo i processi ritenuti più importanti per la nostra value proposition». Al di là dei KPI di natura finanziaria, su cui esiste un accurato approccio di gruppo legato anche alle esigenze di reporting richiesto alle aziende quotate in Borsa, come la stessa Alten, particolare enfasi è stata data a due cluster: Market Intelligence e HR Intelligence. I progetti sono portati avanti con il supporto tecnologico dello strumento proprietario BSC – Business Software Control. «Per quanto riguarda la Market Intelligence – chiarisce Bazzana – grazie a una serie di indicatori vengono tracciate le dinamiche della domanda e le performance delle aziende in questo ambito, sia in ambito sales (con particolare attenzione alle attività della forza vendita, alle dinamiche dei clienti acquisiti e alla penetrazione su nuovi account) sia in ambito redditività». Sul lato HR Intelligence, Alten Italia attribuisce grande importanza alla qualità del capitale umano. «Per questo – dice Bazzana – ha varato progetti all’interno della sua organizzazione e ha anche supportato diversi clienti in importanti progetti di Intelligence, per analizzare in modo quantitativo non solo il processo di recruitment, ma anche la composizione dei team e lo sviluppo del personale».

Retail e GDO

In ogni settore di mercato nel quale sono applicati, gli analytics sono in grado di supportare le aziende nello sfruttamento delle opportunità di mercato. Per esempio, questi strumenti si rivelano molto utili nel supporto alle campagne promozionali. «Nell’ambito retail e GDO – spiega Alessia Paganelli, Marketing & Communications di Information Builders (www.informationbuilders.it) – le campagne promozionali sono uno strumento tattico per la correzione del flusso delle vendite nel breve periodo. Numerosi player hanno un approccio sempre piú customer-focused, non solo sui clienti con un elevato shared of wallet, ma anche su cluster di clienti con minore frequenza di acquisto, proponendo operazioni di micro e nano marketing rivolte alla fidelizzazione degli stessi. Per realizzare questo tipo di iniziative, è obbligatorio raccogliere il maggior numero di informazioni di vendita relative a un ampio periodo temporale, analizzarle tempestivamente utilizzando modelli matematici capaci di identificare quale promozione, quale cliente e quale prodotto potranno incrementare la redditività. Information Builders, da sempre leader di business analytics, fornisce una soluzione modulare, end to end, dedicata al mercato retail che integra la gestione dinamica del prezzo prodotto, il marketing mix basato su loyalty card (o su dati social), la gestione del restock automatico dei punti vendita e la distribuzione delle informazioni verso il singolo punto vendita e verso i clienti finali. Inoltre, per aumentare il valore assoluto delle informazioni, é possibile far confluire sulla stessa piattaforma anche i fornitori, creando offerte in shared value sempre più competitive e redditizie».

Le dinamiche della domanda

Oltre che nel supporto alle campagne promozionali, gli analytics sono utilizzati con profitto nell’analizzare e prevedere le dinamiche della domanda e nel tarare la filiera produttiva. Secondo Andrea Maderna, direttore commerciale di BOARD Italia (www.board.com), gestire in modo ottimale le dinamiche della domanda è un requisito fondamentale e irrinunciabile di molte aziende appartenenti a diversi settori, soprattutto quello alimentare. «La volatilità del settore – spiega Maderna – è generata da una difficile previsione dei volumi complessivi, da uno spostamento dei consumi tra famiglie di prodotto, anche in termini di rapporto tra prezzi e costi, e infine da difficoltà economiche all’acquisto delle famiglie. Si potrebbe dire che una previsione della domanda sensibile e in grado di rispondere prontamente è una delle chiavi per agire e avere successo in azienda. Con BOARD, attraverso il suo potente motore di calcolo, si possono raggiungere tali obiettivi velocemente, ma soprattutto in modo integrato con altri processi aziendali, dal reporting al budget, dal financial planning al production planning. Un progetto implementato con BOARD permette di tenere “tesa” l’intera supply chain in modo collaborativo e attraverso algoritmi statistici e funzionalità di best fit, che confrontano la qualità del forecasting ottenuto con tecniche differenti. BOARD, infatti, riesce a individuare e proporre ai responsabili della pianificazione la curva della domanda più attinente sia al periodo temporale in oggetto sia ai prodotti in assortimento, gestendo in modo automatico anche caratteristiche specifiche di tale mercato come le promozioni, il ciclo di vita del prodotto (solitamente breve) o la gestione di ordini aperti con la GDO».

L’evoluzione nel Finance

Per quanto riguarda il settore finance, è molto interessante quanto racconta Teresa Roma, responsabile della Business Line Information Management di System Evolution (www.systemevolution.it). «In questo mercato, i nostri clienti stanno sicuramente concentrando una parte significativa dei propri investimenti in soluzioni analitiche. La nostra azienda opera principalmente, anche se non esclusivamente, con aziende del settore finance. In particolare, gli impegni più rilevanti riguardano alcune aree di business. Prima fra tutte la gestione della relazione con i clienti, che fa sempre più uso di strumenti e modelli analitici per migliorare l’efficacia delle azioni commerciali, supportando una più precisa identificazione dei target di una campagna, analizzando attraverso opportuni parametri la qualità e l’efficacia del rapporto, misurando le performance della rete con indicatori che identifichino in modo tempestivo e puntuale sforzi e risultati. Un altro ambito di particolare interesse per le banche è il monitoraggio della qualità del credito e dei rischi a essa connessi. Il processo di deterioramento passa attraverso vari stadi e necessita di essere analizzato nei suoi effetti economici e patrimoniali. Le banche hanno l’esigenza di analizzare lo stato e l’evoluzione dei propri crediti, con particolare attenzione al controllo di fenomeni di deterioramento. Di particolare interesse sono le analisi riguardanti i passaggi di stato tra i vari stadi di deterioramento, rappresentabili attraverso matrici di transizione e l’analisi delle caratteristiche di provenienza dei flussi di crediti deteriorati. Per quanto riguarda i rischi di credito, è essenziale disporre di modelli per la loro valutazione che supportino le banche sia nel rispetto dei requisiti regolamentari sia in risposta a esigenze gestionali».

Analytics e Sanità

Gli analytics sono utili anche nella Sanità, come spiega Jean-Pierre Giannetti, country manager di MicroStrategy (www.microstrategy.com), illustrando il caso di Vree Health Italia, una società del gruppo MSD Italia dedicata alla realizzazione e commercializzazione di soluzioni e servizi di healthcare. «Tra le soluzioni proposte da Vree Health Italia, Doctor Plus, un ecosistema di soluzioni e servizi per l’autoanalisi e il telemonitoraggio. All’interno di Doctor Plus, la BI ha un ruolo di supporto fondamentale nell’architettura della soluzione, in quanto garantisce la qualità del dato e la sua disponibilità per tutti i diversi soggetti coinvolti, nella forma e nel modo più adatto. Con Doctor Plus, i dati vengono raccolti e validati con standard qualitativi molto elevati, al punto che tutta la soluzione è certificata come presidio medico. Il servizio è costruito attorno a un modello integrato dove diversi attori, ovvero una centrale infermieristica propria, medici e altre figure di supporto, concorrono alla gestione ottimale del paziente». In una prima fase, l’applicazione mobile realizzata con MicroStrategy è stata messa a disposizione dei medici di base e specialisti, che possono ora leggere e gestire le informazioni relative ai pazienti sia attraverso un qualsiasi browser web sia tramite dispositivi mobili basati su Apple iOS (quindi iPad e iPhone). La modalità di visualizzazione cambia a seconda della piattaforma: informazioni più sintetiche su smartphone, cruscotti e grafici su tablet e personal computer. In tutti i casi, i medici possono visualizzare e gestire i vari tipi di allarmi che scattano al superamento di soglie di attenzione dei parametri vitali (una caratteristica già sperimentata con successo nello studio clinico sui pazienti affetti da diabete). «Doctor Plus è appena nato – ricorda Giannetti – e incarna quindi i connotati di innovazione che tutti i progetti di successo evidenziano. Nonostante ciò, però, ci sono alcune aree di sviluppo già tracciate, tra cui il supporto di un maggior numero di dispositivi mobili, per esempio quelli del vasto mondo Android, l’estensione del servizio ad altre aree terapeutiche e soluzioni di prevenzione disponibili in “punti della salute” ad esempio in farmacia».

 

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Information Builders estende la sua soluzione di BI nel cloud https://www.datamanager.it/news/information-builders-estende-la-sua-soluzione-di-bi-nel-cloud-53448.html Thu, 06 Feb 2014 15:48:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/information-builders-estende-la-sua-soluzione-di-bi-nel-cloud/ La software company americana lancia Skybox, un nuovo servizio cloud che permette di testare e sviluppare senza rischi progetti di business intelligence

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La software company americana lancia Skybox, un nuovo servizio cloud che permette di testare e sviluppare senza rischi progetti di business intelligence

Information Builders ha annunciato la disponibilità di Skybox, un nuovo servizio di cloud hosting con il quale le aziende potranno sviluppare e testare le applicazioni relative ai progetti di BI, senza dover dedicare tempo ed allocare risorse per la creazione di test applicativi e infrastrutture di sviluppo.

Skybox fornisce un ambiente preconfigurato della più recente versione di WebFOCUS, la piattaforma di BI di Information Builders, che aiuta le aziende a trasformare i suoi dati in valore di business. L’ambiente di cloud hosting della soluzione consente agli utenti di WebFOCUS di “familiarizzare” con le nuove funzioni e applicazioni di test, senza che ciò impatti sull’esercizio dei sistemi aziendali principali. Qualsiasi nuova applicazione di WebFOCUS sarà sempre disponibile su Skybox: ciò significa che gli utenti possono iniziare immediatamente a sviluppare e testare le loro applicazioni di BI, passandole quindi ai sistemi produttivi e operando in tempi molto più rapidi, ma soprattutto senza dover investire in infrastrutture IT.

In perfetta sincronia con WEBFOCUS

Sviluppata per aiutare le aziende ad assicurarsi un importante vantaggio competitivo, la piattaforma WebFOCUS consente a più persone in azienda di disporre delle informazioni giuste nel momento giusto e fornisce funzionalità self-service a tutti i gruppi di utenti. Con le Data Quality e Integration Suite, WebFOCUS garantisce inoltre qualità e coerenza dei dati anche in presenza di sistemi complessi, vari e diversi. Tutte le funzionalità standard di WebFOCUS sono accessibili da Skybox.

A differenza della maggior parte dei provider di hosting managed che generalmente esigono contratti minimi di due anni, Skybox richiede un minimo di 60 giorni; ciò consente alle aziende di realizzare progetti di BI operando con maggior efficienza a un miglior costo. La gestione dell’intero ambiente è affidata a Information Builders; gli utenti possono quindi focalizzarsi esclusivamente sull’amministrazione del loro ambiente WebFOCUS e sullo sviluppo o sulla manutenzione delle rispettive applicazioni BI, senza doversi occupare dell’infrastruttura IT.

Ulteriori vantaggi di Skybox

Skybox fornisce inoltre i seguenti benefici:

· Piattaforma di sviluppo flessibile e dinamica: utilizzando Skybox per il test di ambienti e applicazioni esistenti, senza essere obbligati a creare e gestire una nuova infrastruttura di sviluppo, le aziende riescono ad accelerare notevolmente il time-to-market dei progetti di BI. Le imprese possono inoltre convertire fasi di test di breve termine in hosting di lungo termine in modalità managed oppure spostare l’ambiente cloud-hosted “on-premise”

· Creazione di demo in ambiente self-contained: sviluppato con l’intento di fornire un valido supporto all’IT nelle demo indirizzate a stakeholder interni, Skybox consente di presentare le più recenti funzionalità di WebFOCUS, ivi compresi gli upgrade, senza che tali demo impattino sulle operazioni di business.

· Potente configurazione su Microsoft Windows Server: operando sulla 64-bit Standard Edition di Microsoft Windows Server, il cloud di Skybox non richiede all’IT di adattarsi ad un sistema operativo “estraneo” e poco conosciuto.

“Alla luce della continua pressione esercitata sui vertici aziendali al fine di ottenere risultati migliori senza aumentare gli investimenti in IT, un ambiente cloud in modalità managed con piattaforma WebFOCUS completa costituisce la soluzione ideale per le imprese che ricercano soprattutto la flessibilità per i loro progetti di BI,” ha affermato Gerald Cohen, presidente e CEO di Information Builders. “Skybox è un’offerta esclusiva di managed service che fornisce alle imprese la soluzione di BI più innovativa e performante all’interno di un ambiente cloud economicamente efficace, flessibile e pienamente supportato.”

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L’intelligence per gestire l’azienda. Utile se integrata nel business https://www.datamanager.it/rivista/l-intelligence-gestire-l-azienda-utile-se-integrata-nel-business-52246.html Fri, 13 Dec 2013 08:29:20 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/lintelligence-per-gestire-lazienda-utile-se-integrata-nel-business/ La business intelligence è sempre una delle priorità dei CIO, per questo si prevede una crescita quasi del 10% annuo fino al 2017. Sfruttare al meglio questi strumenti significa integrarli con gli ERP. Meglio ancora, inserirli nei processi aziendali: così nasce l’active intelligence    Oggi, in molte organizzazioni, i sistemi di business intelligence (BI) e […]

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La business intelligence è sempre una delle priorità dei CIO, per questo si prevede una crescita quasi del 10% annuo fino al 2017. Sfruttare al meglio questi strumenti significa integrarli con gli ERP. Meglio ancora, inserirli nei processi aziendali: così nasce l’active intelligence 

 

L’intelligence per gestire l’azienda Utile se integrata nel businessOggi, in molte organizzazioni, i sistemi di business intelligence (BI) e di business analytics (BA) sono ormai ben consolidati per supportare il processo decisionale in molti settori. Attualmente, la maggioranza degli utenti di questi sistemi è costituita, tipicamente, da business analyst che analizzano i dati e da manager che prendono decisioni strategiche e tattiche. Il mercato del software della BA, secondo un’analisi dello scorso giugno di IDC (www.idc.com), crescerà a un tasso medio annuo del 9,7% fino al 2017. La domanda di soluzioni di BA continuerà a svilupparsi, guidata dalla richiesta di decisioni migliori e più veloci, e dal vantaggio competitivo che risulta dall’abilità di analizzare e agire rapidamente a partire dalle informazioni messe a disposizione da questi strumenti.

 

La diffusione della BI

Per Alessio Lo Turco, manager systems consulting di Dell Software (www.dell.it), la BI è in continua evoluzione, con una costante crescita sia qualitativa sia quantitativa. «Mediante il suo utilizzo, è possibile sviluppare analisi previsionali basate su KPI che aiutano le aziende stesse a prendere decisioni tempestive e definire strategie future basate sulle informazioni in loro possesso. L’andamento del mercato delle soluzioni di BI – dice Lo Turco – risulta tra i più dinamici del comparto software, spinto dalla domanda e dall’innovazione dell’offerta. La BI è sempre tra le priorità di tutti i CIO, di aziende di ogni dimensione e in tutti i mercati verticali. Molta attenzione viene posta a soluzioni che forniscono ambienti self-service, che coinvolgono l’IT solo nella fase di set-up dello strumento e non nel processo di analisi. In questo modo si lascia all’utente la possibilità di accedere in modo interattivo ai dati, arrivando fino al dettaglio necessario. L’analisi self-service è una mentalità, non una serie di strumenti, ma ne esistono alcuni, come quelli proposti da Dell Software, che supportano questa nozione meglio di altri». Solo un decennio fa, per gestire un’azienda poteva essere sufficiente un atteggiamento rivolto al mercato e al cliente. «Oggi, l’estremo dinamismo del mercato e la forte competizione richiedono, anche alle imprese di piccole e medie dimensioni, di avere capacità analitiche e previsionali» – mette in evidenza Gualtiero Bazzana, amministratore delegato di Alten Italia (www.alten.it). «La BI offre alle aziende strumenti adatti ad aumentare l’efficienza della produzione, della relazione con la clientela e della supply chain, ottimizzare le performance e individuare le opportunità di crescita. A questi elementi base si aggiungono inoltre strumenti di analisi statistica e di analisi predittiva, in grado di attivarsi autonomamente in base ai dati raccolti e di segnalare azioni da compiere».

Ma quale BI? 

Bisogna però accordarsi su cosa si intende per BI. E’ frequente incontrare aziende che sfruttano i più comuni applicativi da ufficio o la reportistica dei sistemi gestionali per analizzare e distribuire informazioni, ma dobbiamo interrogarci se questa sia veramente BI. «Se per BI intendiamo un insieme di processi e tecnologie strutturate secondo precise metodologie a supporto del processo decisionale, le cose cambiano» – spiega Mirko Menecali, responsabile Service Line Business Intelligence di Sinfo One (www.sinfo-one.it). Secondo un’indagine del 2011, dell’osservatorio SDA Bocconi sulla BI nelle PMI italiane, appena il 41,6% delle aziende usa tali sistemi. «Un sistema di BI moderno in grado di gestire anche dati prospettici (EPM) può agire sia sulla efficienza sia sull’efficacia». Ma che cosa vogliono i clienti? Menecali ribatte: «Rispondere più rapidamente a nuove opportunità di mercato. Migliorare i processi di pianificazione e controllo. Dare una visione centralizzata della redditività del cliente o del prodotto. Analizzare ogni elemento della catena del valore aziendale, anche le informazioni contenute nei sistemi CRM e PLM. Ridurre i costi operativi, automatizzando le procedure di manipolazione e distribuzione del dato. Questi sono gli obiettivi ricercati dai nostri clienti». Gli strumenti di BI sono in generale largamente diffusi in tutte le aziende e a tutti i livelli, anche se spesso sono poco sfruttati o addirittura non si ha la percezione di lavorare con un sistema di BI. «Quello che invece varia molto è il grado di maturità dei sistemi di BI e della loro gestione, tanto che spesso si assiste a un proliferare incontrollato di strumenti di personal reporting non gestiti dall’IT» – come fa notare Roberto Chinelli, direttore della Service Line Business Intelligence e direttore del team di Innovation & Incubation in Avanade Italia (www.avanade.com/it-it). Nonostante questi strumenti rappresentino un modo agevole di monitorare il business, non consentono altresì di avere un quadro chiaro e soprattutto univoco sullo stato del business stesso di una azienda, e con il tempo risultano più onerosi da mantenere di quanto ci si aspetti». La BI, però, se ben integrata con i dati dei sistemi ERP, può ridurre l’utilizzo fuori controllo di fogli Excel. «Le piattaforme di BI vengono utilizzate nelle aziende di tutte le dimensioni e di tutti i settori merceologici. Nella gran parte delle realtà aziendali, molte funzioni gestiscono i dati con fogli Excel o con database dipartimentali che nulla hanno a che fare con la logica dei sistemi ERP» – afferma Jean-Pierre Giannetti, country manager di MicroStrategy Italy (www.microstrategy.it). «Questo è il motivo per il quale la BI è così diffusa e continua a crescere. Per esempio, l’adozione del nostro sistema di BI in Sara Assicurazioni nasce dalla volontà di mettere ordine nella pletora di strumenti di reporting e analisi che, pensati e cresciuti in modo anarchico nelle varie linee di business e funzioni aziendali, avevano generato il classico problema dell’inaffidabilità del dato e della conseguente perdita di controllo. In seguito all’adozione della BI di MicroStrategy, il controllo che i dipendenti di Sara possono esercitare sul business viene implementato, oltre che con i report e dashboard dinamici, anche con indicatori molto efficaci in grado di evidenziare in tempo reale se le prestazioni di ogni agente sono in linea con gli obiettivi prefissati. A loro volta, le agenzie, possono sfruttare gli strumenti di BI per capire da quali clienti o potenziali clienti ricavare i maggiori risultati».

Chi ha avuto benefici dalla BI

Tutti i settori traggono beneficio dalla corretta gestione dei dati sia per prendere decisioni in tempi immediati, sia come supporto alla pianificazione e al controllo dei business. «Alcuni settori hanno maturato prima di altri l’esperienza di BI, come le aziende che producono e vendono alla grande distribuzione» – spiega Iuris Cella, offering manager Sage ERP X3 di Gruppo Formula (www.formula.it). «Quelle manifatturiere, invece, si sono mosse successivamente per analizzare soprattutto il rapporto con i fornitori e la gestione della domanda». E secondo Bazzana di Alten Italia, il fatto che i clienti che domandano soluzioni di BI appartengano a tutti i settori, dal banking alle telecomunicazioni, passando dal manufacturing ai media, è segno che non c’è manager che non voglia imparare qualcosa in più dai propri dati. «Il Business Intelligence Centre of Excellence di Alten – infatti – viene coinvolto in progetti di data warehousing, business analytics e performance management e qui nascono soluzioni e competenze in grado di creare valore aggiunto, vero obiettivo di ogni consulenza intelligente». Anche per Angelo Cian, responsabile soluzioni di Business Intelligence in Zucchetti (www.zucchetti.it), i campi di applicazione della BI sono tanti quanti i clienti che la utilizzano, perché ognuno ha la sua specificità. «InfoBusiness è già utilizzato da quasi seimila clienti di differenti tipologie e dimensioni, proprio per la sua semplicità e facilità d’integrazione» – afferma Cian. «Per esempio, Perletti ha tratto grandi vantaggi in termini di controllo di gestione. Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati utilizza la soluzione per gestire le informazioni di ogni singolo processo operativo e ricavarne analisi statistiche. Unicef può effettuare valutazioni sui dati contabili e sugli incassi relativi alle donazioni». È chiaro – però – che il valore che l’impiego di una soluzione di BI porta a una organizzazione sia strettamente legato al contesto e alle finalità, come mette in evidenza Mauro Tuvo, principal consultant information management di System Evolution (www.systemevolution.it): «In questo senso, un’esperienza emblematica cui possiamo fare riferimento – racconta Tuvo – è quella recente di realizzazione di un sistema per la misurazione delle prestazioni aziendali basato su balanced scorecard per una azienda del settore finance. Il contesto in questo caso ha giocato un ruolo veramente rilevante. L’applicazione BSC rappresenta una componente di un sistema complessivo di governo del business fortemente sostenuto dal management. Gli indicatori rilevati periodicamente monitorano il perseguimento di una strategia d’impresa, hanno effetto sul sistema premiante, fanno parte del linguaggio comune dei manager. E solo in un contesto così fertile l’applicazione contribuisce in modo determinante al valore di impresa. Sappiamo, invece, quanto sistemi di questo tipo non sorretti da una visione in grado di integrarli nel governo dell’azienda siano destinati all’indifferenza e all’oblio». Il passaggio della BI da strumento solo dipartimentale a strumento capace di integrare le fasi dei processi di business aziendale è decisivo. Tra i vantaggi ci sono la certificazione del dato, la diffusione web della reportistica, il controllo delle fasi dei processi, la modellazione dei parametri dei processi aziendali. Anche Cella di Gruppo Formula cita un caso utente: «I nostri clienti Sage ERP X3 beneficiano della BI integrata nell’ERP in vari modi. Madel, settore grande distribuzione, usa la BI nell’ambito della gestione del rapporto con la GD (contratti, sconti, campagne, premi, contributi). Nel manufacturing, Salami che produce e vende componenti oleodinamici, usa cruscotti per la valutazione e l’analisi delle performance aziendali modellando un processo articolato che interessa demand chain e rotazione di magazzino».

Più valore al capitale informativo

Per massimizzare il valore del capitale informativo è necessario far leva su fattori tecnologici abilitanti, quali l’integrazione delle fonti, l’integrità dei dati e l’analisi applicata, limitando il peso dei fattori inibitori che ostacolano l’adozione della BI da parte degli utenti inesperti. «Il 70% degli utilizzatori di strumenti operazionali (ERP, CRM, SFA) – spiega Roberto Mariotti, technical manager di Information Builders Italia (www.informationbuilders.it) – è rappresentato da utenti non specialistici e sono proprio quelli che più necessitano delle informazioni. Recentemente, Compar Bata ha rilasciato la piattaforma informativa per la forza vendita, dove l’utilizzo della piattaforma di Information Builders e un approccio agile al progetto hanno permesso non solo la distribuzione della reportistica, ma anche la raccolta di informazioni dal campo, creando di fatto un canale di comunicazione continuo tra la sales force e la sede. La flessibilità ha portato un ritorno dell’investimento tangibile in poche settimane, evitando la ricostruzione e il test di nuovi report e accedendo direttamente alle informazioni aziendali». Un’altra azienda utente che ha ottenuto grandi vantaggi dalla BI è Luxottica, che ha scelto di implementare QlikView, la piattaforma di Business Discovery di QlikTech, per fornire report sui KPI e analisi personalizzate e dashboard semplici da usare, in tempo reale. In particolare, l’azienda necessitava di una soluzione add-on al proprio sistema ERP che potesse interagire anche con i sistemi utilizzati dai partner. «Partendo dal reparto commerciale, dove è stata sviluppata una soluzione di forecasting per supportare la forza vendita – racconta Massimo San Giuseppe, VP & managing director di QlikTech Italy (www.qlikview.com) – Luxottica ha esteso l’utilizzo di QlikView anche al top management dell’azienda e a numerosi altri reparti, tra cui il dipartimento finanziario, il marketing, le risorse umane e la logistica, fino a comprendere circa mille e 500 utenti, di cui mille e 200 parte dello staff vendite internazionale. Con QlikView, Luxottica ha oggi a disposizione report più precisi, approfonditi e dinamici per un miglior processo decisionale, un monitoraggio di KPI tramite filtri specifici e report self-service a tutti i livelli dell’organizzazione che consentono al reparto IT di concentrarsi sui task amministrativi importanti, anziché affrontare le continue richieste dei singoli utenti. Inoltre, con la Business Discovery, l’azienda ottiene una migliore pianificazione, grazie alla possibilità di includere i partner nel processo». Descrive un caso interessante anche Andrea Maderna, direttore commerciale di BOARD Italia (www.board.com). «L’esigenza di una nota azienda italiana – dice Maderna – era quella di avere un cruscotto che contenesse non solo dati numerici, informazioni, report e grafici provenienti da diverse fonti dati, ma anche degli indicatori che rappresentassero in modo intuitivo e veloce una serie di KPI selezionati dalla direzione, e che li supportasse nel prendere decisioni. Lo strumento doveva essere semplice e immediato in modo da rendere più veloce l’adozione da parte degli utenti, anche a livello internazionale, comprendendo rivenditori e distributori. Ogni utente, oggi, è completamente autonomo e indipendente: può estrarre e visualizzare il dato come preferisce, crearsi dei report o modificare quelli distribuiti dall’azienda centralmente, senza dover necessariamente utilizzare uno standard aziendale. BOARD è stata la scelta dell’azienda in quanto, già in fase di selezione, si è dimostrato il migliore sia dal punto di vista tecnico-funzionale, che dal punto di vista economico, in quanto garantiva rapidi tempi di implementazione».  

Integrare BI e strategia 

La strada per sfruttare al meglio gli strumenti di BI è la stretta integrazione tra essi e le fasi dei processi di business aziendale gestiti dagli ERP. «Per avere dati di marketing, vendita e amministrazione integrati e giungere a una visione d’insieme di alto livello servono strumenti sempre più decisionali» – afferma Massimiliano Salin, direttore commerciale di Reitek (www.reitek.com). Reitek sta accelerando su questa strada: poter prendere decisioni condivise e intelligibili fra aree aziendali che magari fino a ieri usavano strumenti diversi o parlavano lingue diverse. La maggiore comunicazione fra CRM, ERP e BI è un vantaggio che incrementa l’usabilità degli strumenti, la condivisione delle informazioni e l’utilità di analisi effettivamente correlate al bilancio e al controllo di gestione. Attività come il credit check o il recupero crediti possono trasformarsi da strettamente amministrative a insight di marketing, specie in contesti di crisi». Dello stesso avviso è Chinelli di Avanade Italia: «Avere a colpo d’occhio l’immagine di cosa succede al business di un’azienda consente di avere il polso sull’andamento degli affari e rilevare anomalie in tempi brevi, la possibilità di fare in seguito indagini approfondite consente di rilevare le cause e prendere decisioni che possono rappresentare un vantaggio competitivo non banale. L’analisi quantitativa dei dati in molti casi permette di analizzare scenari potenziali e pianificare con anticipo i fabbisogni. Senza sistemi di analisi dei dati non si sarebbero potuti migliorare modelli produttivi come il just-in-time». Non solo. Nelle aziende multi-società e multi-business, l’utilizzo di sistemi di BI integrati al CPM è sempre più diffuso e guidato da una logica di monitoraggio e misurazione della performance di specifici processi aziendali (pianificazione, consolidamento e analisi della profittabilità…) per evidenziare rapidamente le criticità nascenti e consentire l’attuazione di interventi di correzione e di miglioramento. «Le aziende che hanno sistemi informativi eterogenei, magari in più paesi, devono gestire con applicativi non troppo invasivi e complessi il recupero e l’elaborazione dei dati» – dice Marco Bossi, managing director di Talentia Software (www.talentia-software.it). «I nostri clienti hanno sempre più l’esigenza di avere sistemi di BI che integrino le logiche di CPM. Una soluzione come Talentia CPM, che integra un modulo di business intelligence, risponde perfettamente a tali esigenze fornendo una piattaforma unica, condivisa all’interno del gruppo societario, sia per l’analisi della performance sia per la gestione del budget, della pianificazione e del consolidamento. La disponibilità di strutture preconfigurate semplificano e velocizzano l’avvio dell’uso del sistema e garantiscono una perfetta adesione alle specificità dell’azienda-cliente». Se gli strumenti di BI sono molto diffusi nelle aziende di medie e grandi dimensioni, lo sono ancora poco nelle PMI, alle quali servono soluzioni di BI direttamente integrate con il gestionale per compiere analisi in modo facile e veloce. «È proprio in questa direzione – afferma Angelo Cian di Zucchetti – che abbiamo investito su InfoBusiness con il modulo che chiamiamo “IB Connector” e che permette di dare la possibilità a tutti i clienti delle soluzioni gestionali di estrapolare le informazioni strategiche per valutare l’andamento aziendale e prendere le decisioni migliori». In tutti i casi, parlare di BI oggi è allo stesso tempo sempre più attuale e generico. Gli strumenti e le tecniche di BI si applicano ad ambiti informativi distinti, in contesti e con finalità molto differenti. «Tutte le imprese – chiarisce Tuvo di System Evolution – e non solo le più grandi, riconoscono ormai la necessità di supportare la gestione del business con funzionalità e con strumenti specifici, in grado di rappresentare, a partire dagli eventi gestiti nei sistemi operazionali, i fenomeni significativi per il governo dei processi e del business». Ogni settore ha le sue peculiarità. «Nel mondo finance – continua Tuvo – assumono particolare rilevanza aspetti quali il monitoraggio dei crediti o l’analisi dei rischi. Le aziende che operano nel settore del commercio hanno la necessità di misurare le performance della rete di vendita. Le aziende industriali utilizzano strumenti di BI per gestire la propria supply chain. Per questo motivo sono sempre più diffusi i sistemi che fanno uso di tecnologie di BI, ma si caratterizzano, anche nella denominazione, in modo più specifico. Da questa caratterizzazione, deriva anche una specializzazione degli strumenti proposti dai vendor: così ad esempio funzionalità statistiche, forme particolari di rappresentazione grafica dei fenomeni, gestione del workflow, modalità specifiche per la gestione dei big data sono presenti con differenti intensità in diversi strumenti anche in funzione degli ambiti di applicazione». Per Salin di Reitek,  «gli strumenti di BI non sono ancora diffusi al pari degli ERP, i quali contengono informazioni vitali su clienti, prodotti e fornitori ma purtroppo non sono pensati per fare analisi e reporting. Gli strumenti di BI sono ancora pochi ma cresceranno di certo, con maggiori integrazioni su dati amministrativi e controllo di gestione. In Reitek, stiamo lavorando su un progetto di monitoraggio dell’andamento delle commesse e di analisi delle marginalità reali e abbiamo evidenze di come molti nostri clienti stiano valutando soluzioni simili».

L’Active Intelligence

La BI può essere integrata col business non solo a valle dei processi, ma anche in un modo più profondo e utile. Oggi, si lavora per portare la BI al cuore dell’impresa, all’interno dei processi: l’integrazione con tutti i processi operativi dell’impresa potrebbe consentire che tutti gli utenti possano sfruttare l’Intelligence durante lo svolgimento del proprio lavoro. Così, l’intera organizzazione potrebbe operare cercando il raggiungimento degli obiettivi strategici. Come si può realizzare? «Mentre fornisce valore al business, la BI è ancora nelle mani di pochi, quando molti dirigenti oggi preferirebbero di gran lunga che fosse anche nelle mani delle persone nelle loro operazioni quotidiane» – spiega Mike Ferguson, IT analyst e consultant, speaker di Technology Transfer (www.technologytransfer.it). Ad esempio, cosa succederebbe se tutto il personale e le applicazioni rivolte ai clienti avessero accesso on-demand all’Intelligence su ogni cliente specifico con il quale si confrontano? E cosa succederebbe se fossero guidati a prendere le migliori azioni per aumentare la redditività del cliente, offrire un migliore servizio clienti, ed evitare i rischi? Ma questo è solo il front-office. E le altre aree operative? Perché anche loro non possono dotarsi di Intelligence? «Soddisfare tali requisiti significa che i sistemi di BI possano essere utilizzati al di là del supporto decisionale tattico e strategico, supportando anche le decisioni operative pure. L’obiettivo – afferma Ferguson – è quello di arrivare al punto in cui i sistemi di analisi sono in continuo monitoraggio, gestendo e guidando tutte le operazioni di business su base 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Il raggiungimento di operazioni “intelligenti” richiede alle aziende, innanzitutto, di riconoscere che, per supportare le richieste on-demand, i sistemi di BI hanno bisogno di dati near-real-time, e di gestione automatizzata delle decisioni (analisi automatizzata e azioni automatizzate), oltre che delle tradizionali funzioni di query, analisi e reporting. C’è, poi, la necessità di integrare la BI nei processi di business operativi centrali e, infine, di monitorare gli eventi su base continua per rilevare i problemi e le opportunità, come e quando si manifesteranno. Perchè questo sia implementato con successo è necessario che i ruoli, i processi, gli eventi e le azioni siano del tutto chiari». Per aiutare a formulare i requisiti per integrare correttamente BI nelle operazioni di business – spiega Ferguson – bisogna poi trovare le giuste risposte a tutta una serie di domande: in quali processi la BI è necessaria? Quali ruoli e applicazioni richiede la BI on-demand? Quale BI è necessaria per aiutare a prendere decisioni operative in modo più efficace? L’utente dispone di tempo per utilizzare uno strumento di BI o no? L’azione dovrebbe essere automatica, cioè senza persone coinvolte? Quali eventi devono essere monitorati? Quali dati sono necessari per monitorare questi eventi? «Per contribuire al successo dell’Active Intelligence – conclude Ferguson – tutte quelle domande hanno bisogno di una risposta».

 

Business ad alte prestazioni

Aumenta la domanda di analytics in tutti i settori di mercato

La domanda di soluzioni di business analytics registrerà, da oggi fino al 2020, una crescita del 9% anno su anno, per un giro d’affari globale che passerà da 70 a 136 miliardi di dollari (dati Gartner). Le aziende, soprattutto nell’ultimo anno, stanno affrontando un’evoluzione tecnologica che riguarda le infrastrutture e l’adozione di soluzioni analitiche, perché manager e decisori abbiano accesso istantaneo ai dati e possano comprendere eventi e trend futuri. I settori di mercato? Dalle banche alla PA, dalle telco alle assicurazioni, passando per le utility. L’industria delle telecomunicazioni – per esempio – è un settore sempre più affollato per concorrenza e numero di offerte. Gli utenti valutano i diversi operatori, mettendo a confronto velocità, prezzo e vantaggi. Gli analytics consentono di analizzare una serie di KPI a diversi livelli di aggregazione sia per il traffico voce sia per quello dati. Gli indicatori di performance – tra cui l’accessibilità, il tasso di abbandono e così via – possono essere visualizzati su un unico schermo e svolgono un ruolo chiave nel traffico di instradamento delle chiamate. Ciascuno di questi componenti può influire sulla caduta delle chiamate e avere un impatto negativo sulla qualità generale percepita del servizio e di conseguenza sui ricavi dell’operatore di rete. Molti fornitori di servizi wireless lavorano continuamente per migliorare e aggiornare le loro reti in modo da minimizzare le chiamate cadute, errori di accesso, le zone morte.

Angelo Tenconi, Analytics &Technology director di SAS Italia

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Information Builders definisce il futuro della BI self-service https://www.datamanager.it/news/information-builders-definisce-il-futuro-della-bi-self-service-51720.html Mon, 25 Nov 2013 16:41:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/information-builders-definisce-il-futuro-della-bi-self-service/ Le applicazioni intuitive di “InfoApps” accrescono fortemente i ricavi estendendo l’utilizzo di BI e Analytics a nuovi e importanti stakeholder

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Le applicazioni intuitive di “InfoApps” accrescono fortemente i ricavi estendendo l’utilizzo di BI e Analytics a nuovi e importanti stakeholder

Information Builders, azienda leader nelle soluzioni di Business Intelligence (BI) and Analytics, Information Integrity e Integration, ha annunciato il rilascio di InfoApps, un’innovativa Business Intelligence con funzionalità self-service che offre un “app store” con applicazioni interattive e focalizzate sul business. Questa tecnologia estende i vantaggi offerti dalla BI ad una fascia di utenti molto più ampia rispetto a quella dei prodotti tradizionali, ottimizzando la presa di decisioni a qualsiasi livello e aiutando le aziende ad individuare nuovi revenue stream all’interno dei processi.

Pur garantendo risultati estremamente significativi e di grande valore, i tool di BI e di Analytics sono ancor oggi perloppiù riservati a una ristretta cerchia di analisti esperti o di specialisti e la loro complessità ne esclude l’utilizzo da parte della maggior parte delle altre tipologie di utenti. InfoApps, realizzata con la piattaforma WebFOCUS di Information Builders, risolve efficacemente questo problema, offrendo a tutti gli stakeholder, ivi compresi executive, frontline worker e gruppi di importanti stakeholder esterni, la possibilità di utilizzare applicazioni di BI interattive e self-service. Facilmente fruibili su desktop, laptop e sistemi operativi mobili, le applicazioni di InfoApps sono state disegnate espressamente per gestire aspetti specifici di business e facilitare una presa di decisioni più rapida, precisa e puntuale.

Eliminando ipotesi e congetture, l’approccio di InfoApps riduce in modo significativo la dipendenza dall’IT. Dopo essere state create da sviluppatori applicativi o power user, le applicazioni di InfoApps consentono ad ogni singolo utente di interagire con le informazioni, realizzare dashboard customizzati e ritagliare i dati in modo tale da renderli perfettamente adeguati alle esigenze del singolo. Configurate per scopi specifici e senza richiedere un training ai rispettivi utenti, queste applicazioni sono facilmente condivisibili con clienti, partner e altri stakeholder esterni; di conseguenza promuovono una maggiore collaborazione, incrementano il vantaggio competitivo e assicurano all’azienda massima customer satisfaction e retention. Questa tecnologia aiuta inoltre le imprese a conseguire interessanti risparmi economici grazie alla possibilità di implementarla presso partner e fornitori e di allinearne la performance. Fornendo accesso alle funzionalità di BI e Analitica a business partner e stakeholder esterni, le aziende possono inoltre individuare nuovi revenue stream e monetizzare i dati già in loro possesso.

Un crescente numero di aziende sta facendo leva su InfoApps per estendere i propri ambienti di BI ad una fascia più ampia di utenti. Tra queste imprese, Plex Systems Inc., che ha integrato la tecnologia di Information Builders nella Plex Manufacturing Cloud, la sua soluzione ERP, permettendo ai propri clienti di seguire più da vicino i processi produttivi, tracciare le consegne, monitorare le spedizioni e analizzare le attività attinenti alla supply chain. Questa implementazione ha consentito anche ad utenti privi di competenze tecniche di soddisfare le rispettive esigenze di BI, senza dover dipendere da analisti esperti o dal team IT per ottenere supporto o assistenza. Ne è risultato che Plex Systems ha visto aumentare nettamente il livello di customer satisfaction dei propri clienti.

“Pur essendo le informazioni l’asset più prezioso di un’azienda, storicamente le imprese sono state fortemente contrarie ad una distribuzione efficace dei dati al di fuori di una cerchia ristretta di dipendenti selezionati, ostacolando pesantemente l’accesso ai dati e limitando fortemente il valore di tali informazioni,” ha affermato Gerald Cohen, Presidente e CEO di Information Builders. “InfoApps rende disponibile alla massa di utenti una BI di ultima generazione con funzionalità self-service e consente ad una fascia molto più ampia di utenti interni ed esterni di beneficiare di una visibilità su reporting e analitica, su cui in passato non potevano far leva. Information Builders è incessantemente impegnata a fornire ai clienti le più recenti innovazioni tecnologiche attinenti alla Business Intelligence e noi tutti siamo orgogliosi di essere all’avanguardia di questo nuovo trend rivoluzionario, soprattutto focalizzato su condivisione delle informazioni, collaborazione e miglioramento del business.”

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Information Builders nel mercato cloud BI. Quando il secondo posto vale come l’oro https://www.datamanager.it/news/information-builders-nel-mercato-cloud-bi-quando-il-secondo-posto-vale-come-l-oro-49258.html Fri, 02 Aug 2013 13:18:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/08/information-builders-nel-mercato-cloud-bi-quando-il-secondo-posto-vale-come-loro/ Nella classifica targata Dresner dei top vendor di cloud BI, Information Builders si aggiudica un importante riconoscimento. Su tredici vendor, Information Builders consolida la posizione di leader per le sue funzionalità di business intelligence

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Nella classifica targata Dresner dei top vendor di cloud BI, Information Builders si aggiudica un importante riconoscimento. Su tredici vendor, Information Builders consolida la posizione di leader per le sue funzionalità di business intelligence

Business intelligence e analytics sono tra i trend topic dell’evoluzione tecnologica. Secondo le previsioni di Gartner, il mercato degli analytics passerà da 70 a 136 miliardi di dollari, con un crescita, da oggi al 2020, del 9% anno su anno. Information Builders  – che si colloca nel quadrante dei leader secondo Gartner nelle soluzioni di business intelligence, business analytics, Information Integrity  e Integration – si è classificata al secondo posto tra tutti i vendor analizzati nella seconda edizione dello Wisdom of Crowds Cloud BI Market Study, report condotto annualmente da Dresner Advisory Services.

Il quadrante Gartner

BI CLOUD, ARCHITETTURA E SICUREZZA

La ricerca ha preso in esame 13 vendor dalla selezione del recente 2013 Wisdom of Crowds BI Market Study, in cui Information Builders si era aggiudicata la posizione di Leader per la quarta volta consecutiva. I vendor sono stati valutati in base a funzioni BI cloud, architettura e sicurezza. L’ambito riconoscimento è stato attribuito a Information Builders in virtù delle numerose funzionalità dei suoi prodotti, tra cui le soluzioni di Data Visualization, End-user Self-service e analisi interattiva come pure per il supporto che fornisce alle opzioni di deployment di cloud pubbliche, private e ibride.

 

LA CLASSIFICA DEI VENDOR E I TREND

Oltre a stilare una classifica dei vendor, The Wisdom of Crowds Cloud BI Market Study ha analizzato i trend più importanti manifestatisi nel mercato della BI basata su cloud e in rapida espansione. Sulla base dei risultati dell’anno precedente è emerso che la BI basata su cloud è oggetto di una crescente focalizzazione. Per il 35% la BI on cloud è giudicata come area “critica” o “molto importante” rispetto al 31% del 2012. Con la sua offerta di Cloud Hosting Services, Information Builders è in grado di soddisfare al meglio le crescenti esigenze manifestate in tale area. Questa piattaforma globale in versione Platform-as-a-Service consente di combinare i vantaggi offerti da soluzioni di BI e Analitica aziendali, potenti, scalabili e sicure, unendoli alla flessibilità tipica dei modelli di delivery basati su cloud. Consente inoltre di implementare la piattaforma BI di Information Builders sia in un ambiente virtuale condiviso che attraverso risorse private dedicate.

IL MERCATO DELLA BI IN THE CLOUD

Secondo Howard Dresner, fondatore e chief research officer di Dresner Advisory Services, «il mercato della BI basata su cloud costituisce un’area estremamente dinamica e in rapida espansione che presenta un enorme potenziale sia per i vendor che per i consumatori di BI». «Considerando che la “nuvola” sta affermandosi prevalentemente attraverso tutte le diverse aree dell’impresa, gli utenti necessiteranno in modo crescente della tecnologia per ottenere la visibilità fornita dalla BI, da cui dipendono sempre di più al fine di influenzare la presa di decisioni e i processi di business. I vendor che si focalizzano sul miglioramento delle funzionalità di supporto del cloud sono destinati a beneficiare di questo trend in modo estremamente significativo».

L’IMPATTO CRESCENTE DEL CLOUD SULLA BI

Per Gerald Cohen, presidente e CEO di Information Builders, lo scenario che emerge dallo studio mette in evidenza «l’impatto crescente esercitato dal cloud computing sull’ambiente della BI». Non solo. «Information Builders – dichiara Cohen – è onorata del riconoscimento ottenuto nel report di Dresner che sottolinea in modo evidente l’impegno dimostrato dalla nostra azienda nei confronti della flessibilità e del supporto dei requisiti dei clienti, a prescindere che questi necessitino di una soluzione basata su cloud pronta per l’uso oppure vogliano integrare la business intelligence e la business analytics in una piattaforma cloud di loro scelta».

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Maximize your information capital https://www.datamanager.it/rivista/maximize-your-information-capital-48931.html Mon, 22 Jul 2013 09:50:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/maximize-your-information-capital/ Cambiare la cultura aziendale con la business intelligence. Al Summit Italia 2013, Information Builders svela alle aziende come massimizzare il capitale informativo, con l’obiettivo di diventare punto di riferimento in Italia per la PA e le aziende large enterprise Milano, Italia – «In Information Builders abbiamo riscontrato un trend secondo il quale molti clienti considerano […]

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Rado Kotorov e Josè María García-Soto, Information Builders

Cambiare la cultura aziendale con la business intelligence. Al Summit Italia 2013, Information Builders svela alle aziende come massimizzare il capitale informativo, con l’obiettivo di diventare punto di riferimento in Italia per la PA e le aziende large enterprise


Milano, Italia – «In Information Builders abbiamo riscontrato un trend secondo il quale molti clienti considerano i propri dati aziendali un investimento paragonabile al capitale finanziario o umano».

Così Gerald Cohen, CEO e fondatore di Information Builders, con un videomessaggio ha aperto i lavori del summit internazionale, che ha fatto tappa a Milano il 18 giugno ed è stato l’occasione per la business community italiana di confrontarsi sul valore dei dati. L’evento ha offerto spunti di riflessione e ha presentato i migliori casi cliente (tra cui Bata, sulla mobile BI) insieme alla visione del mercato. La business intelligence e la business analysis sono la risposta all’aumento della complessità e abilitano un nuovo approccio alla distribuzione della conoscenza aziendale. La business intelligence (BI) non solo è lo strumento, ma la direzione per la crescita. Gli esperti di Gartner a febbraio 2013 hanno posizionato Information Builders (www.informationbuilders.it) nel quadrante dei Leader del “Magic Quadrant for Business Intelligence and Analytics Platforms”. Il riconoscimento si basa sulla valutazione di WebFocus, la suite di soluzioni di BI sviluppata da Information Builders.

DARE VALORE AI DATI

Ma che cosa è il capitale informativo che sta sfidando le imprese? Per Paolo Pasini, direttore Osservatorio BI di SDA Bocconi School of Management, «ogni persona o evento di business genera attorno a sé in modo sempre più automatico dati digitali, nel privato, nell’ambiente fisico e relazionale, in azienda e non solo sul web. Il capitale informativo si costruisce non si improvvisa. Bisogna dare forza alla capacità decisionale di ogni livello e in ogni funzione aziendale. Ma come passare dalla BI più tradizionale (basata su reporting) alla BI più orientata al supporto decisionale (business e content analytics)? «Bisogna adottare un approccio di BI governance in grado di misurare l’information capital non solo nella sua componente tangibile, ma soprattutto in quella intangibile, come l’innovazione nei processi decisionali direzionali e nei processi operativi».

BI OR NOT TO BE

Secondo Gerald Cohen, presidente e CEO di Information Builders «big data, cloud, social media, predictive analytics e mobile, più che semplici buzzwords, rappresentano i reali strumenti che stanno consentendo alle aziende di sfruttare in modo intelligente i dati per ottimizzare il business». Ma questi cinque trend valgono anche per il mercato italiano? Per Josè María García-Soto, amministratore delegato di Information Builders Italia e VP International Strategy la risposta è affermativa, anche se il livello di adozione non riguarda tutti e cinque i trend allo stesso modo. «Le imprese – infatti – sono consapevoli dell’importanza di gestire in modo efficace il loro capitale finanziario e umano, ma conoscono ancora poco il reale potere dell’informazione, capace di trasformare i dati in opportunità di business. Tutti i dipendenti di un’azienda, i partner, i fornitori esterni e stakeholder devono essere protagonisti di questa trasformazione». La mobile BI rappresenta una delle aree di maggiore interesse. Dal Summit 2013 di Milano, Information Builders ha sottolineato tre messaggi fondamentali: «L’Italia per Information Builders rappresenta il quarto mercato in EMEA, ma nel giro di un paio di anni, l’Italia sarà al secondo posto. Information Builders non offre solo uno strumento, ma un approccio architetturale per la business intelligence, basato sull’integrità dei dati con il più elevato livello di integrazione, grande velocità di deployment, semplicità d’uso e il più basso costo di ownership». Dopo due anni e mezzo di presenza sul mercato italiano, Information Builders può fare un bilancio positivo, contando le numerose referenze conquistate sul campo, la collaborazione con l’Università di Padova e la partnership con Pragma Systems.

VISIONE E STRATEGIA

«Information Builders – ha spiegato Rado Kotorov, VP e CIO di Information Builders – ha 38 anni di esperienza nel settore del software e servizi, con una forte focalizzazione su business intelligence e analytics, data integration e data quality per tutti i settori enterprise, pubblica amministrazione e principali fornitori di software OEM a livello globale. Information Builders vanta migliaia di clienti, milioni di utilizzatori e 1.350 dipendenti distribuiti in sessanta uffici in giro per il mondo».  

Secondo Rado Kotorov, «siamo bloccati nel paradigma di Excel e per superare il basso livello di innovazione bisogna elevare l’adozione di BI, allargandola anche agli operativi. Solo così si cambia la cultura aziendale». Non solo. «Dopo 20 anni di BI, in troppe aziende la conoscenza è ancora concentrata nelle mani di pochi. La conoscenza – invece – deve essere liquida e pervasiva. I fattori che ostacolano il successo delle aziende e che sono di intralcio all’adozione di un approccio analitico ai processi decisionali – ha detto Kotorov – sono la leadership esasperata, la politica, la mancanza di cultura e di accountability». Ogni riferimento è puramente casuale. 

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Information Builders Summit Italia 2013. «Dare più valore al capitale informativo per fare meta» https://www.datamanager.it/news/information-builders-summit-italia-2013-dare-pi-valore-al-capitale-informativo-fare-meta-48231. Mon, 24 Jun 2013 10:02:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/information-builders-summit-italia-2013-dare-piu-valore-al-capitale-informativo-per-fare-meta/ Josè María García-Soto, amministratore delegato di Information Builders Italia e VP International Strategy: «Adesso l’obiettivo è guadagnare quattro punti di market share e diventare punto di riferimento in Italia per la PA e le aziende large enterprise»

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Josè María García-Soto, amministratore delegato di Information Builders Italia e VP International Strategy: «Adesso l’obiettivo è guadagnare quattro punti di market share e diventare punto di riferimento in Italia per la PA e le aziende large enterprise»

Come il corretto controllo delle capacità di un atleta permette alla squadra di raggiungere nuovi traguardi, allo stesso modo il monitoraggio dei dati aziendali permette di prendere le decisioni giuste nei tempi giusti. Ma che cosa succede se l’allenatore di una squadra non è in grado di fornire ai propri giocatori le giuste coordinate di gioco in attacco e difesa? Per le imprese che combattono ogni giorno sul campo della competizione internazionale e dell’efficienza, raggiungere la meta non è un semplice gioco, ma una questione vitale. I dati rappresentano un asset fondamentale per le aziende al pari del capitale finanziario e umano. La business intelligence e la business analysis sono la risposta all’aumento della complessità e abilitano un nuovo approccio alla distribuzione della conoscenza aziendale. Il tasso di crescita dell’adozione di queste soluzioni in Italia è il più alto registrato in Europa nel 2011 (+13,3%) e rappresenta una vera sfida per Information Builders. La business intelligence (BI) non solo è lo strumento, ma la direzione per la crescita.

 

 

Gli esperti di Gartner a febbraio 2013 hanno posizionato Information Builders nel quadrante dei Leader del “Magic Quadrant for Business Intelligence and Analytics Platforms”. Il riconoscimento si basa sulla valutazione di WebFocus, la suite di soluzioni di BI sviluppata da Information Builders. Molti player di riferimento hanno inserito l’innovazione di Information Builders all’interno della loro offerta come IBM (con DB2 web query), SAP (con la suite di 300 adattotori iWay), EMC, (Greenplum), Teradata (rapid warehouse), Oracle (iWay integration), Infor (adattatori), Software AG, Serena Software, Informatica, Tagetik (PML). Dal report di Gartner emerge che la piattaforma di BI and Analytics è “una piattaforma che fornisce 15 funzionalità indirizzate a tre diverse categorie: integrazione, information delivery e analisi”.

Secondo Gartner, l’attenzione sul data discovery da parte della maggior parte dei leader di mercato accelera il percorso verso la decentralizzazione e l’empowerment degli utenti di business intelligence e business analytics, permettendo alle aziende di eseguire attività analitiche e diagnostiche con massima efficienza ed efficacia. Grazie alle sue soluzioni intuitive e alla capacità di supportare un numero illimitato di utenti concorrenti, Information Builders occupa una posizione di rilievo nel mercato di riferimento per visione, tecnologia e ROI.

 

 

VALORIZZARE IL CAPITALE INFORMATIVO

Ma che cosa è il capitale informativo che sta sfidando le imprese? Per Paolo Pasini, direttore Osservatorio BI di SDA Bocconi School of Management, «ogni persona, cosa, evento naturale, ogni oggetto o evento di business genera attorno a sé in modo sempre più automatico dati digitali, nel privato, nell’ambiente fisico e relazionale, in azienda e non solo sul web. Il capitale informativo si costruisce, non si improvvisa. Bisogna dare forza alla capacità decisionale a ogni livello e in ogni funzione aziendale. Lo scenario della BI sta passando dai tool tradizionali a un approccio più infrastrutturale, in grado di abilitare anche strumenti analitici evoluti in mobilità. Le aziende stanno passando a una BI più analitica attraverso l’implementazione di una maggiore BI governance». Ma come passare dalla BI più tradizionale (basata su reporting) alla BI più orientata al supporto decisionale (business e content analytics)? «Bisogna adottare un approccio di BI governance in grado di misurare l’information capital non solo nella sua componente tangibile, ma soprattutto in quella intangibile, come l’innovazione nei processi decisionali direzionali e nei processi operativi». Secondo la ricerca dell’Osservatorio business intelligence (OBI), su 202 CIO di medio-grandi aziende italiane, le fonti di dati maggiormente associate ai big data sono i social network e i social media (54%). Secondo il campione, le principali aree di impatto e di beneficio di business dei big data sono: «L’accuratezza delle analisi del comportamento del mercato, la costruzione di una nuova piattaforma IT in grado di superare i limiti del data warehouse, la velocità delle insight a supporto delle decisioni strategiche, l’analisi e la gestione di point-of-interest aziendali e infrastrutture sul territorio, l’analisi di dati strutturati e non strutturati e l’ottimizzazione dei processi aziendali». Ma dove risiede il possibile commitment aziendale e quali figure sono maggiormente coinvolte? «Nella fase di approccio alla BI – spiega Paolo Pasini – sono i CIO (37%) ad avere un ruolo maggiore nelle fasi iniziali di comprensione dei big data, mentre i CMO (20%) risultano decisivi nella fase di implementazione dei big data». Attualmente, la maggioranza delle aziende italiane si presenta nella fase di comprensione dei big data e dei loro possibili benefici (57%). Una parte rilevante (25%) è consapevole del valore dei big data, ma le “priorità” immediate restano la gestione della privacy e della sicurezza dei dati. Un’altra parte – invece – non sente il bisogno dei big data (con un 7% che ha però avviato una fase di comprensione).

 

 

BI OR NOT TO BE

Secondo, Gerald Cohen, presidente e CEO di Information Builders «big data, cloud, social media, predictive analytics e mobile più che semplici buzzwords rappresentano i reali strumenti che stanno consentendo alle aziende di sfruttare in modo intelligente i dati per ottimizzare il business». Ma questi cinque trend valgono anche per il mercato italiano? Per Josè María García-Soto, amministratore delegato di Information Builders Italia e VP International Strategy la risposta è affermativa, anche se il livello di adozione non riguarda tutti e cinque i trend allo stesso modo. «Le imprese – infatti – sono consapevoli dell’importanza di gestire in modo efficace il loro capitale finanziario e umano, ma conoscono ancora poco il reale potere dell’informazione, capace di trasformare i dati in opportunità di business. Tutti i dipendenti di un’azienda, i partner, i fornitori esterni e stakeholder devono essere protagonisti di questa trasformazione». La mobile BI rappresenta una delle aree di maggiore interesse. Dal Summit 2013 di Milano, Information Builders sottolinea tre messaggi fondamentali: «L’Italia per Information Builders – afferma Josè María García-Soto – rappresenta il quarto mercato in EMEA, ma nel giro di un paio di anni, l’Italia sarà al secondo posto. Information Builders non offre solo uno strumento, ma un approccio architetturale per la business intelligence, basato sull’integrità dei dati con il più elevato livello di integrazione, grande velocità di deployment, semplicità d’uso e il più basso costo di ownership». Dopo due anni e mezzo di presenza sul mercato italiano, Information Builders può fare un bilancio positivo, contando le numerose referenze conquistate sul campo, la collaborazione con l’Università di Padova e la partnership con Pragma Systems.

 

 

FOCUS SULLE SOLUZIONI

Le organizzazioni strategiche hanno ormai compreso perfettamente il valore intrinseco legato al fatto di rendere disponibili le informazioni a un numero crescente di persone, sia all’interno dell’impresa, sia all’esterno.

Con WebFocus, anche gli utenti finali privi di conoscenze tecniche specifiche possono accedere, personalizzare e creare dashboards interattivi in tempo reale, eseguire report self-service e query ad hoc ottenendo massima visibilità e informazioni mirate. Le soluzioni di Information Builders consentono inoltre di integrare funzioni avanzate di visualizzazione e di modeling predittivo, grazie alle quali tutti gli utenti, indipendentemente dal rispettivo livello di conoscenze tecniche, possono prendere decisioni basate sull’analitica.

WebFocus è pienamente integrata con iWay, la serie di soluzioni di Integration e di Information Integrity di Information Builders che consente alle aziende di eseguire attività di integrazione e cleaning dei dati provenienti dalle fonti più svariate e di ottenere informazioni di massima precisione. Le potenti funzionalità dell’azienda si estendono a qualsiasi piattaforma mobile, senza richiedere una codifica device-specific e garantendo che i clienti possano accedere e manipolare le informazioni anche quando operano all’esterno dell’azienda. Caratterizzate da elevata scalabilità, le soluzioni di Information Builders possono supportare gruppi di utenti di qualsiasi dimensione, tipologia e funzione e possono integrare nuovi user e applicazioni senza richiedere risorse amministrative o infrastrutture addizionali.

 

 

VISIONE E STRATEGIA

«Information Builders – spiega Rado Kotorov, VP e CIO di Information Builders – ha 38 anni di esperienza nel settore del software e servizi, con una forte focalizzazione su business intelligence e analytics, data integration e data quality per tutti i settori enterprise, pubblica amministrazione e principali fornitori di software OEM a livello globale. Information Builders vanta migliaia di clienti, milioni di utilizzatori e 1.350 dipendenti distribuiti in sessanta uffici in giro per il mondo».

Secondo Rado Kotorov, «siamo bloccati nel paradigma di Excel e per superare il basso livello di innovazione bisogna elevare l’adozione di BI, allargandola anche agli operativi. Solo così si cambia la cultura aziendale». Non solo. «Dopo 20 anni di BI, in troppe aziende la conoscenza è ancora concentrata nelle mani di pochi. La conoscenza – invece – deve essere liquida e pervasiva. I fattori che ostacolano il successo delle aziende e che sono di intralcio all’adozione di un approccio analitico ai processi decisionali – dice Kotorov – sono la leadership esasperata, la politica, la mancanza di cultura e di accountability». Ogni riferimento è puramente casuale.

 

 

BATA: L’AZIENDA AGILE IN MOBILITÀ

Tomas Bata inizia la sua attività in Moravia all’inizio del secolo scorso, rivoluzionando il modo di produrre le scarpe. La sua visione è ambiziosa: costruire da zero una grande compagnia globale.

Oggi, Bata Shoe Organization (BSO) è la prima multinazionale nel mondo della calzatura sia per fatturato, sia per quantità di unità prodotte e vendute. E’ presente in tutto il mondo con 5mila negozi diretti e 300 milioni di paia di scarpe vendute ogni anno. «L’adozione di una piattaforma di mobile BI – afferma Daniele Grigoletto, project manager soluzioni business intelligence di Bata Europe – nasce dall’esigenza di dotare gli area manager di uno strumento per la consultazione online di dati, report, documenti puntuali e aggiornati. Inoltre, avevamo bisogno di velocizzare lo scambio delle informazioni tra la sede e il territorio, con la possibilità di produrre rapporti di visita negozio direttamente su mobile device, eliminando i vecchi format cartacei. Grazie a questo progetto, i dati sono automaticamente salvati nel database centrale e sono subito disponibili per ogni tipo di analisi».

Si tratta di uno schema logico per la BI e l’analisi dati always connected. «La struttura del progetto – spiega Francesco Breda, presidente Pragma Management Systems – si basa sull’infrastruttura portale WebFocus per supportare le esigenze multi-servizio (reports, documenti, store rapporti di visita e fotografie), analisi e sviluppo report con accesso diretto a IBM DB2, Oracle e Excel. Questo schema prevede la predisposizione di interfacce utente per l’archiviazione e la distribuzione dei documenti, attaverso lo sviluppo di una brand app per piattaforma iOS, da affiancare alla app standard di Information Builders».

 

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