Londra – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 13:02:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Londra – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Facebook compra Bloomsbury AI per combattere le fake news https://www.datamanager.it/2018/07/facebook-compra-bloomsbury-ai-per-combattere-le-fake-news/ Wed, 04 Jul 2018 09:37:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150628 La startup londinese entra nel giro del social network come parte degli sforzi per la lotta alle bufale tramite strumenti di intelligenza artificiale Facebook non ha mai nascosto di non avere la soluzione definitiva nella lotta alle fake news. In più di un’occasione il social network ha spiegato la necessità di ottenere un mix tra […]

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La startup londinese entra nel giro del social network come parte degli sforzi per la lotta alle bufale tramite strumenti di intelligenza artificiale

Facebook non ha mai nascosto di non avere la soluzione definitiva nella lotta alle fake news. In più di un’occasione il social network ha spiegato la necessità di ottenere un mix tra tecnologia e persone per giungere a risultati concreti, senza i quali non può esservi piattaforma impeccabile che tenga. Alcuni paradigmi però possono sicuramente accelerare il processo di individuazione e rimozione delle bufale. Ed è il caso dell’intelligenza artificiale che, tramite i suoi algoritmi avanzati di deep learning, ha tutte le carte in regola per imparare a riconoscere le fondamenta di una fake news, per penalizzarla online e renderla visibile solo a un numero ristretto di persone.

Un’iniziativa a cui Facebook darà maggior seguito grazie a Bloomsbury AI, una startup londinese acquisita da poco. Il campo di azione della compagnia è l’elaborazione del linguaggio naturale finalizzato alla realizzazione di software che possono rispondere a domande partendo dalla comprensione di un asset di documenti. In parole povere, una macchina è in grado di dire se quella che si trova finanzi è una bufala studiando la storia, i numeri e le evidenze su un tema.

Lotta al falso

L’obiettivo di Facebook è di avvalersi di tool del genere per impedire la diffusione delle fake news soprattutto in momenti particolari della società civile, come le elezioni, i referendum e le decisioni comunitarie. Non a caso, è nel periodo immediatamente precedente all’elezione di Donald Trump che gli analisti hanno individuato l’ascesa maggiore delle bufale, propinate soprattutto dalla Russia, con la volontà di destabilizzare l’opinione pubblica.

Quanto possa servire un metodo simile per la lotta al falso è un interrogativo concreto. Non esistono però, almeno ad oggi, soluzioni tout-court per bloccare la viralità di alcune notizie. Certi progetti di cui si è parlato in passato, come il pulsantino per indicare quali dei fatti che scorrono sul news feed non sono veri, non si sono ancora realizzati, probabilmente perché Zuckerberg crede che sia meglio migliorare gli automatismi online piuttosto che chiedere agli iscritti di agire direttamente nella segnalazione, anche perché in assenza di una tale attività, le bufale continuerebbero a circolare. E siamo di nuovo al punto di partenza, a quel necessario mix tra uomo e macchina che può invertire un trend ancora molto pericoloso.

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Uber torna a lavorare a Londra (per ora) https://www.datamanager.it/2018/06/uber-torna-a-lavorare-a-londra-per-ora/ Wed, 27 Jun 2018 16:59:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150284 Uber ha riottenuto la licenza per poter operare a Londra ma potrà farlo solo per i prossimi 15 mesi. L’app prende tempo per poter raggiungere un accordo con le autorità cittadine Uber è l’app di ride sharing più utilizzata al mondo ma l’azienda di San Francisco non è particolarmente ben voluta né da tassisti, che […]

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Uber ha riottenuto la licenza per poter operare a Londra ma potrà farlo solo per i prossimi 15 mesi. L’app prende tempo per poter raggiungere un accordo con le autorità cittadine

Uber è l’app di ride sharing più utilizzata al mondo ma l’azienda di San Francisco non è particolarmente ben voluta né da tassisti, che la vedono come un nemico che sfrutta mezzi illegali, né da molti governi. In Italia ad esempio non è possibile accedere alla piattaforma UberPop mentre a Londra teoricamente non sarebbe possibile nemmeno prenotare le eleganti auto nere. Lo scorso settembre l’autorità per i trasporti della capitale della Gran Bretagna non ha rinnovato a Uber la licenza perché preoccupata dalla sua poca trasparenza in termini di trattamento dei dati degli utenti e per la sicurezza dei viaggiatori. L’app ha presentato ricorso e ha continuato a fornire il suo servizio in attesa della decisione dei giudici.

Il tribunale ha deciso di concedere a Uber una licenza di prova per la durata di appena 15 mesi contro i 4 anni di quelle dei servizi taxi classici. Il colosso del ride sharing, che sta testando una soluzione per abbassare le tariffe di viaggio, ha dovuto provvedere a dei cambiamenti per ottenere questo risultato. L’intero management della sede di Londra dovrà essere sostituito e inoltre dovrà essere nominata una commissione indipendente il cui compito sarà quello di monitorare le attività dei rider in città. Quest’ultimi, che in alcuni casi sono stati anche accusati di molestie e abusi ai danni dei passeggeri, subiranno controlli più serrati per evitare che guidino stanchi. Inoltre, l’app ha accettato di condividere con le autorità i dati sugli spostamenti delle sue vetture.

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Le auto senza pilota approdano a Londra https://www.datamanager.it/2018/03/le-auto-senza-pilota-approdano-a-londra/ Fri, 23 Mar 2018 19:00:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144288 L’aeroporto di Gatwick ospiterà numerosi test volti a introdurre i veicoli senzienti nella metropoli inglese. Merito del lavoro di Oxbotica Le chilometriche piste degli aeroporti possono rivelarsi molto utili per i test sulle auto senza pilota. Sarà per questo che Gatwick, a una certa distanza da Londra, ospiterà le prove della startup Oxbotica, che intende […]

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L’aeroporto di Gatwick ospiterà numerosi test volti a introdurre i veicoli senzienti nella metropoli inglese. Merito del lavoro di Oxbotica

Le chilometriche piste degli aeroporti possono rivelarsi molto utili per i test sulle auto senza pilota. Sarà per questo che Gatwick, a una certa distanza da Londra, ospiterà le prove della startup Oxbotica, che intende piazzare diversi veicoli senzienti tra un gate e l’altro, per trasportare lo staff nei loro frequenti spostamenti e intanto capire se macchine del genere possano servire in termini di velocità e ottimizzazione dei costi. “Fuori e dentro gli hangar degli aeroporti girano mezzi di ogni genere, ognuno con un compito ben preciso – spiegano da Oxbotica – la sfida è incastrare in questo mondo complesso un’automobile intelligente, che possa semplificare le attività dei singoli addetti. Lavoreremo a stretto contatto con Gatwick per dimostrare che la nostra tecnologia di guida autonoma è pronta per muovere le persone”.

Come funziona

Nello specifico, Oxbotica si occupa della realizzazione del software che funge da cervello di un veicolo senziente. La tecnologia intende democratizzare il settore visto che bastano un paio di integrazioni per far diventare smart qualsiasi auto, tramite l’utilizzo del Lidar, il sistema che sfrutta impulsi laser per riconoscere persone e oggetti nell’ambiente circostante; dati che vengono analizzati ed elaborati dal computer di bordo per ricreare un percorso sicuro all’interno di un preciso tragitto.

Declinare tutto ciò in un’area vasta ma sostanzialmente priva di imprevisti, come quella di un aeroporto, consentirà di introdurre gradualmente la novità, in attesa di fare il grande salto tra le road della City. “Qualora i test dovessero avere successo – ha detto Cathal Corcoran, CIO dell’Aeroporto di Gatwick – potremmo pensare a un servizio esteso per i passeggeri, con lo staff pronto a coordinare il traffico e i movimenti su larga scala”.

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Ford Motor Company annuncia a Londra il lancio di Chariot, servizio di navetta su base collettiva https://www.datamanager.it/2018/02/ford-motor-company-annuncia-londra-lancio-chariot-servizio-navetta-base-collettiva/ Wed, 07 Feb 2018 14:04:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140579 Chariot arriva in Europa, l’innovativo servizio di navetta su base collettiva, per la prima volta a Londra, con quattro percorsi progettati per facilitare i viaggi dei pendolari Dopo la diffusione in diverse aree urbane negli Stati Uniti, nell’ambito dello sviluppo di soluzioni in grado di rispondere alle sfide dell’attuale mobilità urbana, Ford Mortor Company annuncia […]

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Chariot arriva in Europa, l’innovativo servizio di navetta su base collettiva, per la prima volta a Londra, con quattro percorsi progettati per facilitare i viaggi dei pendolari

Dopo la diffusione in diverse aree urbane negli Stati Uniti, nell’ambito dello sviluppo di soluzioni in grado di rispondere alle sfide dell’attuale mobilità urbana, Ford Mortor Company annuncia il lancio del servizio di navetta su base collettiva Chariot, anche in Europa, più precisamente a Londra.

Progettato per gli abitanti delle città residenti nelle aree più difficili da raggiungere, dove il trasporto pubblico non è facilmente accessibile, Chariot consente ai passeggeri di completare il primo e l’ultimo miglio del loro viaggio in modo più rapido e veloce, mettendoli in collegamento con gli snodi di transito e le stazioni della metropolitana.

A Londra, il servizio Chariot è iniziato questa settimana, con 4 percorsi ideati per integrare il sistema di trasporto pubblico già esistente.

“Benché Londra sia ben servita dai mezzi pubblici, il pendolarismo, ogni giorno, mette a dura prova la quotidianità di molte persone. Chariot, si propone come soluzione a questo problema, fornendo una modalità di trasporto di massa veloce, affidabile e conveniente per coloro che vivono nelle città di oggi”, ha dichiarato Sarah Jayne Williams, Director, Ford Smart Mobility, Europe.

I 4 percorsi inseriti a Londra, sono stati ideati dopo un’accurata analisi delle aree urbane, e progettati per collegare i pendolari che vivono in aree molto popolate, alle reti di trasporto esistenti. Le rotte contribuiranno a colmare le lacune logistiche tra alcuni dei diversi quartieri londinesi, oggi in rapida crescita, e sei snodi di trasporto di Londra: Clapham Junction, North Greenwich, Abbey Wood, Kennington, Vauxhall e Battersea Park.

Negli orari di punta, 6 navette Chariot transiteranno nelle aree indicate, insieme a 14 minibus ad alta efficienza. Ogni navetta sarà in grado di ospitare comodamente 14 passeggeri e potrà procedere sulle corsie dedicate agli autobus, offrendo collegamento Wi-Fi, aria condizionata e spazio per riporre laptop e valigette. Le navette saranno accessibili anche per i passeggeri diversamente abili, i conducenti, infatti, grazie alla formazione professionale specifica, potranno consentire l’ingresso delle sedie a rotelle, e prestare assistenza agli utenti con esigenze speciali.

Utilizzare Chariot sarà semplicissimo. Gli utenti dovranno semplicemente aprire e controllare l’App dedicata per trovare i percorsi a loro più vicini, riservare un posto e nel mentre dirigersi verso il Chariot assegnato.

Londra è la sesta realtà urbana ad essere coinvolta nel progetto di espansione di Chariot, dopo l’implementazione negli Stati Uniti a San Francisco, New York, Seattle, Columbus e Austin. Il servizio di navetta su base collettiva rientra nelle misure volte a contrastare, sia i problemi legati alla congestione del traffico sia a contribuire alla riduzione dell’impronta ambientale, oltre a colmare lacune nel sistema di trasporto pubblico e rappresentare un’alternativa tra le opzioni a disposizione dei pendolari. Chariot, che oggi gestisce complessivamente 108 percorsi giornalieri, prevede di espandersi in altre città sia negli Stati Uniti sia in altre realtà urbane internazionali.

“Le città a livello globale stanno affrontando un aumento delle problematiche relative alla congestione del traffico e alla sostenibilità”, ha dichiarato Marcy Klevorn, President, Ford Mobility. “Ford si sta impegnando attivamente per sviluppare soluzioni di mobilità, come a esempio Chariot, che si rivolge direttamente ai pendolari assicurandosi che le loro esigenze non siano sacrificate a causa di una mobilità limitata”.

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La salvezza dei tablet potrebbe essere Chrome OS https://www.datamanager.it/2018/01/la-salvezza-dei-tablet-chrome-os/ Wed, 31 Jan 2018 19:00:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139999 In un settore completamente fermo, il sistema operativo cloud-based di Google darebbe lo slancio necessario a un consolidamento nei settori educational ed enterprise Quando nel 2017 i dati di vendita dei Chromebook negli USA hanno superato quelli dei MacBook, in tanti hanno cercato di capire come un prodotto così particolare avesse potuto sgominare la leadership […]

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In un settore completamente fermo, il sistema operativo cloud-based di Google darebbe lo slancio necessario a un consolidamento nei settori educational ed enterprise

Quando nel 2017 i dati di vendita dei Chromebook negli USA hanno superato quelli dei MacBook, in tanti hanno cercato di capire come un prodotto così particolare avesse potuto sgominare la leadership di Apple. Una singola risposta non c’è ma probabilmente Big G ha dato al settore educational ciò che serviva davvero per portare la formazione su un nuovo livello: un hardware onesto, una serie di servizi sulla nuvola e soprattutto un prezzo contenuto.

Quante scuole darebbero nelle mani degli alunni portatili da centinaia di euro? Poche, ed è per questo che il discorso cambia quando lo strumento a disposizione assume contorni meno di design ma più funzionali all’ambito di riferimento. Insomma, i Chromebook hanno accelerato il processo di digitalizzazione scolastica negli Stati Uniti più di quanto siano riusciti a fare in Europa, probabilmente per l’ostruzionismo di chi ha sottoscritto contratti decennali con gli istituti.

Tablet a bordo

Molto del merito dei Chromebook va a Chrome OS, un sistema operativo all’inizio snobbato, per la pretesa di voler basare il 90% delle operazioni sul cloud ma vincente perché veloce e versatile e forse più lontano dei competitor da quella minaccia chiamata obsolescenza. E proprio Chrome OS potrebbe rappresentare la salvezza di un mercato in difficoltà, quello dei tablet. Un’indiscrezione che arriva direttamente da Londra racconta dell’avvistamento di un dispositivo a marchio Acer con a bordo l’OS di Google, destinato a studenti di primo, secondo e terzo grado.

In un settore consumer che pare saturo in quanto all’offerta (i tablet a differenza degli smartphone sembrano non poter facilmente rinnovarsi esteticamente) Chrome OS darebbe quella spinta in più all’adozione in ambiti finora poco considerati dalle tavolette, tra cui lo scolastico. I motivi? Gli stessi dietro il successo de Chromebook: semplicità, maneggevolezza e convenienza, tre pilastri che il campo della formazione deve far propri, per sopravvivere cogliendo quello che può dai trend dell’innovazione.

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Honor pronta a lanciare “10” https://www.datamanager.it/2017/11/honor-pronta-lanciare-10/ Wed, 29 Nov 2017 19:30:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136429 La spinf-off di Huawei dovrebbe svelare nei prossimi giorni il successore della sua gamma di fascia alta, tra le più amate tra i millennials Da alternativa economica a best buy del mercato europeo. Honor in un paio di anni si è ritagliata un posto di assoluto valore nel panorama mobile internazionale. Come la compagnia dalla […]

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La spinf-off di Huawei dovrebbe svelare nei prossimi giorni il successore della sua gamma di fascia alta, tra le più amate tra i millennials

Da alternativa economica a best buy del mercato europeo. Honor in un paio di anni si è ritagliata un posto di assoluto valore nel panorama mobile internazionale. Come la compagnia dalla quale è nata, Huawei, anche la cinese ha mosso i primi, importanti, passi in patria, per poi sbarcare nel vecchio continente con grosse aspettative. In parte queste sono state realizzate, visto che anche gli analisti la considerano oramai tra le big al pari di Samsung ed LG (oltre alla stessa Huawei ovviamente). Per non mollare nemmeno un centimetro nei confronti dei rivali, Honor sarebbe in procinto di presentare il suo prossimo smartphone “top”, conosciuto con il nome di Honor 10 oppure V10. Non si hanno dettagli ufficiali ma pare che qualche novità debba esservi agli inizi di dicembre.

Come sarà

Difficile ipotizzare forme e design del terminale anche se è logico pensare a qualcosa in linea con i modelli attualmente in circolazione. Via dunque il tasto centrale Home e un display full vision con un aumento della superficie con cui interagire. Considerando che il telefonino si porrà nella fascia medio-alta è auspicabile un hardware dalle buone prestazioni, magari un Kirin 970, lo stesso dotato di Intelligenza Artificiale che potenzia il Mate 10 Pro di Huawei. A fare da cornice la solita EMUI, in versione 6, tanto amata quanto odiata dai puristi di Android. Un paio di leak diffusi online negli ultimi giorni mostrerebbero già lo schermo senza pulsante e il claim Max Your View, che starebbe a indicare una diagonale importante, forse anche oltre i 6 pollici. Ne sapremo di più agli inizi di dicembre, quando Honor V10 dovrebbe essere presentato in una location europea.

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Londra ancora più connessa: tra le prime in Europa con il 4G sottoterra https://www.datamanager.it/2017/11/londra-ancora-piu-connessa-le-prime-europa-4g-sottoterra/ Wed, 29 Nov 2017 11:04:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136431 La famosa metropolitana della City beneficerà della connessione veloce lungo una parte del suo tragitto grazie ai lavori da ultimare entro il 2019 Se spesso ci lamentiamo dello scarso segnale mobile nelle città, pensiamo a cosa succede quando con i mezzi pubblici attraversiamo gallerie e lunghe zone d’ombra. Uno svantaggio comunicativo che Londra vuole eliminare […]

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La famosa metropolitana della City beneficerà della connessione veloce lungo una parte del suo tragitto grazie ai lavori da ultimare entro il 2019

Se spesso ci lamentiamo dello scarso segnale mobile nelle città, pensiamo a cosa succede quando con i mezzi pubblici attraversiamo gallerie e lunghe zone d’ombra. Uno svantaggio comunicativo che Londra vuole eliminare per sempre, integrando nella sua famosa Tube, la metropolitana, lunghi cavi in grado di sparare sottoterra il segnale 4G preso dalle torri in superficie. Fautrice del progetto è la Transport for London, agenzia che gestisce il traffico pubblico della City europea (ancora per poco). Stando ai piani, entro il 2019 diverse miglia tra le stazioni principali avranno la connessione veloce tramite vari operatori. Gia la scorsa estate, TFL aveva attuato un trial temporaneo, per verificare la fattibilità dell’operazione che, dopo alcune settimane, sembra essere andata anche oltre le aspettative.

Sempre connessi

“Il successo della sperimentazione prova che siamo in grado di colmare una lacuna globalmente riconosciuta – spiegano dalla società di trasporti di Londra – quella che oggi non permette alle persone di sfruttare il 4G in metropolitana e sui treni. Si tratta di una notizia che farà contenti i milioni di pendolari e turisti ma anche le strategie di business degli operatori, che così potranno generare contenuti ovunque”. Allo stato attuale, il progetto vede la collaborazione di O2, H3G, EE e Vodafone anche se TFL è alla ricerca di un unico soggetto interlocutore che possa portare il 4G lungo tutta l’immensa linea della metro, la più grande in Europa e tra le più grandi al mondo. Nonostante l’obiettivo 2019, già il prossimo anno si dovrebbero vedere i primi risultati sulle tratte servite, in attesa di aggiornare il tutto (molto più in là) sullo standard 5G. Allora sarà vera rivoluzione.

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Abbiamo bisogno delle smart car ma ancora di più degli smart pedoni https://www.datamanager.it/2017/10/bisogno-delle-smart-car-ancora-piu-degli-smart-pedoni/ Wed, 11 Oct 2017 18:00:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132597 A Londra arriva Smart Crossing, un marciapiede che si accorge delle irregolarità di persone e ciclisti mentre attraversano la strada. L’obiettivo è ridurre il pericolo di incidente Secondo le autorità britanniche, sono circa 20 gli incidenti che avvengono ogni giorno agli incroci principali di Londra. La città, come le principali capitali europee, è tra le […]

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A Londra arriva Smart Crossing, un marciapiede che si accorge delle irregolarità di persone e ciclisti mentre attraversano la strada. L’obiettivo è ridurre il pericolo di incidente

Secondo le autorità britanniche, sono circa 20 gli incidenti che avvengono ogni giorno agli incroci principali di Londra. La città, come le principali capitali europee, è tra le migliori candidate per il progetto Smart Crossing, appena presentato. Si tratta di un incrocio 2.0, un sistema di luci e avvisi che ha l’obiettivo di ridurre al minimo i pericoli nell’attraversamento pedonale, soprattutto quelli in cui sono coinvolti pedoni e ciclisti, spesso per una disattenzione di troppo. Funziona così: l’illuminazione che riflette sulla zona stradale adibita al passaggio delle persone mostra tanti piccolini puntini bianchi quando si può attraversare, mentre il colore viene convertito in rosso poco prima del via libera alle auto. Ma non è tutto.

Attenzione allo smartphone

Un sistema integrato di telecamere scruta perennemente i passanti a piedi e su due ruote per comprendere quando qualcuno sta attraversando in maniera distratta, perché impegnato a usare il cellulare o nella lettura profonda di un libro. A quel punto segnali visivi e audio avvisano del pericolo, attirando l’attenzione dei pedoni (o biker) così da rimetterli sulla retta via. Il bello della struttura è che è versatile e adattabile a diverse situazioni proprio perché caratterizzata da un complesso digitale non predeterminato. Ad esempio, nel caso di gruppi di scolari e comitive, può coprire un’area più vasta e usare luci più forti. Al momento lo Smart Crossing è in uso nella periferia sud-est di Londra ma non è esclusa un’adozione più ampia nella City. L’incrocio intelligente è la dimostrazione che per abbassare il numero delle vittime della strada abbiamo certamente bisogno delle smart car, più attente e vigili di quanto lo siano gli uomini, ma anche degli smart pedoni, con un grado di prudenza almeno pari a quello degli automobilisti.

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Uber fuori da Londra? Ne approfitta Lyft https://www.datamanager.it/2017/09/uber-londra-ne-approfitta-lyft/ Wed, 27 Sep 2017 18:30:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131747 A seguito del mancato rinnovo della licenza nella City il rivale più diretto si è fatto avanti per estendere i suoi servizi in Europa Lyft potrebbe guadagnare un bel po’ dal mancato rinnovo a Uber della licenza di circolazione per le strade di Londra. Negli anni scorsi la startup ha incontrato più di una volta […]

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A seguito del mancato rinnovo della licenza nella City il rivale più diretto si è fatto avanti per estendere i suoi servizi in Europa

Lyft potrebbe guadagnare un bel po’ dal mancato rinnovo a Uber della licenza di circolazione per le strade di Londra. Negli anni scorsi la startup ha incontrato più di una volta le autorità di trasporto della City per cercare di estendere il proprio raggio di azione in una zona nevralgica d’Europa. A differenza della rivale, la società americana, a cui guarda con interesse anche Google, sin dall’inizio si è posta favorevole a un accordo con le organizzazioni che gestiscono il traffico urbano nelle principali città nelle quali sogna di lanciare il proprio servizio. Non a caso Logan Green, CEO di Lyft, ad agosto aveva ufficializzato i progetti di espansione al di là degli States: “Non è un progetto così distante come pensiamo” – erano state le sue parole.

Tra i due litiganti…

Del resto lo sbarco in Europa è un passo obbligato per un servizio che attualmente copre 600 città negli USA, con circa il 95% della popolazione servita. E proprio la decisione di non rinnovare la licenza a Uber avrebbe spinto Lyft ad accelerare nell’intavolazione di un accordo di massima per l’accensione dei suoi taxi privati nella capitale britannica. L’agenzia che coordina il movimento di taxi classici e del noleggio privato è la Transport for London (TFL), che ha incontrato i manager di Lyft a dicembre del 2016 e poi a gennaio e marzo di quest’anno. Tuttavia il rapporto con la compagnia, di cui è investitrice anche General Motors, non è esclusivo: “Dedichiamo la stessa attenzione a chiunque ci prospetti interessanti innovazioni nel mondo dei trasporti – si legge in un comunicato recente – se l’obiettivo è migliorare la mobilità di Londra noi ci siamo”.

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Uber non è più ben accetta a Londra https://www.datamanager.it/2017/09/uber-non-piu-ben-accetta-londra/ Mon, 25 Sep 2017 17:30:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131612 Uber è diventa illegale nella capitale del Regno Unito. L’azienda di San Francisco è pronta a fare ricorso Per Uber questo è il periodo più nero della sua storia. L’app di ride sharing di tutto il mondo sembrava aver finalmente convinto i legislatori europei sulla liceità del suo servizio dopo essere stata dichiarata illegale in […]

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Uber è diventa illegale nella capitale del Regno Unito. L’azienda di San Francisco è pronta a fare ricorso

Per Uber questo è il periodo più nero della sua storia. L’app di ride sharing di tutto il mondo sembrava aver finalmente convinto i legislatori europei sulla liceità del suo servizio dopo essere stata dichiarata illegale in diversi Paesi (Italia compresa) ma agli scandali sessuali e all’addio del CEO e fondatore Travis Kalanick si è aggiunta una nuova tegola. Venerdì scorso l’autorità che regolamenta i trasporti a Londra le ha ritirato la licenza per operare a partire dalla fine di settembre. La Transport for London afferma in un comunicato diffuso su Twitter che Uber “non possiede i requisiti necessari per presentarsi come operatore privato” in quanto esistono “mancanze” che “comportano potenziali rischi per la sicurezza”. L’autorità ha inoltre sottolineato di aver registrato vari reati come l’utilizzo del programma Greyball volto ad evitare i controlli della polizia. Anche il sindaco di Londra, Sadiq Khan, sostiene la decisione della Trasport for London e ha sottolineato che “tutte le compagnie operanti a Londra devono rispettare le regole e rispondere ai più alti standard, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei clienti” anche se si tratta di “servizio innovativo”. Ovviamente anche gli autisti dei celebri black cab hanno espresso tutta la loro soddisfazione per il bando dopo aver spesso protestato in piazza contro l’app.

Uber è finita sotto l’occhio vigile delle autorità per non aver denunciato alcuni reati imputati ai suoi autisti come molestie sessuali ai danni dei clienti. Inoltre, l’app è accusata di imporre ai suoi autisti condizioni di lavoro precarie e insostenibili. L’azienda di San Francisco ha comunque già confermato che presenterà ricorso. “Questa decisione – ha commentato un portavoce – dimostra che Londra, a dispetto delle parole del sindaco, si chiude alle aziende innovative”. L’app ha 21 giorni per presentare l’appello e potrà comunque operare fino alla sua conclusione. Per Uber, che sta lavorando alla mobilità urbana del futuro, perdere Londra è un guaio non da poco. Solo nella capitale britannica lavorano 40mila suoi driver che servono ben 3,5 milioni di clienti. Nel frattempo su Change.org è nata una petizione per chiedere la cancellazione del bando che ha già superato le 500mila firme. “Si tratta della campagna più veloce e di successo vista in Gran Bretagna quest’anno”, ha detto al the Guardian il direttore del sito, Kajal Odedra.

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