Par-Tec – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 21 Nov 2022 14:03:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Par-Tec – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Collaborare per innovare https://www.datamanager.it/2022/11/collaborare-per-innovare/ Mon, 21 Nov 2022 13:30:45 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222562 Una cultura aziendale orientata alle persone e focalizzata sul cliente Anche quest’anno Par-Tec è stata inserita nella classifica “Top 100 Software e Servizi IT” redatta da IDC Italia, posizionandosi al 118mo posto, con un incremento del + 8% rispetto alla rilevazione fatta lo scorso anno. «Un importante risultato, che segna un nuovo punto di inizio, […]

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Una cultura aziendale orientata alle persone e focalizzata sul cliente

Anche quest’anno Par-Tec è stata inserita nella classifica “Top 100 Software e Servizi IT” redatta da IDC Italia, posizionandosi al 118mo posto, con un incremento del + 8% rispetto alla rilevazione fatta lo scorso anno. «Un importante risultato, che segna un nuovo punto di inizio, attribuibile a una cultura orientata alle persone e focalizzata sul cliente capace di raggiungere e realizzare risultati tangibili e incrementali, attraverso tecnologie complesse, costruendo relazioni durature nel tempo» – afferma Luca Mariani, CEO di Par-Tec.

Questo riconoscimento arriva in un momento di profondi cambiamenti, innescati dalla rivoluzione digitale in molte industry, caratterizzati dalle infrastrutture cloud e l’Industria 4.0. Con la Quarta Rivoluzione Industriale, ora ben avviata, l’impatto delle attuali tecnologie e infrastrutture intelligenti e la transizione da un’economia lineare a un’economia circolare si fanno sentire in tutto l’ecosistema produttivo.

«Il nostro approccio – sottolinea Mariani – è guardare al futuro fornendo soluzioni che diano risposte alle attuali domande. In questo momento poniamo la massima attenzione alla creazione di processi agili, adattivi e intelligenti che ruotano e si adattano alle condizioni in costante cambiamento, rendendo la produzione più intelligente e sostenibile ecologicamente e socialmente. Sempre parlando di rivoluzione, per quanto concerne il cloud, noi guardiamo ai servizi finanziari, che negli ultimi anni si sono trasformati proprio grazie a questa tecnologia: oggi alcuni di essi sono sinonimo di applicazioni che girano su cloud e stanno evolvendo da un’attività di hardware a una di software».

Il Gruppo Par-Tec, in risposta a questo scenario, ha intrapreso un nuovo percorso, un’evoluzione di crescita di valore. «Il valore risiede – continua Mariani – nella capacità di rispondere efficacemente e rapidamente alle sfide del contesto in cui operiamo. Serve velocità d’azione, efficacia e resilienza, quindi Agility business. Cambiare la nostra fisionomia e struttura interna adattandoci alle sfide del mercato, ripensando strategie, riconfigurando processi operativi e organizzazione per trasformare le sfide dei nostri business in nuove opportunità. Vogliamo essere un’organizzazione in cui i team di lavoro siano eterogenei, composti da professionisti di diverse aree funzionali, portatori di idee ed esperienze diverse. Gruppi di lavoro molto coesi, concentrati su obiettivi da raggiungere, che pensano, dialogano e collaborano in modo più intelligente».

Una cultura di collaborazione e innovazione in grado di rafforzare la customer experience, attraverso un nuovo insieme di competenze allargate T shaped necessarie per operare in autonomia condivisa, cambiando il modo di guidare le persone all’interno dell’azienda.

A supporto di questo scenario, una serie di tecnologie abilitanti: abbracciando la trasformazione digitale, infatti, avremo a che fare con l’intelligenza aumentata, l’apprendimento automatico e profondo, la realtà virtuale e molte altre tecnologie innovative. Bisognerà prendere in considerazione alcune strategie per comprendere meglio e trarre vantaggio competitivo dall’enorme flusso di dati a cui oggi è possibile accedere.

«In tal senso – conclude Mariani – Par-Tec vuole diventare un ecosistema di apprendimento e sperimentazione digitale e tecnologica. Una community capace di creare dialogo e competenze digitali e quindi cultura, attraverso l’interazione delle diverse generazioni».

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Metodologia DevSecOps per un cloud agile e sicuro https://www.datamanager.it/2022/10/metodologia-devsecops-per-un-cloud-agile-e-sicuro/ Mon, 10 Oct 2022 13:00:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=221788 Nuovi scenari per la cloud security tra integrazione, automazione e collaborazione Lo scenario in cui operano le aziende in questi ultimi anni è cambiato drasticamente: il boom dello smart working e l’impennata dei servizi e delle infrastrutture cloud, ha accelerato i processi e portato all’adozione di ambienti variegati, geo-distribuiti e containerizzati. Un contesto così fluido […]

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Nuovi scenari per la cloud security tra integrazione, automazione e collaborazione

Lo scenario in cui operano le aziende in questi ultimi anni è cambiato drasticamente: il boom dello smart working e l’impennata dei servizi e delle infrastrutture cloud, ha accelerato i processi e portato all’adozione di ambienti variegati, geo-distribuiti e containerizzati.

Un contesto così fluido necessità però di una maggiore attenzione ai rischi legati alla cybersecurity. Lo dimostrano chiaramente i dati raccolti nel Rapporto Clusit 2022 sulla sicurezza ICT in Italia: nel 2021 gli attacchi informatici sono cresciuti del 10% a livello globale rispetto al 2020, e ne è aumentata anche la gravità. Il 79% dei casi ha un impatto “elevato”, contro il 50% dell’anno precedente: questa percentuale si compone di un 32% di attacchi classificati con una severity “critica” ed un 47% “alta”.

Con lo sviluppo agile, caratterizzato da un ciclo di vita iterativo e da pipeline di Continuous Integration/Continuous Delivery (CI/CD), un’applicazione viene modificata molto più frequentemente che in precedenza, impattando sui processi di security basati solamente su controlli pre-delivery. Le aziende, quindi, devono ripensare l’approccio alla sicurezza in chiave DevSecOps, una metodologia che consiste nell’anticipare (shift-left) e distribuire i controlli di sicurezza durante tutto il ciclo di gestione delle piattaforme. Questo percorso richiede di individuare le tecnologie più adatte ai propri team di sviluppo e ai processi, attraverso il supporto costante di un system integrator come Par-Tec: specializzato su cloud computing, soluzioni per la sicurezza e la privacy compliance, da anni è in prima linea per aiutare i suoi clienti a cogliere tutti i vantaggi offerti dal cloud, dal DevOps e dall’automation.

Le infrastrutture programmabili tipiche del cloud semplificano l’adozione di un approccio DevSecOps, che permette di ridurre il rischio di vulnerabilità applicative e quello di una violazione dei dati aziendali, integrando i processi di sicurezza sin dalla fase di progettazione del software e consentendo di rilevare rapidamente eventuali problemi. Secondo il NIST (National Institute for Standards and Technologies degli USA), i costi per la risoluzione di un problema di sicurezza dopo la messa in produzione possono essere 30 volte superiori a quelli sostenuti risolvendolo nelle prime fasi del ciclo di vita dello sviluppo del software. A dimostrazione che la sicurezza non può essere vista come un costo o un ostacolo alla produttività.

Oltre a rilevare preventivamente eventuali problemi, l’approccio DevSecOps ha altri vantaggi importanti: riduce il tempo complessivo di delivery e aumenta la redditività, la flessibilità e la capacità di innovare, diminuisce lo stress dei team di operation, riduce i costi di governance e conformità ed infine consente di sfruttare pienamente le infrastrutture e le tecnologie cloud-native. Inoltre, il paradigma DevSecOps incentiva l’approccio collaborativo tra i vari team, fornendo loro un feedback tempestivo nella routine quotidiana, che consente di individuare e risolvere le falle di sicurezza e al tempo stesso di formare le persone coinvolte attraverso la tecnologia e l’automazione.

Ed è in questo nuovo scenario che cresce il reale valore di un system integrator come Par-Tec, capace di promuovere un processo di emancipazione culturale e tecnologica dei propri clienti, attraverso il ruolo di technology advisor e driver di nuove competenze.

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Unified Security by design https://www.datamanager.it/2022/09/unified-security-by-design/ Fri, 30 Sep 2022 08:12:59 +0000 https://www.datamanager.it/?p=221830 Come rendere resilienti le piattaforme nell’epoca del DevOps & Automation In questi ultimi anni, complice anche la pandemia, abbiamo assistito ad una forte espansione dei servizi cloud e del remote working, eventi che hanno incrementato il numero degli accessi ai sistemi, da parte di utenti interni ed esterni alle organizzazioni, in ambienti sempre più variegati […]

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Come rendere resilienti le piattaforme nell’epoca del DevOps & Automation

In questi ultimi anni, complice anche la pandemia, abbiamo assistito ad una forte espansione dei servizi cloud e del remote working, eventi che hanno incrementato il numero degli accessi ai sistemi, da parte di utenti interni ed esterni alle organizzazioni, in ambienti sempre più variegati e geo-distribuiti. Questo scenario impone un’accurata gestione di tutti gli aspetti e i processi riguardanti la protezione delle identità digitali.

Da oltre 10 anni Par-Tec, system integrator specializzato su cloud computing e soluzioni per la sicurezza e la privacy compliance, è in prima linea per aiutare i propri clienti a cogliere i vantaggi offerti dal cloud, dal DevOps e dall’automation, senza dimenticare la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture, i meccanismi di autenticazione e gestione dell’intero ciclo di vita delle identità, attraverso l’utilizzo di strumenti mirati e di una governance efficace.

Il furto delle identità digitali è un tema cruciale per le aziende: secondo i dati raccolti nel Data Breach Investigations Report (DBIR) di Verizon del 2022, il 42% delle violazioni informatiche riguarda il furto delle credenziali.

«In questo scenario» afferma Riccardo Fiano, sales manager di Par-Tec, «si viene a creare una situazione pericolosa: la proliferazione delle identità. Il panorama IT sta evolvendo rapidamente ed è difficile restare al passo con i tempi, senza sviluppare una nuova visione che consenta di raggiungere la resilienza informatica».

I security team devono costantemente monitorare gli utenti, i sistemi e le applicazioni: lo stesso account può rappresentare identità multiple o un accesso “machine to machine”. In un ambiente così differenziato è difficile avere una visione completa delle attività svolte e un’analisi esaustiva della situazione.

«È difficile proteggere ciò che non conosciamo» prosegue Fiano «la chiave del successo è sicuramente quella di gestire le identità in modo unitario e non più frammentato come è stato fino ad ora. Identity Governance and Administration, Identity Access Management, User Behavior Analytics e Privileged Access Management devono essere amministrate con un modello olistico, capace di creare una solida integrazione e correlazione tra le identità».

Per fare questo le aziende devono adottare un approccio Zero Trust, incentrato non più sulle infrastrutture ma sul tracciamento delle attività, con strumenti analitici capaci di rilevare prontamente ogni anomalia. Solo così è possibile incrementare la consapevolezza del contesto e della condotta degli utenti e agire rapidamente con azioni correttive idonee, verso le minacce non note a priori.

«In quest’ottica la tecnologia è fondamentale» aggiunge Fiano «per questo in Par-Tec abbiamo selezionato le migliori risorse per offrirvi una protezione integrata ed unificata: come la Unified Identity Security Platform di One Identity, che consente di incrementare la sicurezza globale delle aziende, proteggendo persone, applicazioni e dati, attraverso l’unificazione delle migliori funzionalità di IGA, IAM, UBA e PAM».

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Par-Tec, mobile transformation https://www.datamanager.it/2022/04/par-tec-mobile-transformation/ Mon, 11 Apr 2022 08:29:20 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217519 Banking e trading, il finance abbraccia la trasformazione Mobile. Par-Tec disegna il futuro delle piattaforme di gestione, acquisto e vendita che sempre più mirano a esperienze semplici e ottimizzate, anche come risposta alle normative internazionali Il mondo del finance è forse quello che più di altri ha subito il rinnovamento causato dalla pandemia. Le app […]

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Banking e trading, il finance abbraccia la trasformazione Mobile. Par-Tec disegna il futuro delle piattaforme di gestione, acquisto e vendita che sempre più mirano a esperienze semplici e ottimizzate, anche come risposta alle normative internazionali

Il mondo del finance è forse quello che più di altri ha subito il rinnovamento causato dalla pandemia. Le app per il mobile banking, così come quelle per il trading, hanno ricevuto più innovazioni negli ultimi due anni che nel decennio precedente. Sono diventate lo strumento che consente l’accesso sicuro alla banca on-line (SCA – Strong Customer Authentication) e sono state arricchite di funzionalità incentrate sull’esperienza utente, rendendo più appagante svolgere operazioni prima possibili solo in filiale o al computer. Il Mobile First avanza e così evolve anche l’offerta del system integrator Par-Tec, che con estrema lungimiranza da sempre punta ad essere un partner per l’innovazione del settore finanziario tramite soluzioni efficienti e sicure. Il 2021 si è chiuso con ricavi per 18 milioni di euro e un numero di risorse, tra dipendenti e collaboratori, pari a 210, distribuite tra le sedi di Milano, Roma, Pistoia e Pomezia.

Nelle sedi di Milano e Pistoia si trova il team focalizzato sui progetti web e mobile in ambito retail banking e trading guidato da Claudio Buffo, project & solutions manager. Il 23% dei ricavi dell’azienda arrivano da questa area e si dividono tra sviluppo di progetti e contratti di application management. «Il settore è in continua trasformazione, tanto che ai filoni tradizionali di cui Par-Tec si occupa, oggi se ne aggiungono altri: alcune banche, apprezzando il lavoro svolto finora, ci hanno chiesto di prendere in carico anche l’evoluzione dell’home banking, sia lato web che mobile».


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Mobile First

Nell’esperienza di Par-Tec, vi è il consolidamento di una tendenza già evidente: le banche sono passate da una logica “must” (obbligo), in cui hanno realizzato le app mobile con poche funzionalità perché “lo facevano tutti”, ad un approccio “have to” (necessario), con applicazioni ricche di funzionalità che rendono inutile recarsi in filiale per le operazioni di routine. Questo canale, in un mondo sempre più digitale, sia tecnologicamente che culturalmente, è oggi al centro della strategia delle banche. «Gli istituti stanno investendo sul canale mobile per realizzare app sicure, semplici da usare, funzionalmente complete e soprattutto affidabili, con l’obiettivo di migliorare la customer experience. Un processo che, non a caso, si è accelerato a seguito dell’esigenza di contenere il contagio e quindi di dare alle persone modo di svolgere attività con gli strumenti a loro disposizione. Un cambio di passo culturale più che tecnico, visto che le soluzioni odierne non sono state certo inventate nell’ultimo biennio». L’attenzione verso il Mobile First ha spinto Par-Tec ad ampliare le professionalità anche al suo interno. «Nel 2010 avevamo poche unità impegnate su progetti Android e iOS; ora abbiamo dei gruppi dedicati di 18 risorse ciascuno. La conversione digitale degli utenti, sotto tanti aspetti della vita sociale ed economica, spinge a chiedere più servizi digitali. A questo, il mobile banking e il trading devono rispondere, aumentando l’offerta e migliorando quanto già esistente».

Effetto pandemia

Anche Par-Tec nel periodo della pandemia ha adottato il remote working per tutti i dipendenti aziendali, accelerando un processo che era già in corso. «Anche qui è una questione culturale e non applicativa» prosegue Buffo. «È evidente come lo smart working sia oramai consolidato a livello nazionale e internazionale. Ha modificato il modo con cui si lavora e ci si relaziona, e ha consentito di recuperare tempi di trasferimento da dedicare alla propria persona, offrendo un valore pratico a cui oggi pochi sarebbero disposti a rinunciare. Per questo motivo, post pandemia, in seguito ai risultati positivi riscontrati sia a livello aziendale che di singolo collaboratore, Par-Tec ha deciso di proporre ai suoi dipendenti contratti di smart working fino al 50% del tempo lavorativo».

Servizi accessibili

Così come è stato imposto nel settore della Pubblica Amministrazione con la legge n.4/2004, anche nel settore privato (banche comprese), con la direttiva “European Accessibility Act” del 2019, che i paesi dovranno recepire entro la fine del 2022, si introduce l’obbligo di erogare servizi digitali fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari. Da giugno del 2025 nessun servizio online non accessibile potrà essere immesso nel mercato europeo. L’accessibilità è pertanto un tema attuale e Par-Tec è coinvolta in diversi progetti dedicati a rendere fruibili le applicazioni web e mobile ad ipovedenti e non vedenti seguendo le linee guida fornite da AgID. «L’accessibilità è una sfida a cui la tecnologia può rispondere velocemente» afferma Buffo. «La digitalizzazione integra già elementi cardine che consentono di superare le disabilità. Applicarli ad altri tipi di utilizzi non è complesso, esistono linee guida condivise che permettono ad aziende, fornitori e organizzazioni di proseguire sulla stessa strada. Il vero ostacolo da sradicare è il limite culturale».


#FinancialServicesSolutions Un’architettura solida per rispondere alla velocità del business @ParTecSpA
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Le competenze richieste

Le competenze di dominio sono il punto differenziante di Par-Tec. «Ciò che ci contraddistingue è il valore che possiamo dare ai nostri clienti. Nel trading, ad esempio, abbiamo maturato competenze in vent’anni di progetti per le principali banche italiane. Oggi, grazie a queste esperienze, possiamo interloquire con i diversi soggetti della banca che entrano in gioco nel progetto e nella gestione del servizio: dal funzionale (business, compliance) al tecnico (architetture, sicurezza etc) e al grafico (user experience). Solo con un know-how specialistico possiamo assicurare al committente affidabilità, sicurezza e una chiara tempistica di realizzazione progettuale e di gestione». Continua Buffo «negli anni abbiamo realizzato diverse app di trading sia per i clienti retail che per i power user delle banche. Queste app hanno la caratteristica di essere funzionalmente complesse, sicure e con una architettura solida e performante, in grado di poter gestire l’informativa finanziaria in real-time, grafici interattivi, l’esecuzione degli ordini in pochi decimi di secondo e di essere integrate con diversi attori. Questa competenza ci ha consentito di essere considerati un fornitore anche per le soluzioni di home banking in cui si presentano caratteristiche simili, ma meno stringenti».

Verso Open Finance

La normativa europea Payment Services Directive (PSD2), permette l’accesso di società terze alle informazioni finanziarie, alle transazioni e ai sistemi di pagamento di un utente (previa sua autorizzazione). Buffo spiega che «la PSD2 è stata una opportunità che Par-Tec ha saputo cogliere, andando a rispondere alla esigenze dei suoi clienti bancari, supportandoli nell’integrazione di servizi esterni all’interno delle loro piattaforme per estendere le funzionalità delle loro app web e mobile». Continua Buffo «ora ci stiamo preparando all’open finance, cioè la possibilità di andare oltre l’integrazione ai soli servizi bancari di conto corrente e di pagamento, estendendola anche a tutti i servizi finanziari. Sarà la prossima normativa a cui le banche dovranno adeguarsi».

L’evoluzione digitale impone alle banche di porsi in maniera differente rispetto al passato, abbandonando la precedente immobilità per anticipare le esigenze dei loro clienti e soddisfare le normative. Il ruolo di Par-Tec, in tale prospettiva di cambiamento, è quello di presentarsi come system integrator sempre pronto dal punto di vista tecnologico. «La banca individua il bisogno e i nostri team si attivano per concretizzare l’idea» continua Buffo. «Con le competenze funzionali, culturali e tecnologiche di cui disponiamo, possiamo agire velocemente per sviluppare app mobili e microservizi o gestire altre tipologie di piattaforme dedicate». Che è un po’ quello che Par-Tec ha fatto nell’ultimo periodo con BPER, Mediolanum e Banco BPM, estendendo il focus dalla sola parte di trading a quella di home banking.

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Una nuova era per le banche https://www.datamanager.it/2022/03/una-nuova-era-per-le-banche/ Thu, 10 Mar 2022 08:19:30 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217146 L’innovazione del finance passa per cloud, microservizi, mobile e open banking La “consumerizzazione” dei servizi bancari ha recentemente subito una forte accelerazione: una spinta impressa dalla pandemia ma, ancora di più, dall’evoluzione delle aspettative di una utenza sempre più esigente, oramai abituata a servizi sempre disponibili, facili da usare e di grande impatto visivo. Seppur […]

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L’innovazione del finance passa per cloud, microservizi, mobile e open banking

Laconsumerizzazione” dei servizi bancari ha recentemente subito una forte accelerazione: una spinta impressa dalla pandemia ma, ancora di più, dall’evoluzione delle aspettative di una utenza sempre più esigente, oramai abituata a servizi sempre disponibili, facili da usare e di grande impatto visivo. Seppur con tempi di reazione diversi, gli istituti finanziari hanno risposto avviando un articolato percorso di trasformazione digitale.

È in questo scenario che Par-Tec, uno dei pionieri del trading online in Italia con oltre 20 anni di esperienza nel mercato finance, è riuscito a confermarsi un esecutore competente e affidabile della strategia stabilita dalla banca. Claudio Buffo, projects & solutions manager del system integrator, spiega che «oggi gli investimenti delle banche sono concentrati su tre pilastri del processo di rinnovamento dell’IT: la migrazione delle applicazioni verso il cloud ibrido e il multi-cloud, l’abilitazione dell’open banking e il miglioramento della customer experience attraverso l’esecuzione di una ‘strategia mobile first’».

«Alcune di queste innovazioni» prosegue Buffo «sono del tutto invisibili all’utilizzatore finale ma sono di vitale importanza perché consentono di incrementare l’efficienza e la resilienza delle piattaforme, ridurre i tempi di rilascio dei nuovi servizi e diminuire i costi operativi». È il caso del refactoring delle applicazioni dedicate al banking e al trading secondo una logica a microservizi: di fatto è il primo passo per la migrazione su infrastrutture distribuite che mettono a fattor comune sistemi ospitati dalla banca e risorse erogate in modalità as-a-service da un cloud provider.

La seconda direttrice è rappresentata dall’open banking: formalizzato con la normativa europea Payment Services Directive (PSD2), permette l’accesso di società terze alle informazioni finanziarie, alle transazioni e ai sistemi di pagamento di un utente (previa sua autorizzazione). Secondo Buffo «questo scenario offre inedite opportunità non solo alle emergenti società fintech ma anche ai player più ‘tradizionali’. Par-Tec sta supportando diversi istituti nell’integrazione di servizi esterni all’interno delle loro piattaforme per estenderne le funzionalità e creare dei veri e propri portali attraverso cui gli utenti possano gestire tutti i propri servizi finanziari».

Permettendo l’esecuzione di numerose operazioni con semplicità e in totale sicurezza, le app hanno in parte sostituito i classici touchpoint con il cliente (le filiali). Col tempo sono diventate uno dei fattori di scelta adottati dagli utenti per selezionare l’istituto di cui avvalersi: ecco perché l’approccio mobile first è diventato il terzo pilastro del processo di trasformazione. Le banche devono quindi continuare ad investire su tali canali con l’obiettivo di migliorare le modalità di interazione e fornire servizi e risposte sempre più personalizzate. Buffo conclude commentando che «negli ultimi anni le nostre risorse specializzate sullo sviluppo mobile dedicato alle aree banking e trading sono più che raddoppiate, così da soddisfare le richieste del mercato e allinearsi al trend di crescita di utilizzo dei servizi a doppia cifra (su base annua)».

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Una control room as-a-service https://www.datamanager.it/2021/12/una-control-room-as-a-service/ Mon, 06 Dec 2021 10:48:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214892 Anche i managed services evolvono ed entrano nell’era della sharing economy Quante aziende possono definirsi davvero indipendenti dall’IT? Quante sono invece quelle che, pur offrendo servizi “tradizionali”, possono operare solo grazie a infrastrutture IT efficienti? Oramai non esiste un solo settore in cui i servizi mission-critical possano prescindere dall’IT per più di qualche minuto all’anno […]

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Anche i managed services evolvono ed entrano nell’era della sharing economy

Quante aziende possono definirsi davvero indipendenti dall’IT? Quante sono invece quelle che, pur offrendo servizi “tradizionali”, possono operare solo grazie a infrastrutture IT efficienti? Oramai non esiste un solo settore in cui i servizi mission-critical possano prescindere dall’IT per più di qualche minuto all’anno senza scontare importanti conseguenze sul business.

Anche l’infrastruttura o il servizio più performanti devono essere tenuti costantemente sotto controllo e, all’occorrenza, ripristinati in tempi da record. Questo è un compito storicamente
affidato alle control room, strutture operative focalizzate sulla gestione dei servizi più critici. Creare e mantenere un presidio tecnico attivo in modalità 24×7 ha però dei costi proibitivi che rendono l’operazione praticabile solo da poche grandi aziende, tipicamente concentrate nei settori telco, finance, energia e trasporti.

Nel 2015, dopo aver maturato oltre un decennio di esperienza nella gestione di presidi tecnici e di servizi on-site, Par-Tec ha gettato le basi di un nuovo ramo d’offerta pensato per un pubblico variegato che include: realtà prive di grandi dipartimenti IT, organizzazioni sprovviste delle capacità economiche richieste per sostenere l’investimento, e società consolidate interessate a esternalizzare i costosi presidi interni.

Questo percorso ha portato alla nascita del Par-Tec Control Center (PCC), una shared control room comprendente differenti competenze e livelli di specializzazione, che consente di offrire un servizio di presidio remoto di 1° e 2° livello di supporto con SLA (Service Level Agreement) e copertura oraria personalizzati.

Salvatore Oranges, Competence Center manager del system integrator, spiega che «il PCC è stata la nostra risposta al crescente bisogno di flessibilità nelle attività di monitoraggio, gestione e troubleshooting delle piattaforme di erogazione dei servizi IT e dei processi di business». «Progettare un servizio personalizzabile e renderlo accessibile con un canone mensile», prosegue Oranges, «ci ha permesso di rivolgerci a clienti molto diversi da quelli abituali: il PCC è stato infatti scelto da importanti nomi del settore assicurativo, della moda e dei trasporti. Si tratta di realtà con dimensioni e fatturato eterogenei che hanno scelto di concentrare tutte le energie sul proprio core business e delegare il resto ad aziende  specializzate come la nostra».

La pandemia ha generato un’ulteriore accelerazione alla diffusione di questo tipo di soluzioni. Le limitazioni per il contrasto alla diffusione del virus hanno contribuito alla
nascita di nuove opportunità – basti pensare al boom dei servizi per la spesa on-line lanciati dalla grande distribuzione o alle piattaforme di collaborazione – ma hanno al contempo impedito la presenza costante di numerosi operatori in una sola grande control room. «In un simile scenario», sottolinea Oranges, «la gestione decentralizzata e la disponibilità di competenze multidisciplinari (anche di nicchia) offerte dal Par-Tec Control Center, hanno permesso a tutti i clienti di assicurare la continuità dei loro servizi e ridurre al minimo gli impatti derivanti da una situazione mutevole e imprevedibile».

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L’autenticazione non basta https://www.datamanager.it/2021/05/lautenticazione-non-basta/ Mon, 10 May 2021 14:19:44 +0000 https://www.datamanager.it/?p=209311 Come proteggere identità digitali e accessi senza alterare la user experience La crescente adozione di servizi cloud e l’esplosione del remote working hanno accelerato la ridefinizione dei tradizionali perimetri di sicurezza. L’estrema mobilità di server e container – che nei cloud ibridi “fluttuano” anche all’esterno del proprio data center -, dei dispositivi e degli utenti, […]

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Come proteggere identità digitali e accessi senza alterare la user experience

La crescente adozione di servizi cloud e l’esplosione del remote working hanno accelerato la ridefinizione dei tradizionali perimetri di sicurezza. L’estrema mobilità di server e container – che nei cloud ibridi “fluttuano” anche all’esterno del proprio data center -, dei dispositivi e degli utenti, impone un approccio
zero trust in cui tutto e tutti sono considerati potenziali minacce all’organizzazione.

Da 10 anni Par-Tec – system integrator specializzato su cloud computing e soluzioni per la sicurezza e la privacy compliance – aiuta le grandi realtà private e pubbliche a
proteggere le identità digitali e gestire i rischi connessi agli insider threat, minacce interne che vanno dal banale errore umano ai dipendenti infedeli e alle utenze dirottate da attaccanti esterni. Per comprendere la dimensione del fenomeno, basti sapere che
ogni anno inconsapevolezza, negligenza e furto di identità causano il 30% degli incidenti di sicurezza in tutto il mondo.

Come spiega Riccardo Fiano, sales manager di Par-Tec, «la gestione del ciclo di vita delle identità e dell’accesso alle risorse aziendali critiche è un problema complesso, soprattutto per chi non ha messo a punto dei processi per la corretta attribuzione di ruoli e responsabilità. Anche i timori connessi a potenziali impatti sull’operatività sono spesso un freno all’adozione di strumenti dedicati».

L’Identity & Access Management (IAM) e il Privileged Access Management (PAM) sono stati a lungo dei mondi separati. Oggi però esistono soluzioni integrate – come la famiglia di prodotti SafeGuard di One Identity – in grado di coprire ogni aspetto della gestione delle utenze privilegiate. Ad esempio, tracciano tutte le attività in audit trails indicizzati che consentono di ricercare e riprodurre i video delle sessioni, permettono di svolgere attività di controllo e prevenzione in tempo reale, e offrono diverse funzionalità avanzate tra cui: autenticazione multi-fattore, workflow di autorizzazione e analisi comportamentale, in grado di identificare anomalie e arrestare attività sospette, individuando tempestivamente minacce interne ed esterne non ancora note.

«Per il nostro cliente tipo», sottolinea Fiano, «è fondamentale assicurare la massima trasparenza ed evitare modifiche alla user experience, così da vincere le inevitabili resistenze interne. Nel corso degli anni, la strategia vincente è stata coinvolgere sin da subito i reparti IT, e mostrare loro come questi strumenti consentono di tutelare coloro che giornalmente svolgono operazioni rischiose o che coinvolgono dati sensibili. Parlando dei provider, l’adozione di soluzioni PAM ha spesso consentito di dirimere pericolosi conflitti con il cliente finale».

In un contesto in rapida evoluzione, è indispensabile scegliere soluzioni facilmente integrabili con l’infrastruttura di sicurezza esistente e i servizi cloud. «La disponibilità di interfacce API application-to-application», prosegue Fiano, «abilita dei casi d’uso inediti, come l’integrazione con i key vault dei cloud provider in ambito DevSec-Ops o la gestione dei secrets (credenziali, chiavi SSH, certificati) usati dai digital worker nei progetti di Robotic Process Automation (RPA)».

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Par-Tec, dal trading all’Industry 4.0 https://www.datamanager.it/2021/03/par-tec-dal-trading-allindustry-4-0/ Mon, 08 Mar 2021 13:00:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=207146 Da oltre un ventennio, Aronne Vettor e soci innovano ed esplorano i nuovi sentieri del finance, tra mobilità e intelligenza artificiale per assicurare performance e qualità dei servizi. La capacità di integrare e distribuire dati in tempo reale anche al servizio di altri mercati quali IoT e smart manufacturing Il mondo del trading fonda le […]

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Da oltre un ventennio, Aronne Vettor e soci innovano ed esplorano i nuovi sentieri del finance, tra mobilità e intelligenza artificiale per assicurare performance e qualità dei servizi. La capacità di integrare e distribuire dati in tempo reale anche al servizio di altri mercati quali IoT e smart manufacturing

Il mondo del trading fonda le sue radici ben prima dell’avvento di Internet. Si, sembrerà strano, ma tutte le varie contrattazioni che oggi si svolgono in frazioni di secondo, una volta fondavano il loro clou su report e analisi cartacee, solo parzialmente riprodotte dalle pellicole cinematografiche con tema Wall Street. Se c’è una compagnia che ha vissuto, profondamente, l’evoluzione del trading da attività per pochi ad accesso globale per chiunque, online, questa è Par-Tec. Formalmente nasce nel 2000 come holding, che deteneva le quote della milanese Sol-Tec (specializzata nello sviluppo in ambito finance) e della romana Babel (al lavoro su infrastruttura IT e open source in ambito telco). Nel 2013, Sol-Tec e Babel vengono fuse per incorporazione in Par-Tec spa che, attualmente, comprende cinque aziende (Par-Tec, Swing, Fine Tuning, Lightstreamer e Faberbee) e conta oltre 200 professionisti. Nello specifico del finance, conta su 85 risorse specializzate, 8 milioni di euro di fatturato (circa il 40% del gruppo) ottenuto per il 50% da progetti, 40% da application management, 10% da consulenza.

Insomma, non c’è di meglio che fare due chiacchiere con Aronne Vettor, co-fondatore e sales manager di Par-Tec, per capire dove sta andando e come sta cambiando il settore del finance, estendendo i confini verso altri vertical. «Fin dalla nascita di Sol-Tec (1998-99) ci siamo focalizzati su tre filoni: la finanza online, la system integration e la consulenza specialistica. Il primo progetto è stato quello con Fineco Sim, con la quale Par-Tec realizza la prima piattaforma di trading online in Italia». Ma non solo. L’integrazione della tecnologia nel finance trova una pietra miliare nel progetto custom per Caboto Sim, un tempo la principale sim di intermediazione in Italia per volumi. Un vero e proprio middle-office, interamente in Java (siamo a inizio 2000) integrato con i sistemi di front-end, ancora oggi operativo nel circuito Intesa, a dimostrazione della qualità del lavoro svolto. Proprio la fascia delle banche medio-piccole è quella che ha permesso alla società di consolidarsi sul mercato, supportando i player nascenti e “digitali” quasi per forza, ossia per differenziarsi dagli istituti tradizionali e seguire i trend in rialzo nel periodo.

Gli anni 2000

A inizio dei 2000, Par-Tec sviluppa per Intesatrade, T3, una delle prime piattaforme professionali per il trading online. «Si tratta di una web app in Java con motore di push Lightstreamer, oggi usato dalle maggiori realtà internazionali fra le quali anche eToro, poi diventata leader di mercato e fiore all’occhiello dell’offerta WeBank (Banco BPM)» – spiega Vettor. «Iniziamo allora a pensare a un prodotto nostro per il trading online retail. Si tratta di MFI basato su logica ESB per disaccoppiare i dati da chi li fornisce – info provider – chi li gestisce – banca – e chi li fruisce – utente web e mobile. MFI si diffonde soprattutto tra le banche di medio livello, per le quali il multichannel/omnichannel è vitale. Tra i clienti, arrivano Banco BPM, Cariparma (CA), BPER, Banca Mediolanum, Credem». E questo è il momento in cui prende forma anche il filone del testing applicativo, con l’assunto che chi sviluppa non deve anche testare.


#Semplificazione #integrazione Dal trading all’IoT. Il valore del real-time @ParTecSpA
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L’informativa finanziaria è a tutt’oggi una delle prime voci di spesa di una banca. La volontà di Vettor e dei suoi colleghi si è sempre basata su due concetti: semplificare e integrare. Non è un caso se le iniziative di cui Par-Tec si fa carico abbiano un’anima e un corpo totalmente open. Ed è forse questo il vero valore di un gruppo che naviga in un settore per niente semplice, molto competitivo e accelerato senza dubbio dall’accesso più rapido alla tecnologia. «Se una nostra soluzione può far risparmiare soldi all’azienda cliente e nel contempo rendere un servizio migliore all’utente finale, allora possiamo dire di essere sulla strada giusta» – afferma Vettor. Negli ultimi anni, si è posto all’attenzione di tutti il concetto di DevOps, un acronimo perfetto per rappresentare l’unione delle competenze di Milano e Roma nella crasi, non solo organizzativa, di Par-Tec. Un esempio è quanto accade in Intesa – «dove il middle-office è stato “containerizzato” e portato sulla loro piattaforma di private cloud basata su tecnologie open source. In quel contesto siamo stati il primo fornitore a occuparsi dell’intera filiera DevOps.

Ma l’innovazione tecnologica non si ferma e concetti come bitcoin, blockchain e distributed ledger technology si affacciano prepotentemente. Non a caso, Faberbee nasce proprio per esplorare il mondo blockchain, specializzandosi nella tecnologia e verticalizzando gli ambiti che da questa tecnologia possono trarre un vero vantaggio: dallo smart contract lifecycle management, con il lancio della piattaforma Lexecute, ai token e criptovalute, IoT, Industria 4.0 e smart manufacturing. L’attività di Faberbee si qualifica principalmente come ricerca e sviluppo delle migliori e più attuali soluzioni ai problemi di business che possano trarre beneficio dalle tecnologie distribuite, richiedendo alti livelli di sicurezza, trasparenza, tracciabilità, integrità e privacy, oltre a una forte impronta di analytics e modelli predittivi». Tramite l’interfacciamento con gli “oracoli” dell’ecosistema, ossia le funzionalità di terze parti integrate, la tecnologia di Faberbee permette l’automazione “notarizzata” di una qualsiasi serie di clausole con valore legale. Pensiamo alla sottoscrizione di un contratto, all’apposizione della firma digitale, persino al pagamento delle eventuali rate in banca, ora possibile grazie alle normative PSD2 e all’Open Banking. Faberbee eredita l’esperienza pluriennale di Par-Tec nell’ambito di progetti di data analysis e data science, basati su tecniche di machine learning e predictive analytics.

La verticalità che fa la differenza

«Le tecnologie evolvono e noi creiamo team specializzati» – spiega il co-fondatore e sales manager di Par-Tec. Ecco allora il focus su web app (HTML5 responsive) e app native (Android, iOS). In un certo senso, Par-Tec dal trading online si estende oramai al retail banking multicanale nella sua accezione più ampia, senza però rischiare di divenire un system integrator tout-court. «Specializzazione e qualità pagano: il nostro grado di retention è molto alto ma senza logiche di lock-in. È il cliente, anno dopo anno, a confermarci la fiducia coinvolgendoci in nuove iniziative» – dichiara Vettor. Ritorna quindi il concetto di verticalità che ha portato Par-Tec a crescere come nome di riferimento nel settore. «I nostri clienti ci stanno affidando contratti non più solo legati al trading via web.

Lo sviluppo di T3, nel 2011, prevedeva anche un’app per iPad, quando invece la concorrenza era ancora ferma a capire come ottimizzare le interfacce su computer. Per noi, è stato un ulteriore arricchimento professionale e l’apertura delle nostre soluzioni di trading verso un mondo ancora da scoprire, quello degli smartphone e dei tablet». Il vero punto di forza del team è quello di non darsi mai per scontato e di mettersi sempre in discussione per garantire al cliente la massima disponibilità e qualità. «La scintilla rimane accesa solo in questo modo» – ammette Aronne Vettor. «Quando sai di poter contare su un’innovazione by design, aumentano gli oneri, cresce il rischio nel voler scommettere su una tecnologia che magari oggi è poco conosciuta e che invece domani potrebbe fare da traino a un intero settore. Come dei bravi sarti, consigliamo al cliente il tessuto che meglio risponde alle sue esigenze, senza però smettere di scovarne degli altri. Seguendo quell’ottica di trasparenza, collaborazione e condivisione che ci caratterizza da oltre un ventennio».

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La moda entra nell’era dell’IT https://www.datamanager.it/2020/06/la-moda-entra-nellera-dellit/ Thu, 18 Jun 2020 13:49:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=200489 Come sfruttare le nuove tecnologie per vincere le sfide del mercato Il mercato della moda è per definizione un settore in continua evoluzione e, negli ultimi anni, ha avviato un processo di trasformazione digitale fondato sull’uso delle più recenti tecnologie tra cui machine learning, predictive analytics, blockchain. Come spiega Luigi Balestrini, responsabile Area Manufacturing di […]

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Come sfruttare le nuove tecnologie per vincere le sfide del mercato

Il mercato della moda è per definizione un settore in continua evoluzione e, negli ultimi anni, ha avviato un processo di trasformazione digitale fondato sull’uso delle più recenti tecnologie tra cui machine learning, predictive analytics, blockchain. Come spiega Luigi Balestrini, responsabile Area Manufacturing di Par-Tec, «tale spinta all’innovazione è oggi sostenuta da un mix di necessità e opportunità che è impossibile ignorare: da una parte abbiamo il tema dell’ecosostenibilità, che spinge le aziende a produrre meno e meglio, e la necessità di riacquisire le competenze e la capacità produttiva di un tempo (il cosiddetto “back reshoring”, ossia il processo inverso all’“offshoring”). Dall’altra troviamo i vantaggi fiscali offerti dalla normativa Industria 4.0, un incentivo all’innovazione soprattutto per chi confeziona per conto terzi (i fasonisti) e deve evolvere costantemente per restare competitivo.

A livello globale e locale, il settore sta affrontando un periodo particolarmente turbolento: il 2019 non è stato uno degli anni migliori e il 2020 sconterà gli effetti dell’emergenza Covid-19, sia in termini di contrazione delle vendite che di riduzione della capacità produttiva». In questo scenario, l’efficientamento della catena produttiva è diventato un obiettivo strategico comune ai grandi marchi e all’intera filiera, una filiera in cui i fasonisti giocano un ruolo fondamentale. La strada più battuta è quella della industrial system integration, che unisce sistemi ad alto tasso di automazione con strumenti e software capaci di misurare l’impatto di ogni lavorazione. L’“approccio 4.0” permette di rinnovare la classica misurazione di tempi e metodi senza richiedere l’intervento dell’operatore e automatizzando il processo di acquisizione e comprensione dei dati. L’automazione, così come lo smart working, è considerato un elemento indispensabile per rendere le organizzazioni resilienti.

Par-Tec – software & infrastructure system integrator con 20 anni di esperienza nei mercati telco e finance – ha applicato con successo le proprie competenze al settore del manufacturing, dando vita a Stackable, una piattaforma modulare che include hardware, software e servizi per la realizzazione di progetti innovativi, anche in ambito Industria 4.0. L’applicazione di dispositivi IIoT (Industrial Internet of Things) ai più svariati apparecchi industriali multi-brand, garantisce la raccolta puntuale di dati che, normalizzati ed elaborati mediante degli algoritmi di machine learning, permettono un’analisi puntuale e oggettiva dell’intero ciclo produttivo. I dati possono essere fruiti mediante le dashboard, che offrono una visione organica e in tempo reale della linea produttiva, o inviati al sistema ERP aziendale.

Una installazione dimostrativa – applicata alle macchine da cucire industriali Juki, ai sistemi di incollaggio Cerbero e ai tingibordi Del Vecchia PL Project – è stata mostrata in occasione del Simac Tanning Tech (scopri di più su https://bit.ly/3fWupvr), il salone internazionale delle macchine e delle tecnologie per le industrie calzaturiera, pellettiera e conciaria che si è tenuto a Milano lo scorso febbraio.


A cura di Luigi Balestrini, responsabile Area Manufacturing di Par-Tec

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Dal trading all’IoT. Il valore del real-time data push https://www.datamanager.it/2020/03/dal-trading-alliot-il-valore-del-real-time-data-push/ Mon, 09 Mar 2020 11:34:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197056 In un’epoca caratterizzata dalla diffusione di IoT, wearables e smart device di vario genere, l’attenzione del mercato IT sembra essersi focalizzata sulla trasmissione e sull’elaborazione dell’enorme quantità di dati prodotti giornalmente da ogni singolo dispositivo. Tra i primi effetti troviamo certamente lo sviluppo di soluzioni di edge computing e l’evoluzione delle piattaforme di analytics. Ciò […]

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In un’epoca caratterizzata dalla diffusione di IoT, wearables e smart device di vario genere, l’attenzione del mercato IT sembra essersi focalizzata sulla trasmissione e sull’elaborazione dell’enorme quantità di dati prodotti giornalmente da ogni singolo dispositivo.
Tra i primi effetti troviamo certamente lo sviluppo di soluzioni di edge computing e l’evoluzione delle piattaforme di analytics. Ciò che il mercato sembra sottovalutare è la strategicità del flusso opposto, ossia l’invio di dati in tempo reale verso un elevato numero di sistemi periferici.

L’esigenza di inviare informazioni dal centro alle province del regno è sempre esistita – basti pensare alle difficoltà incontrate dai grandi imperi dell’epoca pre-cristiana – ma, limitandoci all’ambito informatico, si è certamente sviluppata tra gli anni 80 e 90. Uno dei casi d’uso più diffusi nell’immaginario collettivo riguarda la trading room, con i classici “stock ticker” che riportavano con un ragionevole ritardo le quotazioni dei titoli di borsa. Chi ha operato nel mercato finanziario sa bene che la disponibilità di dati aggiornati in tempo reale poteva fare la differenza e che all’epoca non esistevano tecnologie in grado di soddisfare il requisito.

Con la diffusione di una nuova generazione di computer, le postazioni multi-monitor hanno sostituito i vecchi ticker meccanici o elettronici e in parte anche i telefoni. L’acquisizione dei dati dagli infoprovider e la loro diffusione – stavolta (quasi) in tempo reale – alle postazioni dei power trader stava diventando una sfida che, con l’avvento delle prime piattaforme di trading online (come Fineco) a fine anni 90, avrebbe assunto proporzioni rilevanti.

La rinnovata capacità di distribuire dati in tempo reale verso un elevato numero di dispositivi, garantita anche da soluzioni come Lightstreamer, ha permesso agli istituti finanziari di estendere i servizi di trading a un mercato non professionale (retail) e, in meno di dieci anni, approdare sui dispositivi mobile, con la famosa app T3 per iPad da noi realizzata per Webank, vincitrice del premio Milano Finanza Innovazione Award 2012.


#Ceosuite Il valore del real-time data push. Alessandro Benini chairman @ParTecSpA @Lightstreamer
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Le aziende operanti nel gaming e nel gambling online hanno prontamente mutuato le esperienze maturate nel finance, dando vita a un nuovo e prolifico mercato che – secondo le previsioni di Industry Research – a livello globale nel 2024 supererà gli 87 miliardi di dollari. Grazie alle tecnologie di real-time data push, le piattaforme degli operatori raccolgono, elaborano e ridistribuiscono i dati provenienti da milioni di dispositivi, garantendo un’esperienza di gioco paragonabile a quella sperimentata dal vivo.

Il biennio 2019-2020 è, invece, legato alle media company e ai servizi di videostreaming come Now TV (Sky) che, grazie alla diffusione di connessioni ultrabroadband, smart tv e set top box multimediali, stanno vivendo una crescita annuale a doppia cifra. Ognuno dei milioni di client – applicazioni e dispositivi – deve ricevere in tempo reale notifiche, aggiornamenti e messaggi di varia natura che spingeranno gli utenti a scatenare ulteriori eventi che a loro volta viaggeranno dal centro alla periferia e ritorno.

Quale sarà il prossimo mercato ad aver bisogno di queste tecnologie? Ritengo che la nuova frontiera sia rappresentata dal mondo industriale che, grazie al piano Industria 4.0 e alle infinite applicazioni IoT, sta affrontando una rivoluzione tecnologica e culturale. Per assicurarne l’integrazione con architetture eterogenee, le soluzioni di real-time data push non potranno fare a meno di interfacciarsi con il noto protocollo MQTT, anche attraverso lo sviluppo di adapter specifici che lo rendano più robusto e più adatto a un suo utilizzo su connessioni di nuova generazione come il 5G.

Alessandro Benini chairman di Par-Tec e di Lightstreamer

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