Rextart – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 01 Mar 2022 09:23:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Rextart – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Nuova piattaforma Rextart per la digitalizzazione del processo di progettazione e realizzazione di reti in fibra ottica https://www.datamanager.it/2022/03/nuova-piattaforma-rextart-per-la-digitalizzazione-del-processo-di-progettazione-e-realizzazione-di-reti-in-fibra-ottica/ Tue, 01 Mar 2022 08:52:22 +0000 https://www.datamanager.it/?p=216992 Basata su una personalizzazione della piattaforma Mohican di Rextart e sfruttandone le potenzialità dell’architettura modulare, la soluzione consente attraverso una Web App e una App Mobile lo svolgimento delle attività di progettazione di reti in fibra ottica FTTC/FTTH. I tecnici delle imprese di settore si avvarranno di una piattaforma hardware/software che permette di minimizzare i […]

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Basata su una personalizzazione della piattaforma Mohican di Rextart e sfruttandone le potenzialità dell’architettura modulare, la soluzione consente attraverso una Web App e una App Mobile lo svolgimento delle attività di progettazione di reti in fibra ottica FTTC/FTTH.

I tecnici delle imprese di settore si avvarranno di una piattaforma hardware/software che permette di minimizzare i sopralluoghi in campo, potendo effettuare gran parte delle attività da remoto attraverso strumenti informatici che consentono il disegno della rete e il posizionamento dei vari oggetti tecnici in modalità georeferenziata.

La componente di progettazione rappresenta il modulo principale della piattaforma, che nel suo complesso rende possibile un monitoraggio efficace del processo di creazione della rete, dal sopralluogo iniziale alle varie fasi della progettazione, dall’avvio delle fasi realizzative all’effettiva posa cavi, per giungere alle attività di manutenzione e gestione.

La piattaforma vanta già diverse referenze, la più importante delle quali è costituita da Valtellina S.p.A., realtà italiana che opera da oltre 85 anni nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni e si posiziona sul mercato come riferimento consolidato, protagonista dello sviluppo della telefonia prima e della telematica poi (tecnologie e servizi), affiancando interventi significativi anche nel campo delle reti elettriche ed energetiche.

Rextart è una Evergreen Startup, che progetta e realizza soluzioni innovative, impegnando nei propri progetti giovani eccellenze affiancate da esperti professionisti del settore. Con una giusta combinazione di competenze tecniche e capacità organizzative, unite alla passione per l’innovazione, da 15 anni supporta i propri clienti nelle sfide derivanti dall’adozione di nuove tecnologie e nuovi modelli di business, al fine di trasformarle in vantaggi competitivi.

Per informazioni: www.rextart.com

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Rextart sceglie Isola Catania per la sua prima iniziativa di South Working https://www.datamanager.it/2021/10/rextart-sceglie-isola-catania-per-la-sua-prima-iniziativa-di-south-working/ Thu, 21 Oct 2021 07:38:05 +0000 https://www.datamanager.it/?p=213467 Rextart apre una nuova sede operativa presso Isola Catania – Your Place to be La nuova sede, all’interno di Isola nel centro storico di Catania, rappresenta la prima importante iniziativa di South Working dell’azienda e rientra in una strategia di crescita disruptive nel periodo Post Covid. “Lo scopo è duplice” afferma Piero Salvatori, CEO di […]

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Rextart apre una nuova sede operativa presso Isola Catania – Your Place to be

La nuova sede, all’interno di Isola nel centro storico di Catania, rappresenta la prima importante iniziativa di South Working dell’azienda e rientra in una strategia di crescita disruptive nel periodo Post Covid. “Lo scopo è duplice” afferma Piero Salvatori, CEO di Rextart: “da un lato attrarre giovani talenti in Azienda, consentendo loro di formarsi, lavorare, crescere e produrre valore nella propria terra; dall’altro, estendere l’area di influenza di Rextart verso sud, consentendo di conoscere nuove realtà, di fare rete e di generare occasioni di contaminazione che da sempre costituiscono il motore di nuove prospettive di crescita e di innovazione.

Antonio Perdichizzi, founder di Isola: “Siamo molto felici che una realtà importante e dinamica come Rextart scelga di investire nel sud e in particolare a Catania. Isola nasce non solo per favorire la creazione di nuove imprese, ma anche per attrarre realtà del centro-nord ed europee che possono contribuire in maniera rilevante a creare impatti positivi e opportunità lavorative”.

All’interno della sede di Catania opereranno prevalentemente giovani neolaureati e neodiplomati, che, lavorando in maniera integrata con i loro colleghi delle altre sedi, saranno formati e aumenteranno le proprie conoscenze delle tecnologie digitali entrando nel mondo del lavoro in maniera progressiva e guidata.

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Five Questions To: Francesca Romana Luconi Account & Corporate Brand Manager Rextart https://www.datamanager.it/2021/07/five-questions-to-francesca-romana-luconi-account-corporate-brand-manager-rextart/ Wed, 21 Jul 2021 07:10:05 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211720 Francesca, partiamo subito dal suo ruolo, forse poco conosciuto, di cosa si occupa? Mi occupo di far conoscere la mia Azienda. Di costruire ed alimentare una Brand Identity convincente ed efficace. Ho il compito di far sì che i Clienti continuino a fidarsi di noi, e che i nuovi Clienti, vogliano avvicinarsi alla nostra realtà. […]

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Francesca, partiamo subito dal suo ruolo, forse poco conosciuto, di cosa si occupa?

Mi occupo di far conoscere la mia Azienda. Di costruire ed alimentare una Brand Identity convincente ed efficace. Ho il compito di far sì che i Clienti continuino a fidarsi di noi, e che i nuovi Clienti, vogliano avvicinarsi alla nostra realtà. Lavoro in Rextart da 7 anni ormai, la sento anche un po’ mia. Pensare di poter dare un contributo costante per il bene di qualcosa che ti appartiene ti fa lavorare decisamente meglio. Rextart nasce nel 2007, quando i social non erano così presenti e di una azienda parlavano “solo” i risultati. Oggi non è più così. I nostri Clienti continuano a puntare e sceglierci sulla base dei risultati e della professionalità, che abbiamo sempre mantenuto alti, ma i dipendenti ed i ragazzi che selezioniamo no. Non basta più elencare loro i nomi altisonanti che abbiamo tra i nostri partner o parlare loro dei nostri progetti.

Prendiamo un esempio comune a tutti: se dobbiamo andare in un locale o in un albergo, come ci comportiamo per la scelta? Diversi anni fa, bastava il passaparola o il numero di stelle; poi abbiamo cominciato a verificare la presenza di un sito, e nel caso in cui non ci fosse, non era un luogo al passo con i tempi! Ora andiamo a vedere i social, dove oltre alle immagini spesso edulcorate che possiamo trovare su un sito, troviamo anche le esperienze, la quotidianità, i commenti, i ricordi. È decisamente un lavoro più complesso.

Come vi siete mossi per affrontare questo cambiamento?

Lavorando sulla comunicazione. Rextart non si è mai fermata e ha avuto sempre il coraggio e la forza di adeguarsi ai tempi, mantenendo alta l’asticella dei risultati. Abbiamo nutrito le nostre pagine Social delle nostre esperienze, della vita dell’ufficio, per rispondere alla domanda: chi c’è dietro il logo Rextart? Io posso dirvi che c’è un TEAM di persone affiatate con la passione per il LAVORO, ma questo va mostrato, c’è bisogno che Mario Rossi, che chiamiamo dalla selezione, possa poi vedere chi lo ha chiamato. Cosa si fa in azienda. Tutti ti dicono che la loro azienda è meravigliosa, ma i ragazzi oggi vogliono poter vedere che tu stia dicendo la verità; tornando al mio esempio di prima, non ci si accontenta più delle stelle di un albergo. Per i dipendenti invece è importante potersi vantare dell’azienda in cui lavorano, una azienda che pensa al singolo dipendente e ne loda le competenze ed i singoli risultati. La pandemia ha messo a dura prova anche i rapporti interpersonali, per chi come me era abituato a vivere la quotidianità in azienda è stato un bel cambiamento. Vivevamo di eventi, pranzi insieme e convivialità. Beh sin dall’inizio del lock down abbiamo cominciato ad organizzare eventi online e contest tra di noi. Abbiamo cercato di mantenere le nostre abitudini anche da dietro uno schermo. Uno tra tutti il nostro pranzo #FridaySmartLunch che riportava chiaramente l’hashtag #OVUNQUETUSIA #CONCHIUNQUETUSIA; abbiamo infatti abbracciato tutte le famiglie in questo evento e pranzato insieme davanti al nostro PC in pieno lock down, con bambini, mariti, mogli, compagni e genitori presenti in casa e riassaporato quella familiarità aziendale che rischiava di perdersi. Un altro evento che abbiamo organizzato poche settimane dopo la chiusura generale è stata #ilLatoPositivo: abbiamo chiesto ai nostri dipendenti di condividere con noi una foto di un lato positivo del lavorare da casa: ha avuto un gran successo ed è stato molto divertente poterci vedere nelle nostre case! Anche questa è comunicazione. Aggregazione. Stiamo creando ricordi. E questi ricordi serviranno anche a chi si vorrà avvicinare alla nostra azienda, per vedere uno spiraglio della nostra realtà.

Cosa prevede il piano di comunicazione che avete redatto, cosa possiamo aspettarci allora da questa squadra?

Stiamo lavorando ancora molto. Il nostro obiettivo è quello di dare la giusta visibilità ai nostri valori aziendali, alla nostra visione, alla storia della nostra azienda che dimostra la sua stabilità. Rextart riprende quest’anno dopo la pandemia con l’intento di crescere ancora di più. Vogliamo assumere tanti giovani ed altrettanti senior. Vogliamo acquisire nuovi Clienti. Anche queste interviste che stiamo facendo, fanno parte di un processo di crescita che vogliamo fortemente. Non è scontato poter sentire il Management parlare della propria azienda, mancano spesso le occasioni. Grazie alle precedenti interviste abbiamo avuto modo di sentirli raccontare cosa è stato e cosa sarà, secondo me è prezioso. Abbiamo ancora molto da dare. Continueranno le nostre interviste, a partire da settembre coinvolgeremo tutti i dipendenti nelle FQT: cinque domande per far sentire la voce delle persone che compongono Rextart. Abbiamo tanti progetti in tasca, speriamo a settembre di essere tutti insieme e poterli mettere in pratica, ma come avrete capito, anche da remoto, “ma chi ci ferma?”

Come si vive in Rextart il rapporto con i vostri competitor?

Direi senza troppe preoccupazioni. Ogni azienda ha la sua identità, i suoi pregi ed i suoi difetti, noi siamo fieri di essere come siamo. E qui mi viene in mente il #DollyPartonChallenge a cui abbiamo aderito un paio di anni fa: noi siamo sempre noi, senza doverci fingere altri. Abbiamo sempre affrontato i problemi a testa alta e di certo non ci mancano coraggio e determinazione. Portiamo a casa i nostri successi come i nostri fallimenti, ed impariamo da questi. Quello che stiamo soffrendo in questo momento è la poca disponibilità di risorse da portare a bordo, ma sappiamo essere un problema comune di tutto il nostro settore. Durante la pandemia abbiamo lavorato sul miglioramento delle nostre soluzioni per renderle sempre migliori ed essere pronti nel momento della ripartenza ad avere nuove carte da giocare! Non temiamo confronti perché è normale che ci siano. Lavoriamo piuttosto per migliorare sempre di più correggendo i nostri errori e per far sì che i nostri valori siano conosciuti.

Francesca, dopo queste premesse siamo curiosi, come vede Rextart tra 5 anni?

L’attenzione verso le nuove tecnologie fa parte del DNA di Rextart: il 5G è la grande sfida che ci attende nel breve periodo e che contribuirà a rivoluzionare tutti gli ambiti lavorativi. Pensiamo a come il Cloud, la diffusione di connessioni ad alta velocità e la miniaturizzazione abbiano cambiato il modo di lavorare e gli strumenti lavorativi: oggi con uno smartphone si è in grado di tenere riunioni, creare documenti, presentazioni, prendere decisioni, magari a centinaia di chilometri di distanza dalla propria sede di lavoro. La recente pandemia ci ha dimostrato che, per far fronte ad ogni emergenza, le aziende devono operare in maniera flessibile e dinamica. Lo sviluppo di applicazioni e servizi mobile è parte del core business della nostra azienda. Mi immagino quindi una Rextart sempre in prima linea nello sviluppo di soluzioni tecnologicamente all’avanguardia. Stiamo lavorando affinché il nostro nome, sia sulla bocca…di tanti!

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Five Questions To: Claudio Salvatori Consulting Manager Rextart https://www.datamanager.it/2021/07/five-questions-to-claudio-salvatori-consulting-manager-rextart/ Wed, 14 Jul 2021 07:16:51 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211452 Dott. Salvatori secondo lei quali ripercussioni ha generato la pandemia sul settore IT/ICT? Nel 2020 nonostante ci sia stata una flessione degli investimenti a livello globale, con altrettanti livelli di crescita contenuti, la pandemia ha accelerato comunque il processo di «Trasformazione Digitale» delle aziende del settore Privato ma anche Pubblico.  Le imprese già digitalizzate come la […]

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Dott. Salvatori secondo lei quali ripercussioni ha generato la pandemia sul settore IT/ICT?

Nel 2020 nonostante ci sia stata una flessione degli investimenti a livello globale, con altrettanti livelli di crescita contenuti, la pandemia ha accelerato comunque il processo di «Trasformazione Digitale» delle aziende del settore Privato ma anche Pubblico.  Le imprese già digitalizzate come la nostra hanno subito meno il colpo riuscendo comunque a mantenere una crescita. Già da quest’anno gli investimenti sono in ripresa e si stima un ulteriore incremento nel 2022 grazie ai fondi europei che arriveranno dal Recovery Found.

Grazie al Next Generation EU secondo lei quali obiettivi si potranno raggiungere in particolare sul piano della consulenza Informatica?

Il Next Generation EU sarà il motore principale per la realizzazione di quel processo di trasformazione tecnologico di cui abbiamo necessariamente bisogno. L’innovazione tecnologica inevitabilmente richiede e sempre più richiederà nuove competenze che dovremmo acquisire in maniera diffusa con assoluta tempestività. Solo in questo modo sapremo soddisfare la forte domanda di supporto da parte degli attuali Player del mercato IT e ICT.

Quali ritiene essere gli strumenti principali per non farsi trovare impreparati alle forti richieste di Know How?

Come potrà ben immaginare non è sufficiente mettere a disposizione risorse atte a sostenere la domanda di servizi e prodotti IT/ICT, occorre inevitabilmente aumentare i percorsi formativi per sviluppare le competenze digitali necessarie ad erogare appropriati servizi professionali. Serve una spinta alla formazione per i giovani grazie al contributo della scuola e dell’Università. Occorre creare percorsi di riqualificazione per i meno giovani ma anche di tutto il personale che lavora già all’interno delle aziende.

Covid e Smart Working, quali conseguenze hanno avuto sulla sfera dei servizi professionali?

Sullo Smart Working credo si sia detto quasi tutto. Le risparmio l’elenco dei vantaggi e svantaggi visti da punto di vista del lavoratore, delle aziende e dell’ambiente. Oggettivamente in molte realtà è diventata una modalità di lavoro strutturale. Molti dei nostri professionisti hanno potuto prestare il loro Know How remotamente anche a clienti logisticamente lontani dalle nostre sedi di lavoro senza doversi spostare. Sono convinto che le attività di consulenza in modalità remota in era post-pandemica resisteranno, ma non totalmente grazie anche alla campagna vaccinale che ridurrà il rischio di contagio.

Nel 2021 si avverte già una ripresa che si consoliderà certamente nel 2022. Quali strategie metterà in campo Rextart?

Gli investimenti destinati all’innovazione apriranno spazi di mercato ed opportunità non ripetibili. Dovremo quindi essere bravi a colmare quel gap di competenze digitali relative alle nuove posizioni che già da tempo il settore IT/ICT richiede. Bisognerà allora sfruttare il più possibile tutti i sistemi formativi disponibili sfruttando al massimo le molteplici risorse che avremo a disposizione.

 

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Five Questions To: Marco Trovini Technical Manager Rextart https://www.datamanager.it/2021/07/five-questions-to-marco-trovini-technical-manager-rextart/ Wed, 07 Jul 2021 07:11:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211210 Come responsabile tecnico di Rextart, su quali temi e strategie oggi vi trovate più impegnati per quanto riguarda la parte tecnologica? Quello che affrontiamo oggi è frutto di una storia pluriennale, durante la quale sono stati toccati argomenti, metodologie e tecnologie che ci hanno permesso di maturare esperienze su fronti innovativi a volte molto sfidanti […]

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Come responsabile tecnico di Rextart, su quali temi e strategie oggi vi trovate più impegnati per quanto riguarda la parte tecnologica?

Quello che affrontiamo oggi è frutto di una storia pluriennale, durante la quale sono stati toccati argomenti, metodologie e tecnologie che ci hanno permesso di maturare esperienze su fronti innovativi a volte molto sfidanti e di emergere come azienda facendo crescere le nostre risorse su contesti di livello nelle maggiori realtà italiane, prevalentemente in ambito Telco e Energy. In queste occasioni la presenza di società più grandi e più strutturate di noi era massiccia, ma non abbiamo mai accusato un senso di inferiorità organizzativa e tecnologica. Al contrario, abbiamo sempre dato il nostro contribuito fornendo un servizio che i clienti hanno apprezzato, dandoci la possibilità di aiutarli a migliorare alcuni aspetti funzionali ed operativi, ottenendo in cambio attività continuative negli anni che ci hanno permesso di crescere, di sperimentare e in qualche modo di migliorare. Personalmente, collaborando con le strutture di Delivery, HR e ovviamente con le risorse tecniche dell’azienda, posso affermare che il nostro approccio smart da un lato ci permette di approcciare il mercato accettando sempre nuove sfide, recependo le innovazioni tecnologiche per garantire un servizio sempre all’altezza delle aspettative, dall’altro rende anche più attrattivo e “divertente” il nostro lavoro.

Quindi per voi il concetto di “obiettivo” assume un’importanza rilevante nell’ambito dei processi produttivi?

Assolutamente sì, in un certo senso noi ci “nutriamo” di obiettivi. L’intento non è solo garantire la buona riuscita di un progetto e la soddisfazione del cliente, risultato primario e ovviamente scontato, ma anche di rendere il tutto più dinamico e attrattivo, sia per i collaboratori già operativi che per coloro che vorranno intraprendere un percorso con noi. Una delle peculiarità del nostro modus operandi è proprio coinvolgere le risorse a 360° sulle soluzioni proposte, non soltanto su un singolo modulo; questo comporta necessariamente la ricerca di skill trasversali e continua formazione delle risorse interne sulle più avanzate tecnologie, tramite corsi ad hoc e training on the job. Anche la possibilità di lavorare in contesti eterogenei, dal Finance all’Automotive, passando per Energy e Telco, ci permette di acquisire conoscenze che possiamo portare a fattor comune presso il nostro Lab interno, per far nascere poi soluzioni Cloud Native. In ultimo, una particolare attenzione a DevOps, che sta diventando per quanto ci riguarda uno standard.

Ci sembra di capire che innovazione e scouting tecnologico siano parte integrante del quotidiano?

Direi proprio di sì. Esistono tecnologie e metodologie standard da cui non si può prescindere, ma la componente innovativa, fatta di librerie e framework open-source, di stack architetturali, di nuove metodologie di sviluppo è il nostro pane quotidiano. Siamo ormai proiettati decisamente verso lo sviluppo in ottica Microservizi, con un approccio che punta alla qualità e alla sicurezza delle soluzioni. Vogliamo quindi che le nostre risorse più giovani crescano rapidamente su questi temi, ma allo stesso tempo consolidino le proprie conoscenze attraverso esperienze sul campo della giusta durata. Nessuna fretta su queste iniziative, serve tempo. La testimonianza della validità di questo modello, se non già dal nostro personale interno, è data dalle numerose risorse che dopo l’esperienza in Rextart hanno trovato una loro collocazione di rilievo nel settore informatico.

È ragionevole domandarsi se c’è attenzione affinché quanto fatto corrisponda alle attese…

Assolutamente sì. Per noi è essenziale alla fine di ogni attività tirare le somme di quello che è stato fatto e di come è stato fatto, sia per quanto concerne la conduzione e la gestione del singolo progetto e delle risorse associate, sia per la parte più tecnologica. Queste verifiche hanno varie finalità: dalla stima del potenziale riuso, per quanto riguarda il software, all’analisi dei possibili miglioramenti, per quanto riguarda gli aspetti gestionali e operativi. Il prodotto del nostro lavoro ha una vita media estremamente variabile: a distanza di poco tempo, quanto fatto può essere già obsoleto, quindi per offrire il miglior servizio e renderlo fruibile per un lasso di tempo accettabile deve necessariamente essere analizzato ogni dettaglio, altrimenti si rischia di non essere al passo con i tempi sia nei confronti del mercato che dei collaboratori, il nostro asset principale. Guardando indietro, cose interessanti ne abbiamo fatte parecchie; le scommesse del passato ci hanno portato a condividere con i nostri interlocutori successi e insuccessi, traendo sempre insegnamento. In generale, comunque, molte scelte sono state vincenti e ci hanno garantito una continuità e una crescita importanti, anche se personalmente, forse per mentalità, sono fermamente convinto che il progetto più importante sia quello su cui ancora non abbiamo lavorato…

In conclusione, qual è l’aspetto di Rextart che si sentirebbe di segnalare a un giovane o a un professionista che volesse unirsi a voi?

Devo necessariamente fare un riferimento alla pandemia, che ha lasciato un segno indelebile, nonostante ci siamo comunque adoperati per andare avanti, con tutte le difficoltà. La tecnologia, nelle forme di cui ho parlato in precedenza, ci ha permesso di utilizzare con continuità modalità di lavoro che prima avevamo solo sperimentato. Ora però è il momento di fare una sintesi, mediando tra le certezze del lavoro in presenza (l’idea che nasce davanti alla macchinetta del caffè) e le innumerevoli opportunità dello smart working (una per tutte, il lavoro per obiettivi). Per il resto, continueremo con l’entusiasmo che ci contraddistingue a realizzare progetti sfidanti, mettendo sempre al primo posto nelle nostre aspettative l’ambizione di poter creare qualcosa di nuovo e interessante. Come Responsabile Tecnico di Rextart, questo è il mio personale impegno: poter offrire a chiunque decida di venire da noi la possibilità di crescere professionalmente, potendo contare su una “palestra” all’interno della quale condividere la stessa passione per la tecnologia e una spiccata “curiosità creativa” che la supporti.

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Five Questions To: Valentina Vitrano Talent Acquisition & Employer Branding Manager Rextart https://www.datamanager.it/2021/06/five-questions-to-valentina-vitrano-talent-acquisition-employer-branding-manager-rextart/ Wed, 30 Jun 2021 07:15:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211039 In Rextart lei si occupa di Recruitment ed Employer Branding, come è cambiato il suo modo di lavorare nell’ultimo anno e mezzo? La pandemia è stata, ed in parte continua ad essere, una sfida importante per tutti noi. Facendo selezione su tutta Italia ero già abituata a sostenere colloqui a distanza quindi da questo punto […]

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In Rextart lei si occupa di Recruitment ed Employer Branding, come è cambiato il suo modo di lavorare nell’ultimo anno e mezzo?

La pandemia è stata, ed in parte continua ad essere, una sfida importante per tutti noi. Facendo selezione su tutta Italia ero già abituata a sostenere colloqui a distanza quindi da questo punto di vista non è cambiato molto. Sicuramente per una risorsa che si accinge a cambiare azienda è più complesso capire il contesto aziendale, incontrando tutti gli interlocutori soltanto da remoto; ad ogni modo per mia indole cerco di vedere sempre i lati positivi e di accogliere il cambiamento invece di ostacolarlo.

Quali vantaggi si possono trarre da questa situazione?

Rischio di ripetere quello che ormai si sente dire da più di un anno a questa parte: lo smart working ha rivoluzionato la nostra vita ed i vantaggi sono stati tanti. Primo fra tutti, ci ha permesso di continuare a lavorare senza sosta e questa è stata una grande fortuna se pensiamo a tutti coloro che purtroppo hanno perso il lavoro o si sono trovati in difficoltà. Ovviamente chi lo ha sperimentato in prima persona conosce bene anche i «limiti» di questa nuova modalità. Io credo che per essere davvero SMART bisognerebbe cambiare visione di insieme, instaurare rapporti di estrema fiducia e trasparenza nei confronti dei propri dipendenti e dare obiettivi concreti e misurabili. Ciò non significa abbandonare l’idea dell’ufficio fisico che rimane per noi un luogo di aggregazione sociale fondamentale, ma vederlo in maniera più dinamica come un vero e proprio incubatore di idee e confronto. In Rextart abbiamo sempre adottato formule di flessibilità oraria e di remote working e continueremo a farlo anche dopo la pandemia.

Cosa si sente di dire ad un ragazzo che incontra per la prima volta Rextart?

Da anni formiamo risorse Junior e le accompagniamo nel loro processo di crescita tecnologica e personale. Siamo una realtà presente da 14 anni con forti radici nel territorio nazionale ed una lunga esperienza in tanti mercati a partire da quello Telco & Energy. La scintilla che fa accendere il nostro motore è da sempre la passione verso le nuove tecnologie ed ogni giorno lavoriamo nella direzione dell’innovazione per offrire ai nostri dipendenti progetti stimolanti e sfidanti. Inoltre siamo una realtà giovane, la media dell’età dei nostri dipendenti si aggira intorno ai 35 anni quindi le figure junior possono trovare un contesto dove confrontarsi sia con coetanei che con validi professionisti in grado di formarli ad alto livello in ambito ICT.

E per le figure più Senior che tipo di spazi ci sono?

L’obiettivo della mia area HR è quello di individuare figure che siano in grado di apportare un valore aggiunto sia in termini tecnologici che gestionali, ossia possano fare da traino alle nuove risorse. Negli ultimi mesi abbiamo messo mano ad una serie di processi interni volti a rendere più competitive le nostre proposte di assunzione. Uno dei nostri valori fondamentali rimane la meritocrazia: le nostre risorse hanno la possibilità di farsi valere sul campo e di dimostrare la propria competenza. Inoltre si sente spesso parlare di gender equality; nella nostra azienda non ci sono mai state disparità di salario o mansione, ogni dipendente ha le stesse opportunità di carriera, indipendentemente dal proprio genere. Molte posizioni apicali, tra cui quella che ricopro, sono occupate da donne e abbiamo intenzione di proseguire su questo trend. Nasciamo come una start-up e seppur siano passati tanti anni dagli esordi, abbiamo voluto mantenere un rapporto diretto con le nostre risorse. Siamo vicini ai nostri dipendenti e per ogni dubbio o difficoltà siamo sempre pronti ad ascoltarli e sostenerli.

Quali sono gli obiettivi nel medio/lungo termine che vi siete dati in ambito recruiting?

Stiamo attingendo a nuovi strumenti ed iniziative volte a rendere ancor più produttiva la selezione. Abbiamo l’obiettivo di incrementare l’organico in maniera importante pur tenendo fede ai valori di cui abbiamo appena parlato. Secondo me il prossimo anno sarà un vero Anno Zero nel quale poter ripartire davvero a vele spiegate. Abbiamo superato un periodo molto difficile e pesante e abbiamo tutti bisogno di ottimismo ed energia. C’è voglia di fare, sperimentare, mettersi in gioco e noi siamo pronti ad offrire tutti gli strumenti necessari per farlo nel migliore dei modi.

 

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Five Questions To: Piero Salvatori CEO Rextart https://www.datamanager.it/2021/06/five-questions-to-piero-salvatori-ceo-rextart/ Wed, 23 Jun 2021 07:20:38 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210853 Piero Salvatori, CEO di Rextart, ci racconta come ha vissuto l’azienda la grave situazione che si è determinata nell’ultimo anno e mezzo? Certamente, un evento inatteso che ti costringe in casa per mesi, non può non avere impatto sulla vita di un’azienda. La pandemia ci ha costretto a cambiare velocemente il modo di lavorare e […]

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Piero Salvatori, CEO di Rextart, ci racconta come ha vissuto l’azienda la grave situazione che si è determinata nell’ultimo anno e mezzo?

Certamente, un evento inatteso che ti costringe in casa per mesi, non può non avere impatto sulla vita di un’azienda. La pandemia ci ha costretto a cambiare velocemente il modo di lavorare e ha messo alla prova le nostre capacità di adattamento, ma ha anche rafforzato le nostre sicurezze. Ricordo bene il venerdì 6 marzo dello scorso anno, quando uscendo dall’ufficio ci salutammo dicendo ‘Buon week-end ragazzi, ci vediamo lunedì’. Ebbene, da allora gran parte dei nostri dipendenti non è ancora rientrato in sede. In pochi giorni le attività produttive dell’azienda, che erano svolte tutte in presenza, sono state spostate in modalità remota e su nessuna di esse abbiamo dovuto gestire criticità particolari. L’impostazione che da sempre abbiamo dato alla nostra azienda, caratterizzata dalla tecnologia, dall’innovazione e dal miglioramento continuo, ci ha permesso di gestire velocemente questo cambiamento; insomma abbiamo imparato in fretta che un modo diverso di lavorare è possibile e questo ce lo porteremo ben oltre la pandemia. In sintesi, è stato un esame, e come tutti gli esami ti devi applicare al meglio, dedicare tempo ed energie, ma, una volta superati, oltre a sentirti soddisfatto, sarai anche più preparato ad affrontare nuove sfide.

Lei parla di sfide, è pronta Rextart ad affrontarle?

Siamo convinti che a breve si creeranno condizioni molto interessanti dal punto di vista degli investimenti. In tutto il mondo c’è una gran voglia di ripartire, di recuperare il tempo perduto, di trasformare questa crisi economico-sanitaria da problema in opportunità. Bisogna farsi trovare pronti e cercare di ripartire al meglio, per far questo servono idee e investimenti. Di conseguenza la nostra scelta è stata di non tenere mai il motore al minimo. Anche quando alcuni progetti hanno subito rallentamenti abbiamo scelto di spingere di più sul completamento e consolidamento delle nostre soluzioni. Abbiamo lavorato per far evolvere la nostra offerta, per aggiungere funzionalità nuove a soluzioni già realizzate ma, soprattutto, abbiamo cercato di estendere l’applicabilità delle nostre soluzioni a nuovi processi di business e quindi a nuovi clienti potenziali. Nel frattempo abbiamo anche migliorato la situazione finanziaria, complice la pandemia abbiamo diminuito alcuni costi fissi, inoltre abbiamo sperimentato nuove forme di finanziamento e ampliato il numero degli istituti di credito con i quali intratteniamo rapporti.

Parliamo ora di valori: quali quelli che vi contraddistinguono rispetto a una concorrenza mai come ora così agguerrita?

Se dovessi descrivere quali sono i valori qualificanti di Rextart li riepilogherei in due direttrici, da una parte la massima attenzione ai bisogni dei clienti e dall’altra l’estrema cura alla crescita e allo sviluppo delle risorse umane. Ascoltiamo attentamente le esigenze dei nostri clienti e studiamo con cura i loro processi, allo scopo di individuare le tecnologie e le modalità operative che ci permettano di realizzare soluzioni sempre più efficaci. La nostra ambizione è infatti quella di porci come partner per i nostri clienti, impostando relazioni di business durature e che comportino reciproche creazioni di valore. Con la stessa attenzione coltiviamo il talento delle nostre risorse umane, ci assicuriamo che abbiano le giuste competenze tecniche, le coinvolgiamo in progetti sempre più sfidanti, lavoriamo per obiettivi e basiamo i loro percorsi di carriera sul merito. In poche parole, il nostro obiettivo è realizzare un ambiente dove le risorse migliori si sentano a casa loro. Per completare il quadro, bisogna aggiungere gli ingredienti necessari per portare a compimento progetti complessi. Noi ci mettiamo entusiasmo, passione, la massima serietà e soprattutto una grande capacità di esecuzione.

Le sue parole sembrano descrivere una realtà in continua evoluzione…

Ci chiamiamo Rextart e vogliamo tener fede al nostro nome reinventandoci continuamente, è quello che abbiamo fatto da sempre e quello che vogliamo continuare a fare. Abbiamo sempre dato una notevole importanza al continuo monitoraggio tecnologico e riteniamo fondamentali le attività di realizzazione di studi di fattibilità e di implementazione di prototipi. Ci piace considerarci come una start-up, ci piacciono le sfide che in genere vengono affrontate dalle start-up, cerchiamo di essere veloci ed efficaci come una start-up, eppure tra pochi mesi festeggeremo i 15 anni di vita. Arriveremo a questo traguardo dopo aver affrontato la difficile salita della pandemia, e vogliamo arrivarci con l’atteggiamento del ciclista che quando si avvicina al gran premio della montagna si prepara a cambiare la postura, perché sa che tra poco inizia la discesa.

Bene, non resta che chiederle cosa farete da grandi…

Sono talmente tante le tendenze tecnologiche che caratterizzeranno il futuro prossimo che rischiamo di esaurire lo spazio dell’intervista, ma di una cosa sono sicuro: ci sarà da divertirsi. Una menzione però voglio farla, per quella che più mi affascina, l’Intelligenza Artificiale. Dopo un periodo in cui è stata di moda, negli anni 80, declinata soprattutto nei cosiddetti sistemi esperti, ha subito diverse battute di arresto con conseguente calo di interesse del mercato e quindi di investimenti. Oggi, grazie alla crescita esponenziale delle capacità di calcolo ed alla disponibilità sia di enormi quantità di dati che di tecniche di analisi degli stessi, l’AI è diventata di nuovo centrale e sono convinto che a breve pervaderà ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Dal punto di vista delle tematiche quella che vedo dominante nei prossimi anni, forse decenni, è la sostenibilità ambientale. Lo sviluppo sostenibile è ormai una priorità assoluta a livello globale, e in questa direzione vanno gli impegni dei governi e delle Organizzazioni Internazionali. Noi siamo convinti che le tecnologie digitali possano accelerare e rendere più efficaci le misure che si dovranno adottare per contrastare i cambiamenti climatici e proteggere l’ambiente. Per questo abbiamo sposato Greennovation come modello di integrazione tra business e crescita sostenibile, insomma nel prossimo futuro dovremo lavorare per metter la tecnologia al servizio della natura, è una sfida che ci piace e che, come sempre, affronteremo con il massimo impegno.

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Five Questions To: Giancarlo Vicomanni VP Technical & Operations Rextart https://www.datamanager.it/2021/06/five-questions-to-giancarlo-vicomanni-vp-technical-operations-rextart/ Wed, 16 Jun 2021 07:22:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210697 Ing. Vicomanni, lei in Rextart coordina sia le attività operative che quelle tecniche. Che impatti ha avuto la pandemia in queste aree? Fortunatamente operiamo in un settore dove non è necessariamente richiesta la presenza fisica, per cui siamo riusciti a dare continuità a tutte le attività in essere lavorando da remoto. Per noi non è […]

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Ing. Vicomanni, lei in Rextart coordina sia le attività operative che quelle tecniche. Che impatti ha avuto la pandemia in queste aree?

Fortunatamente operiamo in un settore dove non è necessariamente richiesta la presenza fisica, per cui siamo riusciti a dare continuità a tutte le attività in essere lavorando da remoto. Per noi non è stata una grossa novità, già da tempo i nostri dipendenti utilizzavano qualche giorno di smart working durante la settimana e continueranno ad utilizzarlo nel futuro. Per le attività tecniche, di ricerca e sviluppo e di prototipazione soprattutto, le cose sono state un po’ più difficili ma questo periodo di rallentamento forzato ci è stato comunque utile: aver abbassato il ritmo, avere avuto tempo per analizzare con più calma la nostra proposizione e gli scenari di business ci è stato molto utile per calibrare le strategie alle situazioni che ci troveremo ad affrontare al termine dell’emergenza.

Proprio su questo punto: come vede il futuro?

Sono convinto di due cose: non appena verranno rilasciati i freni il Paese riprenderà a correre più di prima. C’è tantissima voglia di riprendere, di recuperare, di capitalizzare il tempo perduto e questo moltiplicherà le opportunità di business. E poi: dalle crisi si esce con le idee, non con le rendite di posizione. Il mix di queste due considerazioni secondo me ci consentirà di riprendere molto rapidamente un ottimo trend di crescita. Il nostro essere innovativi, agili ed aggressivi consente di competere su un mercato sempre più affollato e con sempre meno regole. Noi non abbiamo un nome altisonante che ci garantisce business inerziale: utilizziamo però idee, organizzazione, capacità progettuali per garantire ai nostri clienti il successo delle nostre iniziative.

Mi sembra una situazione interessante. Ci può dire qualcosa su queste iniziative?

Da tempo stiamo lavorando per migliorare la nostra piattaforma MohICan, portandola sempre più ad essere uno strumento di Work Force Management piuttosto che un semplice Field Data Collector. Questa scelta ci sta dando ragione, dopo Tim, Enel e Sparkle che già la utilizzano da tempo abbiamo in corso diverse trattative per l’adozione in altri contesti operativi. Stiamo inoltre spingendo molto su sistemi IoT evoluti, sia dal punto di vista tecnologico che di contesto. Abbiamo sviluppato la piattaforma IoTraX per l’interfacciamento e la gestione della periferia IoT e su questa stiamo proponendo soluzioni innovative, basate principalmente su analitiche video di ultima generazione. Da ultimo ci stiamo presentando sui mercati Retail e Luxury con soluzioni originali, orientate ad una customer experience sempre più personalizzata.

Oltre che in quello tecnico, la pandemia vi ha stimolato ad introdurre novità in altri settori?

Certamente: nella gestione delle risorse umane, come prima cosa. Il nostro vero capitale sono le risorse che lavorano con noi: mai come in questo periodo vogliamo essergli vicini e far sentire che Rextart non è solo l’azienda che paga loro lo stipendio. Abbiamo esteso a tutti i dipendenti un’assicurazione sanitaria con coperture più ampie rispetto a quelle attualmente previste dai contratti collettivi. Abbiamo introdotto un sistema di welfare integrato ed incentivi alla partecipazione attiva all’evoluzione dell’azienda. Uno su tutti è il Buzz Bonus, erogato a fronte della presentazione di nuovi candidati per le posizioni aperte nella ricerca e selezione di personale. In futuro contiamo di coinvolgere tutti i dipendenti in un meccanismo premiante per il raggiungimento di obiettivi di fatturato complessivo, in maniera che ciascuno si senta sempre più attore nella crescita dell’azienda.

Quindi tutto sommato la pandemia non è stata un male nel vostro caso…

La pandemia è stata ed è un dramma che ha devastato l’economia e che ha prodotto un numero di morti comparabili a quelli di una guerra. Forse ci ha lasciato una sola cosa positiva, l’allenamento alla resilienza. Oggi se ne parla molto: la prima volta che sentii questa parola, tanti anni fa, fu a proposito di sistemi militari fault-tolerant, in grado di mantenere le prestazioni anche a fronte di guasti o anomalie. Resilienza per me è questo: non semplice resistenza ma capacità di ovviare ad un danno, ad un evento avverso, di tornare allo stato precedente e di evolversi per affrontare meglio nuovi eventi di questo tipo.

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Five Questions To: Ottavio Masini VP Sales & Marketing Rextart https://www.datamanager.it/2021/06/five-question-to-ottavio-masini-vp-sales-marketing-rextart/ Wed, 09 Jun 2021 07:24:41 +0000 https://www.datamanager.it/?p=210478 Nell’ultimo anno, a causa della pandemia, il processo di contatto con il Cliente ha subito delle conseguenze. Come si è adeguata Rextart rispetto a questo cambiamento epocale? Il Covid ha cambiato profondamente il nostro vivere quotidiano, senza risparmiare le abitudini lavorative. In particolare, nelle attività di sviluppo commerciale, per realtà come Rextart il contatto con […]

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Nell’ultimo anno, a causa della pandemia, il processo di contatto con il Cliente ha subito delle conseguenze. Come si è adeguata Rextart rispetto a questo cambiamento epocale?

Il Covid ha cambiato profondamente il nostro vivere quotidiano, senza risparmiare le abitudini lavorative. In particolare, nelle attività di sviluppo commerciale, per realtà come Rextart il contatto con i Clienti è sempre stato ed è tuttora fondamentale. È necessario riuscire a condividere i propri valori, per poter pensare di trasmetterli e farli apprezzare ad altri. Fiducia e stima reciproca non possono essere sostituiti dalla fredda efficienza di una video conferenza, che tuttavia rappresenta un utile strumento, in affiancamento rispetto al contatto tradizionale. Usciamo da questo periodo di grande difficoltà profondamente cambiati. Abbiamo nuovi stimoli, che sommandosi a una già forte spinta motivazionale ci inducono a sfruttare meglio tempo e risorse, concentrando le informazioni da dare, «hic et nunc». Metaforicamente, abbiamo affrontato la sfida dell’online virtualizzando il caffè; ora lo prendiamo ristretto, ma è buono come e più di prima. Resilienza.

Si può affermare che le mutazioni del mercato abbiano in qualche modo reso necessaria una revisione degli obiettivi commerciali e di conseguenza anche delle strategie?

Senza ombra di dubbio. La pandemia ha costretto l’intero settore ICT a prendere atto di una situazione di contrazione degli investimenti, in particolare in alcuni settori di mercato, a fronte di un fenomeno di fatto imprevedibile. La possibilità di operare in smart working ha tuttavia consentito alle aziende di filiera di limitare i danni, potendo garantire i servizi con analoghe prestazioni pur in una situazione di oggettiva difficoltà. Per quanto riguarda Rextart, già dalla seconda metà del 2020, e ancor più nei primi mesi di quest’anno, abbiamo concentrato gli sforzi in settori come Telco e Energy, meno colpiti dalla crisi e per certi versi al contrario più sollecitati, dovendo sostenere un maggior carico di lavoro in ragione della remotizzazione dei servizi. Questa scelta strategica è stata supportata, dal punto di vista produttivo, ampliando la copertura funzionale delle nostre soluzioni di Field Force Automation, nell’ottica di poter offrire servizi più completi e versatili in un mercato sempre più eterogeneo.

Cambiamenti anche dal punto di vista del Marketing?

A dire il vero non c’è stato molto tempo per studiare piani di marketing alternativi. Il vento è cambiato molto velocemente, sia di intensità che di direzione. Pur avendo ora la comunità mondiale preso le misure rispetto al fenomeno, la situazione presenta comunque aspetti critici, che consigliano di tenere alta l’attenzione. Per quanto ci riguarda, analogamente rispetto a quanto fatto da realtà più strutturate, abbiamo studiato azioni mirate per gestire al meglio l’operatività. Per fare un esempio, abbiamo adeguato il modello di offerta di alcune delle nostre soluzioni, aprendo a un approccio cloud oriented in luogo del tradizionale on-premise, rispondendo così all’esigenza del mercato di limitare gli investimenti in infrastrutture e tecnologia. Abbiamo anche strutturato in maniera puntuale i servizi in modalità smart working, anticipando persino la diffusione delle regole, certi che questa “novità” si protrarrà ben oltre la fine della pandemia. In realtà quest’ultima azione non ha comportato per noi un grande sforzo, perché già da tempo una buona parte del personale operava con modalità “a obiettivo”, con il risultato svincolato dalla presenza fisica in sede.

Risultati?

C’è bisogno di tempo, ma i riscontri che abbiamo ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta. Per quanto riguarda le soluzioni, sono in corso numerose proposte commerciali all’interno delle quali le piattaforme Rextart, basate prevalentemente su architetture a microservizi, sfruttano pienamente le potenzialità offerte dal Cloud. Alcuni dei progetti, partiti a cavallo dell’anno, sono prossimi alla conclusione, altri sono in uno stato avanzato di esecuzione, altri ancora infine in partenza proprio in questi giorni. Parallelamente, nell’ambito dei servizi di consulenza, pur soffrendo la scarsa disponibilità di risorse umane – vero problema del settore – sia sul mercato, già formate, che prodotte dagli istituti di formazione, sono state definitivamente superate le difficoltà collegate allo smart working. Il dato aggregato sul trend consolidato, alla fine dei primi quattro mesi del 2021, è in linea con gli ultimi due esercizi. Insomma, volendo sintetizzare, nel nostro caso la pandemia ha forse rallentato la crescita, ma certamente non è stata e non sarà in grado di fermarci.

Cosa dobbiamo aspettarci nel breve e medio termine da Rextart?

Il 2022 dovrà essere l’anno del consolidamento, a 15 anni dalla sua fondazione. Contiamo di poter crescere sia dal punto di vista dimensionale che in termini di volume d’affari. Vogliamo continuare ad attrarre professionisti dell’IT e giovani leve, consci della certezza che con noi possano maturare esperienze più formative, su progetti sperimentali innovativi, rispetto a quelle fatte nell’ambito dei grandi appalti. Vogliamo poi che il nostro business sia sempre più sostenibile: vogliamo fare Greennovation insieme ai nostri partner. Stiamo lavorando infine su altri piani per dare continuità e valore al progetto Rextart: obiettivi sfidanti, come ad esempio l’internazionalizzazione. Per dirla con un mito del piccolo schermo, insomma, Rextart non solo non lascia, ma raddoppia (l’impegno).

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