Five Questions To: Claudio Salvatori Consulting Manager Rextart

Five Questions To: Claudio Salvatori Consulting Manager Rextart

Dott. Salvatori secondo lei quali ripercussioni ha generato la pandemia sul settore IT/ICT?

Nel 2020 nonostante ci sia stata una flessione degli investimenti a livello globale, con altrettanti livelli di crescita contenuti, la pandemia ha accelerato comunque il processo di «Trasformazione Digitale» delle aziende del settore Privato ma anche Pubblico.  Le imprese già digitalizzate come la nostra hanno subito meno il colpo riuscendo comunque a mantenere una crescita. Già da quest’anno gli investimenti sono in ripresa e si stima un ulteriore incremento nel 2022 grazie ai fondi europei che arriveranno dal Recovery Found.

Grazie al Next Generation EU secondo lei quali obiettivi si potranno raggiungere in particolare sul piano della consulenza Informatica?

Il Next Generation EU sarà il motore principale per la realizzazione di quel processo di trasformazione tecnologico di cui abbiamo necessariamente bisogno. L’innovazione tecnologica inevitabilmente richiede e sempre più richiederà nuove competenze che dovremmo acquisire in maniera diffusa con assoluta tempestività. Solo in questo modo sapremo soddisfare la forte domanda di supporto da parte degli attuali Player del mercato IT e ICT.

Quali ritiene essere gli strumenti principali per non farsi trovare impreparati alle forti richieste di Know How?

Come potrà ben immaginare non è sufficiente mettere a disposizione risorse atte a sostenere la domanda di servizi e prodotti IT/ICT, occorre inevitabilmente aumentare i percorsi formativi per sviluppare le competenze digitali necessarie ad erogare appropriati servizi professionali. Serve una spinta alla formazione per i giovani grazie al contributo della scuola e dell’Università. Occorre creare percorsi di riqualificazione per i meno giovani ma anche di tutto il personale che lavora già all’interno delle aziende.

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Covid e Smart Working, quali conseguenze hanno avuto sulla sfera dei servizi professionali?

Sullo Smart Working credo si sia detto quasi tutto. Le risparmio l’elenco dei vantaggi e svantaggi visti da punto di vista del lavoratore, delle aziende e dell’ambiente. Oggettivamente in molte realtà è diventata una modalità di lavoro strutturale. Molti dei nostri professionisti hanno potuto prestare il loro Know How remotamente anche a clienti logisticamente lontani dalle nostre sedi di lavoro senza doversi spostare. Sono convinto che le attività di consulenza in modalità remota in era post-pandemica resisteranno, ma non totalmente grazie anche alla campagna vaccinale che ridurrà il rischio di contagio.

Nel 2021 si avverte già una ripresa che si consoliderà certamente nel 2022. Quali strategie metterà in campo Rextart?

Gli investimenti destinati all’innovazione apriranno spazi di mercato ed opportunità non ripetibili. Dovremo quindi essere bravi a colmare quel gap di competenze digitali relative alle nuove posizioni che già da tempo il settore IT/ICT richiede. Bisognerà allora sfruttare il più possibile tutti i sistemi formativi disponibili sfruttando al massimo le molteplici risorse che avremo a disposizione.