riciclo – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 20 Apr 2017 15:30:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png riciclo – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple vuole solo materiali riciclati per i suoi prodotti https://www.datamanager.it/2017/04/apple-vuole-solo-materiali-riciclati-suoi-prodotti/ Thu, 20 Apr 2017 16:59:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123549 Apple annuncia di voler realizzare iPhone, iPad e ogni altro device solamente con materiali riciclati e attraverso un attento controllo di tutta la filiera Apple si dimostra ancora una volta una delle aziende più attente alla sostenibilità ambientale. Il colosso di Cupertino alimenta la quasi totalità dei suoi data center con fonti rinnovabili e la […]

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Apple annuncia di voler realizzare iPhone, iPad e ogni altro device solamente con materiali riciclati e attraverso un attento controllo di tutta la filiera

Apple si dimostra ancora una volta una delle aziende più attente alla sostenibilità ambientale. Il colosso di Cupertino alimenta la quasi totalità dei suoi data center con fonti rinnovabili e la stessa cosa vale per l’Apple Park che aprirà alla fine di questo mese. Oggi la Mela ha fatto un annuncio che potrebbe rivoluzionare totalmente la filiera di produzione dei dispositivi elettronici: l’obiettivo è far sì che tutti i suoi prodotti siano realizzati con materiali riciclati al 100%.

“Stiamo facendo qualcosa che raramente facciamo: annunciare un obiettivo ancora prima di avere compreso come raggiungerlo. – ha dichiarato Lisa Jackson, Vice President Environmental Initiatives di Apple in una intervista a VICE News – Siamo dunque un po’ nervosi ma pensiamo anche sia davvero importante perché come settore riteniamo sia la direzione dove la tecnologia dovrebbe andare”.

Materie prime come oro, tantalio, tungsteno, stagno e cobalto sono fondamentali per realizzare le componenti di smartphone e tablet. Per estrarli viene però spesso utilizzata manodopera sottopagata che comprende anche minori e opera in condizioni di lavoro estreme. I proventi di questo mercato in diverse occasioni servono anche a finanziare i signori della guerra dell’Africa Centrale. Da tempo Apple effettua controlli particolarmente stringenti su tutta la sua catena di fornitori fino ad arrivare alla fonderie ma l’obiettivo evidenziato nel report ambientale 2017 è molto più ambizioso.

La Jackson ha spiegato che il tungsteno utilizzato per il Taptic Engine di iPhone può essere fuso per realizzare strumenti per l’incisione e molti altri materiali possono essere riutilizzati con facilità anche grazie al lavoro del robot Liam. Apple ha intenzione di assumere esperti nel campo del riciclo per raggiungere il suo scopo e diventare una fonte d’ispirazione per tutte le aziende del settore hi-tech.

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Galaxy Note7: non tutto è perduto https://www.datamanager.it/2017/03/galaxy-note7-non-perduto/ Wed, 29 Mar 2017 18:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122024 Samsung ha confermato di aver già cominciato a riciclare alcune componenti del phablet dismesso, oltre alla fornitura di device ricondizionati Al recente Mobile World Congress di Barcellona, poco prima della conferenza dedicata al lancio dei Tab S3, un gruppo di attivisti di Greenpeace aveva manifestato contro il gigante coreano per lo spreco dovuto ai milioni […]

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Samsung ha confermato di aver già cominciato a riciclare alcune componenti del phablet dismesso, oltre alla fornitura di device ricondizionati

Al recente Mobile World Congress di Barcellona, poco prima della conferenza dedicata al lancio dei Tab S3, un gruppo di attivisti di Greenpeace aveva manifestato contro il gigante coreano per lo spreco dovuto ai milioni di Galaxy Note7 richiamati in tutto il mondo. La richiesta era semplice: ripensare ai processi di produzione e riciclaggio dei device hi-tech, per impattare il meno possibile sull’ambiente. Detto fatto: Samsung non renderà vano il ritorno a casa dei phablet, impegnandosi ad attivare politiche di riuso e riciclo in linea con i principi di sostenibilità globali. “Abbiamo intrapreso tre strade con cui assicuriamo che i Note7 siano gestiti in maniera eco-friendly” – ha detto la compagnia in settimana. Cosa vuol dire? Scopriamo subito.

Tre passi verso la natura

Il primo punto riguarda la possibilità di sostituire solo le batterie degli originali Note7 per destinare dispositivi ricondizionati a usi specifici, come quelli che prevedono la consegna di muletti ai consumatori durante i periodi di riparazione degli smartphone originali in possesso. Non ci sono indicazione sui mercati verticali e locali dove il programma verrà avviato, molto dipenderà dalle richieste dei consumatori e dalla disponibilità nel breve periodo. Poi, Samsung ha già comunicato di voler salvare alcuni componenti presenti nei phablet ritirati da settembre, come i semiconduttori, sensori e fotocamere, da usare come parti di ricambio o da vendere separatamente ai vendor.  Inoltre, la compagnia entrerà a far parte del programma di Ricerca & Sviluppo dell’Unione Europea per sviluppare nuovi metodi di costruzione e dismissione rispettosi dell’ambiente, seguendo le linee guida dettate dalla comunità continentale.

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Fuori Salone 2017: dal riciclo al design domestico con Comieco https://www.datamanager.it/2017/03/salone-2017-dal-riciclo-al-design-domestico-comieco/ Tue, 21 Mar 2017 18:00:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121548 Per l’atteso appuntamento internazionale del design, il Museo delle Culture di Milano si illumina grazie ad un allestimento in cui carta e cartone sono protagonisti assoluti E’ la carta illuminata la protagonista dell’installazione proposta da Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base Cellulosica) in occasione del Fuori Salone. Ed è proprio nella […]

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Per l’atteso appuntamento internazionale del design, il Museo delle Culture di Milano si illumina grazie ad un allestimento in cui carta e cartone sono protagonisti assoluti

E’ la carta illuminata la protagonista dell’installazione proposta da Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base Cellulosica) in occasione del Fuori Salone. Ed è proprio nella suggestiva cornice del Museo delle Culture (Mudec) che prende forma il materiale da riciclo attraverso le mani sapienti e l’estro artistico dei designer in grado di trasformare oggetti di carta e cartone riciclati facendoli entrare a pieno titolo nell’area del design domestico.

Le creazioni in carta presentate al Fuori Salone sono solo alcune delle 40 descritte e raccolte nel volume Carta in Luce, una speciale monografia de “L’Altra Faccia del Macero”, l’osservatorio permanente di Comieco sulla produzione artistica e di design che ha scelto carta e cartone riciclati come mezzo espressivo.

Le lampade selezionate sono principalmente Made in Italy: spicca lo stile retrò con le creazioni stile-Italiano di Eetico e con le lampade “Egg of Columbus” di Seletti che usa la carta ruvida come quella utilizzata appunto per le confezioni delle uova e le cui forme traggono ispirazione dalle onde e dalle plissettature dei lampadari che popolavano le case di un tempo. Il materiale proposto, di per sè grezzo, ruvido e inusuale per il tipo di funzione svolta, è la fibra di carta pressata usata tipicamente nel mondo dell’imballaggio. A interpretare le sfumature e la giocosità della carta illuminata c’è poi Cartunia Design, con le sue ZOO, lampade dalle sagome di animali che strizzano l’occhio alla fantasia dei bambini, e l’ultima nata GORG, sviluppata con un nuovo tipo di cartone ondulato, versatile e flessibile, realizzata con carte riciclate e riciclabile al 100%.

Le anime delle lampade in cartone in mostra al Mudec sono molte ma tutte hanno un elemento ricorrente: dimostrano che quando la creatività sposa l’ingegno anche un materiale apparentemente inutile come un rifiuto può diventare una nuova risorsa, degna di ritagliarsi uno spazio da protagonista al Fuori Salone.

L’esposizione vuole dare concretezza al concetto di economia circolare del riciclo di carta e cartone, che inizia con un gesto semplice quanto fondamentale: la raccolta differenziata. “L’Italia ha un’eccellente industria del riciclo di carta e cartone” – spiega Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco “e nel corso degli ultimi 20 anni abbiamo assistito a un incremento progressivo dei risultati arrivando a riciclare oggi circa 10 tonnellate di carta al minuto. Grazie alla raccolta differenziata, 4 imballaggi su 5 vengono oggi riciclati e rinascono sotto forme nuove: nuovi contenitori ma anche come oggetti di arredo, elementi artistici ed espressione di una creatività che sempre più strizza l’occhio alla sostenibilità e al risparmio di risorse naturali. Carta e cartone, materiali riciclabili e riciclati per eccellenza, si confermano espressione di un comune sentimento artistico ma anche di una cultura sociale e civica fondata sul rispetto per l’ambiente e la tutela delle risorse. “

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Natale: 3 regole per riciclare i regali hi-tech in modo corretto https://www.datamanager.it/2016/12/natale-3-regole-riciclare-regali-hi-tech-modo-corretto/ Thu, 22 Dec 2016 17:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116333 Con Ecolamp, anche a Natale, il rispetto per l’ambiente non va in vacanza Anche questo Natale i regali tecnologici sono tra i più ambiti dagli italiani. Secondo i dati contenuti nel cinquantesimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2016, ben il 64,8% degli italiani utilizza uno smartphone per comunicare e questa percentuale arriva all’89,4% tra […]

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Con Ecolamp, anche a Natale, il rispetto per l’ambiente non va in vacanza

Anche questo Natale i regali tecnologici sono tra i più ambiti dagli italiani. Secondo i dati contenuti nel cinquantesimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2016, ben il 64,8% degli italiani utilizza uno smartphone per comunicare e questa percentuale arriva all’89,4% tra i giovani. A Natale sotto gli alberi di molte case, ci saranno quindi: smartphone di ultima generazione, tablet, consolle per videogames, elettrodomestici per la casa, droni e giocattoli elettronici per i più piccoli. Questi nuovi prodotti andranno a sostituire i modelli più datati o non più funzionanti. Ecolamp, il consorzio per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti di illuminazione, ricorda che tutti i RAEE, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, vanno smaltiti in modo differenziato, così da tutelare l’ambiente e la salute collettiva. Proprio per questo Ecolamp ha un piccolo suggerimento per tutti coloro che, anche a Natale, vogliono essere certi del corretto conferimento di questi rifiuti: perché il rispetto per l’ambiente faccia parte delle prossime feste!

Bastano 3 semplici passaggi e il gioco è fatto! I prodotti che si desidera buttare saranno conferiti correttamente e verranno poi trattati in appositi impianti per recuperare importanti materie prime e mettere in sicurezza eventuali sostanze inquinanti:

SELEZIONARE. Occorre identificare gli apparecchi elettrici ed elettronici che si è deciso di buttare perché non più utilizzabili o riparabili. Meglio conferirli in modo corretto che conservarli nostalgicamente in un cassetto o nel ripostiglio. Si calcola infatti che le case di molti italiani siano dei veri e propri giacimenti di piccoli rifiuti elettrici, da cui invece si potrebbero recuperare materiali preziosi da immettere nuovamente nel ciclo produttivo.

SEPARARE. Dopo avere stabilito che il prodotto è da buttare, per una corretta raccolta differenziata, è bene sapere a quale tipologia appartiene il RAEE. Infatti, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche si distinguono in 5 tipologie, ciascuna con prodotti omogenei per le modalità di trattamento. I cosiddetti R4 sono ad esempio i piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi d’illuminazione e altri piccoli prodotti elettrici ed elettronici, tra cui gli stessi addobbi natalizi; alla categoria R5, invece, appartengono le sorgenti luminose, in pratica tutte le lampadine ad esclusione delle lampade ad incandescenza e quelle ad alogeni, che vanno buttate nell’indifferenziato.

CONFERIRE. Come ultimo passo Ecolamp ricorda dove è possibile conferire il rifiuto. Nelle oltre 3.900 Isole Ecologiche comunali in tutta Italia, che hanno a disposizione gli appositi contenitori per la raccolta dei RAEE. Oppure con le modalità di ritiro in negozio: 1 contro 1, con cui si consegna gratuitamente il proprio RAEE al negoziante, quando si acquista un prodotto nuovo equivalente; e da questa estate, è in vigore anche la modalità 1 contro 0, per consegnare gratuitamente il proprio RAEE senza alcun obbligo di acquisto, purché il prodotto da buttare sia di dimensioni inferiori ai 25 centimetri. Sono tenuti ad applicare questa modalità di ritiro i punti vendita con una superficie dedicata alle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche maggiore di 400mq, ma possono comunque applicarla, se lo desiderano, anche negozi più piccoli.

Grazie al contributo positivo dei cittadini più coscienziosi l’Economia Circolare non è più soltanto un concetto astratto e teorico, ma finalmente una buona pratica; i prodotti che hanno smesso di funzionare non hanno infatti concluso la loro vita utile. Anzi, se raccolti in modo differenziato e smaltiti correttamente, grazie al recupero dei materiali di cui sono composti possono contribuire a dare vita a nuovi prodotti, riducendo il consumo di ulteriori materie prime e lo spreco di quelle già in circolazione. Sembra un grande risultato per un piccolo gesto, che può facilmente diventare un’abitudine quotidiana a salvaguardia dell’Ambiente. Il contributo dei cittadini si rivela fondamentale anche in base ai dati della raccolta di Ecolamp, che durante i primi sei mesi del 2016 ha gestito oltre 960 tonnellate di lampade esauste su tutto il territorio nazionale.  La porzione più consistente, il 56percento di questi rifiuti, è arrivata dalla raccolta differenziata dei privati cittadini che si sono recati alle Isole ecologiche servite dal Consorzio, durante il primo semestre di quest’anno; il restante 44percento proviene invece dai canali di raccolta dedicati ai professionisti e gestiti da Ecolamp.

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Ecosostenibilità, a Panama il primo villaggio fatto con bottiglie di plastica https://www.datamanager.it/2016/05/201605ecosostenibilita-a-panama-il-primo-villaggio-fatto-con-bottiglie-di-plastica/ Fri, 06 May 2016 08:06:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100763 A Panama esiste un villaggio realizzato con bottiglie riciclate, un’innovativa scelta ecosostenibile Lo stato di Panama, la cui notorietà è legata soprattutto alla sua natura di paradiso fiscale, potrebbe diventare anche un paradiso del riciclo. Nell’isola di Colon infatti gli abitanti sono riusciti a costruire una vero e proprio villaggio, utilizzando materiali plastici che altrimenti […]

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A Panama esiste un villaggio realizzato con bottiglie riciclate, un’innovativa scelta ecosostenibile

Lo stato di Panama, la cui notorietà è legata soprattutto alla sua natura di paradiso fiscale, potrebbe diventare anche un paradiso del riciclo. Nell’isola di Colon infatti gli abitanti sono riusciti a costruire una vero e proprio villaggio, utilizzando materiali plastici che altrimenti sarebbero stati destinati all’inquinamento da Co2 nell’aria.

Già nel 2015 gli ingegneri locali avevano costruito una casa interamente con bottiglie di plastica, un primo esperimento da cui poi ha avuto origine l’idea del villaggio villaggio “green”, che comprende 120 abitazioni ad uso residenziale, alcuni negozi e persino un centro Yoga.

Case isolate e perfettamente abitabili

Il clima dell’isola fortunatamente non richiede l’installazione di impianti di riscaldamento nelle case e l’utilizzo delle bottiglie di plastica fornisce già un certo livello di termoautonomia alle case, che risultano isolate dal caldo estremo e dall’umidità e si mantengono così fresche da essere abitabili senza problemi di sbalzi termici.

Un esperimento che si è potuto realizzare concretamente soprattuto grazie alle particolari condizioni dell’isola, difficilmente replicabili in altri luoghi del mondo. Tuttavia, nonostante si tratti di un progetto isolato, l’eco-villaggio dimostra come ingegnandosi si possa trovare una soluzione alternativa per i materiali non biodegradabili come la plastica, riducendone l’impatto ambientale in modo significativo. Un’altra idea innovativa è quella di un gruppo di imprenditori messicani, che ha approntato un sistema per sfruttare la luce solare nella produzione di fogli impermeabili di carta ricavati riciclando bottiglie di plastica. Non dimentichiamo che il 65% dei rifiuti sulle spiagge è costituito da plastica, di cui anche gli oceani sono invasi, con oltre 250.000 tonnellate.

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Liam, il robot di Apple che ricicla gli iPhone https://www.datamanager.it/2016/03/liam-robot-apple-ricicla-gli-iphone/ Tue, 22 Mar 2016 09:49:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=97416 Apple ha presentato Liam, un braccio robotico per il corretto smaltimento dei vecchi modelli di iPhone Nel corso dell’evento dedicato ad iPhone SE e iPad Pro da 9.7″ Apple ha colto l’occasione per parlare di ecosostenibilità. L’azienda di Cupertino si è posta l’obiettivo di alimentare i suoi sistemi al 100% con energie rinnovabili e sta […]

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Apple ha presentato Liam, un braccio robotico per il corretto smaltimento dei vecchi modelli di iPhone

Nel corso dell’evento dedicato ad iPhone SE e iPad Pro da 9.7″ Apple ha colto l’occasione per parlare di ecosostenibilità. L’azienda di Cupertino si è posta l’obiettivo di alimentare i suoi sistemi al 100% con energie rinnovabili e sta facendo passi da gigante in questo senso. La Mela ha anche presentato una nuova ed efficiente tecnologia di smaltimento dei rifiuti elettronici (RAEE) chiamato Liam.

Liam è un robot composto da 29 bracci autoportanti in grado di smontare un iPhone e di riciclarne materiali e componenti. La macchina può scomporre fino a 1,2 milioni di smartphone all’anno, aiutando così lo smaltimento dei rifiuti elettronici e il loro riutilizzo. Il progetto rientra nel programma Apple Renew dedicato ai vecchi modelli di iPhone. Grazie a questo servizio, l’utente può restituire a un Apple Store il suo terminale obsoleto ricevendo in cambio uno sconto sulla versione più recente o una carta regalo dal valore equivalente per acquistare contenuti su Apple Store.

Il problema del riciclo dei RAEE è molto sentito. Si stima che ogni anno vengano perduti 15 miliardi di euro in metalli preziosi che possono ritornare nella catena di produzione. In Italia sono nate molte iniziative per il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici e dal 2014 la raccolta di elettrodomestici e prodotti tecnologici usurati è tornata a crescere.

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Apple Store: presto si potranno riciclare gli iPhone rotti https://www.datamanager.it/2016/02/apple-store-presto-si-potranno-riciclare-gli-iphone-rotti/ Fri, 05 Feb 2016 14:05:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93970 Una nuova opzione del programma “riuso e riciclo” dovrebbe presto permettere agli utenti di farsi valutare anche un telefono con parti danneggiate Si sa, quando si decide di vendere il proprio iPhone per passare ad un modello successivo è sempre meglio agire da soli. Il programma “riuso e riciclo” di Apple è infatti ottimo perché […]

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Una nuova opzione del programma “riuso e riciclo” dovrebbe presto permettere agli utenti di farsi valutare anche un telefono con parti danneggiate

Si sa, quando si decide di vendere il proprio iPhone per passare ad un modello successivo è sempre meglio agire da soli. Il programma “riuso e riciclo” di Apple è infatti ottimo perché permette una valutazione istantanea del prodotto portato presso lo Store, ma le cifre sono nettamente al ribasso rispetto a quanto si riesce a guadagnare privatamente. Non è raro però, che si decida di vendere il proprio iPhone perché presenta parti danneggiate: lo schermo, i pulsantini o la fotocamera. Fino ad oggi non era possibile dirigersi verso un Apple Store e farsi valutare un dispositivo del genere, ma la novità è dietro l’angolo.

Rotto è meglio che Android

Secondo alcune indiscrezioni infatti, Apple sarebbe pronta ad aggiornare i termini del suo programma per consentire anche alle persone con un iPhone rotto di ricevere un credito utilizzabile per acquistare un nuovo modello. Secondo l’azienda, questa iniziativa incentiverebbe il passaggio di più persone ad un nuovo iPhone visto che molti, scoraggiati dai prezzi per la sostituzione delle parti hardware, potrebbero decidere di rivolgersi a mercati di riparazione “paralleli” o addirittura verso l’acquisto di smartphone dal costo più modico. In linea con un aggiornamento del genere, Apple ha deciso di avviare in Giappone anche un servizio di applicazione di pellicole per i suoi iPhone. Non mancano però le critiche: oltre al prezzo della copertura in sé, gli acquirenti devono sostenere un costo non del tutto irrisorio per il servizio ad-hoc, che va dai 19 ai 37 dollari.

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Lexmark indica misure per contenere i rifiuti legati alle cartucce di stampa in Europa https://www.datamanager.it/2016/01/lexmark-indica-misure-contenere-rifiuti-legati-alle-cartucce-stampa-europa/ Wed, 27 Jan 2016 13:22:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92997 L’azienda lancia una “Call to Action” al mercato, chiedendo di contribuire a promuovere il riutilizzo e il riciclo delle cartucce Lexmark International lancia un appello al mercato europeo delle cartucce di stampa, chiedendo di sostenere una serie di misure atte a ridurre i rifiuti legati alle cartucce e incoraggiandone riutilizzo e riciclo. Le misure vanno […]

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L’azienda lancia una “Call to Action” al mercato, chiedendo di contribuire a promuovere il riutilizzo e il riciclo delle cartucce

Lexmark International lancia un appello al mercato europeo delle cartucce di stampa, chiedendo di sostenere una serie di misure atte a ridurre i rifiuti legati alle cartucce e incoraggiandone riutilizzo e riciclo. Le misure vanno a supporto del Circular Economy Package, un piano d’azione recentemente adottato dalla Commissione Europea, che prevede misure per favorire il passaggio dell’Europa a un’economia circolare.
Lexmark stima che ogni anno circa 30.000-50.000 tonnellate di cartucce di stampa finiscano in discarica, a causa del basso tasso di recupero dai clienti.

Lexmark ha compiuto progressi significativi nella riduzione dei rifiuti oltre a incoraggiare costantemente il riutilizzo e il riciclo delle proprie cartucce, grazie al suo avanzato programma Lexmark Cartridges Collection Program (LCCP) per il riciclo, nonché alla disponibilità della linea di cartucce toner più sostenibile dell’azienda, denominata Lexmark Corporate Cartridge, che contiene fino al 90% di componenti riutilizzati.

Lexmark fa anche parte del programma Ellen MacArthur Foundation’s “Circular Economy 100”, una piattaforma globale che riunisce 100 aziende leader di mercato, sorta con l’obiettivo di gestire le problematiche legate al passaggio verso un modello di economia circolare. L’adesione di Lexmark testimonia il costante impegno dell’azienda verso la costruzione di un’economia rigenerativa.

Nel sottoscrivere il “Preparatory Consultation on the Circular Economy” della Commissione Europea, Lexmark ha richiesto modifiche legislative e regolamentari per risolvere la questione. Questi cambiamenti sono in linea con l’obiettivo della Commissione di promuovere una crescita economica sostenibile e creare nuovi posti di lavoro.

Nel documento si afferma che sono necessarie misure volte non solo a favorire la raccolta, il riutilizzo e il riciclo delle cartucce per stampanti in Europa, ma anche a consentire alle imprese che applicano buone norme ambientali, di competere a condizioni paritarie con quelli che non lo fanno.

Lexmark chiede che l’Unione Europea promuova le seguenti iniziative:

  • Che i fornitori offrano ai propri clienti un servizio di ritiro gratuito delle cartucce che immettono sul mercato europeo
  • Che tutte le cartucce di stampa vendute in Europa entro il 2020 includano il 50% di componenti rigenerati o riciclabili
  • Che venga introdotta l’obbligatorietà di criteri ambientali da rispettare tra i requisiti degli appalti pubblici relativi all’acquisto di cartucce di stampa
  • Che vengano promosse rigenerazione e riciclo dei prodotti tramite “user labelling”, in particolare sulle componenti riutilizzate o riciclate
  • Che lo smaltimento delle cartucce per stampanti in discarica o nell’inceneritore senza recupero di energia venga reso illegale, offrendo ai fornitori incentivi per raccogliere e riutilizzare i loro prodotti.

Lexmark ha proposto ulteriori provvedimenti volti a promuovere il riutilizzo dei materiali dopo aver verificato i vantaggi della circolarità grazie al suo servizio di restituzione delle cartucce toner esauste, il Lexmark Cartridge Collection Program (LCCP).

  • Il tasso di raccolta del Programma LCCP è del 35% – quasi il doppio della media del settore – e nessuna delle cartucce restituite a Lexmark viene convogliata in discarica o all’inceneritore, bensì esse vengono ridotte a materia prima.
  • Il riciclo di una cartuccia esausta di toner Lexmark riduce l’impatto ambientale del carbonio totale di oltre il 50%
  • La linea di cartucce “Corporate Cartridge” può includere fino al 90% di componenti riutilizzati, e il 92% di tutte le cartucce Lexmark contiene materiale riciclato post-consumo
  • La rigenerazione è una parte fondamentale del business di Lexmark. Entro il 2018 l’azienda propone di arrivare a riutilizzare il 50% in termini di peso delle cartucce restituite – rispetto all’attuale 34% (Lexmark Lifecycle Assessment).

“Il concetto di economia circolare è qualcosa che Lexmark persegue da quando è stata fondata nel 1991, e la rigenerazione delle cartucce di stampa è da sempre al centro della sua strategia di business”, spiega Udo Schlauch, General Manager, EMEA Annuities & Channel di Lexmark. “La pubblicazione da parte della Commissione Europea di nuove proposte per promuovere l’economia circolare rende questo il momento ideale per sollecitare tutto il settore delle cartucce di stampa a sostenere misure per contenere i rifiuti, incoraggiando il riutilizzo e il riciclo. Noi chiediamo che il nostro settore promuova abitudini e policy per alleggerire i problemi relativi ai rifiuti di cartucce incentivando raccolta e riuso”

“Zero Waste Europe supporta l’iniziativa di Lexmark per preservare energia e risorse contenute nelle cartucce laser attraverso il riutilizzo e il riciclo. Attualmente i regimi di responsabilità estesa del produttore coprono solo il 32,5% dei rifiuti solidi urbani2 e quindi c’è spazio per allargare il campo di applicazione e stabilire obiettivi concreti di riutilizzo e riciclo per questo flusso di rifiuti”, commenta Joan Marc Simon, Director di ZWE. “Chiediamo infine alla Commissione Europea di prendere in considerazione l’applicazione di una legislazione sulla responsabilità estesa dei produttori di cartucce per stampanti, per chiudere il cerchio in questo ambito.”

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BeeApp, un’app per il riciclo delle eccedenze alimentari https://www.datamanager.it/2015/11/beeapp-unapp-per-il-riciclo-delle-eccedenze-alimentari/ Thu, 26 Nov 2015 15:32:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=89732 BeeApp è un’app che velocizza e migliora le operazioni di raccolta di eccedenze alimentari da aziende e privati per distribuirle ai bisognosi E’ arrivata una nuova app che permetterà di ridurre gli sprechi in ambito alimentare. Presso l’aula magna dell’Università Roma Tre è stata presentata BeeApp, un software creato dalla collaborazione fra il Banco Alimentare […]

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BeeApp è un’app che velocizza e migliora le operazioni di raccolta di eccedenze alimentari da aziende e privati per distribuirle ai bisognosi

E’ arrivata una nuova app che permetterà di ridurre gli sprechi in ambito alimentare. Presso l’aula magna dell’Università Roma Tre è stata presentata BeeApp, un software creato dalla collaborazione fra il Banco Alimentare della Capitale e Fondazione Telecom Italia. L’app consente di accelerare e rendere più efficiente la raccolta di eccedenze alimentari a scopo benefico.

“E’ davvero un sistema intelligente per facilitare il recupero delle eccedenze alimentari e metterle a disposizione delle strutture caritative: grazie alla piattaforma web sostenuta dalla app, la comunicazione tra i punti vendita e chi ha bisogno dei prodotti si fa semplice e diretta”, ha dichiarato Massimo Perrotta, presidente del Banco alimentare di Roma.

Il funzionamento di BeeApp è molto semplice. Il negoziante invia una e-mail alla piattaforma in cui segnala la tipologia e la quantità di prodotti in eccedenza. L’app in appena 1 minuto analizza il contenuto del messaggio e compila una classifica per genere di merce e vicinanza del negozio. Le associazioni benefiche più vicine o che necessitano di un determinato tipo di prodotti vengono quindi avvisate tramite notifica per poi procedere al ritiro. Anche il portale LastMinuteSottoCasa offre un servizio per ridurre gli sprechi alimentari. La piattaforma mette in contatto i piccoli negozianti con gli abitanti del quartiere per facilitare la vendita di prodotti prossimi alla scadenza ad un prezzo ridotto.

“Nel nostro Paese ogni anno potrebbero essere sfamate circa 600mila persone con i prodotti invenduti. – ha spiegato Marcella Logli, direttore generale della Fondazione Telecom Italia – Questo progetto permetterà di incrementare il numero dei 250mila beneficiari che oggi sono raggiunti dal Banco Alimentare Roma. L’uso degli strumenti digitali fa sempre la differenza, ma farla in campi come questo vale sicuramente di più”.

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EcoBricks, realizzate 60 scuole con mattoni di bottiglie riciclate https://www.datamanager.it/2015/07/ecobricks-realizzate-60-scuole-con-mattoni-di-bottiglie-riciclate/ Mon, 27 Jul 2015 12:45:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81853 Si chiamano EcoBricks i mattoni fatti di bottiglie di plastica riempiti di rifiuti inorganici con cui nell’arco di 5 anni sono state costruite ben 60 “scuole di bottiglia” nei Paesi più poveri del mondo Il progetto altamente innovativo nell’ambito della eco-sostenibilità è opera dell’ambientalista Susan Heisse: in 69 mesi grazie agli EcoBricks sono stati costruiti […]

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Si chiamano EcoBricks i mattoni fatti di bottiglie di plastica riempiti di rifiuti inorganici con cui nell’arco di 5 anni sono state costruite ben 60 “scuole di bottiglia” nei Paesi più poveri del mondo

Il progetto altamente innovativo nell’ambito della eco-sostenibilità è opera dell’ambientalista Susan Heisse: in 69 mesi grazie agli EcoBricks sono stati costruiti 60 istituti tra Filippine, Guatemala e Sudafrica.
Un’idea che unisce l’esigenza di smaltire i rifiuti senza danneggiare l’ambiente, con quella di riciclare e riusare la plastica e i materiali non biodegradabili con uno scopo utile.

Le “scuole di bottiglia”

Le prossime fasi del progetto EcoBricks verranno illustrate nel sito web dell’organizzazione Hug It Forward (hugitforward.org), dove si legge come “una organizzazione di base che facilita l’educazione e la consapevolezza con il potenziamento delle comunità in America Latina per costruire ‘scuole di bottiglia'”, ovvero “scuole costruite con ‘eco-mattoni’: bottiglie di plastica ripieni di rifiuti inorganici. Intere comunità si riuniscono per costruire una infrastruttura educativa più sostenibile per il loro futuro. L’obiettivo di Hug It Forward è quello di condividere la tecnologia ‘scuola di bottiglia’ in modo che le comunità di tutto il mondo possano costruire la loro scuola bottiglia.”

Queste nuove scuole sono frutto di “processi sperimentati e collaudati”, spiega Hug It Forward. Si tratta di edifici che hanno fondamenta, pilastri e travi realizzati in cemento armato con armatura. A fare la differenza sono gli “eco-mattoni” con cui sono state costruite, che rendono queste scuole “molto più economiche da costruire rispetto alle scuole tradizionali, tengono pulito l’ambiente, sono un buon insegnamento sulla sostenibilità ambientale, e coinvolgono l’intera comunità per la loro costruzione, con un conseguente senso di orgoglio e di proprietà” continua Hug It Forward.

Un’idea da condividere

Nelle scuole viene distribuito un manuale che illustra i vantaggi del riciclo e del modello di gestione dei rifiuti attraverso la creazione di questi ‘mattoni’. La realizzazione di EcoBrick è persino diventata una materia scolastica: gli studenti hanno la possibilità di realizzare un mattone a settimana descrivendone la realizzazione.
Un progetto che potrebbe aiutare anche i senza tetto, oltre che servire a erigere nuove scuole.
Dall’ottobre 2009 le comunità hanno completato 61 progetti ‘scuola di bottiglia’ con successo, spendendo circa 6.500 dollari per classe. Nel maggio 2012 è stato completato il primo progetto al di fuori del Guatemala, a El Salvador. Lo scopo è che chiunque in qualsiasi parte del mondo possa creare la propria ‘scuola di bottiglia’, dove questo tipo di strutture siano necessarie. Ecco perché i volontari di Hug It Forward hanno creato un manuale che è una guida gratuita open source, scaricabile dal sito bottleschools.org.

L'articolo EcoBricks, realizzate 60 scuole con mattoni di bottiglie riciclate proviene da Data Manager Online.

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