SIAE – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 12 Nov 2018 15:22:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png SIAE – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Diritti d’autore: Fedez lascia la SIAE e si affida a Soundreef https://www.datamanager.it/2016/05/diritti-dautore-fedez-lascia-la-siae-si-affida-soundreef/ Mon, 02 May 2016 09:41:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100351 Il rapper e produttore discografico Fedez (basta questa come presentazione, vista la popolarità che riscuote, i dischi che vende e i concerti che fa) ha lasciato la SIAE (Società Italiana Autori Editori) per dare in gestione la raccolta dei suoi diritti d’autore a un’altra società, la Soundreef. La firma dell’accordo è avvenuta a Milano, tra […]

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Il rapper e produttore discografico Fedez (basta questa come presentazione, vista la popolarità che riscuote, i dischi che vende e i concerti che fa) ha lasciato la SIAE (Società Italiana Autori Editori) per dare in gestione la raccolta dei suoi diritti d’autore a un’altra società, la Soundreef.

La firma dell’accordo è avvenuta a Milano, tra Fedez e il fondatore e amministratore delegato di Soundreef, Davide D’Atri. I proventi musicali di Fedez saranno quindi riscossi da Soundreef, società che lo scorso 18 marzo è stata riconosciuta ufficialmente in Inghilterra per la raccolta dei diritti di autore: una start-up che cerca di sfidare un monopolio.

Ma chi è Soundreef? Soundreef Ltd è una società costituita nel Regno Unito nel 2011, interamente controllata dall’italiana Soundreef S.p.A. Soundreef Ltd autorizza le imprese a utilizzare e diffondere musica in esercizi commerciali ed eventi live, raccoglie e distribuisce compensi per conto di autori, editori, etichette discografiche e artisti.

Questo è il quadro attuale in cui ci troviamo: la direttiva Barnier dell’Unione Europea (n. 26 del 2014) sancisce l’apertura del mercato della raccolta e gestione dei diritti d’autore sulle opere musicali a operatori privati; in molti Paesi opera più di una società in concorrenza per la gestione dei diritti. Da noi c’è la SIAE. Il percorso istituzionale nel nostro Paese è ancora all’inizio dell’esame parlamentare: per sollecitare il recepimento delle disposizioni europee, Soundreef e oltre 300 imprenditori e investitori hanno consegnato una lettera al Presidente del Consiglio Renzi in cui vengono illustrate le ricadute positive (nuovi posti di lavoro e innovazione del settore) della liberalizzazione e della fine del monopolio SIAE. Ciascun autore potrebbe affidare la gestione dei propri diritti d’autore a qualsiasi società autorizzata, a prescindere dal Paese di residenza.

A questo punto si inserisce la scelta di Fedez, che ha spiegato: “Ho scoperto Soundreef perché sono appassionato di start-up, e in più questa società si occupa di un contenuto che mi riguarda direttamente. Ho scelto di affidarmi a loro per la raccolta dei miei diritti d’autore perché voglio sostenere chi fa della trasparenza e della meritocrazia un valore fondante”.

La risposta della SIAE è arrivata tramite un comunicato: “Abbiamo saputo e preso atto della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80.000 associati. Continuiamo a stimare ed apprezzare Fedez come autore e come artista, e tuttavia riteniamo che talune sue dichiarazioni siano frutto di una non corretta informazione. Dal canto nostro, siamo invece contenti di annunciare che dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti a SIAE”.

“Quella di Federico – ha commenta Davide D’Atri – è una scelta coraggiosa ma anche di innovazione, dettata dalla voglia di cambiare il sistema che garantisce i più forti. La rivoluzione digitale non poteva che travolgere i monopoli che ancora resistono nel nostro Paese, assisteremo presto a un effetto domino”. Chi farà lo stesso passo di Fedez?

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Soundreef batte SIAE https://www.datamanager.it/2014/10/soundreef-batte-siae/ Thu, 16 Oct 2014 12:23:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63088 Negli ultimi tempi sono nati alcuni strumenti più adatti all’economia della Rete. In questo panorama, che comporta una diversa concezione del diritto d’autore, si è affacciata, nel 2011, una società che ha messo a punto un sistema alternativo a quello spesso criticato della SIAE Soundreef è una società di diritto inglese che opera nel campo delle royalties […]

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Negli ultimi tempi sono nati alcuni strumenti più adatti all’economia della Rete. In questo panorama, che comporta una diversa concezione del diritto d’autore, si è affacciata, nel 2011, una società che ha messo a punto un sistema alternativo a quello spesso criticato della SIAE

Soundreef è una società di diritto inglese che opera nel campo delle royalties musicali, in particolare di quei diritti tradizionalmente gestiti dalle società di raccolta dei compensi come SIAE. Amministra sia i diritti di pubblicazione (copyright e composizioni) sia i diritti sulle registrazioni master (diritti connessi e affini) per le aziende che utilizzano musica d’ambiente, in Europa: supermarket, centri commerciali, ristoranti, negozi di elettronica, etc.

Abbiamo intervistato Davide D’atri – Founder di Soundreef.

Qual è la storia di Soundreef?

Soundreef è un’azienda inglese che nasce nel settembre 2011. Soundreef oltre a rilasciare autorizzazioni per l’utilizzo di musica, recupera e ripartisce royalty per conto di autori, compositori, editori ed etichette, garantendo finalmente un’alternativa, in Italia, alla SIAE. In un unico semplice pacchetto, Soundreef amministra sia i diritti di pubblicazione (diritti sul copyright e sulle composizioni) sia i diritti sulle registrazioni master (diritti connessi e affini).

I principali servizi di Soundreef sono Soundreef in-store e Soundreef live. Il primo, nato nel 2011, si occupa di musica di sottofondo nei grandi esercizi commerciali ed il secondo, nato nel 2014, si occupa di musica suonata nei concerti.

Come funziona il servizio?

Soundreef in-store licenzia cataloghi musicali alle grandi catene di esercizi commerciali che possono comprare la licenza di diffusione di musica al pubblico da Soundreef invece che da SIAE o SCF. Risparmiando fino al 50% sui costi SIAE/SCF. Gli autori e gli editori possono finalmente visualizzare dove viene suonata la loro musica e percepire i compensi che gli spettano entro 6 mesi dall’utilizzazione.

Soundreef live rilascia autorizzazioni alla performance di musica in pubblico. Per la prima volta gli autori dei brani possono visualizzare i propri guadagni dopo solo 7 giorni dal concerto ed essere pagati entro 90gg. Inoltre, hanno il borderò digitale invece che cartaceo che impedisce quindi errori di trascrizione. Anche in questo caso gli organizzatori di concerti risparmiano fino al 50% rispetto alle tariffe SIAE.

Ad oggi quali sono i  risultati raggiunti?

Soundreef opera in vari paesi nel mondo tra cui UK, USA, Italia, Francia, Svezia, Repubblica Ceca, India, Grecia, Russia, Israele, Irlanda, Costa Rica, Nuova Zelanda, Svizzera e Spagna. Solo in Italia licenziamo la nostra musica a oltre 3000 punti vendita appartenenti alle maggiori catene di esercizi commerciali italiane.

Abbiamo un database di 150.000 brani per il Soundreef in-store e circa 300 autori italiani si sono già iscritti al servizio di Soundreef live.

Qual è il vostro business model?

Analizziamo cosa viene suonato, incassiamo i proventi dagli utilizzatori, rendicontiamo semplicemente ed analiticamente i proventi incassati, tratteniamo una percentuale e giriamo il resto agli aventi diritto.

Il Tribunale di Milano oggi  ha stabilito che le attività di Soundreef sono perfettamente legittime in Italia e che è assolutamente lecito essere in concorrenza con la SIAE. Mi racconti cosa è successo?

Hanno provato ad inibire le attività di Soundreef in Italia con un procedimento cautelativo urgente. Hanno perso in primo grado ed anche in appello nel giro di pochi mesi. Per far capire la grandezza di tale risultato la cosa migliore è riportare fedelmente le parole dei giudici dell’appello:  “Non vi sono allo stato sufficienti elementi per ritenere che la diffusione di musica da parte di Soundreef nel territorio italiano sia illecita in forza della riserva concessa alla SIAE dall’art. 180 L. aut. nè sembra infatti potersi affermare che la musica (…) gestita da Soundreef e da questa diffusa in Italia in centri commerciali GDO e simili, debba obbligatoriamente essere affidata all’intermediazione di SIAE. Una simile pretesa entrerebbe in conflitto con i principi del libero mercato in ambito comunitario e con i fondamentali principi della libera concorrenza”.

Cosa cambierà ora per la Vostra azienda?

In realtà internamente non molto. Siamo sempre stati sicuri della legalità delle nostre operazioni. Ma probabilmente gli utilizzatori avranno più fiducia a comprare licenze da noi.

 

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SIAE contro Apple: regala gli iPhone https://www.datamanager.it/2014/07/siae-contro-apple-regala-gli-iphone/ Thu, 31 Jul 2014 09:30:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59570 In un’azione dimostrativa, la Società dona più di venti iPhone comprati in Francia a studenti e associazioni per protestare sull’equo compenso La SIAE ha mantenuto la parola, o quasi. Dopo aver espresso nei giorni scorsi la volontà di vendere direttamente iPhone ad un prezzo inferiore di quello che si trova nei negozi, la Società Italiana […]

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In un’azione dimostrativa, la Società dona più di venti iPhone comprati in Francia a studenti e associazioni per protestare sull’equo compenso

La SIAE ha mantenuto la parola, o quasi. Dopo aver espresso nei giorni scorsi la volontà di vendere direttamente iPhone ad un prezzo inferiore di quello che si trova nei negozi, la Società Italiana degli Autori ed Editori ha dato il via alla propria attività in difesa dei consumatori. Il motivo è la decisione di aumentare l’equo compenso derivato dal decreto Franceschini, che ha causato un immediato adeguamento dei prezzi di molti oggetti tecnologici, in primis quelli di Apple. L’azienda di Cupertino non ha battuto ciglio, aumentando subito il costo di iPhone e iPad, prima che gli utenti potessero avanzare anche una minimo protesta in merito.

La Mela della discordia

E così ci ha pensato la SIAE ad agire di conseguenza, andando in Francia per comprare 22 iPhone, ad un prezzo inferiore di quello italiano, e regalandoli a studenti e associazioni nazionali, tra cui l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia oltre al Telefono Azzuro e alla Comunità di San Benedetto al porto di Don Gallo. Secondo la SIAE, l’acquisto e il regalo degli iPhone presi in Francia serve a far capire che anche in paesi dove la tariffa per l’equo compenso è maggiore che da noi, i prezzi per gli iPhone sono inferiori. Ma non è tutto. Il direttore generale della SIAE, Blandini, ha inviato alla stessa Apple alcune lettere di diffida con l’accusa che il colosso statunitense abbia indicato, erroneamente, sui nuovi scontrini la dicitura “tassa sul copyright” invece che equo compenso.

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Altroconsumo chiede la revoca dell’equo compenso https://www.datamanager.it/2014/07/altroconsumo-chiede-revoca-dellequo-compenso/ Fri, 25 Jul 2014 13:37:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59200 Altroconsumo chiede al Governo di revocare il decreto dell’equo compenso sulla copia privata e di verificare quanto la SIAE corrisponde agli autori Forte delle quasi 100mila firme sulla petizione contro la tassa sul telefonino, raccolte sul sito di Altroconsumo e sulla piattaforma change.org, l’associazione lancia una scialuppa di salvataggio al Governo Renzi. L’obiettivo è quello di evitare l’ennesima […]

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Altroconsumo chiede al Governo di revocare il decreto dell’equo compenso sulla copia privata e di verificare quanto la SIAE corrisponde agli autori

Forte delle quasi 100mila firme sulla petizione contro la tassa sul telefonino, raccolte sul sito di Altroconsumo e sulla piattaforma change.org, l’associazione lancia una scialuppa di salvataggio al Governo Renzi.

L’obiettivo è quello di evitare l’ennesima brutta figura dell’Esecutivo davanti all’opinione pubblica sul dossier equo compenso per copia privata, mal gestito dal ministro Franceschini, catturato dalla SIAE per i suoi interessi di parte.

Sono passate solo poche settimane da quando il ministro, firmando il decreto di aggiornamento delle tariffe di “equo compenso” per copia privata – fortemente voluto e scritto dalla SIAE che ne è la maggiore beneficiaria – ha asserito, con la consapevolezza di mentire, che non avrebbe provocato aumenti per i consumatori. I fatti però lo smentiscono: Apple ha subito aggiornato i propri listini aumentandoli esattamente dell’importo dell’equo compenso più IVA. D’altra parte non si comprende il motivo per il quale la società di Cupertino si sarebbe dovuta sobbarcare questa tassa.

Altroconsumo non ha mai esitato ad attivarsi contro le multinazionali tecnologiche in caso di violazioni degli interessi dei consumatori, come nella vittoria contro Apple per la salvaguardia della garanzia biennale di conformità. In questo caso però ad Apple non si può proprio contestare nulla.

La proposta di Altroconsumo

Altroconsumo sollecita Dario Franceschini e soprattutto Matteo Renzi ad adottare una soluzione politica in tre mosse:

  • revoca del decreto che ha aumentato a dismisura un sovrapprezzo iniquo e obsoleto sui dispositivi tecnologici;
  • avvio di una verifica approfondita e puntuale sui bilanci SIAE per capire quanto trattenga per sé e quanto effettivamente redistribuisca agli autori;
  • introduzione di una rappresentanza consumerista nel Comitato Permanente sul diritto d’autore.

Gli avvocati di Altroconsumo hanno comunque già predisposto un ricorso e sarà quindi, in alternativa, il TAR Lazio ad annullare il decreto.

Il ministro Franceschini ha commesso un altro grave errore di valutazione non tenendo conto dello studio commissionato dal suo stesso ministero. Tale studio dimostra infatti come le copie private nel nuovo scenario tecnologico digitale siano in netta diminuzione e che le tariffe andrebbero conseguentemente adeguate al ribasso.

Altroconsumo chiama ora il Governo Renzi ad una scelta di campo: se stare dalla parte del carrozzone obsoleto e non trasparente di SIAE oppure dalla parte dei consumatori e del loro diritto a fruire dei benefici dell’evoluzione tecnologica. E’ giunta infatti ormai l’ora di innovare e rendere più efficiente anche la sacrosanta tutela dei diritti degli autori.

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Alla fine l’equo compenso alza i prezzi dei prodotti hitech https://www.datamanager.it/2014/07/lequo-compenso-alza-i-prezzi-dei-prodotti-hitech/ Thu, 24 Jul 2014 10:58:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59047 A causa dell’equo compenso, Apple ha alzato i prezzi dei suoi prodotti e altre aziende stanno pensando di fare altrettanto. Diverse associazioni si sono scagliate contro i rincari L’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE come risarcimento per la cosiddetta copia privata, non avrebbe dovuto pesare sulle tasche dei consumatori ma […]

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A causa dell’equo compenso, Apple ha alzato i prezzi dei suoi prodotti e altre aziende stanno pensando di fare altrettanto. Diverse associazioni si sono scagliate contro i rincari

L’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE come risarcimento per la cosiddetta copia privata, non avrebbe dovuto pesare sulle tasche dei consumatori ma così non è stato. Quando il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha firmato il decreto che ne innalzava le tariffe aveva sottolineato che il provvedimento “non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso”. La verità è che Apple ha aumentato il costo dei suoi prodotti mentre Samsung e altri colossi dell’hitech ci stanno pensando.

Equo compenso: Apple alza i prezzi, gli altri valutano

Con le nuove tariffe dell’equo compenso in vigore da 10 giorni, Apple ha deciso di aumentare i prezzi dei propri device. Un iPhone 5S da 16 GB ora costa 732,78 euro (+3,78 euro) mentre il sovrapprezzo dei modelli da 32 e 64 GB è rispettivamente di 4,76 e 5,25 euro. Anche iPad e MacBook hanno avuto rincari proporzionati. Samsung ha detto a Repubblica.it di star “valutando” l’idea di alzare i prezzi mentre Microsoft, che trasformerà Windows in un sistema operativo adatto a qualsiasi tipo di schermo, non ha dato indicazioni in merito. LG assorbirà l’aumento dell’equo compenso, Google non ha cambiato i prezzi per quanto riguarda smartphone e tablet mentre Sony ha confermato che non aumenterà il costo dei televisori ma i rincari riguarderanno con ogni probabilità hard disk, schede di memoria, chiavette USB.

Le reazioni

Alla notizia dei rincari sul prezzo finale apportati da Apple Franceschini ha scritto su Twitter: “iPhone 5S 16GB: Francia 709 euro (copia privata 8 euro) Germania 699 (cp 36 euro) Italia ora 732 (cp 4 euro). Apple fa pagare copia privata solo ai suoi clienti italiani”. “Scaricano sui soli consumatori italiani il legittimo compenso dovuto agli autori pur di non ridurre lievemente il loro margine di guadagno. Che altro dire?”, ha ribadito sul social network il ministro.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania, che insieme ad Altroconsumo è intenzionata a ricorrere al Tar per annullare il decreto: “Era prevedibile a fronte di un’imposizione del tutto ingiustificata. Non ci voleva un genio per capire come sarebbe andata a finire, bastava un briciolo di onestà intellettuale”.

Persino la SIAE che ha sempre difeso l’equo compenso ha inaspettatamente attaccato Apple affermando che l’aumento dei prezzi è un’operazione “di pura mistificazione della realtà mirata a confondere i consumatori e a mantenere inalterati i propri ingenti profitti, spesso realizzati attraverso l’utilizzo di manodopera a basso costo”. L’associazione che tutela gli artisti ha quindi annunciato un’iniziativa provocatoria. L’idea è di acquistare qualche centinaio di iPhone in Francia, dove l’equo compenso è più alto che da noi, e di metterli in vendita in Italia con il prezzo d’Oltralpe, che è inferiore di 50 euro rispetto a quello proposto da Apple nel nostro Paese.

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Equo compenso: ecco le cifre ufficiali https://www.datamanager.it/2014/07/equo-compenso-cifre-ufficiali/ Tue, 08 Jul 2014 10:26:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57720 Il decreto sull’equo compenso, che diverrà operativo fra 10 giorni, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Per smartphone e tablet pagheremo 5,20 euro in più E’ stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sull’equo compenso firmato il 20 giugno dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Come prevede la legge le cifre sono state […]

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Il decreto sull’equo compenso, che diverrà operativo fra 10 giorni, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Per smartphone e tablet pagheremo 5,20 euro in più

E’ stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sull’equo compenso firmato il 20 giugno dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Come prevede la legge le cifre sono state ritoccate verso l’alto e tenendo conto dell’IVA al 22% i rincari arrivano fino al 704% per quanto riguarda gli smartphone. Il decreto entrerà in vigore fra 10 giorni.

Le cifre ufficiali dell’equo compenso

equo compenso pre decreto  equo compenso post decreto prezzo con IVA 22% sul prodotto finale
cellulare  0,90 euro  0,50 euro  0,61 euro
smartphone  0,90 euro  5,20 euro  6,34 euro
tablet  0 euro  5,20 euro  6,34 euro
computer desktop e notebook  1,90/2,90 euro  5,20 euro  6,34 euro
TV con funzione di registrazione  0 euro  4 euro  4,88 euro
chiavetta USB  0,09 euro/GB  0,10 euro/GB, massimo 9 euro  10,98 euro
Hard disk  9,66 euro (15 GB e oltre)  0,01 euro/GB, 20 euro per 2 TB  24,40 euro

La cosa che salta subito all’occhio sono le cifre che riguardano tablet e TV con sistema di registrazione prima esenti dal contributo da corrispondere alla SIAE. In particolare per quanto riguarda i televisori bisognerà aggiungere ai 4 euro previsti anche la tariffa imposta su har disk e chiavette USB necessarie per poter registrare contenuti. Rispetto ad altri Paesi europei, a parte Germania e Francia, gli italiani pagheranno molto di più per la tecnologia. Un tablet da 16 GB costerà 4 euro in più rispetto ad una media Ue di 1,57 euro. Dall’equo compenso la SIAE, a cui spetta il contributo per risarcirla delle “copie private”, otterrà 150 milioni di euro pari ad un quarto dell’intero gettito raccolto in tutta europa (600 milioni di euro).

Recentemente Altroconsumo e Confindustria Digitale hanno fatto sapere di voler ricorrere al Tar per l’annullamento del decreto.

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Confidustria Digitale farà ricorso contro l’equo compenso https://www.datamanager.it/2014/06/confidustria-digitale-fara-ricorso-contro-lequo-compenso/ Fri, 27 Jun 2014 14:03:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=54085 Confindustria Digitale è pronta a far ricorso contro l’equo compenso per copia privata, ritenuto un provvedimento anacronistico e un freno alla digitalizzazione del Paese Dopo Altroconsumo anche Confindustria Digitale si scaglia contro l’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE per risarcirla delle copie private realizzate tramite dispositivi elettronici. L’obolo all’associazione che […]

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Confindustria Digitale è pronta a far ricorso contro l’equo compenso per copia privata, ritenuto un provvedimento anacronistico e un freno alla digitalizzazione del Paese

Dopo Altroconsumo anche Confindustria Digitale si scaglia contro l’equo compenso, il contributo che i produttori devono corrispondere alla SIAE per risarcirla delle copie private realizzate tramite dispositivi elettronici. L’obolo all’associazione che tutela agli artisti ha visto salire le sue tariffe a seguito della firma dello specifico decreto da parte del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Ad esempio, uno smartphone con memoria da 16 GB costerà all’utente finale 4 euro in più.

“Equo compenso? Anacronistico e contro gli interessi del Paese”

Il presidente Elio Catania ha sottolineato come il provvedimento non solo sia anacronistico, ma rallenterà lo sviluppo digitale del Paese.

[blockquote style=”4″]”Il sistema dell’equo compenso va completamente rivisto per rappresentare anche gli interessi e i trend dell’industria digitale e dei consumatori. Siamo pronti a fare ricorso”, ha detto il numero uno di Confindustria Digitale. “Riteniamo l’aumento del compenso per copia privata non solo una misura del tutto ingiustificata rispetto agli attuali trend tecnologici e di consumo – ha aggiunto Catania – ma anche un segnale in contrasto con l’esigenza, riconosciuta prioritaria dallo stesso governo Renzi, di favorire l’innovazione digitale nel Paese”.[/blockquote]

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Altroconsumo ricorre al Tar per l’equo compenso https://www.datamanager.it/news/altroconsumo-ricorre-al-tar-lequo-compenso-57610.html Wed, 25 Jun 2014 14:09:23 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/altroconsumo-ricorre-al-tar-per-lequo-compenso/ Altroconsumo è pronta a ricorrere al Tar del Lazio per annullare il decreto che aumenta le tariffe sull’equo compenso, il contributo sui dispositivi elettronici per risarcire la SIAE delle copie private Altroconsumo non ci sta. Dopo la firma del decreto che ritocca verso l’alto le tariffe dell’equo compenso da parte del ministro per i Beni […]

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Altroconsumo è pronta a ricorrere al Tar del Lazio per annullare il decreto che aumenta le tariffe sull’equo compenso, il contributo sui dispositivi elettronici per risarcire la SIAE delle copie private

Altroconsumo non ci sta. Dopo la firma del decreto che ritocca verso l’alto le tariffe dell’equo compenso da parte del ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, che ha istituito un fondo per la formazione digitale dei giovani nel settore della cultura, l’associazione che si batte per i diritti dei consumatori ha deciso di fare ricorso al Tar del Lazio per annullare un provvedimento considerato “illogico, illegittimo, contrario agli interessi dei consumatori e contro lo sviluppo dell’innovazione tecnologica”.

Altroconsumo: “L’equo compenso è ingiusto, ricorreremo al Tar”

L’equo compenso è un contributo da riconoscere alla SIAE come indennizzo per ogni dispositivo elettronico in grado di realizzare una copia privata. Altroconsumo, che si è sempre battuta contro questa “tassa”, lo ritiene un provvedimento “ingiusto e obsoleto” e chiede ai cittadini di partecipare alla petizione online per annullarlo.

“Ricorreremo al Tar per annullare questo ennesimo regalo alla SIAE pagato coi soldi dei cittadini. – si legge sul sito dell’associazione – Si tratta di una vera e propria tassa su smartphone e tablet che passano entrambi a 4 euro, e che andrà ad appesantire la spesa dei consumatori italiani per dispositivi e strumenti tecnologici per oltre 100 milioni di euro all’anno. Sostienici in questa battaglia e firma la nostra petizione”.

Altroconsumo inoltre sottolinea come l’aumento delle tariffe non sia stato richiesto dall’Europa. Sebbene nel Vecchio Continente vi sono Paesi dove il contributo è più alto, come Francia e Germania, in altri l’equo compenso non esiste (Regno Unito) o è stato da poco eliminato (Spagna).

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Equo compenso: tariffe ritoccate verso l’alto da Franceschini https://www.datamanager.it/news/equo-compenso-franceschini-ritocca-le-tariffe-verso-lalto-57519.html Mon, 23 Jun 2014 13:57:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/equo-compenso-franceschini-ritocca-le-tariffe-verso-lalto/ Il  ministro Dario Franceschini ha firmato il decreto che innalza le tariffe per l’equo compenso. Ora uno smartphone potrebbe costare fino a 4,80 euro in più Alla fine ha vinto la SIAE. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha istituito un fondo per la formazione digitale dei […]

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Il  ministro Dario Franceschini ha firmato il decreto che innalza le tariffe per l’equo compenso. Ora uno smartphone potrebbe costare fino a 4,80 euro in più

Alla fine ha vinto la SIAE. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha istituito un fondo per la formazione digitale dei giovani nel settore della cultura, ha firmato venerdì scorso il decreto che innalza le tariffe dell’equo compenso, ovvero il contributo da riconoscere all’associazione che tutela gli artisti per ogni dispositivi elettronico in grado di riprodurre un contenuto multimediale e di realizzare una copia privata. La “tassa” è a carico dei produttori di questi device ma in realtà è come sempre l’utente finale a pagare di più.

Franceschini: “Le cifre andavano alzate per legge”

Qualche tempo fa il ministro, che ha partecipato a Roma ad un incontro con il presidente di Google Eric Schmidt, aveva minacciato che se non si fosse giunti ad un accordo le cifre dell’equo compenso sarebbero state ritoccate verso l’alto come previsto dalla legge. Evidemente nonostante le proteste di diverse associazioni dei consumatori così non è avvenuto.

“Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale. – ha affermato Franceschini – Il decreto non introduce alcuna nuova tassa, ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione a uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”.

Equo compenso: tariffe nuove

Prima della firma del decreto le tariffe per smartphone e tablet erano rispettivamente di 1,90 e 0,90 euro. Ora l’esborso è salito ad un minimo di 3 euro per un cellulare connesso da 8 GB e ad un massumo di 4,80 per dispositivi con memoria superiore ai 32 GB. Le nuove cifre sono spesso superiori a quelle registrate in altri Paesi come Francia e Germania. Di seguito le nuove tariffe riportate da Tom’s Hardware:

Prodotti Capacità Tariffa
CD  700 MB  0,10 euro
DVD  4,7 GB  0,20 euro
Memory Card  4 GB  0,36 euro
USB  4 GB  0,40 euro
Smartphone  16 GB  4 euro
Cellulare  1 GB  0,50 euro
Tablet  16 GB  4 euro

 

 

 

 

 

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Franceschini e l’equo compenso: “Senza accordo alziamo le tariffe” https://www.datamanager.it/news/franceschini-e-lequo-compenso-senza-accordo-alziamo-le-tariffe-55871.html Thu, 24 Apr 2014 14:52:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/franceschini-e-lequo-compenso-senza-accordo-alziamo-le-tariffe/ Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha lanciato un ultimatum a SIAE e produttori. Se non si arriverà ad un accordo, le tariffe saranno ritoccate al rialzo come prevede la legge Molti aspettavano una presa di posizione di Dario Franceschini in merito all’equo compenso, la tassa da corrispondere […]

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Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha lanciato un ultimatum a SIAE e produttori. Se non si arriverà ad un accordo, le tariffe saranno ritoccate al rialzo come prevede la legge

Molti aspettavano una presa di posizione di Dario Franceschini in merito all’equo compenso, la tassa da corrispondere alla SIAE per l’acquisto di dispositivi per la riproduzione di contenuti digitali, e questa finalmente è arrivata. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha affermato che se le parti coinvolte non raggiungeranno un accordo, il Governo è pronto a ritoccare al rialzo le tariffe, immutate dal 2012, come prevede la legge. “Dobbiamo mettercelo tutti in testa, perché in Italia questa consapevolezza non c’è: il diritto d’autore è quello che consente la libertà all’artista, quello che gli garantisce il suo spazio di creatività”, ha sottolineato Franceschini.

La decisione definitiva arriverà durante l’incontro con il comitato permanente consultivo sul diritto d’autore presieduto dall’avvocato Paolo Marzano. Se non si raggiungerà ad un accordo, sarà varato un nuovo decreto che aggiornerà quello Bondi del 2009.

Lo studio sull’equo compenso

Uno studio commissionato durante il precedente governo dall’ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, ha messo in luce che solo il 13,5% degli utenti fa uso di una copia elettronica e di questi il 69,4% generano le nuove copie tramite computer. L’idagine ha anche rilevato il crescente interesse verso lo streaming. “Il paradosso – ha spiegato Fulvio Sarzana, avvocato esperto in copyright digitale – è che tutti paghiamo un sovrapprezzo, che va alla SIAE, sui dispositivi elettronici per una possibilità – la copia privata – che interessa solo una minoranza di italiani. E che comunque non interessa gli smartphone, che pure subiscono un rincaro per l’equo compenso”.

Franceschini sembra però non essere molto interessato al contenuto dello studio. “La norma sull’equo compenso prescinde dall’effettivo uso della copia privata”, ha dichiarato il ministro.

Le reazioni

La Società Italiana degli Autori ed Editori ha difeso l’equo compenso affermando che non si tratta di una tassa e soprattutto il sovrapprezzo non è a carico dei consumatori. “L’equo compenso per la copia privata non è una tassa. – ha sottolineato Gino Paoli, presidente della SIAE – Inoltre non è a carico dei consumatori, non comporta quindi nessun aumento del prezzo, ma è un minor profitto per i produttori dei dispositivi, multinazionali che già guadagnano molto di più in Italia che negli altri Paesi”.

All’opposto, Altroconsumo continua la sua campagna contro l’equo compenso, definito in passato come una tassa ingiusta. Secondo le stime dell’associazione che difende i diritti dei consumatori, che ha sottolineato come l’imposta non sia presente in tutti i Paesi, le nuove tariffe potrebbero aumentare come mostrato in tabella:

smartphone  da 90 centesimi a 5,20 euro
tablet  da 1,90 a 5,20 euro
PC  da 1,90 a 6 euro

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