Ucraina – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:53:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Ucraina – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Hacker nelle centrali elettriche europee: cosa sappiamo https://www.datamanager.it/2017/07/hacker-nelle-centrali-elettriche-europee-cosa-sappiamo/ Thu, 20 Jul 2017 18:30:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129025 Le talpe governative russe avrebbero puntato i sistemi del Regno Unito, dai quali partire per compiere danni maggiori Non ci sono solo le centrali americane tra gli obiettivi degli hacker. Che provengano dalla Cina o dalla Russia, la preoccupazione sulla crescente ondata di violazioni a infrastrutture critiche è reale, soprattutto dopo quanto successo nel 2015 […]

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Le talpe governative russe avrebbero puntato i sistemi del Regno Unito, dai quali partire per compiere danni maggiori

Non ci sono solo le centrali americane tra gli obiettivi degli hacker. Che provengano dalla Cina o dalla Russia, la preoccupazione sulla crescente ondata di violazioni a infrastrutture critiche è reale, soprattutto dopo quanto successo nel 2015 e 2016 in Ucraina. A est dell’Europa infatti il malware BlackEnergy è quello che ha aperto la strada alle infiltrazioni industriali, in particolar modo in stabilimenti di fornitura elettrica. Le migliaia di persone rimaste senza corrente nei mesi scorsi potrebbero diventare molte di più qualora si dovesse concretizzare un attacco su larga scala coordinato. Solo ipotesi? Purtroppo no.

Occhi aperti

I primi ad aver scovato diverse intrusioni già andate a segno in patria sono gli specialisti del National Cyber Security Centre (NCSC) della GCHQ, la NSA del Regno Unito. Stando alle loro ricerche, vari sistemi di controllo industriali sarebbero stati compromessi di recente, sotto i colpi degli hacker supportati da governi esteri. Nel documento di report fornito dall’Intelligence non vengono tirati in ballo gruppi specifici ma un probabile collegamento con una violazione avvenuta presso una centrale elettrica nella Repubblica di Irlanda lascia intendere che parte del merito sia della Russia o comunque di team legati a Mosca. Il pericolo valica i confini d’Albione. Pare infatti che la stessa attività di breach, condotta tramite mail phishing, individuata a nord del paese, sia inserita in una campagna più ampia, partita l’8 giugno e diretta al settore dell’energia e dell’acqua. Un’azione del genere potrebbe allargarsi velocemente al resto dell’Europa, mirando a colpire simili infrastrutture nel continente, Italia compresa.

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Benvenuto Industroyer, degno erede di Stuxnet https://www.datamanager.it/2017/06/benvenuto-industroyer-degno-erede-stuxnet/ Wed, 14 Jun 2017 14:13:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126646 I ricercatori di Eset avrebbero individuato il malware responsabile del blackout energetico in Ucraina nel 2016. Punta le infrastrutture industriali e può rappresentare un vero problema globale Circa sette anni fa il mondo scopriva Stuxnet, il primo vero e proprio malware industriale, realizzato da USA e Israele per spiare le mosse della centrale di arricchimento […]

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I ricercatori di Eset avrebbero individuato il malware responsabile del blackout energetico in Ucraina nel 2016. Punta le infrastrutture industriali e può rappresentare un vero problema globale

Circa sette anni fa il mondo scopriva Stuxnet, il primo vero e proprio malware industriale, realizzato da USA e Israele per spiare le mosse della centrale di arricchimento di uranio a Natanz, di proprietà iraniana. Insediatosi all’interno dei sistemi di comunicazione, Stuxnet aveva il semplice compito di ottenere informazioni e portarle dall’altra parte della rete, dove gli alleati occidentali erano pronti a accogliere quanti più dati possibili sulle operazioni dell’Iran. Oggi la pericolosa minaccia ha un degno erede, conosciuto come Industroyer. Scovato dai ricercatori di Eset, il malware è in grado di attaccare grandi apparati e infrastrutture globali, come la centrale elettrica di Kiev che nel 2016 è stata privata della sua potenza, causando un blackout esteso, andato avanti per circa un’ora. Esistono elementi concreti che collegano Industroyer alla défaillance ucraina anche se gli esperti dell’azienda di cybersecurity tendono ad andarci cauti con le conferme, per evitare inutili inasprimenti di tensione qualora la fonte dell’attacco venisse ricondotta ad un’azione di Mosca.

Cosa succede

In un post sul blog ufficiale, Anton Cherepanov di Eset ha spiegato come il malware sfrutti, per insediarsi nei sistemi delle vittime, protocolli di comunicazione industriale come quelli che si trovano all’interno delle infrastrutture di fornitura energetica, nel mondo dei trasporti e in altri contesti critici. Il motivo? In questo modo gli aggressori possono arrivare direttamente al cuore degli apparati a cui mirano, fino agli interruttori che regolano la diffusione della corrente o del servizio gestito. Industroyer crea degli switch virtuali che sono l’esatta riproduzione di quelli analogici, così da agire in perfetta simbiosi con questi, di cui prendono il controllo. Diventa allora semplice mandare in tilt intere produzioni, sovraccaricando la distribuzione fino a causare un’escalation di failure e danneggiamenti. In un certo senso, è come lanciare un DDoS contro un portale, per renderlo inaccessibile. Al momento altre compagnie stanno studiando il virus per capire come renderlo innocuo in certi ambienti, anche se risulta davvero difficile circoscriverlo vista la sua natura espressamente versatile e adattiva.

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Hacker russi nella guerra all’Ucraina https://www.datamanager.it/2017/01/hacker-russi-nella-guerra-allucraina/ Mon, 02 Jan 2017 09:51:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116637 Le forze al servizio di Mosca avrebbero usato un malware Android per rintracciare e colpire l’artiglieria di Kiev Ancora una volta gli hacker russi dietro un’azione di guerra che questa volta interessa il confine ucraino. Grazie a un malware veicolato tramite un’app per Android, gli smanettoni collegati al governo di Mosca sarebbero riusciti a intercettare, monitorare […]

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Le forze al servizio di Mosca avrebbero usato un malware Android per rintracciare e colpire l’artiglieria di Kiev

Ancora una volta gli hacker russi dietro un’azione di guerra che questa volta interessa il confine ucraino. Grazie a un malware veicolato tramite un’app per Android, gli smanettoni collegati al governo di Mosca sarebbero riusciti a intercettare, monitorare e sabotare l’arsenale degli indipendentisti che lottano nell’est del paese contro la volontà di Putin di annettere la nazione alla grande Russia. Stando a un report di CrowdStrike, le forze di Kiev avrebbero perso, in due anni di conflitto, più della metà della propria artiglieria, grazie all’intrusione in una popolare applicazione, usata dai militari per comunicare la loro posizione.

Cosa è successo

Attraverso un sapiente gioco di hacking, gli hacker Fancy Bear, gli stessi che hanno bucato prima delle elezioni USA i server del partito democratico, hanno infilato un trojan nel codice del file .apk usato dall’esercito per installare l’app sui terminali Android. A quel punto è diventato facilissimo monitorare i messaggi e scoprire così dove si trovavano i mezzi e le armi nemiche. Secondo l’agenzia di sicurezza CrowdStrike, il malware in questione sarebbe in giro dalla fine del 2014, quando il conflitto non pendeva ancora dalla parte della Russia. Alla luce delle recenti informazioni si capisce perché Mosca fosse costantemente aggiornata sulle mosse dei ribelli ucraini, tramite il lavoro di un team che, giorno dopo giorno, viene sempre più considerato come parte integrante del GRU, il servizio di Intelligence russo.

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A un anno di distanza ancora hacker della corrente in Ucraina https://www.datamanager.it/2016/12/un-anno-distanza-ancora-hacker-della-corrente-ucraina/ Fri, 23 Dec 2016 19:00:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116474 Nel Natale del 2015 il malware Black Energy aveva lasciato al buio miglia di persone, questa volta tocca a Kiev sorbire il blackout Non è un caso, non può esserlo. Esattamente a un anno di distanza da quel 23 dicembre 2015, i cittadini ucraini ricadono nel buio, letteralmente. Dodici mesi fa la colpa era stata data […]

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Nel Natale del 2015 il malware Black Energy aveva lasciato al buio miglia di persone, questa volta tocca a Kiev sorbire il blackout

Non è un caso, non può esserlo. Esattamente a un anno di distanza da quel 23 dicembre 2015, i cittadini ucraini ricadono nel buio, letteralmente. Dodici mesi fa la colpa era stata data al malware Black Energy, che aveva colpito le centrali dell’azienda nazionale Prykarpattyaoblenergo, che serve quasi 600.000 famiglie nella zona ovest del paese. Questa volta le vittime sono invece i residenti nel circondario di Kiev, che ricevono la corrente dalla Kyivenergo. La stessa azienda avrebbe ripristinato l’energia in circa un’ora dall’attacco subito nel weekend, un tempo decisamente più breve di quello patito a ridosso del Natale di un anno fa.

La storia si ripete

Al di là del breach del 2015, l’Ucraina soffre già da un paio di anni di problemi si sicurezza infrastrutturale non di poco conto. I metodi più utilizzati per le infezioni sono le campagne di phishing che ancora riescono a eludere i controlli di sicurezza per insediarsi nei sistemi. Non a caso, Black Energy era entrato proprio così nelle griglie della Prykarpattyaoblenergo, ovvero veicolato con un file Word infetto inviato per email. Non c’è dubbio che le questioni politico-sociali del paese abbiano influenzato l’insorgere di una mole più vasta di attacchi. Dal 2014 la regione della Crimea è annessa alla Russia, con i separatisti vicini a Mosca che continuano a combattere a est per sostenere la decisione. Creare disagi sfruttando le strutture connesse può portare notevoli vantaggi a chi continua ad appoggiare la necessità di farsi governare da Putin per evitare conseguenze del genere.

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C’è la Russia dietro il cyber attacco all’aeroporto di Kiev? https://www.datamanager.it/2016/01/ce-la-russia-dietro-cyber-attacco-allaeroporto-kiev/ Tue, 19 Jan 2016 19:00:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92563 Il governo ucraino punta il dito contro i confinanti di Mosca: avrebbero utilizzato BlackEnergy per prendere il controllo dei server Solo qualche giorno fa l’azienda di sicurezza Eset, che produce un famoso antivirus, aveva analizzato il divenire di un pericoloso malware, definito BlackEnergy, che aveva messo al tappeto migliaia di residenti ucraini, rimasti senza corrente […]

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Il governo ucraino punta il dito contro i confinanti di Mosca: avrebbero utilizzato BlackEnergy per prendere il controllo dei server

Solo qualche giorno fa l’azienda di sicurezza Eset, che produce un famoso antivirus, aveva analizzato il divenire di un pericoloso malware, definito BlackEnergy, che aveva messo al tappeto migliaia di residenti ucraini, rimasti senza corrente elettrica. La stessa minaccia sarebbe stata utilizzata ancora una volta, se dovesse essere confermata la pista del black-out elettrico, da hacker russi, per violare e controllare alcuni server all’interno dell’aeroporto di Kiev. La notizia, riportata dalla Reuters, mette sotto nuova luce la necessità di mettere al sicuro infrastrutture critiche per il controllo degli impianti, vitali sotto molti punti di vista.

Dritto a Mosca

Interfax, un’agenzia stampa ucraina, vicina a fonti governative, avrebbe confermato i primi risultati dell’indagine che avrebbero riscontrato nel Cremlino l’origine dei cyber attacchi a Kiev. Non si tratterebbe dunque di hacker indipendenti ma, come poteva immaginarsi, di persone sponsorizzate dal Cremlino. “Gli specialisti dello State Service of Special Communications hanno bloccato un possibile attacco hacker dalla Russia – ha dichiarato un portavoce della sezione Anti-Terrorist Operation nazionale – le analisi hanno stabilito che una delle workstation dell’aeroporto Boryspil è stata infettata dal virus BlackEnergy. Il PC è stato disconnesso dalla rete generale e ora sono in corso ulteriori accertamenti”.

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Un Sandworm russo contro la Nato https://www.datamanager.it/2014/10/sandworm-russo-contro-nato/ Tue, 14 Oct 2014 14:19:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62913 Anche il governo ucraino e polacco tra gli obiettivi di un attacco che sarebbe stato lanciato da cyber spie russe secondo le indagini di iSight Un gruppo di spie cibernetiche, ancora non identificate, avrebbe violato i sistemi della Nato, del governo ucraino, polacco e di altre agenzie e industrie europee nel corso degli anni. A rivelarlo […]

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Anche il governo ucraino e polacco tra gli obiettivi di un attacco che sarebbe stato lanciato da cyber spie russe secondo le indagini di iSight

Un gruppo di spie cibernetiche, ancora non identificate, avrebbe violato i sistemi della Nato, del governo ucraino, polacco e di altre agenzie e industrie europee nel corso degli anni. A rivelarlo è la compagnia di sicurezza iSight, che si occupa di cyberspionaggio e intelligence. “Possiamo confermare che la Nato era uno degli obiettivi – ha detto John Hultquist di iSight – così come diverse organizzazione ucraine. Alcuni attacchi provenivano proprio da infrastrutture attive in Ucraina”. Il team di criminali “Sandworm“, soprannominato così dalla iSight a causa dei riferimenti nel codice di attacco a Frank Herbert della serie Dune, avrebbe utilizzato alcune falle di sicurezza presenti, tra l’altro, nei sistemi Windows, tra cui una patchata di recente da Microsoft con uno “Zero Day”, e quindi poco conosciuta fino alla sua scoperta.

Bug a non finire

Utilizzano una vulnerabilità presente su Windows 7, 8 ed RT, il gruppo Sandworm avrebbe bucato le difese del sistema operativo per intrufolarsi in cartelle e file sensibili. Per ironia Windows XP, il primo e finora unico OS di Microsoft a non essere più supportato e a non ricevere aggiornamenti di sicurezza, non è vulnerabile all’attacco, almeno secondo iSight. Proprio la compagnia di intelligence ha lavorato con Microsoft sin dallo scorso agosto per tappare la falla scoperta, che ha permesso agli hacker di lavorare indisturbati per tanti anni. Come spiega Ars Technica, i criminali non si sono rivolti solo alle falle su Windows ma anche a quelle presenti su altri tipi di software, spesso utilizzandone più di una contemporaneamente per ottenere ai privilegi di sistema ed eseguire codice mirato, una pratica sempre più comune dicono dalla iSight.

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Nobel per la Pace: candidati Snowden, Papa Francesco e…Putin https://www.datamanager.it/news/nobel-la-pace-candidati-snowden-papa-francesco-eputin-54359.html Thu, 06 Mar 2014 18:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/nobel-per-la-pace-candidati-snowden-papa-francesco-e-putin/ Tra i candidati al premio Nobel per la Pace figurano Edward Snowden, Papa Francesco e, anche se può sembrare assurdo, Vladimir Putin

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Tra i candidati al premio Nobel per la Pace figurano Edward Snowden, Papa Francesco e, anche se può sembrare assurdo, Vladimir Putin

Il prossimo 10 ottobre a Oslo sarà annunciato il vincitore del premio Nobel per la Pace 2014. In attesa che la fondazione che gestisce l’evento smisti le 278 candidature pervenute, alcuni dei partecipanti alla competizione sono già stati rivelati. Tra i personaggi proposti per la vittoria del Nobel per la Pace figurano Edward Snowden, il whistleblower del caso Datagate che racconterà la sua verità in una intervista online alla South by Southwest, e Papa Francesco, che presto potrebbe aprire un account su Facebook. La candidatura che però ha fatto storcere il naso a molti è quella del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Putin premio Nobel per la Pace?

Ad annunciare la candidatura di Putin è stato Geir Lundestad, direttore dell’istituto Nobel. A proporre il Presidente russo per l’assegnazione del premio, nonostante i venti di guerra in Ucraina, è stata la sedicente “Accademia internazionale dell’unità spirituale e della cooperazione tra nazioni del mondo” lo scorso ottobre. “Putin ha fatto tutti gli sforzi per garantire una soluzione pacifica del conflitto siriano. Usando il suo esempio personale, ha dimostrato il suo impegno per la pace nei fatti, non solo a parole”, ha affermato Beslan Kobakhiya, vicepresidente dell’Accademia.

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Ucraina: Olesya Zhukovska, l’infermiera che ha twittato “muoio”, è viva https://www.datamanager.it/news/ucraina-olesya-zhukovska-linfermiera-che-ha-twittato-muoio-viva-53983.html Fri, 21 Feb 2014 16:10:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/ucraina-olesya-zhukovska-linfermiera-che-ha-twittato-muoio-e-viva/ Olesya Zhukovskaya, l'infermiera colpita da un cecchino e simbolo delle proteste in Ucraina, è viva

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Olesya Zhukovskaya, l’infermiera colpita da un cecchino e simbolo delle proteste in Ucraina, è viva

Dal 20 febbraio l’Ucraina e il popolo del web intero hanno tenuto il fiato sospeso per la sorte di Olesya Zhukovskaya, l’infermiera 21enne colpita da un cecchino durante le proteste di Piazza Indipendenza a Kiev. La giovane, diventata il simbolo delle proteste che imperversano nella capitale, poco dopo essere stata ferita aveva twittato “muoio”. “E’ viva, è viva, smettete di dire che è morta”, scrivono gli amici di Lesya, soprannome dato a Olesya in onore della poetessa che raccontò l’indipendenza dell’Ucraina ad inizio ‘900, Lesya Ukrainka.

Lesya è viva

La conferma che Olesya è viva è arrivata stamattina al Fatto Quotidiano dall’ospedale di Kiev dov’è ricoverata: “E’ viva, ora è in rianimazione, i medici dicono che ce la farà”. In seguito anche Iryna Gerashchenko, ex portavoce del presidente arancione Viktor Yushchenko e ora all’opposizione, ha confermato che la giovane sta bene. “E’ stata operata ed ora ha ripreso coscienza. Lesya è viva, ho parlato con i suoi genitori. – ha scritto la deputata su Facebook – Ho parlato con i medici, Lesya non è più in rianimazione”.

Nel frattempo la violente agitazioni in Ucraina, supportate dall’operatore di Tlc Volia che fornisce Wi-Fi gratuito ai protestanti, continuano.

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Ucraina: Wi-Fi gratis ai protestanti https://www.datamanager.it/news/ucraina-wi-fi-gratis-ai-protestanti-51961.html Tue, 03 Dec 2013 15:24:46 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/ucraina-wi-fi-gratis-ai-protestanti/ Succede che nel Nord Europa il più grande provider internet aumenti il servizio per supportare le crescenti proteste a Kiev

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Succede che nel Nord Europa il più grande provider internet aumenti il servizio per supportare le crescenti proteste a Kiev

Si chiama Volia ed è il gigante ucraino dei servizi internet. Visti gli ultimi giorni che hanno riscaldato il pur freddo clima nazionale, l’operatore ha deciso di supportare le proteste dei connazionali, dopo che il presidente Viktor Yanukovich si è ritirato dai negoziati con l’Unione Europea il 21 novembre. Da quel giorno il popolo è sceso in piazza chiedendo le dimissioni del premier, non senza problemi con le forze dell’ordine. Come ha riportato il sito ucraino KyivPost, il provider di telecomunicazioni ha emesso un comunicato stampa affermando che, a causa dei potenziali rischi di censura del web durante le proteste, fornirà accesso wireless gratuito in tutta la città dal 2 dicembre (ieri). 

Kiev città aperta

Per realizzare la promessa, Volia ha incrementato la velocità minima di connessione per chi è già cliente, incoraggiando i cittadini con una connessione Wi-Fi a liberare le loro reti, contribuendo a realizzare una mappa dinamica delle connessioni Wi-Fi gratuite in tutta la città.

Il motivo dell’apertura

La ragione ufficiale che ha portato l’amplificazione del servizio sarebbe quella di voler consentire un’adeguata comunicazione dall’interno della protesta verso il resto del mondo, al fine di evitare episodi di censura e atti criminali. “Stiamo assistendo ad azioni di forza che minacciano la vita umana e la salute – si legge in un dichiarazione a KyivPost – ecco perché abbiamo aperto le reti per messaggi di emergenza volti a contattare amici e parenti online”.

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Epatite A: chiesta rogatoria a Canada, Polonia e Ucraina per i frutti di bosco https://www.datamanager.it/news/epatite-chiesta-rogatoria-canada-polonia-e-ucraina-i-frutti-di-bosco-49832.html Thu, 19 Sep 2013 18:00:19 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/epatite-a-chiesta-rogatoria-a-canada-polonia-e-ucraina-per-i-frutti-di-bosco/ Aumentano i contagi di epatite A nel Nord Italia per i frutti di bosco surgelati contaminati. Il Ministero ha chiesto una rogatoria a Polonia, Canada e Ucraina

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Aumentano i contagi di epatite A nel Nord Italia per i frutti di bosco surgelati contaminati. Il Ministero ha chiesto una rogatoria a Polonia, Canada e Ucraina

Non accenna a diminuire il contagio di epatite A causato da alcuni frutti di bosco congelati contaminati. Il Ministero della Salute, che sta valutando se concedere la sperimentazione al metodo Stamina, ha creato una task force il cui compito è quello di prendere tutte le iniziative del caso per fermare la diffusione del virus. Il Ministero ha anche confermato che i frutti contaminati sono ancora in commercio in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna e che un buon metodo per evitare di contrarre il morbo è quello di far bollire i frutti almeno per 2 minuti.

Chiesta rogatoria a Ucraina, Canada e Polonia

Dalle indagini della task force sui prodotti presenti in alcuni supermercati lombardi ed emiliani è emerso che i prodotti contaminati provengono da Canada, Ucraina e Polonia. La contaminazione dei frutti sarebbe avvenuta a causa dell’utilizzo di acque sporche per il loro lavaggio. Il Ministero ha quindi chiesto una rogatoria ai tre Paesi.

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