Microsoft Windows Windows XP – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 14:33:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Microsoft Windows Windows XP – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 iTunes sparirà da Windows XP, Vista e Apple TV https://www.datamanager.it/2018/02/itunes-sparira-windows-xp-vista-apple-tv/ Mon, 26 Feb 2018 17:30:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142167 Apple ha confermato che dal 25 maggio 2018 verrà sospeso il supporto ad iTunes per Windows Vista, Windows XP ed Apple TV di prima generazione Il tempo passa per tutti e anche per Apple e il suo iTunes è arrivato il momento di abbandonare piattaforme considerate ormai obsolete che possono diventare un serio rischio per […]

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Apple ha confermato che dal 25 maggio 2018 verrà sospeso il supporto ad iTunes per Windows Vista, Windows XP ed Apple TV di prima generazione

Il tempo passa per tutti e anche per Apple e il suo iTunes è arrivato il momento di abbandonare piattaforme considerate ormai obsolete che possono diventare un serio rischio per la sicurezza degli utenti. Le Mela, che sta facendo scorte di cobalto per sostenere la produzione di batterie, ha annunciato sul proprio blog ufficiale che dal 25 maggio 2018 sospenderà il supporto del suo negozio online per Windows XP e Windows Vista. Questo non significa che non si potrà utilizzare iTunes su PC dotati delle versioni più vecchie del sistema operativo ma solo che il software non riceverà più aggiornamenti e supporto da Apple. Alcune funzioni verranno comunque disabilitate. L’utente potrà continuare ad ascoltare la propria musica ma non sarà possibile acquistare singoli, album, libri digitali, film e programmi televisivi.

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iTunes non sarà più supportato anche per quanto riguarda la versione per Apple TV di prima generazione. Apple, che si prepara al rilascio del sistema di ricarica wireless AirPower e della seconda generazione degli auricolari AirPods, ritiene il suo primo modello di set-top box un prodotto ormai obsoleto da circa 3 anni e anche in questo caso ha deciso di terminare il rilascio di aggiornamenti per tutelare la sicurezza degli utenti. I possessori della prima Apple TV non potranno far altro che acquistare un nuovo dispositivo entro il 25 maggio prossimo se non intendono utilizzare iTunes solamente come lettore multimediale.

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Così la NSA può colpire tutti i sistemi Windows in circolazione https://www.datamanager.it/2018/02/cosi-la-nsa-puo-colpire-tutti-sistemi-windows-circolazione/ Fri, 09 Feb 2018 14:11:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140800 EternalSynergy, EternalChampion ed EternalRomance sono i nomi di tre exploit con cui i federali possono violare la sicurezza di Windows 2000 e successivi Se EternalBlue è l’exploit che ha permesso a minacce come WannaCry e NotPetya di espandersi a livello globale, questi altri tre potrebbero fare anche peggio. Si chiamano EternalSynergy, EternalChampion ed EternalRomance e […]

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EternalSynergy, EternalChampion ed EternalRomance sono i nomi di tre exploit con cui i federali possono violare la sicurezza di Windows 2000 e successivi

Se EternalBlue è l’exploit che ha permesso a minacce come WannaCry e NotPetya di espandersi a livello globale, questi altri tre potrebbero fare anche peggio. Si chiamano EternalSynergy, EternalChampion ed EternalRomance e sono stati scoperti da un ricercatore dell’agenzia di sicurezza RiskSense. Si tratta di linee di codice modificate apposta per affliggere tutte le versioni del sistema operativo di Microsoft lanciate negli ultimi 18 anni, a partire da Windows 2000.

Queste soffrono di alcune vulnerabilità per le quali esistono già le patch, ma non è detto che tutti le abbiano installate, proprio come nel caso del difetto che interessava Windows XP e che ha semplificato la diffusione di WannaCry. Qui la storia è leggermente diversa, perché i tre exploit colpiscono tanto i vecchi software quanto i più recenti, Windows 10 incluso.

Cari vecchi security bulletin

C’è poco da girarci attorno: scaricare e installare sempre le correzioni presenti nei bollettini di sicurezza che Microsoft rilascia periodicamente non è un vezzo per gli esperti ma deve porsi come buona pratica da parte di tutti. Basti pensare che la stessa Redmond affermava come Windows 10 fosse protetto da ogni simile attacco e invece no, con il rilascio delle informazioni sulle vulnerabilità  indicate nei documenti CVE-2017-0143 e CVE-2017-0146 ci siamo accorti che anche lavori di ultima generazione sono bisognosi di cerotti digitali. Anzi, in un simile contesto è ancora più evidente che non si può poggiare il proprio lavoro su OS obsoleti, che mamma Microsoft non supporta più. Windows XP è tra questi mentre il più utilizzato Windows 7 si appresta all’end of support il 14 gennaio del 2020.

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Paradosso Windows XP: adesso è in risalita https://www.datamanager.it/2017/07/paradosso-windows-xp-adesso-risalita/ Tue, 04 Jul 2017 14:04:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127985 Il lavoro di patching da parte di Microsoft ha causato una risalita nell’utilizzo del software obsoleto, ai danni di un Windows 10 ancora in stallo Sappiamo quanto gran parte dei danni provocati dai ransomware WannaCry e Petya derivino da sistemi operativi non aggiornati. La maggioranza dei dispositivi colpiti montava Windows XP, un software obsoleto, che […]

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Il lavoro di patching da parte di Microsoft ha causato una risalita nell’utilizzo del software obsoleto, ai danni di un Windows 10 ancora in stallo

Sappiamo quanto gran parte dei danni provocati dai ransomware WannaCry e Petya derivino da sistemi operativi non aggiornati. La maggioranza dei dispositivi colpiti montava Windows XP, un software obsoleto, che Microsoft ha abbandonato anni fa. Eppure, data la vastità dell’infezione, la compagnia di Redmond è dovuta tornare sui suoi passi, rilasciando patch di sicurezza anche per la piattaforma presente un po’ ovunque, da PC domestici a quelli di grande catene industriali. Sebbene la storia dei virus avrebbe dovuto spingere le persone ad affidarsi a OS di nuova generazione, in realtà l’effetto è stato l’esatto contrario: Windows XP ha guadagnato punti in percentuale sull’utilizzo, a scapito dei rivali in casa.

I numeri

Stando alle ultime rilevazioni di Netmarketshare.com, Windows XP ha guadagnato il +1,28% nell’ultimo mese, portandosi a casa una fetta del 6,94% sul totale. A questo fa eco lo stallo persistente di Windows 10, fermo al +0,02 che corrisponde a un 26,8 del mercato. Scendono sia Windows 7 che Windows 8, a dimostrazione di quanto conti il salto in avanti compiuto da XP. Considerando computer, smartphone, tablet, console di gioco e IoT, le varie versioni di Windows sono presenti sul 91,13% di tutte le macchine attive a livello globale, in buona parte Windows 10, quindi protette dalle recenti minacce alla sicurezza digitale. Siamo evidentemente dinanzi a un curioso paradosso che ora Microsoft dovrà affrontare: più rilascia patch e più le persone (soprattutto la pubblica amministrazione) sembrano apprezzare il sistema operativo vecchio di una vita; non esattamente la strategia che si aspettava Redmond.

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Microsoft patcha XP per prevenire un altro WannaCry https://www.datamanager.it/2017/06/microsoft-patcha-xp-prevenire-un-altro-wannacry/ Fri, 16 Jun 2017 10:16:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126842 Sebbene il sistema operativo non sia più supportato l’azienda ha deciso comunque di correggere un paio di falle in vista di nuovi attacchi Un dietrofront che nessuno si aspettava quello a cui ha dovuto dar seguito Microsoft a maggio. Come conseguenza della diffusione del ransomware WannaCry, il team di sicurezza di Redmond ha dovuto rilasciare […]

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Sebbene il sistema operativo non sia più supportato l’azienda ha deciso comunque di correggere un paio di falle in vista di nuovi attacchi

Un dietrofront che nessuno si aspettava quello a cui ha dovuto dar seguito Microsoft a maggio. Come conseguenza della diffusione del ransomware WannaCry, il team di sicurezza di Redmond ha dovuto rilasciare una serie di patch per risolvere il bug che aveva permesso agli hacker di bloccare strutture sensibili in tutto il mondo, tra cui buona parte degli ospedali del servizio sanitario nazionale britannico e industrie automotive. Il problema è solo in parte di Microsoft: da anni la compagnia invita gli utenti a passare a sistemi operativi più aggiornati, proprio per non incorrere in situazioni del genere, che sfruttano falle evidenti dell’OS. Come detto, messa dinanzi a un fatto dalle dimensioni alquanto rilevanti, l’azienda ha tappato il buco su XP, e pare che il suo lavoro sul vecchio software non sia finito.

Tanti WannaCry pronti a colpire

Dietro l’angolo potrebbe infatti esservi un altro WannaCry, ben più strutturato di EternalRocks, considerata già una versione più pericolosa del primo. Non ci sono evidenze a riguardo ma è la stessa Microsoft ad alzare l’attenzione sulla probabilità di una nuova escalation di attacchi: “Lo scorso mese abbiamo condotto un’analisi che ha individuato alcune vulnerabilità identificate ad alto rischio di cyber-attacchi dalle organizzazioni governative – ha spiegato Adrienne Hall, general manager of crisis management di Microsoft – per questo abbiamo deciso di rilasciare degli aggiornamenti di sicurezza aggiuntivi, assieme alla pubblicazione periodica del servizio Update Tuesday. Si tratta di patch da installare senza attendere oltre, soprattutto da coloro che usano sistemi precedenti di Windows”. Detto questo, la stessa compagnia ci ha tenuto a sottolineare come la strategia di aver abbandonato Windows XP resta in piedi; non ci sarà un ritorno del supporto ai programmi obsoleti e la stessa programmazione che ha previsto l’end of support di Vista lo scorso 11 aprile è ancora valida. Qui le informazioni sugli altri OS.

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Ecco la cura per WannaCry su Windows XP https://www.datamanager.it/2017/05/la-cura-wannacry-windows-xp/ Tue, 23 May 2017 09:24:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125317 Gli sviluppatori hanno pubblicato un tool gratuito che permette di decriptare i file crittografati dal ransomware. Funziona solo sul vecchio OS Il problema maggiore di WannaCry non è solo il sistema operativo bloccato e impossibile da usare. Il peggio è non poter lavorare sui file crittografati oppure riottenere foto e video da salvare altrove, in […]

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Gli sviluppatori hanno pubblicato un tool gratuito che permette di decriptare i file crittografati dal ransomware. Funziona solo sul vecchio OS

Il problema maggiore di WannaCry non è solo il sistema operativo bloccato e impossibile da usare. Il peggio è non poter lavorare sui file crittografati oppure riottenere foto e video da salvare altrove, in attesa di formattare il computer. Per questo gli sviluppatori si sono messi al lavoro su uno strumento in grado di decriptare i contenuti resi indisponibili dagli hacker, in un modo semplice e soprattutto gratuito. Si tratta di WannaKey, un tool caricato su GitHub che per il momento funziona solo su Windows XP. Con il programma si puo’ provare a liberare archivi e cartelle anche se stando ad Adrien Guinet, suo creatore, non è detto che l’operazione vada a buon fine, non sempre almeno. “Il software è stato testato su qualche macchina ma c’è bisogno di tanta fortuna perché vada a buon fine. Per cominciare, i PC infetti non devono esser stati riavviati dopo aver contratto il ransomware”.

Prova e riprova

La soluzione insomma c’è ma non è solo questione di bit. Quello che WannaKey fa è individuare la chiave che traduce i file crittografati: “Il software consente di ripristinare i primi numeri della chiave privata RSA usata da WannaCry e lo fa cercando nel processo in esecuzione wcry.exe. Il fatto è che le operazioni CryptoDestroyKey e CryptoReleaseContext non cancellano le cifre finché non liberano la memoria associata (per questo non bisogna riavviare il computer), per cui ci sono possibilità che le stringhe siano ancora nel processo ma anche che sia già avvenuta una sovrascrittura della memoria allocata. Già diverse agenzie di sicurezza, negli ultimi giorni, hanno rilasciato i loro programmi atti a individuare e rimuovere il ransomware. Nessuno però si era spinto a fornire una prima soluzione al problema della crittografia dei file per i quali gli hacker chiedono 300 dollari; una cifra che potrebbe non servire a tornare in possesso della propria vita digitale.

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Talos, ricerca e tecnologia al servizio della sicurezza https://www.datamanager.it/2017/01/talos-ricerca-tecnologia-al-servizio-della-sicurezza/ Fri, 20 Jan 2017 09:10:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117537 Detection, analisi, progetti di collaborazione internazionali. Così Cisco difende i suoi clienti  “Pc e server non aggiornati sono un pericolo sia per chi li utilizza sia per chi con una macchina più efficiente si connette alla stessa rete”. Non si stancherebbe mai di ripeterlo, almeno a giudicare dall’enfasi con cui scandisce le parole, Holger Unterbrink, […]

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Detection, analisi, progetti di collaborazione internazionali. Così Cisco difende i suoi clienti 

“Pc e server non aggiornati sono un pericolo sia per chi li utilizza sia per chi con una macchina più efficiente si connette alla stessa rete”. Non si stancherebbe mai di ripeterlo, almeno a giudicare dall’enfasi con cui scandisce le parole, Holger Unterbrink, technical leader engineering di Talos che software e sistemi operativi non patchati o vulnerabili rappresentano una minaccia da non sottovalutare. Eppure la lista nera di prodotti insicuri è molto lunga. Basta scorrere la sezione vulnerability report sul sito di Talos per constatare i nomi di tutte le aziende – ce ne sono di grandi e grandissime – che hanno beneficiato delle analisi svolte dall’agguerrito team di ricercatori di sicurezza della divisione Cisco, correndo ai ripari prima che la falla facesse ancora più danni.

“E’ vero. Si può dire che almeno in parte siamo noi a svolgere per loro questo lavoro” ammette Unterbrink.  “Ma oltre a favorire l’azienda produttrice di software con il nostro lavoro produciamo conoscenza, che diventa un patrimonio a disposizione di tutti, aziende clienti, ricercatori, utilizzatori finali”.  Anche di coloro quindi che utilizzano sistemi operativi e versioni del browser non aggiornate, altrettanto pericolosi per la diffusione di malware. L’esempio più eclatante è Windows XP, non esattamente l’ultimo grido in fatto di sicurezza. Eppure ancora così diffuso da rappresentare una redditizia nicchia di mercato per quei vendor che sono disposti ad assumersi l’onere di continuare ad assicurarne il supporto ai loro clienti. Ma neppure le versioni più recenti del sistema operativo Microsoft  – anche se nel frattempo si è provveduto al loro aggiornamento – mettono affatto al riparo da brutte sorprese, anzi. D’altra parte, se in molti il sospetto che una versione aggiornata di Windows 10 a confronto con una altrettanto patchata di Windows 7 non fossero equivalenti, trova recente conferma dalla dichiarazione di Microsoft Germania secondo cui Windows 7 non può più reggere con le sollecitazioni odierne di sicurezza. Senza dimenticare poi che XP, Vista e Windows 7 portano in dote vulnerabilità conosciute come quelle di Internet Explorer 8, 9 e 10 – non  più supportate dal gigante di Redmond – accoppiate a quelle di Java, altro vettore conclamato di attacchi devastanti.

Eppure il software colabrodo in circolazione non accenna affatto a diminuire. A rilevarlo sono gli stessi ricercatori di Talos, forti del monitoraggio di un numero di reti e  un parco macchine di clienti sterminato. “Talos è il centro operativo di una struttura di threat intelligence che non ha eguali” afferma Unterbrink. “Quattro data center, un team di oltre 270 ricercatori impegnati a tempo pieno nella threat detection, 1,5 milioni di campioni di malware analizzati ogni giorno. Terabyte di dati dai quali distillare contenuti – signature, analytics, ecc – per i prodotti Cisco installati presso le aziende clienti”.

Uno sforzo enorme. E tuttavia sproporzionato rispetto alla pericolosità della minaccia. Acutizzata dalla massiccia diffusione di ransomware degli ultimi mesi. Solo negli USA l’FBI stima che nei primi tre mesi del 2016 la cifra dei riscatti pagati abbia superato la soglia dei 200 milioni di dollari. Un’epidemia che se si confermerà su questo ritmi produrrà entro la fine del 2016 un volume di estorsioni superiore al miliardo di dollari. “Il ransomware genera profitti enormi, lo sappiamo” conferma Unterbrink.  “Così come sappiamo che la  diffusione del malware è favorita dalla difficile tracciabilità dei bitcoin e delle altre monete digitali. Detto questo, la criminalità sa benissimo di essere al centro del mirino delle polizie di mezzo mondo. E sebbene sia sempre difficile fare previsioni, forse neppure a loro conviene tirare troppo la corda”. Tutto sommato una magra consolazione.

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Tanti auguri a Windows per i suoi 30 anni https://www.datamanager.it/2015/11/tanti-auguri-a-windows-per-i-suoi-30-anni/ Fri, 20 Nov 2015 13:26:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=89159 Windows festeggia i suoi primi 30 anni. Fra successi come XP e flop come Vista si è arrivati alla versione 10 che unisce mobile e desktop Microsoft festeggia oggi i primi 30 anni di Windows. La prima versione del suo sistema operativo fu lanciata il 20 novembre del 1985 e si presentava come un’estensione di […]

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Windows festeggia i suoi primi 30 anni. Fra successi come XP e flop come Vista si è arrivati alla versione 10 che unisce mobile e desktop

Microsoft festeggia oggi i primi 30 anni di Windows. La prima versione del suo sistema operativo fu lanciata il 20 novembre del 1985 e si presentava come un’estensione di MS-DOS. L’apprezzamento della critica arrivò solo con Windows 2.0, che venne incluso come “motore grafico” dei software del pacchetto Microsoft Office comprendente Word ed Excel. In queste 3 decadi ci sono state 12 versioni di Windows e il suo logo è cambiato per ben 6 volte. Nonostante alcuni insuccessi come Millenium, Vista e Windows 8, il sistema operativo di Redmond rimane uno dei più utilizzati al mondo.

La versione più apprezzata fu certamente Windows 95, che non fu sostituito per 3 anni. Il successo vero e proprio arrivò però con Windows XP, che è stato utilizzato sui PC di tutto il mondo per ben 6 anni ed è ancora piuttosto diffuso ai giorni nostri. Windows Vista si dimostrò invece un flop ma Microsoft poté riconquistare la fiducia degli utenti con Windows 7. La versione successiva, la numero 8, si dimostrò troppo sperimentale. L’avvento degli smartphone aveva fatto credere all’azienda di Redmond che si potesse eliminare la distanza fra mobile e desktop senza reinventare la piattaforma e la scomparsa del tasto Start fu un vero e proprio sacrilegio per gli utenti. Microsoft ha quindi cambiato radicalmente l’approccio e con Windows 10 è arrivato il primo sistema operativo utilizzabile a prescindere dalla tipologia di schermo (smartphone, tablet, PC). Attualmente l’11,26% delle aziende lo utilizza a 10 settimane dal lancio ed è installato su oltre 110 milioni di dispositivi in tutto il mondo. Microsoft ha assicurato che l’OS riceverà aggiornamenti regolari anche su mobile ma per quanto riguarda il tanto atteso emulatore per app Android è invece molto probabile che non vedrà mai la luce.

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Windows XP? Più pericoloso dopo la fine del supporto https://www.datamanager.it/2015/07/windows-xp-piu-pericoloso-dopo-la-fine-del-supporto/ Wed, 15 Jul 2015 18:30:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=80974 Per diversi mesi l’azienda dietro al sistema operativo più famoso ha spinto gli utenti a passare oltre per evitare problemi di sicurezza Poco più di un anno fa Microsoft ha terminato il supporto a Windows XP. Questo voleva dire niente più aggiornamenti di sistema, nessun rilascio di patch di protezione o bollettini di sicurezza inerenti […]

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Per diversi mesi l’azienda dietro al sistema operativo più famoso ha spinto gli utenti a passare oltre per evitare problemi di sicurezza

Poco più di un anno fa Microsoft ha terminato il supporto a Windows XP. Questo voleva dire niente più aggiornamenti di sistema, nessun rilascio di patch di protezione o bollettini di sicurezza inerenti l’OS che ha consacrato l’azienda di Redmond a livello globale. Gli effetti del termine del supporto si sentono oggi, almeno a detta dei principali esperti di sicurezza. Il motivo principale sarebbe sarebbe nel contemporaneo abbandono del Malicious Software Removal Tool per XP, un programma fondamentale per rilevare minacce di base sul computer.

Obiettivo per i cyber-criminali

Windows XP è installato ancora sul 12% dei computer attivi in tutto il mondo, una cifra che sembra nulla rispetto al totale ma che, numeri alla mano, è invece significativa. Andra Zaharia, specialista della compagnia Heimdai Security ha spiegato a The Inquirer i problemi che potrebbero incorrere soprattutto gli utenti aziendali che non sono passati al nuovo Windows: “System Centre Endpoint Protection, Forefront Client Security, Forefront Endpoint Protection e Windows Intune girano ancora tutti alla perfezione su Windows XP, per questo le compagnie dovrebbero porre attenzione non alla compatibilità dei software ma ad altro”. A partire da gennaio 2014 Microsoft ha spiegato come la fine del supporto del tool di rimozione malware rappresenta un limite importante per gli utenti XP. Sebbene non fosse considerata un’alternativa ad un antivirus, il Malicious Software Removal Tool rappresentava comunque un modo per informare l’utente sulle minacce più evidenti. Senza questa ulteriore funzione XP diventa molto più indifeso che in passato e obiettivo preferito di hacker e criminali informatici.

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Aggiornare Windows XP si può, ecco come https://www.datamanager.it/news/aggiornare-windows-xp-si-pu-ecco-come-56764.html Wed, 28 May 2014 17:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/aggiornare-windows-xp-si-puo-ecco-come/ Una modifica del Registro di sistema di Windows XP permette di prolungarne l’assistenza fino al 2019. Microsoft comunque sconsiglia questa pratica Lo scorso aprile Microsoft, che ha brevettato un proprio SMARTwatch, ha deciso di sospendere l’assistenza per Windows XP mandando nel panico milioni di utenti nel mondo. Una soluzione a questo problema potrebbe arrivare da […]

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Una modifica del Registro di sistema di Windows XP permette di prolungarne l’assistenza fino al 2019. Microsoft comunque sconsiglia questa pratica

Lo scorso aprile Microsoft, che ha brevettato un proprio SMARTwatch, ha deciso di sospendere l’assistenza per Windows XP mandando nel panico milioni di utenti nel mondo. Una soluzione a questo problema potrebbe arrivare da un escamotage trovato da alcuni sconosciuti fan del sistema operativo di Redmond, di cui si è scoperto l’autore dello sfondo predefinito.

Windows XP: un hack ne prolunga il supporto

Applicando una piccola modifica al Registro di sistema di Windows XP è possibile mascherare il vecchio sistema operativo con Windows Embedded POSReady 2009, una versione embedded basata Windows XP Service Pack 3 il cui supporto è garantito fino al 9 aprile 2019. In questo modo si potranno installare su XP gli aggiornamenti pensati per Embedded POSReady 2009. L’hack è spiegato nel dettaglio in questo post.

Questa particolare soluzione è ovviamente temporanea. Inoltre, Microsoft, che ha anticipato ad aprile 2015 il lancio di Windows 9, sottolinea come gli aggiornamenti per Windows Embedded POSReady 2009 “non proteggono completamente gli utenti di Windows XP” e potrebbero esserci problemi di funzionamento per il PC e il sistema operativo.

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Arriva Ubuntu 14.04 su desktop https://www.datamanager.it/news/arriva-ubuntu-1404-su-desktop-55690.html Thu, 17 Apr 2014 18:00:15 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/arriva-ubuntu-14-04-su-desktop/ Dopo aver svelato l’update per server, Canonical ha svelato la versione del sistema operativo Long Term Support (LTS) per computer Sarà disponibile per il download tra poche ore la versione di Ubuntu 14.04 LTS, destinata ai computer desktop. Il sistema operativo offre una serie di miglioramenti nelle performance, come quelli che riguardano l’interfaccia utente di […]

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Dopo aver svelato l’update per server, Canonical ha svelato la versione del sistema operativo Long Term Support (LTS) per computer

Sarà disponibile per il download tra poche ore la versione di Ubuntu 14.04 LTS, destinata ai computer desktop. Il sistema operativo offre una serie di miglioramenti nelle performance, come quelli che riguardano l’interfaccia utente di Unity, l’invio in remoto delle applicazioni e la compatibilità con i formati Windows, oltre alle soluzioni cloud. L’ultima versione di Ubuntu vede anche legami più stretti tra differenti tipi di dispositivi, con una convergenza piena dell’OS tra PC, tablet e smartphone. In questa edizione inoltre, gli utenti hanno la possibilità di utilizzare Unity 8, l’interfaccia presente sulla versione mobile del sistema operativo.

App store e produttività

Altre novità riguardano l’Ubuntu app store che adesso permette agli sviluppatori di scrivere codice da essere utilizzato per schermi di diverse dimensioni e formati, lasciando che sia poi il device in uso ad adattare l’app per la giusta lunghezza e larghezza. Secondo Canonical: “Gli utenti noteranno le migliori prestazioni di Ubuntu, anche per l’utilizzo business e produttivo, come una migliore compatibilità della suite LibreOffice con le soluzioni Microsoft”.

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