Seeweb, quando le performance contano

Seeweb, quando le performance contano

Valutare un servizio cloud non è facile, anche per il ruolo fondamentale svolto dalle prestazioni delle reti, come ci spiega in questa chiacchierata Marco d’Itri, network manager and system administrator del noto pioniere del cloud made in Italy

Come noto, Seeweb nasce nel maggio del 1998, focalizzandosi fin da subito sull’hosting e sull’housing per Internet, per poi proporre nel 2009, prima tra tutte le aziende in Italia e tra le primissime al mondo, soluzioni di cloud computing. Oggi, l’offerta cloud della società è molto articolata, con soluzioni di Cloud Hosting, Cloud Server, Cloud Infrastructure, Cloud Storage, Cloud Streaming e Easy Cloud Server, alle quali si è di recente aggiunta la nuova offerta di Cloud Backup. Prima di passare all’intervista con Marco d’Itri, conviene dare una rapida occhiata ai “numeri” di Seeweb, che ha oggi un fatturato di circa 10 milioni di euro (dato 2013), una ventina di dipendenti e due data center, uno a Milano e uno nella sede storica di Frosinone, che vanta oltre 6.000 metri quadri dedicati esclusivamente ai servizi cloud. Ma anche altri dati non sono da meno: nel 2013, Seeweb mantiene oltre 250.000 domini web registrati e ha svolto attività cloud con picchi di utilizzo per oltre 7.300 Cpu, con 26 Tb di Ram e più Petabyte di dati. Insomma, si tratta di un interlocutore tra i più autorevoli quando si tratta di discutere di stato delle reti in Italia e soprattutto di performance, attese e reali.

Data Manager: Quanto è importante oggi un’adeguata performance, che si traduca in un’esperienza utente degna di questo nome, nell’erogazione di servizi di cloud computing, come per esempio IaaS e cloud storage?

Marco d’Itri: Internet si è sviluppata grazie all’adozione di modalità “best effort” di consegna del traffico, che prevedono che sia più semplice ed economico utilizzare circuiti di capacità adeguata piuttosto che studiare meccanismi complicati per buttare via il traffico di determinati protocolli o clienti quando è troppo. Ecco perché meccanismi di gestione “intelligente” del traffico sono sempre stati largamente evitati dai fornitori di servizi e connettività Internet di maggiore successo. L’esperienza di tutti noi dimostra che quando ci si affida a fornitori di alto livello si possono usare servizi cloud remoti con le migliori prestazioni possibili, senza bisogno di strani meccanismi di gestione del traffico.

Quali sono gli strumenti a disposizione delle aziende per avere sempre la certezza di un livello di performance adeguato?

È importante affidarsi a fornitori di servizi e connettività con una infrastruttura di rete in grado di sostenere tutto il traffico necessario. Quando si acquistano questi servizi, ci si aspetta che tutto il proprio traffico sia consegnato a destinazione e che le prestazioni rimangano costanti indipendentemente dalle attività degli altri clienti.

Facciamo allora una breve panoramica dello stato attuale della rete in Italia, anche alla luce di alcune recenti decisioni in materia di “peering”, o meglio di “de-peering”.

Internet in Italia è largamente robusta e affidabile: ci sono punti di interscambio del traffico affidabili a Milano e Roma (oltre che in altre città), e molti carrier globali per raggiungere il resto del mondo. Tutte le principali reti italiane sono direttamente interconnesse, a volte in più punti, e questo ci permette di scambiarci il traffico locale senza che sia influenzato da terzi. Purtroppo l’incumbent Telecom Italia nell’ultimo anno ha deciso di interrompere le interconnessioni con praticamente tutte le altre reti, facendo passare il traffico per altri Paesi europei o addirittura per gli Stati Uniti. Questo significa che i loro clienti adesso soffrono regolarmente dei problemi che periodicamente affliggono la connettività internazionale di Telecom Italia anche per raggiungere altre reti italiane. Un altro problema è la bassa capacità delle connessioni disponibili al grande pubblico: purtroppo l’incumbent ha fatto la scelta miope di continuare a utilizzare i vecchi doppini in rame per monetizzare il più possibile la rete storica già esistente.
Ma senza una rete in fibra ottica nazionale che raggiunga case e uffici, e non solo gli armadi stradali, non è possibile stare al passo con gli altri paesi europei.

Qual è la strategia di Seeweb per offrire servizi adeguati alle aziende che necessitano di massimi livelli di performance e di esperienza utente?

La nostra strategia è di interconnetterci il più possibile direttamente con altre reti, per esempio con la nostra presenza ai punti di interscambio di Milano, Roma e Amsterdam, e di servirci di più carrier internazionali che ci permettano di scegliere i percorsi migliori. Anche i nostri data center sono interconnessi tra di loro in modo ridondato, con circuiti di fornitori tra loro indipendenti e che hanno percorsi differenziati. Inoltre, continuiamo con gli upgrade dei nostri apparati e delle nostre interconnessioni, per esempio entro fine anno contiamo di arrivare a oltre 50 Gbps di capacità verso l’esterno.

 

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