L’Isis usa app crittografate, colpa di Snowden

La denuncia arriva da un ex ufficiale dell’Intelligence americana che punta il dito contro le rivelazioni del giovane informatore

A seguito dei due attacchi terroristici ai danni della Francia molti esponenti dell’Intelligence internazionale hanno cominciato a puntare il dito contro Edward Snowden, che avrebbe rivelato al mondo intero le capacità investigative della NSA, fornendo ai nemici gli strumenti necessari ad eluderle. Il primo è stato l’ex direttore della CIA, James Woolsey, che durante varie interviste ha affermato come la gola profonda abbia “le mani piene di sangue”, alludendo ai cambiamenti che il Presidente Obama ha dovuto apportare alle procedure con cui le spie accedono e monitorano dati di sospettati negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, attraverso i loro partner.

Le app crittografate

Una prima concreta conseguenza sarebbe quella espressa da un altro ex della CIA, Michael Moreli che alla CBS ha detto: “Penso che dovremmo fare l’abitudine all’utilizzo da parte di questi soggetti di app crittografate, difficili o quasi impossibili da violare da parte dei governi”. La colpa di Snowden sarebbe dunque quella di aver fornito a gruppi estremisti (non direttamente ma attraverso documenti pubblici) le procedure con cui le agenzie di Intelligence si informano sui loro sospettati e i bug informatici che riescono a sfruttare. Ma non solo: grazie al lavoro degli attivisti per le libertà digitali sono diventate alla portata di tutti alcune soluzioni, come Telegram, che rendono davvero complicata la violazione e l’interpretazione dei messaggi inviati, favorendo così lo scambio di informazioni riservate tra gli utenti, anche a scopo criminale.

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