Quanto scrivono gli italiani su Facebook della propria azienda

facebook

Al primo posto le relazioni interpersonali con i colleghi e con il capo, pochi quelli che parlano della propria azienda e i suoi prodotti 

Quanto è diffusa in Italia l’abitudine di parlare del proprio posto di lavoro su Facebook? L’Istituto di ricerche Ixè per conto di Lebu, piattaforma di e-learning, ha interrogato un campione di 500 dipendenti di aziende di diversi settori.

Dallo studio è emerso che un dipendente su 4 (il 26% del campione) posta contenuti relativi alla propria azienda sui social network. La maggior parte dei commenti, positivi o negativi che siano, riguardano le relazioni interpersonali con colleghi (13%) con i capi (8%) o situazioni lavorative e questioni sindacali (2%). Mentre solo l’11% dei post sono relativi ad attività o prodotti aziendali.

La ricerca evidenzia una rappresentazione bipolare del luogo di lavoro, infatti tra i dipendenti “attivi” più delle metà (57%) dichiara di scrivere, a seconda dei casi, commenti sia positivi sia negativi, mentre un 20% parla solo positivamente della propria azienda e un 17% ha scritto negativamente della propria esperienza lavorativa.

E’ interessante osservare che una percentuale comunque significativa (17%) di quelli che non scrivono lo fanno “solo” perché la propria azienda vieta l’utilizzo di Facebook. Questo dato, apparentemente anacronistico visti l’incremento degli investimenti sulla formazione aziendale al corretto utilizzo degli strumenti digitali – Lebu ne è appunto testimone -, è in realtà un perfetto spaccato della situazione italiana, che vede datori di lavoro che ritengono che l’accesso a Fecebook  possa diminuirne la produttività del dipendente.

“I risultati della ricerca dell’IXE ci dicono che ancora molti dipendenti, ma anche manager,  vivono i social network come un diario personale “al di fuori” della propria realtà lavorativa, senza considerarli in chiave business, –  afferma Giancarlo Novara, CEO di Lebu – A volte non si rendono conto che possono rischiare di compromettere la propria reputazione e anche quella della loro azienda. Non percepiscono ancora come queste piattaforme digitali siano un importante strumento utile sia al proprio lavoro sia per potenziare le reti di contatti professionali. Basta pensare che i responsabili del personale utilizzano ormai  i social per una prima e rapida valutazione dei potenziali futuri dipendenti”.

Leggi anche:  I consigli di LinkedIn per lavorare da remoto con i figli e negli spazi condivisi

“All’inverso, dalla nostra esperienza di formatori notiamo un forte incremento nella richiesta di corsi che formino i dipendenti a utilizzare i social network e gli strumenti digitali nel modo corretto – conclude Novara – Se da un lato c’è voglia di imparare a sfruttare il potenziale del mondo digitale, dall’altro è necessario farlo con una certa unità di intenti. Dirigenti e dipendenti devono imparare ad andare nella stessa direzione, per non vanificare gli sforzi. Imparare a usare nel modo corretto, i social, non può che portare giovamento a tutti, dall’azienda a chi ne fa parte”.