Proximity marketing: le novità per il mondo retail

Retail Club ha organizzato un incontro per fare il punto sulle tecnologie che abilitano nuove modalità di interazione con i consumatori

Il Retail Club è una comunità che si pone un obiettivo ben preciso: aiutare i protagonisti del Fashion & Luxury del retail ad adottare nuove tecnologie che possano migliorare l’esperienza dei clienti. Il club è coordinato da Paolo Pelloni e Carlo Borello e sponsorizzato da Gruppo Sintesi, leader nella progettazione di reti e infrastrutture per vari settori produttivi. Proximity marketing è l’evento che Retail Club ha organizzato per mostrare le recenti innovazioni in ambito retail, fortemente influenzate dall’hi-tech. I vantaggi sono molteplici: si va dalla ricezione di offerte e sconti, alla possibilità di vivere esperienze di scoperta e acquisto cucite su misura di ogni cliente. In un’epoca in cui la maggior parte dello scouting della spesa avviene online, si tratta di una modalità utile per riportare le persone all’interno dei negozi, creando una user experience unica.

“Il mondo del retail è aperto ai cambiamenti anche se non è semplice accogliere una rivoluzione del genere all’interno degli store – ci spiega Paolo Pelloni – ed è per questo che da quando ho sentito parlare, per la prima volta, di marketing di prossimità, sono passati circa quindici anni. Capita spesso che le novità tecnologiche vengano sviluppate e integrate in alcune soluzioni, restano per un certo tempo in un limbo e finalmente esplodono, quando diventano di uso e utilità comune”.

IMG_4659
Marco Misitano, enterprise networks di Cisco EMEAR

Cisco experience

Ad oggi il proximity marketing si basa soprattutto (ma non solo) sullo sfruttamento dei sensori GPS e Bluetooth all’interno degli smartphone e di una connessione Wi-Fi. A spiegalo è Marco Misitano, enterprise networks di Cisco EMEAR: “Oggi si parla molto di digitalizzazione, ovvero dell’informatizzazione dei processi. Grazie ad uno studio di Cisco del 2015, abbiamo scoperto che una buona fetta di produttori e brand ha la convinzione che l’innovazione tecnologica possa rappresentare un rischio per i consumi, almeno per quelli localizzati. Il punto di svolta è capire in che modo alcune infrastrutture possono abilitare la creazione di nuovi modelli di interazione, capaci di invogliare le persone a spendere e tornare in un negozio”.

Leggi anche:  SIA: CDP Equity e FSIA completano l’acquisto delle quote di F2i, HAT, Intesa Sanpaolo e UniCredit

Costi ma anche opportunità

Il punto è dunque intendere una rete Wi-Fi non solo come un costo periodico da sostenere, ma una porta verso nuove opportunità di business. In che modo? Attraverso la profilazione dell’utente, con il rispetto di tutte le politiche di privacy, è possibile individuare le preferenze dei visitatori e, grazie ai Big Data, costruire offerte individuali attivabili all’interno dell’area coperta dal wireless. Ciò apre a scenari di marketing davvero illimitati, che comprendono i connected adv e i social ads, con le informazioni accessibili grazie ai vari Facebook Connect e login degli altri social network.

Abilitare il cambiamento

Ad oggi, le tecnologie che abilitano i retail a nuove modalità di “conversazione” con i clienti sono l’NFC, il Bluetooth e le applicazioni da essere derivate come i Beacon, Tag e sensori ma anche la videopresenza e il Fast Locate, con cui ottenere una precisione migliore sulla localizzazione delle persone rispetto al solo Wi-Fi. Filo conduttore delle singole opzioni è ovviamente lo smartphone, l’unico passepartout che permette di entrare nel vasto mondo del commercio fisico-digitale.