Se la guida autonoma nasce dal cubo di Rubik

Alcuni ricercatori tedeschi hanno creato un robot che risolve il puzzle in 0,6 secondi grazie al chip Infineon, nato per le auto senza pilota

Cosa c’entra il cubo di Rubik con la guida autonoma? Nulla se il pensiero si ferma solo all’oggetto in sé e non alle innovazioni che oggi permettono di risolvere il famoso puzzle in meno di un secondo. E’ quello che hanno fatto alcuni ricercatori tedeschi, che hanno sfruttato un chip della Infineon per sviluppare un robot super intelligente, in grado di portare a termine il complesso gioco popolare negli anni ’80 in soli 0,6 secondi. Ancora non è chiara la connessione? Il chip in questione è nato per potenziare sistemi di guida autonoma, come ha spiegato i loro stessi autori alla Electronica Fair di Monaco di Baviera.

Un cubo per pilota

“Vogliamo dimostrare che la microelettronica può risolvere qualsiasi tipo di problema, partendo da quelli più conosciuti – ha detto Gregor Rodehueser – nel caso delle auto senza pilota, bassi tempi di latenza e tecnologie affidabili e veloci sono una necessità evidente”. Non è chiaro quali produttori beneficeranno del chip di Infineon, ma i creatori sono convinti delle potenzialità del piccole cervello in silicone. Nonostante la possibilità di segnare un nuovo Guinness World Records, le potenzialità di Infineon all’interno di ecosistemi più complessi di un cubo di Rubik sono tutte da validare. Un conto è un robot che si trova davanti, seppur per la prima volta, un oggetto da “risolvere”, e un altro ritrovarsi nel traffico cittadino in piena ora di punta, dove 0,6 secondi per decidere la prossima mossa potrebbero anche essere pochi.

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