Banca dati. Come trasformare i dati in valore di business

Banca dati. Come trasformare i dati in valore di business
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Le strategie Big Data di UniCredit generano significativi ritorni commerciali in termini di nuovi servizi B2B e B2C con il duplice obiettivo di consolidare una robusta governance dei dati e costruire su di essi nuove opportunità di business

I dati digitali, opportunamente scremati, correlati e convertiti in informazioni “pesanti” dagli strumenti dell’analytics; la loro valorizzazione attraverso processi che coinvolgono in modo trasversale le strutture e l’organizzazione di un’azienda, sono i cardini di una trasformazione digitale che sta abbracciando tutti i settori. In testa, quello finanziario, che i dati, transazionali e no, li ha sempre generati in abbondanza anche se solo ora comincia a valorizzarli, costruendo sull’informazione un mondo nuovo, fatto di diverse relazioni con il cliente, prodotti e servizi innovativi, e inattese alleanze con altri settori industriali. UniCredit è stato tra i primi a dotarsi di una compiuta strategia Big Data, con il duplice obiettivo di consolidare una robusta governance dei dati e costruire su di essi nuove opportunità di business. L’aspetto del governo delle informazioni generate dalle procedure o dalle applicazioni e quindi da più fonti eterogenee sia strutturate sia non strutturate, necessita infatti la certificazione della qualità del dato, la sua integrità, il rispetto della compliance. Questi aspetti, che vanno a complemento della capacità di innovazione e della tecnologia, non devono essere trascurati. Già nel 2015, UniCredit si è strutturata per avere competenze molto specifiche nell’analisi di tali dati con capacità di trasformarli in asset competitivo.

NUOVO MODELLO LOGICO

All’interno di UniCredit, ci sono due grandi blocchi funzionali. Il primo si caratterizza per competenze più organizzative, di processo e di architettura del dato, che permettono di accorciare la catena e i tempi di decodifica dei requisiti di business in requisiti funzionali. Gli specialisti di questa area lavorano a stretto contatto con le funzioni IT per la definizione del modello logico dei dati, perché hanno una conoscenza completa del ciclo di vita dell’informazione. Il secondo blocco ha caratteristiche da business partner (in gergo data steward), con competenze di rischio, finance e business. Professionisti che interagiscono ogni giorno con le rispettive funzioni aziendali, supportandole e facilitando l’uso delle informazioni in tutte le necessità di analisi dei fenomeni. Un’organizzazione e un approccio azzeccati, che hanno già centrato gli obiettivi di partenza.

NUOVI SERVIZI

Oggi, UniCredit può vantare a catalogo due nuovi prodotti – uno Business-to-business, l’altro rivolto ai correntisti retail – che rappresentano una conferma pratica dello scenario di Big Data come strumento commerciale e di supporto al business. My Business View è un nuovo tool, un vero e proprio cruscotto di business intelligence, basato sulle transazioni che UniCredit gestisce come “issuer” (emittente di carte di pagamento) e come “acquirer” (gestore delle transazioni sui terminali POS della banca), che i clienti aziendali di UniCredit possono utilizzare per monitorare l’andamento di business dei propri punti vendita su alcuni KPI (per esempio, l’andamento dei volumi di incasso e lo scontrino medio) e le abitudini di acquisto dei propri clienti confrontandosi con analoghi indicatori di negozi operanti nello stesso settore e attivare campagne ad hoc. L’altro prodotto, denominato Scoperto facile, parte da un approccio analitico degli stili di vita e di spesa dei clienti consumer, sulla base dei dati relativi ai loro conti correnti, per pre-autorizzarli ai piccoli scoperti creati per far fronte e una spesa improvvisa o inattesa. Questa pre-autorizzazione evita al cliente la necessità di recarsi in agenzia o contattare un consulente. Insomma, la filosofia Big Data tradotta in una forma di “fido” molto più flessibile e soprattutto automatica. Lanciato nell’autunno del 2015, My Business View ha totalizzato in poco più di sei mesi circa 20mila contratti sottoscritti dalla clientela business di UniCredit. Si tratta di uno strumento di marketing e business intelligence pensato per le imprese clienti cosiddetti “acquiring” di UniCredit, di fatto esercenti che offrono ai loro clienti finali strumenti di pagamento elettronico tradizionali (carte di credito, debito e prepagate) o più innovative (come Alipay). My Business View fornisce in maniera molto intuitiva la risposta alle domande che un esercente può formulare sull’andamento delle proprie attività.

UNA “VISTA” SEMPLICE SUL BUSINESS

Il sistema consiste in semplici e concrete “viste” sul business dell’esercente, in termini di volumi di transato, ticket medio, numero di clienti, frequenza e comportamento di spesa della clientela. Una efficace risposta all’esigenza delle aziende, in particolare quelle di piccole dimensioni, di poter avere a disposizione strumenti moderni per l’analisi del business e il miglioramento delle strategie di marketing senza avere alle spalle una struttura dedicata e un ampio bagaglio di conoscenza. Sfruttando le più innovative tecnologie e le competenze del Gruppo in ambito Big Data, Business View è in grado di supportare analisi complesse, in modo personalizzato e intuitivo, consente di gestire grandi volumi di dati aggregati e anonimizzati, anche di natura eterogenea, integrando le più evolute tecniche di analisi in maniera agile e veloce.

I VANTAGGI PER L’IMPRESA

Per l’impresa che accede al nuovo cruscotto di business intelligence semplificata di UniCredit i vantaggi sono notevoli. Disporre di analisi dei comportamenti d’acquisto per monitorare nel tempo il business. Poter contare su dati sempre aggiornati, rappresentati in forma aggregata e anonima con elevati standard di protezione. E “last but not least”, godere di tutto questo attraverso una semplice interfaccia Web, senza dover investire in soluzioni e tecnologie nuove, difficili da configurare e utilizzare. L’accesso al servizio prevede semplicemente la firma di un contratto in agenzia. I clienti che sono già in possesso dei codici di Banca Multicanale UniCredit potranno utilizzare direttamente il servizio, gli altri possono comunque usufruire di My Business View come servizio indipendente. Anche su orizzonti commerciali molto più limitati di quelli in cui si muovono i grandi retailer, un approccio analitico, basato su informazioni numeriche e grafiche, può svelare all’esercente una molteplicità di aspetti. Un negozio potrà per esempio approfondire i comportamenti d’acquisto della sua clientela in forma anonima e aggregata, evidenziando le fasce orarie preferenziali e il valore medio degli acquisti effettuati. My Business View permette persino di controllare il proprio andamento rispetto a una serie di benchmark di riferimento validi per ogni specifico settore e un unico cruscotto può essere utilizzato per monitorare uno o più punti vendita di proprietà.

PIÙ CONTROLLO, MENO RISCHI

Le stesse capacità analitiche, applicate internamente in chiave di risk management, sono alla base del nuovo servizio di Scoperto Facile. Al titolare di un conto corrente può capitare di dover utilizzare una somma di denaro eccedente rispetto alla effettiva disponibilità e in questi casi, la banca può accordare, previa valutazione del cosiddetto “merito creditizio”, una certa soglia di elasticità, indipendente dalle reali giacenze. Il fido è uno strumento molto antico ma anch’esso risente dell’avvento delle nuove tecnologie. Il tradizionale “scoperto conto” diventa più flessibile e multicanale, trasformandosi in Scoperto Facile. Il correntista ha tra l’altro la possibilità di gestire facilmente nel tempo questo nuovo servizio, personalizzando il plafond di credito nei limiti dei massimali previsti, in aumento o in diminuzione, secondo le proprie esigenze. UniCredit ha semplificato l’accesso a Scoperto Facile anche dal punto di vista commerciale, proponendo quattro livelli di plafond e un unico tasso di interesse fisso.

Foto: Domenico De Mezzo


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Categorie: E-Finance