Nextatlas, tutto quanto fa(rà) tendenza

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A Torino, l’innovativa applicazione big data. Nata quasi come un gioco per la community di potenziali trend-setter, Nextatlas è diventato un potente strumento AI di analisi e previsione

Le vite di milioni di persone si intrecciano istante per istante con i “luoghi” di Internet, in particolare i social network, i blog, le recensioni su prodotti ed esercizi commerciali, i mille contenitori personali in cui riversiamo gioie, paure, sensazioni, giudizi. In questo flusso ininterrotto, imponente, si nascondono le cose che “fanno tendenza”, gli aggregatori del consenso delle persone. Cogliere per primi i deboli segnali di questi trend può significare molto: un concreto vantaggio competitivo nel lancio di un nuovo prodotto, una campagna pubblicitaria più efficace, o perché no, un messaggio elettorale vincente. Nextatlas è una sorta di telescopio “big data” puntato sulla radiazione di fondo del social web, un “sensore” che con i suoi sofisticati algoritmi di correlazione, la potenza dei suoi motori semantici, è in grado di cogliere i deboli segnali di tutto quanto possa fare tendenza.

COME NASCE L’IDEA

L’idea nasce da due fratelli torinesi, Luca e Alessio Morena: uno ricercatore al dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna, l’altro architetto, catturato molto presto dalla Rete e convertitosi alla comunicazione digitale. Il loro è un percorso imprenditoriale che si svolge in due tappe. «Prima di buttarci nell’avventura di Nextatlas – dice Alessio Morena – abbiamo creato un mobile social network che sfruttava le capacità dell’iPhone e si chiamava iCoolHunt. Era il 2012 e allora immaginavamo di poter condividere le tendenze emergenti in una comunità di trend setter, facendo emergere quelle più significative». C’era un forte elemento di gamification in quel primo esperimento, per certi versi simile all’Instagram di allora, ma anticipatore del concetto di stream visuale utilizzato come diario del gusto e della moda di cinquantamila utenti motivati. «Un primo round di un milione di euro, concesso dal fondo Atlante Venture di Intesa San Paolo, ci aveva permesso di realizzare il social network, ma avevamo già in mente il vero obiettivo: un tool capace di mettere in evidenza dati e informazioni di business intelligence e soprattutto di forecasting rivolto ad aziende e altre istituzioni». Nel maggio di quest’anno, forte del successo ottenuto con iCoolHunt e dell’arrivo dei primi clienti commerciali, un secondo round di finanziamenti provenienti da un insieme di investor internazionali e “family office” (termine che designa un fondo strutturato basato su capitali di famiglia) consente a Luca e Alessio di compiere un significativo balzo in avanti nel giovane ma fiorente mercato dei big data.

A CACCIA DI VERI INFLUENCER

«Nextatlas – spiega ancora Morena – è un grande motore di intelligenza artificiale che analizza milioni di dati da social come Tumblr, Instagram, Twitter. Puntiamo a identificare in questi flussi i cosiddetti “influencer”, che non sono, per intendersi, personaggi alla Chiara Ferragni, ormai solo dei testimonial pagati, ma membri autorevoli e indipendenti di piccole community. Queste community vengono modellate, sui modelli vengono applicati algoritmi che risalgono alle fonti delle fonti e il network si estende a un certo numero di insider. Oggi, sono circa trecentomila persone in tutto il mondo e insieme ogni mese macinano miliardi di data point». Dati che vengono ulteriormente arricchiti attraverso la geolocalizzazione, il timbro temporale, descrizioni più dettagliate e che alla fine vengono analizzati con algoritmi di correlazione in grado di amplificare la più piccola traccia di un trend emergente. «Tutto sta nella forza delle macchine» – sottolinea Morena. Con Nextatlas riusciamo a cogliere “onde” altrimenti invisibili». Tra le varie analisi, c’è anche quella testuale-semantica, che Nextatlas realizza con il motore semantico Cogito di Expert System. Ma c’è anche l’analisi delle immagini, per la quale è stato scelto il motore di riconoscimento visuale di Clarifai, la tecnologia leader nel campo. Persino l’analisi cromatica che serve all’utente per valutare meglio gli abbinamenti di colore di un abito o di un paio di scarpe. Nextatlas cerca di sfruttare al meglio il meccanismo dei microservizi, delle funzionalità modulari accessibili via API, per non dover reinventare cose già fatte e ottimizzare la sua “dashboard”.

COME FUNZIONA

Tutte le informazioni ottenute dall’AI di Nextatlas vengono infine validate da un gruppo di esperti umani, che confermano e affinano i trend identificati e tradotti in una serie di tag che trasformano il motore analitico in un potente motore di ricerca. «Un altro vantaggio è che tutte queste informazioni sono collegate tra di loro, e permettono di focalizzarsi solo su una determinata nazione o città, addirittura, su un singolo quartiere. Ma il vero valore aggiunto è l’analisi qualitativa sulle evidenze quantitative, che vengono accumulate per essere esposti al cliente sotto forma di circa 400 trend – da “micro” a “macro” – che riguardano di tutto, il design, la tecnologia…». Come viene utilizzato Nextatlas, quale tipo di organizzazione accede a questa piattaforma di analisi e previsione? Il mercato di riferimento è quello della business intelligence di nuova generazione, dei tool di supporto decisionale utilizzati dalla Industry 4.0. «Apparteniamo a una nicchia, quella del trend forecasting, che nasce negli anni 90 per merito di una azienda londinese, la WGSN, che aveva inventato il concetto di trendbook da digitalizzare e diffondere in rete. La dashboard di Nextatlas viene utilizzata in ogni settore, in genere da clienti di grandi dimensioni con forti strutture di marketing e R&D, ma anche dai centri stile, come dai centri media». Alessio Morena riferisce per esempio di un cliente pubblicitario che grazie alle informazioni “anticipatrici” di Nextatlas è riuscito ad aggiudicarsi una gara bandita da un grande brand di cosmesi. Ma la giovane azienda può vantare tra i suoi clienti tutto il gruppo FCA, imprese alimentari e molti prodotti di consumo. I trend rilevati con il deep learning hanno avuto un ruolo anche nella recente campagna elettorale in Sicilia. La conoscenza estratta può servire per impostare una campagna di comunicazione vincente, ma anche per riconoscere il sapore giusto da conferire alla nuova merendina. Con Lavazza è stato fatto un lungo lavoro sul mondo degli appassionati di caffé, presentato al pubblico del Festival del Marketing a Londra.

NUOVI ORIZZONTI

Nelle sue ultime evoluzioni, conclude Alessio Morena, Nextatlas sta allargando il proprio orizzonte d’azione sia attraverso l’offerta di analisi specializzate per clienti con necessità molto specifiche, sia andando a esplorare ambiti inattesi, che sorprendono gli stessi creatori di questo tool. «Per esempio, ci è stato chiesto di individuare non trend, ma nuove aziende che possono essere target delle strategie di acquisizione di una grande multinazionale. E una delle applicazioni future potrebbe essere l’uso dei nostri sensori non più in ambito social web, ma all’interno delle stesse aziende, per estrarre informazioni dalle loro piattaforme CRM o dai portali aziendali». Combinando l’intelligenza dei suoi algoritmi e la potenza di calcolo delle macchine, Nextatlas è una sfera di cristallo puntata sulle opportunità di business del futuro.


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