Perché IBM ha realizzato un computer in miniatura

Grande quanto un granello di sale, è stato presentato alla conferenza Think 2018 per dare nuovo slancio ai progetti interni di blockchain

Cosa ce ne facciamo, oggi, di un computer che al massimo riesce a far girare Word? IBM ha presentato un minuscolo dispositivo, grande poco più di un granello di sale, alla conferenza casalinga Think 2018. Il motivo? Una macchina del genere, che gira su un chip x86, potrebbe essere tra le tante di un’unica catena di blockchain, utile per mettere al sicuro dati e informazioni sensibili. L’idea non è male se si pensa che per realizzare questo mini-PC all’azienda basta meno di 1 euro, riducendo al minimo lo sforzo economico da destinare a progetti interni sulla filiera di valore, applicata oramai a tanti ambiti produttivi. Stando a IBM, nel prossimo futuro sarà sempre più facile introdurre device simili in certi punti del business, per far si che i processi in essere vengano controllati, verificati e certificati.

Come funziona

Attualmente IBM sta testando i primi prototipi e non è chiaro quando si potranno implementare da parte di clienti e partner. L’azienda ha spiegato durante Think 2018: “Tecnologie come questa aprono a nuove soluzioni di sicurezza che permetteranno di autenticare metodi di lavoro che interessano milioni di persone, come l’identificazione di merce contraffatta, prodotti geneticamente modificati e catene di montaggio di qualità”. L’obiettivo è piazzare decine di mini-PC all’interno delle aziende, per dare un maggior grado di trasparenza ai consumatori.

Del resto la finalità della blockchain è proprio questa: fornire al business uno strumento indipendente che validi i processi sia in termini di sicurezza da intromissioni esterne che di metodo nei confronti di utenti e consumatori, a seconda del servizio fruito. Stando a IBM, il computer in miniatura dovrebbe vedere un’effettiva realizzazione entro qualche mese.

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