Facebook, trimestrale sotto le attese e il titolo crolla in Borsa

facebook messenger

Facebook cresce al di sotto delle attese in termini di ricavi e utenti nel Q2 2018. I titoli del social network crollano del 28% a Wall Street

Facebook alla fine ha sentito gli effetti negativi dello scandalo Cambridge Analytica. Il social network ha presentato i risultati finanziari per il secondo trimestre del 2018 deludendo le attese degli analisti sotto molti aspetti. Il social network ha ottenuto ricavi per 13,2 miliardi di dollari, in aumento del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso ma sotto le aspettative di 13,4 miliardi. L’aspetto più preoccupante riguarda però la crescita degli utenti. Gli iscritti alla piattaforma sono saliti a 1,47 miliardi (+11%). Gli esperti avevano previsto un aumento pari almeno al 13% per arrivare a 1,48 miliardi di utilizzatori mensili. Per l’azienda di Menlo Park, che ha scelto i satelliti per combattere il digital divide globale, si tratta della minor crescita dell’utenza dal 2011. Il numero di iscritti nei suoi mercati di riferimento è inoltre rimasto stabile in Stati Uniti e Canada mentre in Europa è diminuito. Facebook può comunque consolarsi con il fatto che l’utile netto è stato superiore alle attese attestandosi a 5,1 miliardi di dollari o 1,74 dollari per azione.

I risultati negativi ottenuti dall’azienda di Menlo Park nel Q2 di quest’anno hanno provocato un crollo vertiginoso dei suoi titoli a Wall Street. Le azioni sono infatti calate del 24% e in pochi minuti si stima siano andati perduti per 17 miliardi di dollari. La questione Cambridge Analytica ha reso molto più complicata la vita a Facebook, che è stata multata nel Regno Unito per questa violazione della privacy degli utenti, e le cose non sembra miglioreranno nel prossimo futuro. Il CFO del social network, David Wehner, prevede che i ricavi continueranno a diminuire per tutto il resto del 2018 con un tasso di crescita a una sola cifra negli ultimi due trimestri. Come se non bastasse, l’azienda deve rivedere i suoi piani di espansione in Cina. Pechino ha infatti ritirato la sua approvazione per l’apertura di una joint venture nella provincia orientale dello Zhejiang.

Leggi anche:  Evoluzione digitale e co-innovation: i temi forti della seconda giornata di Smau