Capgemini, l’Italia al centro del business europeo

Capgemini, l’Italia al centro del business europeo
La strategia di Capgemini estende il perimetro dell’offerta con nuove acquisizioni strategiche e attività di counseling

Finance, telco e grande interesse per il manufacturing. La strategia del gruppo estende il perimetro dell’offerta con nuove acquisizioni strategiche e attività di counseling

Capgemini segue le innovazioni del mondo digital traducendole in opportunità per i suoi clienti. Per farlo, tiene sempre lo sguardo ben orientato verso il domani ma ancora calato in un contesto fatto di progettualità e concretezza. Una strategia vincente, che da un lato le permette di studiare continue evoluzioni, dall’altro di non perdere mai contatto con la realtà delle aziende, che hanno esigenze e processi applicativi differenti.

Le mire della Capgemini di domani non contrastano di certo con quanto fatto sinora. I mercati di riferimento restano finance e telco ma si guarda con interesse al manufacturing. La volontà è quella di consolidare la posizione in settori “soliti”, spingendo contemporaneamente sui nuovi, tra cui gli investimenti sulle infrastrutture, da realizzare nel 2019. Insomma, tante novità in pentola, che rispondono bene al dinamismo della compagine italiana. Nel suo percorso di crescita, la presenza di Capgemini in Italia ha assunto uno slancio che è sintomatico di quanto l’Italia possa offrire a livello di trasformazione digitale e rinnovamento culturale dell’intero settore IT. La nostra country fa da traino, per risultati e capacità di investimento, agli interventi nel continente, come ci racconta Andrea Falleni, amministratore delegato di Capgemini Italia.

ACQUISIZIONI E CONSULENZA

«Capgemini Italia sta crescendo lungo i vari segmenti occupati, sia nella top line che nella bottom line. Tanto che il ruolo che oggi ricopre nel più ampio panorama internazionale è significativo e di rilievo. L’Italia è una delle dodici business unit della multinazionale, in grado di mantenere ritmi di sviluppo superiori a quelli del gruppo. Un segno distintivo del lavoro svolto nella più vasta economia di scala di Capgemini. Se nel 2017 abbiamo migliorato gli obiettivi, il 2018 vedrà un ulteriore incremento, anche mirato a un’estensione dell’offerta classica». Un’estensione resa possibile da due percorsi paralleli: quello delle acquisizioni strategiche e quello dell’evoluzione del posizionamento sul piano della consulenza tecnologica. Per quanto riguarda la prima strada, a ottobre Capgemini ha annunciato l’acquisizione di Doing, agenzia digitale di creatività e design, che sposa pienamente gli obiettivi di Capgemini Invent, la nuova linea di business che ha lo scopo di supportare i chief executive officer a costruire il futuro delle loro imprese.

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PRONTI PER L’AI

«Invent assumerà un’importanza sempre più rilevante anche in Italia nello sviluppo di nuove idee e di applicazioni innovative a tecnologie dirompenti, come l’intelligenza artificiale» – spiega Falleni. «Questo è un tema di cui si parla tanto ma che si concretizza ancora poco perché, riteniamo, servano interlocutori capaci di trasformare i buoni propositi in progetti reali, ed è a tal fine che vogliamo crescere nella parte di counseling. In pochi hanno l’immaginazione che serve a capire dove piattaforme e soluzioni avanzate rappresentano un valore aggiunto costante e dove invece seguono solo approcci finalizzati al marketing. Serve competenza di processo ma anche conoscenza tecnica per rispondere alle necessità in maniera completa e integrata». Non a caso, una recente ricerca del Capgemini Research Institute ha rivelato che l’intelligenza artificiale non è più estranea ai consumatori, anzi circa tre quarti (73%) degli intervistati afferma di averla utilizzata e il 69% di essere rimasto soddisfatto. Puntare su una sua implementazione enterprise non è più un’opzione.