Amazon punta a ridurre le emissioni di carbonio entro il 2030

Amazon punta a ridurre le emissioni di carbonio entro il 2030

Il gigante dell’e-commerce spera di poter rendere il 50% di tutte le spedizioni nei prossimi 11 anni amiche dell’ambiente

Per una compagnia come Amazon non è di certo semplice impattare in misura minore sull’ambiente. Sia che si tratti della logistica interna che dell’organizzazione delle spedizioni, il gigante dell’e-commerce ha bisogno di adottare politiche ben chiare in materia. Ed è quanto farà da qui ai prossimi 11 anni, visto che nei piani dell’azienda vi è rendere il 50% di tutte le spedizioni a impatto zero.

L’obiettivo è parte dell’iniziativa Shipment Zero, annunciata in settimana e a cui farà seguito un rapporto dettagliato e periodico sul consumo di carbonio a livello aziendale, insieme ad una sorta di roadmap che utilizzerà il feedback dei clienti per “abilitare” e “incoraggiare” la propria catena di approvvigionamento partner e ridurre l’impronta sull’ambiente.

Come potrà riuscirci

Il progetto si basa sull’impegno della compagnia di Seattle per ridurre al minimo il suo contributo ai gas serra. Dave Clark, vicepresidente senior delle operazioni mondiali, ha spiegato in un post sul blog questa mattina: “Attualmente Amazon ha oltre 200 scienziati, ingegneri e progettisti di prodotti dedicati a studiare nuovi modi per sfruttare il suo potenziale per il bene dei clienti e del pianeta e si è impegnata in un’attività estesa negli ultimi due anni per sviluppare un modello che fornisca ai team interni dati per aiutarli a identificare i modi per ridurre l’uso di carbonio”.

Clark ha poi proseguito: ”I clienti vorranno sempre più selezione, maggiore velocità di consegna e costi inferiori. Riteniamo che tali necessità includano una maggiore attenzione all’ambiente in cui viviamo e lavoriamo tutti i giorni”. Shipment Zero ha una meta decisamente lunga, che punta a utilizzare il 100% di energia rinnovabile. Un’iniziativa che arriva in un momento cruciale della storia dell’industria sui mercati globale, dove il trasporto supera le centrali elettriche come il principale produttore di emissioni di anidride carbonica negli Stati Uniti. Secondo l’Environmental Protection Agency, i camion diesel medi e pesanti generano quasi un quarto dell’impronta del trasporto ed emettono quattro volte più inquinamento da biossido di azoto, in media 22 volte più particelle rispetto alle auto a benzina.

Gli aerei che trasportano pacchi come quelli della flotta di Amazon Air sono responsabili di una quota considerevole di inquinanti, circa il 2,5% delle emissioni di biossido di carbonio in tutto il mondo, un numero atteso crescere tra due e quattro volte nel 2050.

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