Apple in Russia memorizzerà più dati degli utenti per volontà di Mosca

Apple in Russia memorizzerà più dati degli utenti per volontà di Mosca

A quanto pare la Mela ha deciso di sottostare alle leggi russe, che prevedono la consegna delle chiavi di crittografia anche in assenza di procedure speciali

Dal 2014, il governo di Mosca aveva chiesto ad Apple di memorizzare, localmente, i dati dei possessori di un iPhone. La Mela non si era mai lasciata convincere dal Cremlino, almeno fino ad oggi. Secondo un rapporto di AppleInsider, l’agenzia di telecomunicazioni e media russa Roskomnadzor ha confermato che la compagnia di Cupertino si conformerà alla legge sull’archiviazione dei dati, che avrà importanti implicazioni sulla privacy dei consumatori. La vicenda, oltre che ad un riscontro in patria, potrebbe rappresentare una prima molto pericolosa per iniziative del genere in giro per il mondo, come in Cina, dove Pechino non sogna altro che poter far confluire le informazioni normalmente conservate su iCloud in server nazionali eventualmente controllabili dal governo e da decriptare su richiesta.

Pericolo privacy

Se negli anni precedenti Apple aveva già dato seguito ad alcune indicazioni della Russia, salvando dati basilari inerenti agli iPhone, tra cui nomi utente, informazioni di contatto e cronologia, il governo ha sempre voluto di più, i contenuti multimediali ad esempio, e un libero accesso ai server e ai file non crittografati, anche in assenza di un documento da parte di un tribunale specifico. Si arriverà a tanto? Da Cupertino non arriva alcuna conferma ma AppleInsider si dice alquanto certo della situazione.

Negli ultimi anni, Apple ha preso posizioni diverse sulla protezione degli utenti, pure eliminando piattaforme e servizi lesive delle norme nazionali, ove necessario. Lo scorso febbraio, la società aveva consegnato gli account iCloud e le chiavi di crittografia dei cittadini cinesi alla Guizhou-Cloud Big Data, per una serie di indagini su pornografia, gioco d’azzardo e contraffazione di merci online, promettendo però di non compromettere la sicurezza con la creazione di backdoor o stratagemmi simili; un obiettivo di tanti governi per poter bucare i dispositivi dei consumatori quando e come vogliono, senza passare dal via.

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