Google sta censurando i risultati di ricerca in Russia

Google sta censurando i risultati di ricerca in Russia

Le richieste del Cremlino hanno raggiunto lo scopo: Google collabora con il Roskomnadzor dopo multe e minacce di ban

Google avrebbe intenzione, secondo qualcuno ha già cominciato, di censurare i risultati di ricerca sul web in Russia. Convinto dalle richieste del Cremlino e dalle minacce di pesanti mule per ogni giorno di attività inadempiente nel paese, a Big G non sarebbe rimasta altra possibilità che dar seguito alle strette norme nazionali.

Dal 2017, il governo russo ha gentilmente “invitato” ai motori di ricerca di cancellare i siti vietati dall’agenzia locale Roskomnadzor, che include pagine relative alla pedopornografia, alle droghe, al suicidio e alla pirateria. Tuttavia, l’organo controllore ha anche una lunga storia di divieto di siti web popolari, inclusi nomi tra i quali Wikipedia e Pornhub. Visto che Google ha a lungo ignorato le richieste da parte della Russia, il Roskomnadzor ha cominciato a rendere molto più pesante la sua mano sulla compagnia statunitense, prima con multe da migliaia di dollari di volta in volta e poi  con minacce di divieti nel paese, tanto che la scorsa settimana un membro dello staff di Google ha dichiarato al quotidiano russo Vedomosti che l’azienda ha iniziato a rispettare l’ordine dell’agenzia.

Cosa succede

Questa fonte anonima di Big G, ha affermato che il suo datore di lavoro ha già rimosso il 70% dei siti che il Roskomandzor aveva elencato. Voce confermata da un impiegato della stessa agenzia che ha parlato della statistica al sito russo. Secondo il rapporto sulla trasparenza di ottobre di Google, la Russia ha mosso 175 richieste alla società per la rimozione di i siti vietati. Vedomosti scrive che la multinazionale ha raggiunto un accordo con il Roskomnadzor che invierà aggiornamenti sulla lista delle fonti proibite su base giornaliera.

C’è da dire che Google non agirà in automatico senza ragione di fatto ma esaminerà le singole domande prima di decidere cosa rimuovere e cosa no dai risultati di ricerca. “Ci impegniamo a consentire l’accesso alle informazioni a beneficio dei nostri utenti in Russia e in tutto il mondo” – ha detto di recente un portavoce di Google, rifiutando di commentare specificamente il caso russo. Il Roskomandzor ha poi aggiunto: “Siamo pienamente soddisfatti del dialogo che abbiamo con loro in questo momento”; e non potrebbe essere altrimenti.

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