Perché la Francia vuole bloccare Libra

Perché la Francia vuole bloccare Libra

La paura che la gente lasci perdere l’euro per dirigersi su Libra è alta e ora potrebbe coinvolgere anche gli altri paese dell’UE

La Francia ha annunciato l’intenzione di bloccare lo sviluppo della prossima criptovaluta di Facebook, Libra. Spiegando la mossa, il ministro delle finanze francese, Bruno Le Maire, ha dichiarato: «Voglio essere assolutamente chiaro: in queste condizioni, non possiamo autorizzare lo sviluppo di Libra sul suolo europeo» citando il potenziale delle criptovalute di minacciare la “sovranità monetaria” dei governi. Un rapporto nel Guardian evidenzia varie preoccupazioni sollevate dalla Francia da quando Libra è stata annunciata a giugno. Tra i timori c’è l’idea che le persone potrebbero scegliere di passare all’economia crittografica durante un periodo di crisi nazionale, rendendo più difficile stabilizzare le economie nazionali, aggravando la situazione, invece di risolverla.

Cosa succede oltralpe

Sebbene Libra sia una sorta di criptovaluta, ha anche un carattere che la distingue da Bitcoin e Co: viene gestita da un’organizzazione no profit indipendente, con sede in Svizzera. In altre parole, non è una vera criptovaluta perché non è decentralizzata; c’è un appaltatore centrale nel mezzo di tutto, che si occupa delle finanze di un teorico numero di due miliardi di persone. Facebook ha già confermato che sta lavorando con fornitori di servizi esistenti tra cui PayPal, Visa e Mastercard, nonché con tecnici specifici come Lyft e Uber, che probabilmente offriranno un’opzione pay-by-Libra. Tutto ciò ci riporta al punto di partenza: chi regolerà le offerte bancarie di Facebook?

Sarà il regolatore nel paese del cliente, magari negli Stati Uniti, o da qualche altra parte? O siamo in un campo del tutto nuovo con una legislazione che deve essere ancora inventata totalmente? Ad ogni modo, la decisione della Francia avrà un effetto a catena sul resto dell’Europa, poiché ne consegue che anche l’Unione Europea dovrà analizzare meglio la situazione. Questo è il primo passo di una nazione che avverte Zuckerberg che i suoi tentativi di sconvolgere la società non saranno ben accolti, non senza chiarezza, nel vecchio continente.

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