CSI Piemonte, l’innovazione oltre il business

CSI Piemonte, l’innovazione oltre il business

Ritorno alla crescita, iniziative a livello nazionale e internazionale, partnership e sinergie confermano la validità del piano industriale 2019-2021 e il ruolo di CSI Piemonte nella digitalizzazione della PA italiana

CSI Piemonte è il Consorzio per il Sistema Informativo al quale la pubblica amministrazione piemontese affida la gestione e la realizzazione dei propri servizi ICT. Un soggetto che da oltre quarant’anni non solo offre le proprie competenze alla Regione e alle Province ma rinnova forme e strumenti tecnologici, collaborando con enti e istituti di ricerca.

Il direttore generale del Consorzio è Pietro Pacini, subentrato a Ferruccio Ferranti un anno fa. Con un background da ingegnere e un passato in aziende di primo piano come Poste Italiane, Telecom Italia e Vodafone, Pacini ha saputo intravedere in CSI Piemonte un ampio potenziale autonomo di innovazione in grado di distinguere l’attività del Consorzio come driver di sviluppo del territorio. A un anno di distanza dalla sua nomina, Data Manager lo ha incontrato per tracciare un primo bilancio e le linee strategiche del nuovo piano industriale 2019-2021.

UN HUB PER CITTADINI E IMPRESE

Con oltre cento enti pubblici piemontesi consorziati, tra Regione Piemonte, Università e Politecnico di Torino, Città di Torino, tutte le Province, Comuni e forme associate, Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Agenzie e altre amministrazioni locali – cresce il valore della produzione, che passa dai 120 milioni del 2017 ai 123,8 milioni del 2018. Una crescita che si legge anche nelle risorse: più di mille dipendenti e la continua ricerca di talenti e professionisti. Del resto, se ne sono accorti anche ai piani alti della PA Centrale, visto che a dicembre del 2018, la in-house dell’ICT piemontese è diventata la prima azienda partecipata a qualificarsi come cloud service provider multi-strutturale. E questo si traduce praticamente nella garanzia che le infrastrutture fornite ai soci sono stabili e sicure sia nel mantenimento che nella gestione dei dati. «Spesso il cloud è un concetto volatile – ci spiega Pacini – che non ha forme e dimensioni. Noi ci teniamo ad affermare la presenza in Italia, presso i data center di Torino e Vercelli, come un valore. E non è tutto: la recente candidatura di CSI quale Polo Strategico Nazionale è un ulteriore attestato della qualità di quello che facciamo. Da qui, partiamo per porci come un hub per la stessa pubblica amministrazione, soprattutto quando si tratta di sistemi di classe B, che necessitano dunque di hosting».

L’INNOVAZIONE PER LA CRESCITA

Visto il percorso, appare evidente la voglia di guardare all’estero. CSI approccia l’internazionalizzazione (partendo dalla prima area di interesse, i Balcani) con soluzioni in grado di soddisfare utenti differenti, dai servizi cloud a quelli di hosting, per passare a integrazioni SaaS e piattaforme di sicurezza, che contano su un Security Operation Center interno in grado di erogare soluzioni di risk analysis e crisis management.

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Ma non solo: anche iniziative per promuovere la trasparenza, come il whistleblowing, e l’integrazione con la burocrazia digitale, che ha come punto di riferimento il portale “Torino Facile” – SPID compliant – che si inserisce nel più ampio progetto di semplificazione dei processi e di riorganizzazione “Città Facile”, per la digitalizzazione dei servizi al cittadino. Tutto ciò ha un pregio assoluto: la volontà del Consorzio di coinvolgere istituti di ricerca locali e nazionali, che contribuiscono a mantenere una visione ampia e agile in un contesto di innovazione continua. Ancora l’Ingegnere: «Tra i soci fondatori di CSI ci sono il Politecnico di Torino e l’Università di Torino, con un Comitato Tecnico Scientifico che è un organo di gestione del Consorzio stesso, composto da professori ed esperti. Per noi, questa è una garanzia sia qualitativa che sistemica, che porta il nostro operato al di là del business. Non ci impegniamo solo a sviluppare prodotti e soluzioni ma a cercare nuovi modelli, a partire dagli algoritmi, per far evolvere le tecniche e dare beneficio all’intera comunità».