Da Rosenberger OSI un Identification Patch Cord ultra premiato

Da Rosenberger OSI un Identification Patch Cord ultra premiato

La soluzione pensata per i datacenter permette l’identificazione rapida e garantita delle estremità delle patch cord di connessione. Disponibile sul mercato italiano dal mese di marzo, ha ricevuto in ottobre il GOLD ai CABLING INSTALLATION & MAINTENANCE INNOVATORS AWARDS 2019

È di Rosenberger Optical Solutions & Infrastructure – Rosenberger OSI – la soluzione IDP (Identification Patch Cord) che velocizza e semplifica l’identificazione delle estremità delle patch cord di connessione e contribuisce all’incremento della disponibilità delle applicazioni IT nel data center.

Durante il funzionamento dei data center – spiegano gli esperti di Rosenberger OSI – spesso è necessario riconfigurare il cablaggio in fibra ottica, in genere con un intervento manuale sulle patch cord nei cassetti ottici di distribuzione. Non è raro, infatti, che le trasmissioni di dati vengano interrotte tirando il cavo di connessione sbagliato, anche se questo è stato controllato preventivamente in base alla documentazione di cablaggio. Con Identification Patch Cord Rosenberger OSI ha trovato una soluzione a questo problema, grazie al funzionamento basato su una fonte di luce esterna collegata a un’estremità del cavo di connessione da spostare, in modo da identificare l’altra estremità in modo univoco, sicuro e veloce. L’intervento può essere effettuato da una sola persona durante il normale funzionamento del datacenter.

Nella soluzione IDP non vengono utilizzati componenti elettrici o elementi ottici attivi, rendendo semplice ed economico l’adeguamento dei cavi in fibra ottica esistenti nei data center.

IDP è disponibile in Italia dalla primavera scorsa ed è riconosciuto come una delle migliori soluzioni per il settore, poiché garantisce la massima affidabilità operativa del datacenter; lo conferma il riconoscimento GOLD ai Cabling Installation & Maintenance Innovators Awards 2019 di inizio ottobre.

Leggi anche:  TIM ed Ericsson sperimentano la tecnologia cloud native per accelerare lo sviluppo del 5G