Il Galaxy Fold sopravvive al 60% delle pieghe dichiarate da Samsung

Cnet ha testato il livello di durabilità delle aperture del modello pieghevole, andando poco oltre la metà stimata

Quando Samsung ha aggiornato il Galaxy Fold, lo ha fatto affermando che il dispositivo potrebbe sopravvivere a 200.000 aperture e chiusure, il che vorrebbe dire circa cinque anni di utilizzo. Un numero migliorato rispetto alla versione di anteprima, con l’obiettivo di garantire che il neonato sopravvivesse alla prova del tempo.

Ma la società probabilmente non pensava che qualcuno avrebbe voluto testare effettivamente il dispositivo per così tante volte. Ed è quello che fatto Cent con SquareTrade, con quest’ultimo che ha costruito una macchina per piegare il telefono in rapida successione. Sfortunatamente per Samsung, il dispositivo è durato solo per circa il 60% della metrica citata, ossia 119.380 volte. In altre parole, più vicino a circa 3 anni di utilizzo. Bisogna però considerare alcuni avvertimenti importanti.

Cosa succede

La velocità e la forza che il robot di SquareTrade usa per piegare il dispositivo è fuori dal comune. Samsung ha dichiarato che il test richiede una “settimana intera” per essere eseguito, mentre al ritmo in cui Cnet ha piegato il dispositivo, le 200.000 sarebbero state raggiunte in meno di un giorno. Non così vicino all’uso reale. Possiamo affermare che se le previsioni di Samsung sono fin troppo ottimiste, quelle di SquareTrade ci sono andate giù pesanti, alquante ruvidamente. Ad ogni modo, chiaramente si è testato il telefono con pari giudizio. Inoltre, quante persone ci sono che terrebbero con sé comunque i loro telefoni per più di tre anni?

Soprattutto sul lato Android, il tasso di ricambio è molto veloce. Considerando che il Fold non è uno smartphone come gli altri, ipotizziamo dai due ai tre anni di possesso, non tanto di più. Il problema sarebbe poi rivenderlo, con tutte quelle pieghe oramai andate. Sappiamo da altri test che il Galaxy Fold non è un campione di durabilità: ci sono compromessi necessari per uno schermo di plastica e un nuovo fattore di forma. E quel compromesso, almeno per il momento, sembra avere lati più positivi che negativi.

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