Le autorità cinesi hanno in programma di abbandonare la tecnologia di fabbricazione straniera entro il 2023

Nessuna richiesta di spionaggio dal governo cinese

Pechino ha richiesto che tutte le apparecchiature informatiche e i software stranieri vengano rimossi dal governo e dagli uffici pubblici

Una mossa, quella di eliminare ogni sorta di prodotto informatico straniero dalla Cina, che è l’esatta trasposizione di quanto compiuto anni fa da Donald Trump. Negli Stati Uniti, il tycoon aveva infatti eliminato dai computer degli uffici governativi e da quelli pubblici i software a marchio Kaspersky, per simili rimostranze sulla sicurezza nazionale fatte poi anche a Huawei.

L’azione, riportata dal Financial Times, aggiunge un nuovo livello di asprezza al già snervante battibecco in corso tra gli Stati Uniti e la Cina. L’aggiornamento arriva infatti dopo che la Casa Bianca ha aggiunto diverse società cinesi al suo “Elenco di entità”, considerate un rischio per la salute delle infrastrutture locali e quindi escluse dalla negoziazione con società americane, se prive di una licenza specifica.

Cosa succede adesso

Il Times stima che tra i 20 e i 30 milioni di pezzi di equipaggiamento dovrebbero essere sostituiti in Cina, con la maggior parte del lavoro svolto nel 2021. Non è la prima volta che la nazione minaccia di boicottare la tecnologia occidentale. Ai tempi di Windows 8, Chinese TV News riportava una voce secondo cui il sistema operativo era in realtà pieno di “spyware” governativi. Più o meno nello stesso periodo, il paese annunciò un processo di “Dewindowsifying”, con piani per passare a una variante di Linux nostrana.

Quel piano è stato abbandonato dopo che Microsoft ha accettato di produrre un’edizione speciale di Windows che rispettasse le leggi locali; possiamo trarre le conclusioni su cosa significhi. Non è chiaro quanto siano rigide le autorità cinesi, ad esempio, Lenovo è una società orientale ma i suoi chip provengono da Intel, che è americana. Un’opzione potrebbe essere quella di creare macchine in edizione speciale utilizzando i chip Kirin di Huawei anziché quelli della concorrenza (anche di AMD dunque) ma è solo una teoria. Ad ogni modo, la mossa non sembra essere indirizzata specificamente agli Stati Uniti, ma piuttosto fa parte dei continui impulsi di promozione industriale interna, da sempre soggetta alle importazioni in ambito tech.

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