CBI Globe, un salto in avanti nell’open finance

Liliana Fratini Passi
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Open banking e digitalizzazione per la ripartenza economica del Paese. Il direttore generale Liliana Fratini Passi spiega il ruolo sinergico di CBI come cinghia di trasmissione tra il sistema finanziario e quello della PA

CBI Globe, creato da CBI e operativo dal primo giugno 2019, è un ecosistema finanziario aperto, che mira a semplificare la collaborazione tra prestatori di servizi di pagamento (PSP), fintech, imprese e pubblica amministrazione con l’obiettivo di creare soluzioni innovative per i clienti finali sia retail che corporate. In una fase iniziale, CBI Globe ha consentito a 300 banche italiane di rispondere alla compliance della PSD2, per sviluppare i servizi obbligatori dispositivi e informativi, mettendo a fattore comune le attività a basso valore aggiunto, e liberando risorse necessarie per lo sviluppo di ulteriori servizi innovativi da offrire in modalità competitiva.

Per capire in che modo, in questi mesi, CBI abbia lavorato per ampliare e migliorare le funzionalità di CBI Globe, in linea con il proprio piano strategico, abbiamo fatto due chiacchiere con Liliana Fratini Passi, direttore generale di CBI. «Il focus principale è stato quello di traghettare la creazione di un ecosistema di servizi di open finance, che consenta ai PSP di rivedere i propri modelli di business, integrando via API servizi esposti anche da altre industry e dalla pubblica amministrazione, per realizzare una customer experience personalizzata e di valore, declinata sulle esigenze dei propri utenti».

L’AGGREGAZIONE DI CBI GLOBE

Nel contesto europeo, CBI Globe rappresenta un’iniziativa collaborativa di riferimento, in quanto realizzata sulla base di un lavoro aggregativo che ha consentito di rispondere da una parte ai requisiti di compliance e dall’altra alle esigenze degli intermediari, dialogando costantemente con l’Autorità Nazionale (Banca d’Italia) e con l’ABI, per verificare l’aderenza al quadro normativo, e aggregando in autoregolamentazione, e cioè senza obblighi da parte di autorità centrali – come per esempio è successo nel Regno Unito, con l’iniziativa Open Banking UK – la maggior parte del mercato bancario domestico, evitando dispersione e frammentazione, e seguendo le indicazioni delle Autorità europee di vigilanza.

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«Con questa esperienza – continua Liliana Fratini Passi – l’Italia può essere annoverata tra i paesi a maggiore spinta innovativa sui temi dell’open finance, in quanto sulla base di infrastrutture esistenti, come CBI Globe, i PSP domestici e internazionali possono ampliare la propria offerta di servizi finanziari innovativi diversificando il proprio core business, in modo coerente con le proprie strategie evolutive e i propri target, interloquendo con nuovi attori, provenienti da diversi settori, startup, big tech finanche la pubblica amministrazione». «Su tale linea, CBI ha anche implementato la nuova funzione attiva di CBI Globe, che consente agli intermediari di raggiungere i conti correnti dei propri clienti in tutta Europa, portando la banca ad agire in una logica evoluta di Bank as a Platform».

UNO SCENARIO IN DIVENIRE

Interessante anche capire come CBI può rispondere agli scenari evolutivi delle normative di settore.
«La flessibilità e la modularità dell’ecosistema di servizi esposti con CBI Globe – spiega Fratini Passi – garantiscono da una parte la compliance con l’evoluzione normativa e dall’altra la costruzione di soluzioni coerenti con la strategia della singola banca o di gruppi di PSP». Anche il mercato del banking è stato coinvolto dalla pandemia di Covid-19. La situazione ha messo in evidenza la necessità di una stretta collaborazione tra tutti gli attori dell’ecosistema, per garantire la ripresa dell’economia internazionale.

«In particolare le banche stanno fungendo da “meccanismo di trasmissione” per garantire che il sostegno arrivi, anche attraverso le proprie infrastrutture di pagamento, alle aziende e ai consumatori che ne hanno bisogno. Oltre a ciò, CBI è costantemente all’opera per rilasciare ulteriori servizi digitali in grado di semplificare il rapporto tra cittadini e settore pubblico e, più in generale, favorendo l’implementazione del nuovo piano di Open Government, tra cui i flussi dell’app IO dei servizi pubblici».

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