Cogliere le opportunità offerte dall’emergenza sanitaria

Cogliere le opportunità offerte dall’emergenza sanitaria
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Non sempre accadimenti come il Coronavirus, che hanno avuto un tremendo impatto sulle nostre vite, sono totalmente negativi: bisogna saper cogliere le opportunità per cambiare il proprio modo di fare business

La vita a fasi – fase 1, 2, 3 come ci ha abituato l’emergenza sanitaria in corso – ha fatto cambiare obiettivi e punti di vista a persone e aziende. Quello che valeva solo tre mesi fa, oggi va considerato in modo diverso. Lo dimostrano eventi consolidati come il Sapphire Now, l’evento di SAP che per forza maggiore dovrà essere ripensato e reinventato.

Anche l’incontro con il nuovo amministratore delegato, Emmanouel Raptopoulos, avviene attraverso un sistema di videoconferenza in modo ormai naturale, segno che il cambio di paradigma è avvenuto senza che ce ne accorgessimo.

Così, in un momento in cui i numeri economici sono in picchiata – il PIL in calo tra il 9 e il 13% (fonte Banca d’Italia), un calo del 50% del fatturato di ristoranti, taxi, parcheggi (fonte Cerved) – l’altra faccia della medaglia mostra un Paese più moderno e pronto ad affrontare le sfide future: più di 8 milioni di italiani hanno fatto il lavoro agile negli scorsi tre mesi lanciando un segnale che non potrà più essere ignorato.

Allo stesso modo l’e-commerce è esploso, mettendo importanti gruppi industriali inizialmente in difficoltà – basti pensare ad Amazon costretta a limitare le fasce di consegna o le aree merceologiche per sopportare il carico di ordini ricevuti – facendo scomparire la diffidenza italica verso gli acquisti via computer.

Tutto questo ci ha fatto ripensare le priorità mettendoci di fronte a una situazione non più emergenziale, ma ormai acquisita e definita. In questo nuovo scenario la tecnologia è diventata parte assolutamente essenziale. La videoconferenza, per tornare all’esempio iniziale, è oggi uno strumento normale come lo era il fax 10 anni fa.

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L’emergenza sanitaria ci ha cambiato come persone, ma ha stravolto anche le agende dei CEO, cambiandone le priorità, con un solo punto fermo: la tecnologia.

Infatti, secondo l’analisi di IDC che ha condotto nel mese di aprile un sondaggio su un campione di 574 manager, il 70% delle aziende intervistate si aspetta un calo di fatturato per il 2020, ma solo 28% dello stesso campione – nella regione EMEA – prevede di diminuire la spesa IT.

Questo perché queste aziende si sono rese conto dell’opportunità arrivata dall’emergenza per modernizzare il business, rendere i processi più efficienti, mettere i lavoratori in grado di lavorare meglio, in sicurezza e, non da ultimo, abbattere anche molti dei costi fissi derivanti da trasferte, note spese ed energia.

Secondo uno studio condotto da SAP in Italia a gennaio, l’e-commerce era all’ultimo posto e presente solo nel 34% delle aziende intervistate, mentre i social media raggiungevano l’84%.

Oggi, invece, tutte le aziende hanno capito che non possono più trascurare lo sviluppo di un canale digitale per rafforzare la relazione con i loro clienti o non avere una piattaforma per il commercio elettronico. Sentiment rafforzato dai dati di Netcomm, rilasciati a inizio maggio, che mostrano come in un solo mese dall’inizio della crisi sanitaria, si sia registrato un salto evolutivo verso il digitale di 10 anni.

E-commerce, lavoro agile, riconversione di progetti o catene produttive sono solo alcuni esempi del ruolo fondamentale delle tecnologie digitali.

“A determinare il futuro delle aziende saranno però la capacità di diventare organizzazioni intelligenti, di sviluppare servizi ed esperienze digitali affidabili per clienti, partner e dipendenti, di definire un nuovo valore della propria organizzazione all’interno della digital economy” conclude Raptopoulos.

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