In dato Veritas

In dato Veritas
Ascolta l'articolo

L’azienda californiana porta con estrema disinvoltura i suoi quarant’anni di esperienza nel campo della disponibilità delle informazioni. La sfida della trasformazione digitale vede Veritas protagonista di un rilancio tecnologico che si articola su ciascun asse portante dell’organizzazione data-driven

La fama di Veritas Technologies attraversa un’epoca che sarebbe riduttivo definire pionieristica e per molti amministratori di data center è rimasta sostanzialmente immutata. La metafora del “radicamento nel DNA” è inflazionata nel linguaggio marketing – ma per Veritas – l’imprinting della protezione dei dati è davvero a denominazione d’origine controllata. Nata nei primi anni 80 del secolo scorso nel giovane mercato dei server fault tolerant, in seguito a una serie di evoluzioni tecnologiche Veritas ha presto consolidato la propria vocazione nel campo della protezione, in particolare con le sue soluzioni per il backup e il ripristino. Il brand NetBackup è in auge praticamente dagli anni 90 ed è tuttora al centro di un ecosistema di soluzioni e servizi che in modo completamente integrato costituiscono la Enterprise Data Services Platform di Veritas.

A Fabio Pascali, il manager che dal 2018 guida con successo Veritas Italia, la prospettiva storica interessa in modo relativo. Esperienza e reputazione hanno il loro valore, ma quello che conta, avverte il country manager, è che il passato non faccia passare in secondo piano un presente che la sua azienda sta reinterpretando con lo stesso impavido spirito da startup californiana che l’ha sempre connotata. Uno spirito che ha portato a un inatteso ampliamento degli orizzonti tecnologici di Veritas sui domini dell’accessibilità e dell’analisi del dato. L’approccio non è più solo quello dello specialista di backup, capace di dialogare nativamente con centinaia di ambienti applicativi, decine di tipologie di storage e una sessantina di cloud service provider. Veritas aiuta a gestire il dato aziendale a tutto tondo, con un focus ai risvolti della accessibilità, della sicurezza, del valore, della regolamentazione.

RESILIENZA CONTRO LE MINACCE

L’esplosione dei volumi di informazioni generati, la piaga degli attacchi ransomware, e la compliance con la crescente quantità di norme e regolamenti che hanno alla base la salvaguardia, l’integrità e la riservatezza dei dati sono le principali fonti di preoccupazione dell’azienda data-driven. Lo ha detto lo scorso anno Greg Hughes, CEO di Veritas Technologies, in occasione di un evento globale.

«È sostanzialmente impossibile fermare del tutto i cattivi. Il ransomware rappresenta ormai un’industria che nel 2025 varrà 33 miliardi di dollari. L’unica risposta è essere resilienti e assicurare un immediato ritorno della normalità».

Un obiettivo che si raggiunge anche attraverso la riduzione della complessità nella gestione dei dati. «Rispetto alle dichiarazioni di Hughes – osserva Pascali – ci sono stati quest’anno e continueranno a esserci molti annunci in tutti i tre principali ambiti di intervento delle soluzioni Enterprise Data Platform Service: disponibilità, protezione e insights analitici. La spinta all’innovazione è forte a tutti questi tre livelli. Oggi, Veritas identifica almeno cinque aree di criticità e cambiamento dove è necessario focalizzarsi insieme a partner e clienti». Oltre al già citato problema del ransomware, il country manager indica il cosiddetto “edge”, la periferia del territorio virtuale che unisce, partendo dal data center, le imprese ai loro clienti finali. Cloud e trasformazione digitale sono un altro grande fattore di spinta, così come la green IT legata alla questione energetica e tutto il mondo della compliance, il primo a trarre vantaggio dalla piena conoscenza dei nostri patrimoni informativi.

Carlo Viganò technology sales manager Italy di Veritas Technologies

RIPRISTINO A PROVA DI RICATTO

«Contro il ransomware, le aziende sono costrette a investire decine di miliardi in barriere di sicurezza» – spiega il country manager. La nostra offerta prevede soluzioni di protezione, detection e remediation, che non si limitano alle sole grandi infrastrutture enterprise. Anche il mid-market può contare su una risposta come Backup Exec, oggi alla versione 20.6, con importanti innovazioni non solamente nella security ma anche nelle funzioni per il cloud e gli ambienti virtuali. Backup Exec offre un’estesa e completa copertura di carichi di lavoro da più sorgenti». Altre soluzioni Veritas sono orientate all’individuazione delle minacce che si annidano nei file system e, in chiave più analitica, alla data discovery di patrimoni informativi nascosti o particolarmente critici, attraverso tool come InfoStudio e Data Insight, preziosi anche per una perfetta compliance. Veritas – sostiene ancora Pascali – insiste soprattutto sull’aspetto della robustezza e ha introdotto soluzioni di protezione integrate nel mondo appliance e ulteriormente rafforzate. «Per impedire che il codice malevolo attacchi, insieme alle sorgenti, gli stessi file di backup, vengono per esempio introdotte funzionalità di intrusion detection and prevention basate su standard americano STIG».

In una periferia che assume importanza sempre più strategica – da qui a 5 anni, secondo Gartner, il 75% dei dati aziendali sarà generato sull’edge – e sotto la spinta di tecnologie come il 5G e l’IoT – vivremo le stesse problematiche di accessibilità e protezione che oggi riguardano il data center, anche se su volumi di dati diversi. «Veritas offre gli stessi livelli di robustezza, con fattori di forma più agili» – osserva Pascali. «Per esempio le appliance della nuova famiglia 5150, adatte a piccole capacità di backup».

Leggi anche:  Crisi sanitaria: la messa in sicurezza del lavoro remoto deve essere una priorità

Alla protezione, si aggiunge la capacità di generare insights dall’infrastruttura IT, grazie all’acquisizione di APTARE, messa a punto da Veritas un anno fa. «La piattaforma analitica APTARE – spiega Pascali – permette di avere una visibilità end to end dell’IT, che agevola moltissimo il controllo, e grazie a sofisticati algoritmi di correlazione, rappresenta uno strumento efficace di capacity planning. Alla base di questo potente strumento, vi è un modello privo di agenti e una matrice di compatibilità molto ampia. Infine, la stessa soluzione è in grado di consolidare i dati dell’infrastruttura on premise, anche con dispersione geografica e su reti differenti, in cloud o in qualunque punto dell’edge dell’azienda».

Carlo Viganò, technology sales manager Italy di Veritas Technologies, afferma a questo proposito che APTARE – «è una soluzione di IT analytics il cui data lake è l’infrastruttura stessa». L’obiettivo è mettere a disposizione dei clienti una intelligenza che isola le informazioni più significative, riducendo la mole complessiva di dati da analizzare. Nata per sviluppare questo tipo di intelligenza ed estendere e potenziare le capacità di reportistica di soluzioni come NetBackup, APTARE è diventata un elemento chiave della trasformazione di Veritas. «La grande cultura della cybersecurity del nostro passato in Symantec è rimasta anche oggi, in una realtà che vuole facilitare clienti alle prese con il fenomeno dell’esplosione dei volumi informativi e con le responsabilità legate alla sicurezza e alla compliance normativa» – afferma Viganò. Tutti aspetti che prima riguardavano il perimetro del data center, ma che nell’epoca del software defined everything vanno ben al di là delle specifiche scelte infrastrutturali.

Per uscire dalla comfort zone della protezione pensata per le infrastrutture legacy – prosegue Viganò –Veritas ha colmato con successo un gap culturale, moltiplicando gli investimenti in R&D e affrontando temi come la virtualizzazione, i microservizi, i container: i concetti che negli ultimi 10 anni hanno trasformato la nostra idea di infrastruttura IT.

«Tutto questo ci permette di rimanere indiscussi leader di mercato in un ambito che è in continua evoluzione. Portiamo innovazione attraverso soluzioni software che non possono più prescindere da capacità come il machine learning»

ACCESSIBILI, PROTETTI, INFORMATI

L’intera offerta è stata riorganizzata intorno all’acronimo API – availability, protection, insight – con prodotti perfettamente interoperabili, costruendo intorno al “core” tecnologico del passato, una piattaforma per una gestione intelligente e integrata del dato, fatta di strumenti che aiutano a capire dove sono localizzati i dati importanti, per non disperdere energie su dati ridondanti o poco utilizzati. «Oggi, Veritas può contribuire a semplificare il cloud journey dei clienti, aiutandoli a organizzare e migrare i carichi di lavoro in opportune zone di un cloud, o su cloud provider diversi, riducendo così la dipendenza tecnologica e riportando i dati sotto il controllo dei suoi owner». Un altro passo in avanti importante è stato fatto nel campo delle appliance per backup e nella capacità di estendere la protezione del dato non solo agli ambienti virtuali ma anche in altri ambiti come i container.

«Abbiamo la maggior quota di virtual machine protette al mondo tra i maggiori clienti di ogni settore merceologico. Insomma – conclude Viganò – è stato completamente sfatato il mito che vede Veritas forte solo nelle infrastrutture tradizionali». Questa posizione può fare la differenza in un mercato che ha invertito completamente il modo di affrontare il tema della protezione in rapporto alla scalabilità. Dieci anni fa, i responsabili infrastrutturali pensavano ai Big Data in termini di scalabilità in volume, giudicando superflua la protezione di data warehouse costruiti solo con sorgenti interne a perimetri già difesi. «Oggi, i repository contengono dati generati soprattutto all’esterno, abitiamo in mondi applicativi e in ambienti di database nuovi, che si evolvono molto velocemente. Se aggiungiamo anche la componente del supporto decisionale, ci rendiamo conto che protezione e recovery devono essere super-ottimizzati e praticamente istantanei».

Marco Coppini channel sales Italy di Veritas Technologies

La strategia Veritas per il cloud vuole assecondare la convivenza con una simile molteplicità di sorgenti e workload per dare ai clienti la massima libertà di accedere a sessanta provider certificati per i loro progetti di disaster recovery. «La migrazione verso il cloud può avvenire in base alle vostre decisioni, non più vincolate a interfacce e strumenti specifici, ma con un unico tool. La soluzione Infoscale – riprende il country manager Fabio Pascali – funziona esattamente nello stesso modo in cloud, come on-prem, ottimizzando sempre l’accesso ai dati e la disponibilità delle applicazioni indipendentemente da dove questi risiedono». La protezione funziona in modo seamless anche quando il cloud funge da target per i dati di backup, sempre con i massimi livelli di compressione e deduplica per ridurre i costi di spazio e larghezza di banda. Stessa cosa per le tecnologie anti-ransomware, che scandagliano il cloud esattamente come le risorse locali. Veritas si è concentrata su una difesa molto flessibile dei carichi di lavoro e si sta rapidamente muovendo con tutte le sue soluzioni per supportare, attraverso lo stesso modello, gli ambienti applicativi in SaaS. «Oltre al controllo che il proprietario dei dati deve poter esercitare in ogni situazione, una dimensione importante rimane quella economica» – sottolinea Pascali. L’insight delle soluzioni APTARE è fondamentale anche per stabilire la convenienza dello spostamento da o verso il cloud di determinati carichi di lavoro. «Tutto può contribuire a un cloud journey più consapevole. Con questi strumenti è possibile mappare ogni oggetto IT, sovrapponendolo sul modello di costi».

Leggi anche:  FBI e Apple verso un nuovo scontro per due iPhone bloccati

COM’È VERDE LA MIA COMPLIANCE

Tutte queste recenti evoluzioni, in particolare le strategie di prodotto esplicitate attraverso le nuove linee di appliance e l’estensione delle funzionalità analitiche della piattaforma Veritas, hanno contribuito ad amplificare il coinvolgimento dello sviluppatore in due aree molto calde dell’industria informatica. Da un lato l’importanza della cosiddetta Green IT nel ridurre l’impatto di un settore che ormai dipende dai consumi energetici più di molti settori dell’economia materiale. Dall’altro il ruolo che il software può avere nel facilitare una risposta adeguata, in termini di compliance, alle esigenze imposte da leggi e normative che tutelano aspetti come la trasparenza dei bilanci, la solidità delle organizzazioni che erogano servizi finanziari, o la riservatezza, tanto dei dati individuali dei consumatori come delle informazioni riferite alla proprietà intellettuale delle imprese.

Entrambi – ricorda Pascali – sono diventati due presidi fondamentali della “nuova” Veritas Technologies. «La tematica ambientale, l’attenzione nei confronti dei costi energetici dei data center sono sempre più coinvolgenti, diventano requisiti di gara. Nelle nostre soluzioni integrate, dove il repository di backup è una nostra appliance, cerchiamo di massimizzare l’efficienza e la densità a vantaggio di consumi e raffreddamento più bassi. Ma lo sforzo riguarda anche l’architettura software, per esempio nella fascia alta delle Flex Appliance, abbiamo introdotto la containerizzazione per consolidare su una singola appliance il maggior numero possibile di attività a parità di consumi». L’efficienza energetica è anche uno degli obiettivi degli strumenti di analisi e discovery acquisiti con APTARE, che aiutano i clienti a mappare meglio le loro risorse di storage, raggiungendo incrementi fino al 30% nei livelli di sfruttamento. La visibilità che soluzioni come Infostudio e Data Insight danno sulla struttura, l’accesso e la localizzazione dei dati si convertono ovviamente anche in maggiore compliance.

«Correlando tutte le informazioni, le imprese possono capire quali dati possono smettere di conservare, anche in ottica di riduzione dei rischi, e quali conservare, magari su formati a basso costo, meno critici dei target primari per le mie esigenze di business»

– conclude Pascali, senza riuscire a nascondere l’entusiasmo per il felice andamento di Veritas sul mercato locale. Con crescita a doppia cifra, la filiale italiana si conferma una delle più performanti di Veritas in Europa. Le relazioni con l’ecosistema dei partner tecnologici e commerciali assicurano un terreno di diffusione molto fertile per un’azienda che ha saputo innovare raggiungendo ambiti – la virtualizzazione, il cloud – a prova di futuro.

Luca Casini direttore commerciale di V-Valley (distributore Esprinet)

PARTNERSHIP DI VALORE

Sui modelli di relazione con la rete di distribuzione e vendita interviene Marco Coppini, responsabile channel sales per l’Italia. Alle sue spalle, una frequentazione con le soluzioni Veritas che risale alla fine degli anni 80, quando collaborava con Sun Microsystems. Un’epoca molto diversa da quella che Veritas sta vivendo ora – osserva Coppin – sottolineando tutte le opportunità che la trasformazione del mercato ha creato per i rivenditori a valore aggiunto delle sue soluzioni. Da quelle più consolidate nel tempo, fino all’ultimo fronte aperto dai prodotti di data insights. Veritas gestisce un channel mix superiore al 90% e applica la classica struttura piramidale di partnership su tre livelli. In Italia, tutto questo si traduce in una rete di oltre 150 partner e tre distributori. Al top, nella fascia Platinum, per partner con fatturati superiori ai 2 milioni di dollari, si trovano anche alcune grandi società tecnologiche certificate a livello mondiale. «Il ruolo esclusivo e fondamentale del canale non è certamente il solo fattore di attrazione» – spiega Coppini. «Un altro elemento sono i meccanismi di compensazione, a partire dalle percentuali crescenti di sconto riconosciute alle tre categorie di partner e con ulteriori programmi di “rebate”, al raggiungimento degli obiettivi».

Tuttora interessata ad ampliare il network dei suoi ambasciatori verso il mercato, Veritas – afferma Coppini – continua a cercare aziende con un preciso identikit. «Il partner ideale si riconosce per il commitment ancora prima che per le dimensioni. Chi sceglie Veritas sa che nell’ambito della protection, la nostra tecnologia permette di sviluppare e veicolare innovativi servizi a valore aggiunto, in uno spettro applicativo molto ampio. Andiamo dall’alta affidabilità al disaster recovery. Dalla discovery alla compliance in materia di privacy. Veritas significa cura del dato, dalla A alla Z. E partendo da questo presupposto, il partner promuove innanzitutto la crescita dei suoi clienti». Un partner con un forte commitment – aggiunge Coppini – è anche disposto a investire in formazione di nuove competenze, seguendo i programmi di onboarding messi a punto da Veritas. «Ma è importante anche la voglia di condividere esperienze e contatti. Ragione per la quale spesso è un vantaggio poter contare su partner multibrand, capaci di dominare le tecnologie di più vendor ed integrarle alle soluzioni Veritas. Oggi, per esempio, molti partner di Microsoft Azure, di AWS e di Google Cloud identificano nella collaborazione con Veritas un’ideale complementarietà».

Leggi anche:  Virtualizzazione, l’urgenza dell’iperconvergenza

Preparazione tecnica e motivazione vengono compensate non solo in termini economici. Insieme ai suoi partner di prevendita, Veritas ha messo a punto una organizzazione che aiuta il rivenditore a far sentire meglio la propria voce sul territorio di riferimento, con un forte supporto lato marketing, la capacità di stimolare ulteriormente la domanda attraverso eventi e incontri organizzati nel mondo fisico o – come in questa fase di emergenza sanitaria – sui canali virtuali.

A questo proposito, Coppini ha voluto coinvolgere in questo racconto anche Luca Casini, head of sales and marketing di V-Valley, distributore a valore del gruppo Esprinet. «Veritas è un’azienda di canale che lavora in stretta sinergia con i propri distributori: la partnership con il gruppo Esprinet, che risale agli anni 90, e i risultati in forte crescita degli ultimi anni lo testimoniano» – conferma Casini. «Grazie alla propria competenza negli ambiti Availability, Protection e Insight e sulle tecnologie complementari, e alla relazione con Veritas, il team V-Valley mette a disposizione dei propri clienti servizi di marketing, di prevendita commerciale e tecnica, di formazione e di generazione della domanda». Nella generazione della domanda, non contano solo la forza di V-Valley e la sua conoscenza approfondita dei distretti dell’economia italiana: il distributore del gruppo Esprinet possiede strumenti promozionali molto concreti e visibili. «Nell’organizzazione degli eventi, possiamo mettere a disposizione dei nostri clienti rivenditori il V-Truck, il nostro Demo Room viaggiante: un truck, attrezzato con 4 rack pieni di tecnologie data center che può ospitare fino a 25 clienti finali, ai quali il rivenditore – insieme agli esperti di Veritas e di V-Valley – può mostrare le caratteristiche e i benefici garantiti dalla tecnologia Veritas. Insieme – prosegue Casini – Veritas, V-Valley e i rivenditori possono ambire a cogliere le opportunità rappresentate dai clienti del mid-market, soprattutto su tematiche estremamente sensibili come il ransomware».

Massimo Pistolesi enterprise sales area manager di Veritas Technologies

AL FIANCO DELLA GRANDE IT PUBBLICA

In Italia, anche per un grande provider tecnologico globale, esiste un ambito in cui è importante condurre relazioni più dirette, in forte autonomia. Parliamo ovviamente della Pubblica Amministrazione e in particolare di quella centrale. In Veritas, queste relazioni sono affidate a Massimo Pistolesi, enterprise sales area manager, che non a caso agisce dalla sede romana di Veritas Technologies. L’impatto economico della pandemia ha determinato una svolta ancora più importante, dal suo punto di vista. «Ci siamo applicati per aiutare realtà e aziende che hanno ampliato notevolmente la loro superficie digitale e con lo smart working estremo hanno incluso ecosistemi domestici con standard di sicurezza tipicamente più bassi. Anche in un settore abituato a tempistiche molto più ragionate – osserva Pistolesi – l’emergenza ha accelerato il processo di trasformazione digitale del nostro paese e Veritas vuole esserne parte perché la protezione delle informazioni è la leva principale per il nuovo paradigma economico e sociale che stiamo vivendo».

Veritas può far leva sulla sua lunga reputazione per soddisfare la forte richiesta di data protection della PA.

«Veritas mette al centro della propria offerta la protezione del dato. Questo è un mercato che negli ultimi dieci anni è cresciuto esponenzialmente nel settore pubblico e che oggi sceglie Veritas per la componente software e per quella convergente delle appliance specializzate»

– conferma Pistolesi. Gli spunti più interessanti ora vengono dal cloud, dove le aziende, incluse quelle della Pubblica Amministrazione, stanno spostando applicazioni sempre più critiche. «La PA ha lanciato una serie di iniziative in ambito cloud. Possiamo utilizzare la nostra relazione tecnologica con tutti i cloud provider per restituire valore ai nostri clienti in termini di migrazione dei workload verso il cloud e viceversa. Soluzioni come InfoScale aiutano a gestire al meglio l’organizzazione dei dati in ottica multicloud, analizzando il fabbisogno di risorse e favorendone la scelta per ottimizzare i costi e le performance» – conclude Pistolesi. Del resto, il sistema dei Poli Strategici Nazionali ha caratterizzato le scelte informatiche della PA ben prima che la pandemia imprimesse un’ulteriore accelerazione al processo di cambiamento, al quale Veritas Technologies vuole contribuire. E questo vale anche per la miriade di piccole e grandi trasformazioni che la rivoluzione infrastrutturale sta portando in ogni settore di industria e nella vita quotidiana di miliardi di persone. Tutte investite dal fenomeno della centralità dell’informazione digitale e dalla necessità di proteggerla e comprenderla, in qualunque circostanza.

Foto di Gabriele Sandrini