Resilienza, agilità e sicurezza. La ricetta Schneider Electric post lockdown

Resilienza, agilità e sicurezza. La ricetta Schneider Electric post lockdown
Ascolta l'articolo

Tutte le leve della ripartenza nell’edizione 2020 degli Innovation Talks

Secondo l’FMI l’impatto economico che l’emergenza coronavirus avrà sulla crescita globale porterà a una discesa del Pil di 4,9 punti nel 2020, molto peggio di quanto previsto lo scorso aprile quando la stima si attestava attorno a una contrazione del 3%. Per effetto delle misure a sostegno dell’economia, il debito pubblico di molti paesi esploderà nei prossimi mesi. In Italia le previsioni parlano di una diminuzione del 12,8% per il 2020 con gravi conseguenze sull’occupazione. In questo quadro i processi di trasformazione digitale in corso necessitano di adeguati aggiustamenti.

Secondo una ricerca McKinsey dello scorso anno, circa il 70% dei progetti monitorati fallisce. Per questo oggi più che mai le aziende necessitano di iniziative modellate su ponderate priorità infrastrutturali per accrescere la competitività, indipendentemente dal verticale di appartenenza. Se l’obiettivo è tornare a crescere come prima dell’emergenza, il rilancio deve ripartire da azioni implementabili subito per aumentare agilità, resilienza e sicurezza. Sono queste le leve della ripartenza emerse durante gli Innovation Talks appuntamento organizzato da Schneider Electric. «La collaborazione in questi mesi di crisi ci ha aiutano a resistere» ha dichiarato Peter Herweck, Executive Vice President-Industrial Automation at Schneider Electric SE, nel keynote di apertura ai lavori della prima giornata. Collaborazione estesa a tutti gli ambiti aziendali. A partire dalle operations industriali, tutte le funzioni coinvolte nella produzione di un determinato prodotto o servizio – per definizione, chiamate a reagire a condizioni esterne e interne estremamente dinamiche. Nel post lockdown se possibile l’agilità ha assunto connotati e un significato nuovi. Con le aziende costrette a navigare in acque sconosciute, alle prese con dinamiche di mercato incontrollabili e catene di approvvigionamento interrotte.

Leggi anche:  NFON Italia, il doppio legame tra sostenibilità e digital innovation

Gestione da remoto delle Operations

L’imperativo è adattarsi rapidamente ai nuovi modelli di lavoro. In questo senso la gestione da remoto delle operations consente al personale di continuare a svolgere le normali attività anche quando l’accesso agli impianti è limitato. «L’attività sugli impianti è centrale per prendere decisioni informate per migliorare la produttività e l’efficienza operativa» osserva Sophie Borgne, Senior Vice President of Digital Plant Business Schneider Electric. «E lo è ancora di più quando l’accesso fisico è limitato da situazioni contingenti, come durante questi mesi di emergenza sanitaria».

Cybersecurity in the New Normal

Gestione da remoto che deve avvenire in completa sicurezza. «L’intera infrastruttura critica delle industrie è sotto costante minaccia. Tutto rappresenta un target» rileva Jay Abdallah, EMEA cyber security manager, Schneider Electric. «I nostri clienti tuttavia possono fare affidamento su un ampio set di tecnologie costruito per creare un ambiente sicuro. Sia per continuare a operare che per implementare politiche e procedure connesse al COVID-19».

Tutte le sessioni di questa edizione degli Innovation Talks si sono chiuse con un tour virtuale presso il sito industriale di Batam in Indonesia, esperimento riuscito di compenetrazione tra mondo fisico e digitale grazie all’implementazione di una vasta gamma di tecnologie IIoT – Industrial Internet of Things. Premiato dal World Economic Forum come sito di produzione avanzato, sia in termini di riduzione dei costi di manutenzione che di aumento di efficienza, quello di Batam è il terzo impianto sviluppato da Schneider Electric a conseguire questo importante riconoscimento.