SSG, tutti i vantaggi del next generation data center

SSG, tutti i vantaggi del next generation data center
Ascolta l'articolo

Approccio olistico e spirito da startup, SCAI Solution Group rinnova l’infrastruttura data center dei clienti con combinazioni uniche di tecnologia per un ambiente IT semplificato, adattivo e reattivo

Negli ultimi due decenni, le organizzazioni IT hanno dovuto affrontare una serie di sfide nate dalla crescente complessità dei dati prodotti e ottenuti dai loro processi aziendali. Con il moltiplicarsi delle opportunità di business, sono state implementate decine di tecnologie, spesso differenti, nel tentativo di rispondere all’aumento delle informazioni. Questo ha portato alla nascita di data center costosi e con configurazioni sovradimensionate e gestite in silos. Il fatto è che oggi tali strutture non sono più semplicemente vincolate in quattro pareti ma coinvolgono risorse cloud e integrano funzionalità di automazione e intelligenza per ottimizzare i carichi ed elaborare con una scalabilità estrema. Ed è per questo che si parla di un nuovo corso, quello del Next Generation Datacenter. Un system integrator molto attivo in questo campo, che segue gli sviluppi tecnologici per tradurli in progetti concreti, è SSG SCAI Solution Group.

PERFORMANCE AD ALTA DENSITÀ

«Come SSG, approcciamo lo scenario del Next Generation Datacenter con un orientamento quasi da startup, ossia cercando costantemente l’innovazione» – ci dice Florestano Pepe, chief information technology officer di SCAI Solution Group. «Questo perché l’evoluzione corre veloce e non possiamo permetterci di proporre ai clienti qualcosa che è già sul mercato, perché i grossi nomi ci sono arrivati prima, magari con una standardizzazione che poi non risponde alle reali esigenze delle aziende. Serve l’occhio lungo per capire quali tecnologie hanno il potenziale per affermarsi domani, a reale vantaggio del business».

Tra gli esempi, possiamo citare il lavoro di SCAI Solution Group nel segmento dello storage ad alta densità, la cui proposta consente di beneficiare delle opzioni di scalabilità e di ottimizzazione per una elevata efficienza di calcolo, dei consumi di energia e delle performance senza lasciare spazio agli sprechi. «Basti pensare che, per alcuni progetti di rinnovamento data center, compattando lo storage tradizionale in uno allo stato solido di ultima generazione, siamo riusciti a ridurre i rack da 16 a 2, con un’eliminazione quasi totale delle parti mobili e una drastica diminuzione nella potenza di raffreddamento da impiegare». Tra integrazioni hardware e sviluppi software, un panorama a cui il gruppo guarda con particolare attenzione è quello dei processori di nuova generazione orientati alla gestione dell’intelligenza artificiale, un passo in avanti alle tradizionali GPU ma ancora con un occhio di riguardo al consumo energetico. Ovviamente, tutto ciò richiede delle profonde conoscenze di vari mercati, sia dal punto di vista tecnico che strategico. «Avendo a che fare con ambiti così differenti, c’è bisogno di skill comprovate. Come quelle che riguardano la gestione della migrazione dei dati, visto che i Next Generation Datacenter possono avere configurazioni locali ma anche ibride, sempre più multicloud, e dunque bisogna sapere come interfacciare le diverse piattaforme».

Leggi anche:  Ufficiale l’evento di Samsung il 5 agosto

VISIONE A 360 GRADI

«Oggi – continua il CTO di SSG – non è plausibile avere esperti di un’unica soluzione, perché proprio il multicloud porta a sfruttare, contemporaneamente, sistemi diversi. Allo tesso tempo, è importante partire dall’architettura e conoscerla bene, perché è sempre più evidente il passaggio da silos a microservizi e container, con la necessità di gestire una serie di hardware che, di fatto, non esiste».

Florestano Pepe ci ricorda anche l’emergere delle competenze sul troubleshooting, ossia la presenza di personale che sappia analizzare e risolvere problemi tecnici, maneggiando direttamente il codice. Un simile trend va anche di pari passo con la crescita dell’approccio “Agile”, un paradigma che, proveniente dal DevOps, si canalizza perfettamente nel consolidamento del Next Generation Datacenter. «Sfruttiamo la nostra visione a 360 gradi del panorama tecnologico, per creare ecosistemi adatti a tutti i tipi di clienti, nel rispetto delle loro dimensioni attuali e future, generando combinazioni uniche di tecnologia. E combinare strumenti differenti ci permette di apportare un contributo riconosciuto all’IT, che miri a rinnovare soprattutto i processi, tali da preparare i clienti alle sfide di domani».