Oltre l’IT: oggi il CIO non è più chi tiene i cordoni della borsa, ma un innovatore capace di creare valore

Oltre l'IT: oggi il CIO non è più chi tiene i cordoni della borsa, ma un innovatore capace di creare valore
Ascolta l'articolo

Il ruolo dei Chief Information Officer (CIO) è sempre meno centrato sulla tecnologia: il loro ambito d’azione è in costante evoluzione. Quali nuove competenze e tratti di personalità i CIO dovranno sviluppare in futuro per poter svolgere il loro lavoro al meglio?

A cura di Francesca Puggioni, Managing Director Southern Europe di Orange Business Services

Tradizionalmente, potremmo sintetizzare il ruolo del CIO descrivendolo come il responsabile della trasformazione digitale e di tutta l’IT in un’organizzazione. Tuttavia, da quando la tecnologia digitale è diventata di fatto il motore della crescita aziendale e il miglioramento dell’esperienza del cliente è essenziale, il ruolo ha dovuto evolversi. Molti CIO hanno assunto l’incarico quando la posizione era principalmente un ruolo di “comando e controllo”, a supervisione degli strumenti tecnologici forniti al personale. Oggi il ruolo di CIO necessita un’attitudine più interfunzionale e collaborativa con altri dipartimenti aziendali, altri dirigenti e team di progetto: la funzione di CIO si è convertita, in maniera graduale ma incrementale, a una funzione di value generation, a confronto con il precedente ruolo di IT cost management.

Che lavoro fa oggi un CIO?

Secondo l’edizione 2019 del sondaggio sullo stato della professione della testata CIO Magazine, la sicurezza informatica continua a occupare la maggior parte del tempo di un CIO. Alla domanda su come impieghino attualmente il loro tempo, il 51% dei CIO ha dichiarato di “gestire la sicurezza”, il 47% di “allineare le iniziative IT agli obiettivi di business”, il 42% di “migliorare le operazioni IT e le prestazioni dei sistemi”, il 39% di “implementare nuovi sistemi e architetture” e il 39% “guidare l’innovazione aziendale”. Finora, tutte risposte tipiche.

Leggi anche:  Zucchetti: ancora posti disponibili per l’Academy per programmatori e programmatrici

Ora le aspettative stanno cambiando. Chi vorrà restare al passo dovrà avere già acquisito, o sviluppare, altre capacità, oltre alle competenze tecnologiche: la digital business vision del futuro (in realtà ormai attuale). Il digitale, infatti, è ormai onnipresente a tutti i livelli di un’azienda e i CIO devono mettere le proprie abilità a disposizione di processi, prodotti, sistemi e direzione dell’organizzazione.

Cosa sta cambiando?

Come contrappunto alla precedente domanda, ai CIO è stato chiesto come si aspettano di occupare il tempo nei prossimi tre anni. La risposta che in precedenza era al quinto posto, “alla guida dell’innovazione aziendale” finisce al primo, con il 37% di risposte. Seguono, nell’ordine, “sviluppare e perfezionare la strategia aziendale”, “individuare opportunità di differenziazione competitiva”, “sviluppare nuove strategie e tecnologie go-to-market” e “implementare nuovi sistemi e architetture”. Le prime tre opzioni somigliano più a quel che fa un Chief Marketing Officer (CMO), piuttosto che un CIO.

In realtà, quindi, il ruolo del CIO sta evolvendo così tanto da diventare irriconoscibile. Oggi i CIO devono gestire i cambiamenti creati dall’IT nell’organizzazione e, allo stesso tempo, essere in grado di guidarli da una prospettiva di business. Le aziende con più successo sul mercato non chiedono all’IT di limitarsi a far funzionare le cose: l’importanza della tecnologia nel guidare la crescita e ridurre il rischio è pienamente riconosciuta dal consiglio di amministrazione.

C’è un altro aspetto del lavoro del CIO che sta cambiando, ed è il personale. I dipendenti ora comprendono Millennials e Generazione Z, che hanno aspettative più alte e sono più a loro agio con la tecnologia rispetto ai colleghi meno giovani. Si aspettano che il lavoro stia alle loro condizioni digitali. Allo stesso tempo, le tecnologie digitali sono diventate vitali per il business e sono fondamentali per qualsiasi progetto. Pertanto, i dipartimenti IT e, per estensione, i CIO sono sottoposti a una pressione maggiore rispetto al passato.

Leggi anche:  BeSight sceglie Duccio De Rosa come Chief Marketing Technologist

Quando le aziende abbracciano la trasformazione digitale, anche i CIO devono farlo

La collaborazione è un elemento centrale della trasformazione digitale e un aspetto del lavoro che i CIO dovranno sviluppare. Che si tratti di ecosistemi di partner a livello aziendale o internamente tra team di progetto e dipendenti, la collaborazione è diventata vitale. Pertanto, man mano che i team diventano più collaborativi, i CIO devono trasformare le proprie personalità e modalità di lavoro per andare incontro a questa evoluzione.

L’edizione 2020 del rapporto IDC FutureScape: Worldwide CIO Agenda prevede che entro il 2023, il 65% dei CIO sarà un leader imprenditoriale che guiderà la collaborazione e l’innovazione a livello aziendale. La co-innovazione costituirà inoltre un elemento centrale dell’insieme di competenze del CIO per il futuro. Secondo IDC, il 40% dei CIO guiderà l’innovazione nelle proprie organizzazioni. I CIO dovrebbero essere nella posizione giusta per l’evoluzione del loro ruolo, poiché hanno dalla loro parte l’esperienza e la conoscenza a lungo termine delle tecnologie digitali.

Inoltre, è tempo per i CIO di rivolgere l’attenzione a come lavorano le imprese e a dove l’innovazione, la collaborazione e altre competenze post-digitali possono essere sfruttate, grazie agli strumenti digitali. Andy Rowsell-Jones, VP e Distinguished Analyst di Gartner, afferma: “Il semplice fatto di essere digitali non basterà più. Il 41% dei CIO EMEA gestisce già aziende digitalmente mature, in crescita rispetto al 35% dell’anno scorso. Sono le sfide del futuro il problema, non la digitalizzazione. Nessuno è immune dai cambiamenti economici, geopolitici, tecnici o sociali, che probabilmente diventeranno più comuni nel futuro: le svolte che possono assumere forme diverse e possono creare problemi a un’organizzazione in molti modi”.

Il pensiero digitale riguarda la cultura, non solo la tecnologia

La tecnologia è il driver fondamentale del cambiamento aziendale e senza i grandi progressi di intelligenza artificiale (AI), machine learning (ML), big data, Internet of Things (IoT) e altro, non ci troveremmo a discutere di dove il CIO si inserisce nell’organizzazione moderna. Ma la risposta dipende dalla cultura dell’azienda: il CIO moderno deve concentrarsi sul proprio atteggiamento e su quello dei dipendenti per guidare il cambiamento ed essere un leader.

Leggi anche:  A Steem for Steel: formazione e lavoro per le nuove generazioni

Gartner prevede che, entro il 2021, i CIO saranno responsabili del cambiamento culturale come i responsabili delle Risorse Umane. Stanno già guidando l’agenda digitale della loro organizzazione, costruendo team interfunzionali, coinvolgendo i dipendenti al massimo e creando una cultura dell’innovazione.