Cambiare le proprie business practice per costruire organizzazioni agili: la visione di Oracle

Cambiare le proprie business practice per costruire organizzazioni agili: la visione di Oracle
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Aprendo The Time is Now! Steve Miranda annuncia una crescita rapida dell’adozione del cloud tra i clienti Oracle, che in questa fase si è concentrata sul miglioramento della gestione della supply chain e sull’experience dei suoi clienti

Parola d’ordine “cambiare il modo di condurre i propri affari”, rendendo la propria organizzazione agile e responsiva al cambiamento; non in senso difensivo ma anticipando i trend e gli avvenimenti. Facile da dirsi e difficile da farsi? Non proprio perché nella visione di Oracle, esplicitata in diretta da Steve Miranda, Executive Vice Presidente Oracle Applications Product Development, durante The Time is Now!, l’evento mondiale necessariamente svoltosi in modalità virtuale, attraverso tool e tecnologie all’avanguardia, in uno stato di innovazione continua, la sua azienda può accompagnare le imprese in questo viaggio.

Utilizzare le tecnologie del futuro – le next generation technologies come le chiama Miranda – ovvero la voice user interface, il machine learning, l’IoT, l’intelligenza artificiale all’interno di un’architettura cloud, sicura e scalabile, rende le aziende resilienti e agili verso i cambiamenti repentini.

Ed è questa la direzione presa da Oracle che, grazie ai servizi in cloud, è molto più reattiva nel comprendere i bisogni dei suoi clienti, anticipandone le esigenze e captando la loro soddisfazione, per offrire un servizio all’altezza delle loro attese.

Nel corso di The Time is Now! Si sono susseguite le interessanti esperienze dirette di clienti d’eccezione, come Starbucks, DropBox, Disney, McDonald’s e Lululemon che hanno raccontato come l’innovazione tecnologica continua inserita nei servizi Oracle ha permesso loro di migliorare la produttività, rispondere alle esigenze dei clienti, snellire le attività di controllo finanziario o ridefinire la supply chain.

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In questa occasione Oracle ha anche annunciato diverse novità per Oracle Fusion Cloud ERP e Oracle Fusion Cloud EPM; miglioramenti implementati per aiutare i clienti a superare il momento mantenendo però sicurezza e produttività ad alti livelli, anche in modalità smart working, in completa integrazione con gli strumenti di comunicazione aziendale.

L’aspetto cruciale di questi sviluppi è l’automazione delle operazioni “touchless” quelle che obbligano il personale a ripetitive azioni che Oracle ha lavorato per rendere automatizzabili in tutto il portfolio dei suoi prodotti.

Oppure con l’utilizzo del riconoscimento del testo in linguaggio naturale – per il momento riservata all’etichettatura dei documenti – che, grazie ad algoritmi di riconoscimento dei pattern e di elaborazione del testo, permette al personale di formulare i comandi in modo naturale, evitando di utilizzare difficili procedure di interazione.

Infine, novità anche per il fronte della formazione interna, per il quale Oracle propone l’inserimento diretto nell’interfaccia applicativa di video tutorial che spiegano l’utilizzo di ogni singola funzionalità, con suggerimenti per sfruttarla nel modo migliore a seconda del risultato che si vuole ottenere.

Ma sappiamo bene che oggi è fondamentale integrare gli strumenti di comunicazione all’interno delle procedure aziendali; lo richiede la virtualizzazione delle interazioni umane che ci ha portato a usare forzatamente software di videoconferenza o di collaborazione.

Per questo Oracle ha annunciato che consentirà l’interazione con le piattaforme di collaborazione più diffuse direttamente all’interno di Fusion Cloud ERP e Fusion Cloud EPM.

Il mondo aziendale è cambiato e il cloud sarà sempre più presente in ogni aspetto delle procedure aziendali. Per Miranda “i sistemi tradizionali dei clienti sono andati bene finora, ma adesso gli ambienti aziendali in rapida evoluzione li costringono a cambiare per renderli più agili” ed è qui che la continua innovazione di Oracle può aiutarli a crescere.

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