Revoluce, la startup di energia ricaricabile che ha stretto una partnership con Generali Italia

Revoluce, la startup di energia ricaricabile che ha stretto una partnership con Generali Italia
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Composta da un team di trentenni, l’azienda al momento non ha sedi fisiche e ha costruito la sua reputazione online basata sulla trasparenza. Da settembre, al via anche una collaborazione con il colosso delle assicurazioni

Revoluce nasce dalle ambizioni di un gruppo di giovani del Sud Italia, con il desiderio di fare impresa e farlo in modo innovativo. Partendo dai loro studi, dalle esperienze fatte all’estero, ma anche dai reali bisogni quotidiani del “cittadino comune”, hanno deciso di dare vita alla prima azienda di energia ricaricabile.

Parola d’ordine: trasparenza. Ed è stata proprio questa scelta a consentire all’azienda, attualmente senza alcuna sede fisica raggiungibile dai clienti, di costruire la sua ottima reputazione che l’ha portata ad appena un paio di anni dalla sua costituzione, a stringere un’importante partnership con Generali Italia, il colosso delle assicurazioni.

Un traguardo importante per il team, come spiega Giuseppe Dell’Acqua Brunone, CEO & Founder di Revoluce.

Una partnership davvero prestigiosa quella con Generali, come ci siete arrivati?

Ci ha contattati direttamente Generali Jeniot perché molto interessati a conoscere meglio la nostra piccola realtà digitale. Già dai primi colloqui abbiamo capito che potevamo dar vita ad una partnership proficua per entrambe con sviluppi nel breve, medio e lungo termine. Devo dire che mi ha sorpreso molto la dinamicità e la rapidità decisionale del colosso Generali e colgo l’occasione per ringraziare e fare i miei complimenti a Carlotta Bianchi, che ha gestito il progetto per conto di Generali Jeniot nel miglior modo possibile. Un “bravi” anche ai membri del mio team, ovviamente.

Voi siete una delle aziende emergenti nel settore elettrico, grazie soprattutto ad una formula innovativa nel calcolo dei consumi e dei pagamenti, ci può spiegare?

Finalmente con Revoluce le famiglie italiane possono dire addio a bollette incomprensibili piene di errori e conguagli perché il totale da pagare è dato da una semplice moltiplicazione: prezzo x consumo. Il nostro prezzo al kWh tutto incluso e senza costi fissi è bloccato per due anni e comprende al suo interno tutte le voci presenti in una bolletta tradizione. La formula si basa sulla richiesta dei clienti di conoscere con esattezza il costo di un singolo kWh consumato, così come avviene già in UK. Secondo uno studio di Nomisma Energia, ci vogliono 9 minuti per leggere una bolletta ma 6 ore per capirla poiché all’interno troviamo centinaia di voci difficili da comprendere. Proprio queste voci “nascoste” rendono le bollette difficili da comprendere, ciò è stato confermato anche da una recente denuncia dell’Antitrust presentata in Senato.

Ma la vostra innovazione non finisce qui, ci può parlare di tutti gli aspetti che fanno di Revoluce davvero un’azienda modello?

La nostra proposta differenziante, oltre a basarsi sulla trasparenza dell’offerta, aggiunge una serie di servizi che il mercato chiedeva da anni. Penso, ad esempio, alla possibilità per ogni cliente di poter ricaricare il conto energia in qualsiasi momento, frazionando così la spesa in base alle proprie esigenze con l’opportunità di scegliere il giorno preciso in cui pagare il consumo fatturato. Oppure, la possibilità di accumulare kWh bonus semplicemente partecipando alle iniziative aziendali fino ad azzerare completamente la spesa energetica presentando Revoluce ad amici e parenti. A ciò si aggiunge un modello 100% digitale che velocizza l’interazione, abolisce la carta e aiuta l’ambiente con energia proveniente da fonti rinnovabili. In più siamo riconosciuti come il fornitore di energia con il Net Promoter® Score più alto del settore, con il maggior numero di recensioni online e soprattutto siamo il primo fornitore di energia certificato ZeroTruffe da “il Salvagente”, leader nei test in laboratorio contro le truffe ai consumatori.

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La vostra azienda non ha punti vendita fisici, si riesce davvero a “vendere” elettricità via web?

La vendita di energia online è molto complessa e richiede una conoscenza approfondite del canale di vendita. Online i nostri potenziali clienti sono ad un solo click di distanza dai competitor e per questo è fondamentale comunicare e ribadire costantemente il proprio posizionamento differenziante. Noi abbiamo imparato, nel tempo, a non vendere il prezzo o il risparmio ma a focalizzare il nostro piano di marketing sui contenuti per raccontare e spiegare i vantaggi di scegliere una formula chiara e trasparente. Per noi il risparmio reale è nella consapevolezza e non nel prezzo basso. Questa visione ci ha permesso di ridurre di un terzo i costi di acquisizione cliente che mediamente sono di 150-200 €.

Avete comunque in programma l’apertura di punti vendita o corner?

Assolutamente sì! Nel piano industriale 2022 approvato dal CdA pochi mesi fa è in programma l’apertura di sportelli territoriali e di punti vendita all’interno di supermercati, tabacchi e negozi di elettronica. Abbiamo chiamato questa strategia “onlinexit” perché la visione che abbiamo è proprio quella di uscire dal modello “solo digitale” per avere una penetrazione territoriale ad alta densità. Il 60% dei nostri nuovi clienti proviene dal passaparola e sappiamo di dover investire molto su questo canale che funziona principalmente off-line grazie al consiglio di un amico o parente, quello che noi chiamiamo “family influencer”; ci fideremo sempre meno dei messaggi promozionali e sempre più di recensioni e suggerimenti di persone che conosciamo.

Uno dei “plus” di cui spesso parlare è il servizio clienti, molto attento e personalizzato. Quanto incide il “tocco umano” anche nel web?

Amazon ci ha insegnato che il modello digitale funziona solo se è in grado di personalizzare al 100% l’esperienza cliente. Grazie ai Big Data oggi è possibile creare un servizio dedicato alle singole esigenze di un cliente che chiede – quasi esige – di essere trattato come una persona e non come un numero. Per riuscirci è fondamentale automatizzare i processi basando le decisioni su algoritmi che analizzano i dati a disposizione e li trasformano in informazioni utili per offrire ai clienti ciò che desiderano realmente. Il nostro servizio clienti ottiene costantemente valutazioni altissime – ben al di sopra della media del mercato – proprio perché trattiamo i clienti in modo diverso l’uno dall’altro. Ci facciamo guidare da un rating interno che viene elaborato dai nostri algoritmi e che da un voto ad ogni cliente; in base al rating personalizziamo il servizio, il prodotto e tutte le attività aziendali. Un cliente con rating 5+ viene trattato in maniera molto, molto diversa da un cliente con rating 2. Questo modo di agire allontana da noi i clienti che non vogliamo e avvicina chi è realmente pronto per la nostra “revolucione”.

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Avete persino prodotto delle t-shirt con il vostro slogan! Ma chi si compra una maglietta con il brand di un’azienda elettrica?

Bella domanda, cui onestamente non so ancora rispondere! Provo a farmi aiutare da una citazione del grande Bruce Dickinson – frontman degli Iron Maiden – “Noi non vogliamo clienti. Noi odiamo i clienti. Noi vogliamo FAN innamorati del nostro brand”. Ecco, la nostra ossessione è far sentire i nostri clienti parte di una comunità che ha una missione comune: semplificare il modo in cui le famiglie italiane acquistano energia per la propria abitazione e dire addio alle bollette incomprensibili. Questa nostra visione piace ai “revolucionari” perché trasmette un valore di appartenenza che difficilmente si può trovare in un fornitore tradizionale di energia e gas. Anche in questo caso il posizionamento fa la differenza. Non è una semplice fornitura di energia ma la condivisione di una missione.

Ci parli del vostro staff, siete tutti giovani? Quanti siete? Avete in programma nuove assunzioni?

Attualmente lo staff è composto da 4 dipendenti – tutti assunti a tempo indeterminato – e l’età media è di 30 anni. Nel fare impresa al sud una delle difficoltà principali per una start-up innovativa come la nostra è convincere i talenti a rimanere qui e non scappare al nord o all’estero. Per riuscirci abbiamo approcciato il modello “startupparo” tipico della Silicon Valley: smartworking – prima ancora del caos dovuto al COVID-19 – flessibilità di orario, investimenti in formazione e una retribuzione più alta della media del mercato con incentivi e bonus al raggiungimento degli obiettivi aziendali e personali. Una sfida che stiamo vincendo anche perché il CdA è assolutamente convinto della necessità d’investire sulle risorse umane che rappresenta l’unico vero motore per la crescita. Proprio in questi mesi stiamo lavorando per ampliare il team con quattro nuove assunzioni che ci aiuteranno a completare l’organico per raggiungere gli obiettivi prefissati.

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Che fatturato avete e che fatturato prevedete nel 2021 e 2022?

Nel 2019 abbiamo fatturato 1,6 milioni, chiuderemo il 2020 a circa 2,2 milioni e il piano di crescita ci proietta ad un fatturato di 5,2 milioni nel 2021 e ben 15 milioni nel 2022 quando avremo a regime tutti i 50.000 clienti previsti dal piano industriale. Un piano di crescita sfidante ma crediamo di avere tutte le carte in regola per riuscirci. Tutti i KPI e le metriche aziendali ci dicono che siamo sulla strada giusta.

Il lockdown e la pandemia ha cambiato il mercato ed i consumi?

Il lockdown è stato un duro colpo per tutta l’Italia, in particolare modo per le attività produttive del paese che rappresentano circa l’80% dei consumi. È nelle industrie e nelle attività commerciali che si è vista una drastica riduzione. L’Italia si è spenta. Sui consumi domestici, invece, c’è stato sicuramente un forte aumento della domanda dovuta, principalmente, alla necessità di cambiare radicalmente alcune proprie abitudini, non solo quotidiane ma anche lavorative e sociali. Più che differenze territoriali sugli aumenti inevitabili dei consumi, abbiamo notato delle differenze demografiche e sociali. Una famiglia con entrambi i genitori lavoratori e magari con figli all’università o agli ultimi anni di liceo, passano relativamente poco tempo in casa, invece ora si sono trovati a studiare da casa, a lavorare in Smartworking, a “cucinare” di più, a guardare più TV o a ricaricare molto più spesso i dispositivi elettronici. La conseguenza è, ovviamente, un aumento dei consumi che in alcuni casi ha raggiunto anche il +30%.

Avete sempre qualche novità, qualche iniziativa nuova, complimenti. Ci può confidare in anteprima quale sarà la prossima sorpresa?

Stiamo lavorando per affinare un modello unico e innovativo che permetterà ai nostri clienti di conoscere, monitorare e ottimizzare il consumo della propria abitazione real-time grazie ai dati messi a disposizione dei nuovi contatori 2G. Uno strumento che permetterà di personalizzare ancor di più la nostra offerta sul profilo di consumo di ogni cliente. Un pensionato consuma in maniera diversa rispetto ad una famiglia di quattro persone o ad una giovane coppia di lavoratori e il nostro obiettivo è garantire un Pricing in linea con le specifiche esigenze di consumo di ogni nucleo familiare.