Sferanet porta lo storage Dell in Istat

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Sferanet per Istat mette in campo due sistemi gemelli di storage array Dell Technologies con tecnologia di virtualizzazione Dell VPLEX Metro, distribuiti in due siti all’interno dell’area metropolitana di Roma

L’Istituto nazionale di statistica è il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici. Dalla sua nascita nel 1926, l’Istituto ha seguito costantemente i fenomeni collettivi e le tappe fondamentali che hanno trasformato l’Italia, grazie a continue innovazioni di processo e di prodotto. Costruito secondo un definito modello organizzativo e produttivo, Istat da sempre si è dotato di una infrastruttura IT all’avanguardia. «L’IT è il traino attorno al quale vengono sviluppate tutte le indagini statistiche» – afferma Massimo Fedeli, direttore IT di Istat. La funzione IT attraverso l’impegno del proprio personale tecnico e operativo progetta e gestisce le strategie di innovazione previste nel Piano triennale dell’Istituto di cui è titolare, avvalendosi anche del supporto dei principali produttori di hardware e software e dei loro partner più accreditati.

«Il piano – spiega Fedeli – è molto vicino a quelli che in una società privata si direbbero gli obiettivi di business, e che da noi sono invece obiettivi strategici». Il piano è ispirato ai principi di digitalizzazione dei processi, efficienza nella realizzazione dei sistemi, collaborazione tra le direzioni e valorizzazione dei dati e delle competenze. Ed è strutturato in quattro ambiti di operatività: sviluppo delle infrastrutture, progettazione delle piattaforme per la parte applicativa, monitoraggio e governance della trasformazione digitale, e capability building con i programmi di formazione tecnica e manageriale. «In tema di sviluppo ed evoluzione IT, le iniziative contenute all’interno del nostro piano triennale sono molteplici» – continua Fedeli. «Dallo studio di una soluzione di software defined networking alla realizzazione di una nuova architettura centralizzata di software statistico; dall’implementazione di un sistema di identity e access management alla costruzione del laboratorio di innovazione tecnologica e sperimentazione. L’evoluzione tecnologica delle infrastrutture e delle tecnologie IT – spiega il Dirigente Istat – costituisce per l’Istituto un impegno continuo e costante. In tal senso, oltre che nella prospettiva del loro potenziamento ed efficientamento siamo impegnati nella valutazione del paradigma cloud e delle tecnologie che abilitano il digital workplace».

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Un patrimonio di dati e conoscenza

L’Istat possiede un patrimonio di dati e conoscenza di enorme importanza strategica per il Paese. Un contesto nel quale il tema della sicurezza dei dati riveste ovviamente un ruolo centrale. «Nei mesi scorsi, abbiamo avviato il programma di Security Compliance per governare e attuare gli aspetti della sicurezza IT in linea con l’evoluzione delle normative nazionali e gli standard per la sicurezza delle informazioni. Inoltre – prosegue Fedeli – abbiamo definito il processo di security management, pianificando la realizzazione di una moderna Service Control Room dedicata al monitoraggio dei sistemi IT». Istat, ci dice Fedeli, è stato tra i primi istituti di statistica europei a certificarsi ISO 27001 nell’ambito dello scambio dati con l’estero. «Un traguardo importante. Oggi, tutti i sistemi core dell’istituto che prevedono lo scambio di dati con i paesi europei, sono certificati. Ma non ci siamo fermati. Oltre a diffondere la cultura della sicurezza, stiamo lavorando per conseguire la certificazione ISO 27001 su tutti i servizi erogati dall’Istituto».

Cloud, storage e sicurezza dei dati

Istat inoltre ha avviato un processo di cloud enablement con la costruzione di una soluzione di private cloud su sistemi proprietari on-premises che prevede l’utilizzo di un sistema di storage in tecnologia iperconvergente. L’Istituto – conferma Fedeli – ha avviato l’incremento della qualità delle proprie infrastrutture e dei criteri di progettazione dei propri data center per essere in linea con i requisiti richiesti dalla qualificazione di Istat come Polo strategico nazionale (PSN). «L’efficienza nella memorizzazione e nella messa in sicurezza dei dati riveste un’importanza primaria. Per questo motivo, Istat ha sempre investito in nuove architetture di storage e di backup capaci di garantire alta affidabilità, prestazioni e sicurezza».

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Dopo la conversione a Linux e l’acquisizione della batteria di server con processori Intel x86, l’Istituto nel 2010 ha abbracciato la virtualizzazione sia per la parte server che per quella storage. «L’adozione della tecnologia di virtualizzazione dello storage, in particolare, è importante perché garantisce continuità di servizio, disponibilità, facilità di espansione e di integrazione dei sistemi» – sottolinea Fedeli. L’attuale piattaforma di storage area network di Istat è stata fornita e realizzata da Sferanet, azienda leader nella system integration e digital transformation. «Lavorare in Istat è al tempo stesso molto stimolante e sfidante sia per la qualità dei progetti che l’Istituto produce sia per il livello e le competenze dei suoi tecnici» – afferma Claudia Quadrino, sales director di Sferanet. «In questo contesto, Sferanet – in qualità di Titanium partner di Dell Technologies – si espande nello storage array e conquista Istat. Oltre a erogare per Istat servizi professionali applicativi e sistemistici, ha fornito e realizzato l’attuale infrastruttura di storage area network ad alte prestazioni che si compone di due sistemi gemelli di storage array Dell Technologies con tecnologia di virtualizzazione Dell VPLEX Metro, distribuiti pariteticamente tra due siti situati all’interno dell’area metropolitana di Roma. I sistemi storage array Dell Technologies utilizzano la tecnologia di virtualizzazione Dell VPLEX Metro, per realizzare un contesto di disaster avoidance e business continuity attraverso l’utilizzo contemporaneo dei due siti in configurazione attiva-attiva». Sistemi per i quali – anticipa Fedeli – è previsto un ampliamento. «Così da raggiungere un livello capacitivo più alto, mantenendo al contempo alta efficienza prestazionale e basso impatto energetico grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie disponibili».

Impatto Covid-19

Attività a tutto campo che l’emergenza sanitaria non ha frenato. «L’Istituto ha reagito alla sfida dell’emergenza sanitaria facendosi trovare pronto» – afferma Fedeli.  In linea con le disposizioni via via emanate dal Governo, l’Istituto ha adeguato in fretta i propri processi produttivi per continuare a garantire l’elaborazione e la pubblicazione dei dati statistici. «L’adozione del telelavoro per tutti i dipendenti è stata possibile grazie all’attenta progettazione che l’Istituto dedica alle proprie infrastrutture in termini di innovazione, resilienza e dimensionamento. Da tempo, ci eravamo dotati di una infrastruttura VDI già utilizzata dal personale prima della crisi. Questo ci ha consentito di mantenere la continuità dell’informazione statistica, fondamentale in questo periodo, senza registrare neppure un giorno di ferie forzate» – spiega il direttore IT di Istat.

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Per Cristiano Rufini, amministratore unico di Sferanet, sicuramente la pandemia ha contribuito ad accelerare il processo di digital transformation già in atto nel Paese. «Sotto la spinta dell’emergenza, la priorità delle aziende è stata quella di creare infrastrutture sicure e agili. La vera rivoluzione sarà quella di considerare lo smart working non come una soluzione all’emergenza, ma come una vera e propria opportunità di cambiamento, una nuova filosofia manageriale e un nuovo modello organizzativo e sociale».

Nel rispetto delle norme anti-Covid, in Istat le attività sono state remotizzate, con circa un centinaio di persone in ufficio a fronte di una forza lavoro di 2100 unità. «Con l’emergenza – conferma Fedeli – abbiamo adottato anche nuovi approcci metodologici per sviluppare i nostri indicatori. La crisi è stata un’opportunità per creare nuove e proficue collaborazioni all’interno della Pubblica Amministrazione».