Capgemini, CPO Survey 2010: l’area Procurement diventa una priorità per i CEO

Dalla ricerca internazionale emerge come l’Area Procurement assuma una posizione privilegiata nell’agenda del CEO, aprendo nuove sfide che superano la riduzione costi e puntano a un coinvolgimento sempre più ampio nelle iniziative strategiche delle aziende

Capgemini, leader mondiale nel Management Consulting, Information Technology e Outsourcing, ha pubblicato i risultati della Global Chief Procurement Officer (CPO) Survey 2010, una ricerca internazionale che analizza l’evoluzione delle strutture di acquisto. I risultati della ricerca testimoniano l’ulteriore aumento di visibilità della funzione Acquisti.

La Global CPO Survey 2010 ha coinvolto oltre 150 dirigenti dell’Area Procurement e Supply Chain di altrettante aziende che operano a livello globale in Europa, Asia e America, in un’ampia gamma di settori: dal manufacturing al settore finanziario, dall’energy & utilities al commercio, al settore pubblico e delle telecomunicazioni.

OBIETTIVI DELLA RICERCA:

• comprendere l’impatto della crisi economica sulle attività di Acquisto

• rilevare il ruolo attuale, le responsabilità e la struttura delle Organizzazioni di Procurement

• identificare le principali criticità, i trend evolutivi e le aree di intervento previste

I risultati della Survey confermano ruolo e maturità delle Direzioni Acquisti e fotografano nuovi obiettivi e attese da parte dei Vertici Aziendali.

Il complesso contesto economico ha fortemente esposto le Direzioni Acquisti e, dopo aver “ufficializzato” il loro ruolo all’interno delle aziende, tende oggi ad ampliare il loro coinvolgimento, andando oltre il puro contenimento dei costi e richiedendo un contributo “di peso” nella definizione e realizzazione delle strategie industriali. La Survey ha quindi permesso di fare luce sullo stato dell’arte, i punti di attenzione e le tendenze per il futuro delle Funzioni di Acquisto.

RISULTATI PRINCIPALI

– Circa il 65% degli Executive dell’Area Procurement e Supply Chain intervistati, ritiene che l’economia mostri chiari segnali di ripresa dalla recessione, benché non si possa ancora parlare di “business as usual” e circa il 30% continui a dichiarare forti preoccupazioni. Più del 60% dei partecipanti all’inchiesta, tuttavia, ha confermato che la funzione Acquisti è uscita vincitrice dalla crisi economica mondiale, con un conseguente miglioramento dell’immagine all’interno delle varie organizzazioni. Un ulteriore 20% degli intervistati si è spinto oltre, affermando che la funzione Acquisti ha assunto una posizione strategica per la crescita futura.

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– La Riduzione dei Costi continua a essere una delle principali aree di focalizzazione, con obiettivi di savings in crescita rispetto al 2009 (più del 40% dei partecipanti hanno target maggiori di circa il 10% per il 2010). Le strategie che i manager dell’area adottano per raggiungere questi obiettivi includono azioni di tipo tradizionale unite però nuove aree di intervento: rinegoziazione dei contratti, miglioramento dei livelli di compliance dei contratti, global sourcing, strategie di hedging ed esternalizzazione dei servizi di approvvigionamento.

– Tuttavia, circa l’80% dei partecipanti ha risposto che il top management si aspetta un miglioramento del contributo complessivo alla Creazione di Valore da parte dell’Area Acquisti. Si assiste a una chiara e crescente focalizzazione verso iniziative strategiche atte a incrementare il valore creato dalla funzione Acquisti. Tali strategie comprendono un ruolo crescente nell’innovazione; il contributo agli obiettivi di sostenibilità aziendali; lo sviluppo di accordi di reciprocità con i fornitori; il miglioramento del “Time to Market” e un particolare focus sul Total Cost of Ownership.

– Circa il 70% dei partecipanti dichiara che la funzione Acquisti fa capo al ”Board of Directors”, mentre un altro 25% dipende direttamente dal CEO. Ciò dimostra chiaramente il posizionamento e l’importanza sempre maggiore delle funzioni di Acquisto all’interno dell’organizzazione.

– Prosegue la tendenza verso la realizzazione di modelli operativi di Approvvigionamento Centralizzato, con oltre il 40% delle aziende partecipanti che adotta il modello centralizzato e un altro 50% un modello centralizzato/ibrido.

– In continua crescita il livello di controllo sulla spesa aziendale, con oltre il 70% delle aziende partecipanti che dichiarano un controllo ben al di sopra del 60% e la copertura estesa a varie categorie non tradizionali tra cui, per esempio, consulenza legale o servizi professionali di varia natura.

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FOTOGRAFIA DELL’ ITALIA

La realtà italiana è rappresentata in modo significativo:circa 20 tra i principali gruppi privati e pubblici hanno partecipato alle interviste. “Considerata la dimensione e il peso delle aziende coinvolte, l’orientamento delle risposte testimonia il progressivo allineamento dei nostri gruppi rispetto agli stili di Management Internazionali. Ciò non deve sorprendere, se si considera che ormai tutte le principali realtà nazionali hanno raggiunto una forte internazionalizzazione e si confrontano con mercati e competitor di dimensioni globali. Anche se alcune specificità rimangono a caratterizzare il panel Nazionale” afferma Marco Alberti, Vice President di Capgemini Italia.

In particolare, anche se allineati rispetto alla percezione sullo stato della crisi globale, i manager italiani sono molto più positivi rispetto al ruolo giocato e al successo percepito all’interno delle loro organizzazioni (oltre il 40% degli intervistati ritiene di aver giocato un ruolo strategico durante il periodo della crisi).

A questo si aggiunge però una più forte pressione da parte dei vertici aziendali (il 72% ritiene che le condizioni di crisi abbiano determinato una pressione alta o molto alta sulle loro strutture) e un orientamento ancora molto orientato verso la Riduzione Costi. In termini di azioni realizzate per contrastare lo stato di crisi, una particolare attenzione è stata rivolta alla gestione fornitori, sia attraverso l’introduzione di nuove tecniche di Risk Management sia attraverso la diversificazione del portafoglio fornitori.

Da un punto di vista organizzativo, l’Italia conferma la crescita del ruolo dei CPO, anche se con un esposizione molto maggiore rispetto alle analoghe realtà estere (quasi il 60% riporta direttamente a CEO).

Confermato il consolidarsi di modelli centralizzati, con un controllo però molto più spinto sulla spesa aziendale (il 92% ritiene di controllare più del 60% della spesa)

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Per consultare la versione integrale del report accedere all’indirizzo http://www.uk.capgemini.com/insights-and-resources/by-publication/global-chiefprocurement-officer/