Forum delle Risorse Umane 2013: i numeri e i contenuti della quinta edizione

Circa 1.300 partecipanti, 90 relatori tra istituzioni pubbliche e aziende private, associazioni e media; oltre 26 sessioni di lavoro tra keynote, workshop, dibattiti e sessioni plenarie. Questi i principali numeri del Forum delle Risorse Umane 2013, la quinta edizione dell’evento italiano più importante nel campo della Gestione delle Risorse Umane e del lavoro. Organizzato da Comunicazione Italiana, il primo Business Social CrossMediale in Italia che unisce 20 associazioni di categoria e e oltre 60.000 manager e professionisti delle aree della comunicazione, CSR, marketing, RP, ICT, risorse umane e meeting industry, il Forum 2013 ha evidenziato l’importanza, per imprenditori e top manager di condividere i problemi e le soluzioni trovate per affrontare il cambiamento puntando sul valore del capitale umano.

DATI E RICERCHE

Diverse le ricerche presentate nel corso delle sessioni dai vai relatori. Significativi i risultati dell’Osservatorio InfoJobs.it, la principale realtà in Italia ed in Europa nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico internet e numero di CV in data base. I dati rilevano un cambiamento sulla percezione della flessibilità sul lavoro rispetto al 2012, sia per i candidati (diventati più ottimisti), sia per le aziende (critiche nei confronti della riforma Fornero). Lato candidati, il 38,8% degli intervistati individua infatti nella flessibilità un’opportunità da cogliere per ampliare il ventaglio delle proprie competenze lavorative; il 15,9% la vede invece come una sfida per un continuo miglioramento di se stesso e il 12,4% come un impegno costante per una formazione continua. Lato aziende invece, per il 34,48% degli intervistati la nuova normativa non ha aiutato, ma solo imposto nuovi vincoli nella gestione del personale (diminuiti solo per il 6,9%). Inferiore, ma comunque buona, la percentuale di coloro che pensano che le novità abbiano incentivato ad assumere i giovani under 30 (27,59%). Lo scetticismo trova spiegazione nell’alone di confusione che sembra avvolgere la riforma, la quale risulta non essere chiara a ben il 79,31% degli esponenti delle aziende intervistati. Anna Maria Mazzini, Marketing Manager InfoJobs.it a margine del forum commenta: “I nostri interventi hanno contribuito a mettere in luce i cambiamenti che hanno interessato il mondo della ricerca di personale nell’ultimo periodo: dall’impatto di nuove dinamiche come quelle dei social e del mobile, alle nuove tendenze aziendali in termini di reputazione e immagine declinate nell’employer branding. Aspetto, quest’ultimo, ancora poco diffuso in Italia, ma destinato a crescere; in questo senso il Forum ha anche fornito degli interessanti spunti di riflessione per la crescita delle aziende che vi hanno preso parte”.

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Interessante anche l’ultimo sondaggio d’opinione effettuato per l’occasione dall’Istituto Piepoli dal quale emerge la percezione degli italiani rispetto ai cambiamenti nel mondo del lavoro. Una netta maggioranza ritiene possibile l’uscita dalla crisi solo attraverso un cambiamento radicale dal punto di vista istituzionale, culturale e imprenditoriale. Ne sono convinti molto o abbastanza il 73% degli intervistati. Il 79% inoltre considera importante il ruolo di imprenditori, top manager e direzione risorse umane per uscire dalla crisi creando nuovi posti di lavoro. Tuttavia, secondo il 65% le aziende italiane investono poco sulla competenze e sulla formazione del proprio capitale umano per aumentare la loro competitività. E secondo il 61% utilizzano poco o per niente il merito come criterio di selezione. Infine, gli investimenti nella digitalizzazione dei processi di gestione delle risorse umane possono rendere le imprese maggiormente competitive per il 69% degli intervistati. Roberto Baldassari, Vice Presidente Esecutivo Istituto Piepoli, commenta così i dati: “È in aumento il numero di persone convinte che le risorse umane siano poco selezionate dalle aziende in base al merito. Questi dati rappresentano un monito per le aziende: non possono deludere l’opinione pubblica e devono passare da quella che io definisco ‘marchettocrazia’ alla meritocrazia, altrimenti continueranno a disperdere il proprio potenziale e la crisi, come sappiamo, non fa sconti”.

INTERVENTI DEI PARTNER

Andrea Orlandini, Presidente AIDP Lombardia, si concentra sullo sviluppo del welfare aziendale negli ultimi anni come strumento di motivazione del personale: “Il trend è dovuto da una parte alla ricerca di forme di sussidiarietà della rete di sicurezza sociale che sta riducendo i suoi livelli di copertura, ma dall’altro anche dalle numerose iniziative aziendali volte a sviluppare una politica per migliorare benessere e qualità della vita dei dipendenti intervenendo con l’offerta di un articolato mix di nuovi strumenti, e servizi”. “Il welfare si inserisce nel concetto di sostenibilità del lavoro, intesa come equilibrio tra la performance economica, sociale e ambientale”, prosegue Orlandini, “Temi che saranno approfonditi durante il 43° Congresso Nazionale AIDP a Bergamo, dal 22 al 24 maggio 2014. Insieme al congresso, in coerenza con i temi affrontati, promuoviamo il Concorso buone pratiche HR per dare voce alle aziende che fanno dell’impegno sostenibile un elemento di competitività o un criterio guida nella definizione delle strategie aziendali”.

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Stefano Antonelli, International HR Director Gi Group, a margine dell’evento condivide il suo punto di vista sul futuro dell’economia: “Il Forum Risorse Umane è un opportunità di confronto su quello che sta accadendo nelle imprese italiane in un anno complesso. Credo nella centralità delle persone in un’impresa sana che vuole ottenere risultati duraturi nel tempo. Spero che si ritorni ad un’economia governata dal pensiero e non dalla pura finanza, a imprese meno schiacciate dall’oppressione fiscale e più competitive, ad un management più visionario e non solo burocratico, ad un HR che ripensi alla crescita delle persone come punto cardine della performance futura dell’impresa. E sogno che tutto questo succeda in un Paese meno guidato dallo statalismo, dalla complessità delle normative, dall’annullamento della meritocrazia”.

Monica Boni, Direttore Welfare Benefits e Programmi Sociali Pubblici di Edenred, ha dichiarato: “Il Forum Risorse Umane 2013 è stata un’occasione per confrontarsi sul welfare aziendale, tematica di grande interesse non solo per le direzioni del personale ma per il paese in generale. Dall’osservatorio Edenred, il welfare è oggi soprattutto un terreno d’incontro. In particolare, le soluzioni di “flexible benefits” sono apprezzate dalle aziende perché sono vantaggiose fiscalmente, dal sindacato perché coniugano la dimensione collettiva con la risposta a bisogni individuali e dai dipendenti perché danno un maggior potere d’acquisto. Pensiamo che il futuro vada sicuramente in questa direzione e l’obiettivo di Edenred è quello di rendere la gestione più semplice possibile per le aziende di ogni dimensione”.

Sabino Pisano, Director di NGA Human Resources, porta l’attenzione sulle soluzioni organizzative e tecnologiche per la gestione delle risorse umane: “L’HR Transformation è un processo inevitabile per le aziende che vogliono risultare vincitrici nell’attuale scenario competitivo. Non esiste una formula magica. Bisogna conoscere bene la propria azienda, comprenderne i requisiti organizzativi e tecnologici, trovando così il giusto bilanciamento tra in-sourcing e out-sourcing da un lato, tra on-premise e cloud dall’altro. L’ibrido è il trend HR del futuro più prossimo da affrontare”.

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Ferdinando Castellano, Presidente di Schema, durante il suo intervento al workshop ‘Fare i numeri contando le competenze’ ha dichiarato: “Oggi la Funzione HR deve affrontare la sfida nella ricerca di metodologie e percorsi per lo sviluppo di ruoli e competenze a supporto del business, deve essere riferimento per l’innovazione ed il cambiamento organizzativo e deve saper affiancare il top management nelle decisioni strategiche. Occorre che alimenti la sua competenza nello sviluppo di nuove metodologie, per gestire le attività formative e lo sviluppo delle persone, nella gestione e nello sviluppo della conoscenza e della capacità di integrazione e collaborazione delle diverse aree aziendali, nel costruire e attuare processi di valorizzazione delle persone”.

“Anche quest’anno il Forum delle Risorse Umane si conferma il principale evento italiano nel campo dell’HR, offrendo un’ampia gamma di argomenti e approfondimenti su tematiche legate alla stretta attualità del mondo del lavoro. L’evento è stato valorizzato dal grande numero di relatori e di ospiti che hanno partecipato alle varie sessioni della manifestazione. A rafforzare la reputazione dell’evento sono stati anche i manager e gli opinion leader di assoluto spessore, che hanno offerto alla numerosa platea in sala un quadro sullo scenario della gestione delle risorse umane in Italia. Consapevoli dell’importanza che rivestiamo nel panorama nazionale, proseguiremo su questa strada per essere punto di convergenza tra le varie realtà del settore, aiutando le imprese ad avere un indirizzo chiaro e strumenti all’avanguardia per condividere il cambiamento e capire come affrontarlo”, conclude Fabrizio Cataldi, Amministratore e Managing Director di Comunicazione Italiana.