Il politico britannico che vuole bannare Twitter

Il social network non collabora con la polizia, così un parlamentare di Sua Maestà ne propone il divieto

George Galloway è membro del Parlamento del Regno Unito e ha prodotto un documento dal titolo “Twitter e il rilevamento del crimine”. Vediamo di cosa si tratta. “Twitter è un modo diffuso di utilizzare il web sociale – spiega Galloway – alla cui base vi è l’obiettivo di massimizzare i propri profitti. Twitter viene utilizzato anche per varie attività criminali, tra cui l’invio di comunicazioni tra persone poco raccomandabili”. Il problema, secondo il parlamentare, è che Twitter spesso ha rifiutato di collaborare con le autorità del Regno Unito, preferendo la riservatezza dei propri iscritti. In generale, la polizia richiede l’accesso alla piattaforma nel tentativo di scoprire l’origine e la fonte di comunicazioni di rilevanza penale.

La proposta anti-Twitter

“Twitter non collabora a meno che non sia questione di vita o di morte – prosegue Galloway – questioni che vengono decise dal team del social network e non regolamentate da nessun paletto ufficiale”. Secondo la mozione, il Parlamento britannico ritiene che questa mancata cooperazione per l’individuazione di fonti criminali sia “riprovevole” e l’invito è quindi di spingere il Governo a imporre sanzioni fino a quando Twitter non accetterà di collaborare pienamente con le autorità del Regno Unito.

Come andrà a finire

Anche se alcune proposte di legge possono nutrire di un certo seguito e popolarità, soprattutto per la copertura mediatica, non è detto che vadano in porto. La proposta rientra nel calderone delle Early Day Motion (EDM) che spesso ottengono poche firme. Tuttavia, secondo la stampa nazionale, quello che cerca Galloway è proprio copertura dei media e interesse del pubblico. Tant’è che ci ha tenuto a presentarsi anche in televisione con una discussa apparizione “felina”.

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