Indagine EU KIDS Online: cosa fanno i nostri bambini online

Kaspersky Lab presenta la ricerca EU Kids Online, realizzata dalla London School of Economics and Political Sciences. La ricerca ha come obiettivo l’analisi dell’utilizzo di Internet da parte di bambini di età compresa tra i 9 e i 16 anni in 33 Paesi europei.

Accesso e utilizzo di Internet

Dalla ricerca emerge che i bambini italiani si collegano ad Internet principalmente da casa (97%, un dato maggiore rispetto alla media europea del 87%) e il 62% accede ad Internet dalla propria camera, mentre il 35% utilizza un computer in una stanza condivisa. Un dato particolarmente rilevante è che rispetto alla media europea, i bambini italiani risultano meno connessi ad Internet tramite dispositivi mobile (9% contro la media europea del 33%) e i meno collegati da scuola (36% rispetto alla media europea del 63%). Per quello che riguarda la frequenza di accesso al Web, l’Italia è in linea con la media europea con il 60% degli intervistati che dichiara di collegarsi almeno una volta al giorno. In generale, i bambini italiani iniziano ad utilizzare Internet più tardi rispetto ai vicini europei: mentre in Svezia e in Danimarca la media è di 6 anni, in Italia sale a 10 anni.

Attività online

Secondo la ricerca, i bambini italiani utilizzano Internet per svolgere una serie di attività quali i compiti (89%), la visione di video (77%) e instant messeging (64%). Pochi invece postano immagini (44%), condividono contenuti (22%) o visitano blog (11%). La presenza sui siti di social networking è invece in linea con la media europea (57%), con il 34% che dichiara di avere un profilo pubblico, il 36% un profilo privato e il 34% che ammette di avere più di 100 amici tra i propri contatti.

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Rischi online

Il 34% dei bambini italiani hanno avuto esperienza di almeno uno dei sette pericoli presenti su Internet oggetto della ricerca, ma solo il 6% ha dichiarato di essere stato molto turbato da questi eventi. Inoltre, insieme al Portogallo e alla Germania, l’Italia è il Paese dove risulta una incidenza minore di danni provocati dall’utilizzo non consapevole del Web.

Come è facile immaginare, il rischio di essere sottoposti a pericoli su Internet aumenta con l’aumentare dell’età: se infatti la percentuale è solo del 7% per i bambini di 9-10 anni, questa sale al 48% per i ragazzi di età compresa tra i 13 e i 14 anni.

I rischi a cui i bambini italiani sono maggiormente sottoposti sono esposizione a contenuti non appropriati (18%), utilizzo non corretto di dati personali (9%) e esposizione a immagini per soli adulti (7%). E’ da registrare una percentuale bassa di fenomeni di cyber bullismo (2%). In questo caso la percentuale è bassa, ma è da sottolineare che il fenomeno del bullismo online è il rischio che preoccupa maggiormente i bambini italiani con il 27% che lo considera molto fastidioso e il 47% che lo considera invece fastidioso.

Sicurezza online e controllo dei genitori

Rispetto alla media europea, i genitori italiani non si rendono conto o si rendono conto tardi quando i propri figli sono sottoposti a rischi online. Il 54% dei genitori di bambini che sono stati esposti a immagini per adulti, ad esempio, ha dichiarato di non esserne a conoscenza, così come l’81% dei genitori i cui figli sono stati sottoposti a messaggi non appropriati.

La maggior parte dei genitori italiani discute con i propri figli riguardo all’utilizzo consapevole di Internet (79% contro la media europea del 70%) e sta accanto ai propri figli durante l’accesso al Web (56%), ma solo il 54% controlla l’attività online dei ragazzi.

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In generale, in Italia è molto alta la percentuale di ragazzi che accedono al Web dalla propria camera senza la supervisione dei genitori, mentre è basso il numero di connessioni da scuola (anche a causa della mancanza delle infrastrutture).

Conclusioni e raccomandazioni

Nonostante l’utilizzo di Internet stia aumentando anche nel nostro Paese, l’Italia rimane un paese a ‘basso rischio’, non tanto come risultato di una politica di protezione dei ragazzi online, ma a causa di un minore accesso ad attività e contenuti digitali. Questo porta inevitabilmente ad una ‘digital literacy’ inferiore rispetto alla media europea e ad una sorta di esclusione digitale dei bambini italiani.

In Italia, i ragazzi dovrebbero essere incoraggiati ad un accesso maggiore di contenuti positivi su Internet e in questo senso la scuola deve svolgere un ruolo di primo piano.

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Scarica la “Research on Internet Addictive Behaviours among European Adolescentscliccando qui