Open Source il futuro è l’integrazione

L’integrazione rappresenta sicuramente un’occasione per tutti gli addetti ai lavori, per cimentarsi e sperimentare diverse soluzioni per approcciare una stessa problematica realizzativa, sia di carattere architetturale che di carattere prettamente implementativo.

I grandi player hanno annunciato l’apertura al mondo Open Source, cosa  succede, vera svolta  strategica o pura opportunità?

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Siamo davanti ad una vera e propria crescita di interesse nei confronti dell’open source, l’esempio plateale del cambiamento di rotta di alcuni grandi player in questo ultimo anno, rappresenta solo uno dei piccoli passi verso la rivalutazione di queste tecnologie. Sempre più aziende e gruppi di delivery si affidano a soluzioni open source, ma credo sia necessario precisare che nella maggior parte dei casi, sono proprio gli stessi clienti che richiedono di utilizzare un certo framework o un certo prodotto open source all’interno del proprio processo di sviluppo.
Quindi se alcuni grandi player iniziano ad investire pesantemente sull’open source questo significa evidentemente che alcuni dei loro clienti a loro volta sono interessati ad investire in tecnologie open.
Credo che più di una svolta strategica, si possa parlare di una fase educativa all’Open Source in cui anche chi non ancora conosce bene la tecnologia, capisce che investire nell’open source vuol dire investire non solo sulle competenze delle persone coinvolte nelle delivery, ma significa investire maggiore effort nell’innovazione a 360 gradi: dalle metodologie implementative a quelle prettamente gestionali.
Tutto questo non perché ci siano interessi politici a movimentare il cambiamento, ma perché sempre più soluzioni open source hanno oramai dimostrato di essere una reale alternativa per la realizzazione di progetti sempre più complessi, grazie anche alle capacità ed al coraggio di chi propone soluzioni nuove.

In questo scenario quale sarà il futuro del Software Libero, i programmatori e le comunità diverranno  “burattini” dei big player?

Non credo che qualcuno possa diventare un burattino di un big player. L’interesse verso le tecnologie open è immerso in un contesto che mette sempre in risalto la community e le persone dei progetti open source. E’ molto difficile, se non impossibile, tentare di farsi accettare nella comunità se non si è stati valutati per i contributi concreti. I filtri per la selezione delle persone all’interno di una community esistono proprio per evitare che qualcuno possa avvantaggiare una singola persona, oppure una determinata azienda.
L’interesse di un progetto deve sposare in pieno la filosofia dell’ottenere un vantaggio evidente per tutta la community e gli utilizzatori.

Quali sono le novità nel mercato open source, cosa bolle in pentola?


Il mondo open source è in continua evoluzione e non credo sia possibile monitorare tutti i progetti, soprattutto definire quale tra questi progetti è quello più originale o funzionale.
Una delle sfide che si continua a seguire è quella relativa alla possibilità di integrare sempre più prodotti tra di loro. Infatti non è molto difficile trovare, ad esempio in una delle ultime release dei più importanti brand open source, segnalazioni nelle release notes che indicano il supporto ad un nuovo framework o ad una determinata libreria.
L’integrazione rappresenta sicuramente un’occasione per tutti gli addetti ai lavori, per cimentarsi e sperimentare diverse soluzioni per approcciare una stessa problematica realizzativa, sia di carattere architetturale che di carattere prettamente implementativo.
Un’occasione che può far crescere il know-how delle proprie risorse oltre che convalidare una propria politica di standard della qualità del prodotto su diversi possibili fronti.

Guardando in casa Italia qual è la situazione dell’open source?

Per rispondere a questa domanda, credo sia necessario ragionare su due fronti: il primo relativo alle aziende che utilizzano le tecnologie open source per produrre, mantenere o rifattorizzare un prodotto per un cliente; il secondo invece relativo alle aziende che contribuiscono ad accrescere ed espandere l’open source attraverso contributi concreti nella community.
Sono molte le aziende italiane che hanno sposato, anche se in modo non completo, una politica di sviluppo utilizzando tecnologie open source, alcune sposando tutte le best practices, altre meno.
La difficoltà iniziale nell’investire in una startup di sviluppo open source riguarda proprio la difficoltà nel reperire oppure raggiungere determinati skill target per le proprie risorse.
Una delle realtà italiane che ha sposato interamente la filosofia open source ed ha all’attivo importanti collaborazioni è Sourcesense, sponsor per il prossimo Open Source Day organizzato da Red Hat e che si terrà il 10 Giugno a Roma.
Proprio grazie ad eventi come l’Open Source Day, è possibile entrare in contatto con le realtà aziendali che stanno scrivendo la storia dell’open source in Italia e nel mondo.
L’Open Source Day è un evento totalmente gratuito, unico prerequisito è l’iscrizione attraverso la form dal sito ufficiale.

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Piergiorgio Lucidi
Ingegnere informatico, lavora nella realizzazione di soluzioni di content management e system integration per il mondo Open Source. Redattore di OneOpenSource (www.oneopensource.it). Supporter di Creative Commons. Videogame tester cresciuto a pane, BASIC e videogiochi. Chitarrista jazz.