Furto all’americana?

Pingram o Pinstagram questo è il problema!

Non c’è niente da fare “ogni Mondo è Paese” come recita un vecchio adagio, di solito i napoletani sono noti per la loro furbizia e per le fregature rifilate agli stranieri; i casi veri o leggendari sono tanti ed in ogni settore, d’altronde Napoli è sempre stata la terra della creatività. Stavolta però è successo il contrario o almeno così sembra.

Ecco la storia: un programmatore napoletano, Gennaro Varriale, ha l’idea di fare un mashup Pingram delle due applicazioni di successo degli ultimi tempi, Pinterest e Instagram, adoperando un’interfaccia simile a quella del primo per visualizzare i contenuti del secondo. L’applicazione piace ed è nuova e  siti specializzati come Mashable, Venture Beat e The Next Web si occupano della cosa con interviste a Varriale.Gli iscritti iniziano ad aumentare, ma dopo pochi giorni il sito Wired.com lancia, come se si trattasse di una grande novità, Pinstagram, mash-up di Pinterest e Instagram. Due americani, Pek Pongpaet e Brandon Leonardo sembrano aver avuto la stessa idea di Gennaro o forse semplicemente l’hanno copiata.

Abbiamo cercato di fare luce intervistando Gennaro:

Come hai avuto l’idea di Pingram?

Sono un appassionato di Instagram (ed anche uno dei primi utenti italiani) e mentre utilizzavo Pinterest per pinnare una mia foto, ho pensato che sarebbe stato utile costruire un mashup tra le due piattaforme. 

In modo da dare un’interfaccia similare a pinterest ad instagram In più avrei dato l’opportunità agli utenti di pinnare e far pinnare (solo se lo desideravano) le proprie foto.

Sono riuscito a realizzare il tutto in 7 ore in un weekend di marzo ed intanto nel tempo libero aggiungevo nuove features.

Qual è stato il riscontro sul Web? (numeri iscritti etc.)

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Dopo una settimana, ho notato che le visite aumentavano, vedevo numerosi tweet di persone che apprezzavano l’idea e bloggers di tutto il mondo riportavano la loro impressione. Quindi arriva all’attenzione dei media stranieri più quotati come Huffingtonpost, Venture Beat, TheNetWeb, Mashable ecc..

Non hai pensato a blindare l’idea? Perchè?

Pingram.me è nato come progetto in un weekend, non pianificato ma preso solo dall’entusiasmo e dalla voglia di programmarlo. Era solo un modo per rilassarmi in un periodo in cui il lavoro era stressante e non avevo molto tempo. (Dedicare ore ad una mia idea, per un mio progetto mi rilassa 😉 )

E’ accaduto tutto cosi in fretta che non ho pensato ad informarmi se si potesse blindare o meno l’idea. 

Pinstagram è del tutto identico? Come fai ad essere certo che sia stata copiata da Pingram?

Io non ho nulla contro Pinstagram, sia chiaro. Rispetto il lavoro altrui. 

Mi ha dato molto fastidio invece leggere, su testate straniere come wired,com ed altre notizie come “due programmatori della Silicon Valley hanno avuto un’idea geniale” ed interviste al fondatore che raccontava come in un weekend aveva avuto l’idea e l’ha realizzata.

Evidenzio che Pek il fondatore di Pinstagram è stato uno dei primi iscritti a Pingram come si vede chiaramente dalla foto

 

e che inoltre il nome ‘pinstagram’ mi era stato suggerito come valida alternativa in  un commento ad un articolo di thenextweb  

Quindi sinceramente, io qui di geniale ed originale non vedo nulla.

Tornando alla domanda, non è identico ma fa la stessa cosa. Permette agli utenti di instagram di gestire le foto con un’ interfaccia simile a pinterest.

Rifaresti tutto alla luce di ciò che è successo?

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Certo, ma ho imparato una paio di cosette. Ho capito che la visibilità di noi italiani è davvero nulla. E’ stato più facile arrivare a Mashable, che ad una testata italiana. Non lo credevo possibile, prima.

Comunque sono orgoglioso della mia idea, e di tutti gli utenti che hanno supportato pingram in questi giorni.

Questa è la versione di Gennaro, Pek da me contattato via twitter ha preferito non rilasciare dichiarazioni alla stampa, ma su mia insistenza ha contattato direttamente Gennaro via mail per fornire la sua versione, cosa che è avvenuta ieri. L’americano aggrappandosi sugli specchi ha cercato di difendere il suo prodotto dicendo che entrambi si sono ispirati a Pinterest e che prima di loro c’erano già stati casi di prodotti nati da un’applicazione famosa come ad esempio Followgram. Inoltre ha citato alcuni grossi nomi dell’IT dicendo ad esempio che Faceboook certo non è stato il primo social network, così come la Ferrari non è stata la prima macchina.

Credo che la storia ora sia finita e che sia Pek che Gennaro siano già alla ricerca del prossimo progetto da realizzare. Quello che voglio sottolineare è il coraggio che ha avuto Gennaro a provarci, spesso nell’ambito delle startup alcuni ragazzi hanno paura che le loro idee siano rubate, certo questo rischio esiste ma se non fai come Gennaro l’idea resterà per sempre chiusa nel tuo cassetto!

Le idee tuttavia affermano molti  “sono di chi le realizza e non di chi le ha” e qui si apre un dibattito tra posizioni differenti e contrastanti, ma questa è un’altra storia.

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Video Credits: Maurizio Imparato