Per l’ultimo miglio un futuro di plastica

Il nuovo brevetto per la comunicazione su fibra ottica in plastica sviluppato dal Politecnico di Milano e l’italiana Luceat all’interno del progetto europeo Polycom

Nasce da un brevetto del Politecnico di Milano, sviluppato all’interno del Progetto Europeo Polycom, una possibile evoluzione del sistema di trasmissione per l’ultimo in miglio in grado di coniugare economicità e prestazioni.

Il team italiano nel Consorzio Polycom comprende anche una società bresciana, Luceat, leader nella produzione di fibre plastiche.

Non più rame, non più fibra in vetro, ma fibra in plastica, ovvero POF, Polymer Otical Fiber or Plastic Optical Fiber, basata su semiconduttori organici, una tecnologia che potrebbe soddisfare al meglio la comunicazione in ambienti domestici così come altre applicazioni in ambienti industriali come quello dell’automotive, dove la comunicazione si svolge in spazi limitati e di breve distanza.

Tecnologia POF fu per esempio utilizzata già nel 2001 dalla BMW. La stessa Mercedes lo utilizza nel modello S-Class. Risultati? Minore esposizione a interferenze elettromagnetiche e peso ridotto del sistema di comunicazione della vettura.

Si dice che l’utilizzo del POF abbia potuto ridurre di 50 Kg il peso dell’auto. E in ambienti domestici la POF può dare vita a una internet ad alta velocità in grado di supportare comunicazione Voip e Iptv.

Lo spettro di applicazioni è tutto ancora in evoluzione, sono molti i settori che in un futuro non troppo lontano potrebbero sfruttare la fibra in plastica. La POF non è una tecnologia nuova, da più di un decennio viene utilizzata in ambienti di comunicazione dove i vantaggi possono essere molteplici.

Quanto sviluppato dal Politecnico è quindi un ulteriore possibile evoluzione della POF, legata soprattutto alla capacità di estendere l’utilizzo della tecnologia in ambiti trasmissivi e distanze ancora maggiori di quelle sinora implementate.

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Si parla infatti della possibilità di utilizzare questo brevetto sia per l’ultimo miglio, sia per mettere a punto reti locali di piccole dimensioni, ospedali, strutture pubbliche, così come veicoli di varia dimensione.

Polycom è riuscito a conferire una nuova proprietà alle POF rendendole “attive”, cioè in grado di processare il segnale ottico ad altissima frequenza fino a 1 Gigabite al secondo per 100 metri, con la possibilità di estendere questo valore fino al tera-bite (mille miliardi).

Il segreto delle particolari caratteristiche delle POF utilizzate da Polycom, dice il Politecnico, sta nella loro composizione: poly metil- metacrilato (noto come Pmma), drogato con polimeri semiconduttori.