SOS Open source, una metodologia pratica per scegliere software open

SOS Open source, una metodologia pratica per scegliere software open

Intervista a Roberto Galoppini – esperto di open source commerciale e ideatore della metodologia SOS Open source.

1 È aumentata in questi ultimi anni l’attenzione del mercato sia pubblico che privato, nei confronti del software open source; i CIO ,non solo italiani, si domandano se questa possa essere la leva per sopravvivere alla crisi mondiale e far fronte alla costante riduzione degli investimenti, eppure non è cosi semplice scegliere la soluzione migliore ne abbiamo parlato con Roberto Galoppini – esperto di open source commerciale e ideatore della metodologia SOS Open source.

SOS raccoglie ed analizza dati relativi a programmi open source, fornendo una rappresentazione sintetica di ogni candidato e mettendo a disposizione uno strumento grafico per la loro comparazione.Roberto ha analizzato la sostenibilità di Funambol nel suo ultimo studio.

Raccontami la genesi di SOS. Quando nasce l’idea, e perchè?

“SOS Open Source ha radici profonde. Già nel 2004 quando collaboravo con il CNIPA per la stesura delle primo rapporto conclusivo del GdL Open Source sostenevo che la metodologia di valutazione comparativa di programmi open dovesse tener conto delle peculiarità di quest’offerta, ma all’epoca l’unico metodo disponibile – OSSM, Open Source Maturity Model – era fin troppo soggettivo, e praticamente non esistevano tool per l’analisi automatica del codice sorgente e degli annessi processi di sviluppo.

Cinque anni dopo le numerose risorse esistenti – tra cui 5 diverse metodologie, i risultati di ben 8 progetti di ricerca finanziata dalla comunità europea, 60 tool liberamente disponibili ed un discreto numero di sistemi di ricerca generalisti (google, google trends) e specializzati (flossmole, melquiades, ohloh, etc) – hanno permesso di realizzare una metodologia agile che consente anche a non esperti di misurare 24 metriche in maniera oggettiva e veloce (in poco più di mezz’ora sono riuscito a fare l’assessment di un progetto, ndr). A meno di tre mesi dal lancio SOS Open Source è già utilizzato da due grandi realtà italiane e tre importanti player dell’offerta open source di oltre oceano hanno commissionato un’analisi delle loro piattaforme.”

Perché è necessaria una metodologia ad hoc per orientarsi nel mondo del software open, e come riesce SOS Open Source a catalizzare l’interesse di consumatori e produttori?

Quando si parla di progetti open source spesso non si fanno distinguo,ma quelli sviluppati in seno o con il contributo della comunità presentano caratteristiche peculiari dello sviluppo collaborativo,caratteristiche di norma assenti nei programmi proprietari (accesso aisistemi di gestione della configurazione, bug-tracking pubblico,mailing-list di progetto, etc). SOS Open Source attraverso l’accesso diretto o indiretto a queste risorse è in grado di valutare il grado di maturità, di adozione (attraverso case-study pubblici), popolarità (download, numero di ricerche effettuate, news, libri sull’argomento) come anche di identificare il tipo e la dimensione della comunity, il livello di partecipazione concesso o il supporto commerciale o formativo esistente sul territorio.

La scarsità di informazioni o per meglio dire la difficoltà nel reperirle dal vendor, che può anche non esistere, rendono necessario l’utilizzo di strumenti del genere, che restituendo risposte rapide permettono di identificare una ristretta rosa di candidati in poche ore, consentendo così di minimizzare il tempo necessario a valutarne le caratteristiche funzionali, prestazionali e di sicurezza.

SOS Open Source viene utilizzato da chi consuma soluzioni IT per trovare e valutare progetti che possano costituire una soluzione all’esigenza infrastrutturale o applicativa del cliente, mentre i vendor richiedono di essere valutati per meglio comprendere i punti di forza o debolezza della propria offerta (questi ultimi spingono a volte il vendor a richiedere una analisi i cui risultati non vengono resi pubblici, ndr).

Quali sono i rischi per un’azienda di una scelta errata?

Effettuare una selezione open source non è diverso dalla scelta di rogrammi proprietari. Infatti nonostante il download sia gratuito, gni attività di installazione, configurazione, costi ai quali occorre ggiungere gli oneri derivanti dall’acquisizione di competenze internalizzata o ricorrendo all’outsourcing) per la ordinaria manutenzione, e le eventuali personalizzazioni ed integrazioni con sistemi terzi. Fare una scelta sbagliata, solo perché ogni programma open source “costa uguale”, è un rischio che nessuno può permettersi.

Per rendersene conto basta guardare la pagina dei componenti utilizzati da Facebook o Twitter, quasi nessuno di quei programmi è infatti noto al grande pubblico, ed è evidente che entrambi abbiano speso tempo e risorse per scegliere i programmi open source più idonei alle loro necessità.

Quali sono i fattori chiave della metodologia di valutazione?

La metodologia per ogni misura utilizza le informazioni più affidabili tra quelle disponibili in rete, fornendo al valutatore una possibile risposta ad ognuna delle 24 domande poste dal sistema durante la fase di valutazione. Ad esempio se il programma esiste da più di 3 anni e negli ultimi 12 mesi è stata rilasciata almeno una nuova release, il sistema suggerisce al valutatore di indicare il progetto come “stabile e manutenuto” (mentre suggerirà solo stabile se il progetto esiste da più di 3 anni ma lo sviluppo appare fermo o limitato alla sola correzione dei bachi). Analoghi modelli sono stati predisposti per ognuna delle domande, e laddove in rete non siano disponibili informazioni SOS Open Source provvede a recuperarle ed elaborarle, come nel caso di più fonti attribuisce minore o maggiore significato all’una o all’altra fonte in funzione di euristiche elaborate con l’esperienza e continuamente oggetto di rivalutazione. Una volta elaborata l’analisi di un progetto è possibile procedere con l’analisi di altri progetti, in modo da poter effettuare la comparazione attraverso semplici istogrammi e diagrammi, eventualmente dando pesi e misure diverse agli indicatori in funzione delle proprie necessità (ad esempio laddove l’estensione di una piattaforma sia ritenuta una caratteristica imprescindibile, verrà dato un maggior peso al criterio relativo alla Modificabilità).

Possiamo svelare alcuni risultati delle tue analisi? I migliori sw sono anche quelli più conosciuti, ovvero qualità = marketing?

Recentemente ho pubblicato un breve estratto della comparazione di programmi open source per il project management effettuata per un cliente: come si vede la maggior parte non sono noti al grande pubblico, e l’equazione qualità=marketing non è verificata, non a caso nel determinare la popolarità di un progetto SOS Open Source non tiene conto soltanto del numero di risorse disponibili in rete, ma anzi distingue ad esempio tra case-study riportati sul sito dell’autore da quelli presentati da terzi. Il passaparola è senz’altro importante, ma come abbiamo visto per i programmi scelti da Facebook e Twitter accade che la qualità anticipi la notorietà, a volte di anni!

 

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Roberto Galoppini, esperto di open source commerciale, fondatore di una delle prime aziende italiane specializzata in soluzioni open source, e promotore del primo consorzio italiano di imprese open source. E’ membro dell’advisory board di alcune aziende del panorama internazionale, nel 2004 ha collaborato con il CNIPA per la stesura delle linee guida sull’open source, con particolare riferimento agli aspetti relativi alle procedure di selezione, acquisizione e gestione di soluzioni basate parzialmente o totalmente su software open source; nel 2007 ha fatto parte della Commissione Open Source del Ministero delle Autonomie Produttive. E’ consulente per importanti realtà del panorama nazionale ed internazionale, e da oltre tre anni scrive di open source e business sul blog commercial open source.

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Categorie: Open Source